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eugenio
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lunedì 19 gennaio 2026
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sangue sul giura
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Qualche volta la formica mangia la balena. Ma l’orso può essere scintilla di tutto? Non sono frasi insensate ma una vicenda assai noir quanto grottesca ambientata nel massiccio del Giura, confine tra Francia e Svizzera che proprio da un orso nasce. A imbattersi in esso è una guida con dei migranti che cercano di attraversare illegalmente il confine e come carambola, un auto con a bordo Michel (Franck Dubosc), commerciante di abeti, che per evitare il plantigrado finisce per urtare un’auto in panne uccidendo una coppia di spacciatori. Spaventato e poi convinto dalla moglie Cathy a occultare i cadaveri (il come è da gustare) e impadronirsi dell’immancabile borsa piena di soldi, finirà per cacciarsi in una serie di situazioni al limite, tra una gendarmeria assai sui generis (il comandante Roland padre di una giovane ribelle) e i migranti di cui sopra, una comunità di provincia, locali di scambisti e un figlioletto mica tanto normale.
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Qualche volta la formica mangia la balena. Ma l’orso può essere scintilla di tutto? Non sono frasi insensate ma una vicenda assai noir quanto grottesca ambientata nel massiccio del Giura, confine tra Francia e Svizzera che proprio da un orso nasce. A imbattersi in esso è una guida con dei migranti che cercano di attraversare illegalmente il confine e come carambola, un auto con a bordo Michel (Franck Dubosc), commerciante di abeti, che per evitare il plantigrado finisce per urtare un’auto in panne uccidendo una coppia di spacciatori. Spaventato e poi convinto dalla moglie Cathy a occultare i cadaveri (il come è da gustare) e impadronirsi dell’immancabile borsa piena di soldi, finirà per cacciarsi in una serie di situazioni al limite, tra una gendarmeria assai sui generis (il comandante Roland padre di una giovane ribelle) e i migranti di cui sopra, una comunità di provincia, locali di scambisti e un figlioletto mica tanto normale. Senza dimenticare il Natale alle porte che non per forza rende tutti più buoni.
Un crimine imperfetto del one man show Dubosc va visto per quello che è ovvero un prodotto di intrattenimento puro che strizzando l’occhio alle commedie nere dei Coen, racconta una storia di delitti e droga mascherati da spavalderia ciarlona. Il tema della valigia è sfruttato in ogni sua dose e sapientemente distribuito di mano in mano, curato compreso. Ne emerge il classico quadro di una comunità alle prese con un evento imprevisto, criminali assetati di sangue e una spruzzata di ilarità macabra. Tutto già visto ma ben fatto. Intrattiene. Che è poi ciò che il cinema è chiamato a fare.
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sabato 20 dicembre 2025
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sorprendente
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Dal grottesco al sorprendente al divertente
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clod
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giovedì 11 dicembre 2025
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un piccolo capolavoro
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un film garbato, ben scritto e diretto, con attori tutti credibili: è tanta, tanta roba oggidì!
Merita le 5 stelle per differenziarsi dai film ormai ordinari.
Poi occorrerebbe interrogarci sulla qualità (e integrità, giusto per riallacciarsi alla trama del film...) della critica cinematografica odierna, che snobba le produzioni low budget e si spertica in lodi ingiustificate laddove ci sia una robusta società di produzione/distribuzione o qualche appiglio politico su cui ricamare il solito pippone ritrito.
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cardclau
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sabato 18 ottobre 2025
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un thriller non ha bisogno di essere angosciante
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Frank Dubosc firma un thriller pieno di cadaveri tale da far ritenere che lo spettatore ne rimanga terrorizzato e che la notte seguente abbia difficoltà a prendere sonno. È vero, i cattivi (che appartengono ad un cartello messicano della droga) sono veramente cattivi. Senza alcun dubbio. Ma i buoni (la gendarmeria, gli abitanti del paesello alpino, il parroco, il locale notturno a mezza strada con un bordello, gli extra comunitari corrieri della droga per guadagnarsi la pagnotta, perfino la polizia) con le loro buffe iperfezioni e ingenuità (ma aiutati da un orso bruno) fanno da adeguato contraltare, stemperando la terribilità. Perché l’essere umano può anche essere fondamentalmente comico, anche in queste situazioni così estreme.
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Frank Dubosc firma un thriller pieno di cadaveri tale da far ritenere che lo spettatore ne rimanga terrorizzato e che la notte seguente abbia difficoltà a prendere sonno. È vero, i cattivi (che appartengono ad un cartello messicano della droga) sono veramente cattivi. Senza alcun dubbio. Ma i buoni (la gendarmeria, gli abitanti del paesello alpino, il parroco, il locale notturno a mezza strada con un bordello, gli extra comunitari corrieri della droga per guadagnarsi la pagnotta, perfino la polizia) con le loro buffe iperfezioni e ingenuità (ma aiutati da un orso bruno) fanno da adeguato contraltare, stemperando la terribilità. Perché l’essere umano può anche essere fondamentalmente comico, anche in queste situazioni così estreme. Come la presa in giro, bonaria, mai volgare, di diversi aspetti della sessualità. Poi se capita che i buoni vincano signorilmente sui cattivi (cosa sempre trucida dei super attrezzati e spaventosi thriller americani recenti) il tutto diventa un sollucchero. Non credevo di potermi divertire in un thriller così ma i Francesi, quando vogliono, possono introdurre degli elementi paradossali, assurdi, di un umorismo loro proprio, che non è quello britannico, nemmeno quello italiano, né tanto meno quello tedesco. Per chi non ha bisogno di una iniezione di adrenalina.
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alex2044
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venerdì 10 ottobre 2025
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deludente
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Mi aspettavo un noir classico , duro e puro . Ho visto invece un noir , nei fatti duro ed anche iper realista ma nella sostanza il regista rimane incerto se prendere una strada, quella del noir classico piuttosto che un'altra , quella del noir comico e umoristico . Il risultato non ? dei migliori . Perfino gli attori sembrano patire questa non scelta . Peccato !
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