Festival di Cannes 2009

Guida alla 62° edizione del Festival di Cannes 2009 dal 13 al 24 maggio 2009

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Festival di Cannes: Palma d'oro a Il nastro bianco

La palma d'oro a Il nastro bianco. Il Premio eccezionale della giuria ad Alain Resnais

Nessun premio per l'unico film italiano, Vincere di Marco Bellocchio.

Festival di Cannes: Palma d'oro a Il nastro bianco

domenica 24 maggio 2009 - Giancarlo Zappoli

Verdetto molto articolato quello della Giuria del 62° Festival di Cannes e solo parzialmente condivisibile. Non si può esser che d'accordo sulla Palma d’Oro andata a Il nastro bianco di Michael Haneke. Film indubbiamente non facile, per durata e contenuto (come peraltro tutti quelli del regista) ma importante sia per quanto riguarda il soggetto che per il rigore con cui lo stesso viene trattato.
Se si doveva premiare un film francese (si poteva non farlo?) il riconoscimento del Grand Prix andato a Jacques Audiard per Un prophéte va a un'opera (anche questa over size come durata) capace di coniugare la tensione narrativa con un elevato livello interpretativo e l'analisi di un percorso di de-formazione carceraria.
Tutti si aspettavano, ed è giustamente arrivato, un premio particolare per Alain Resnais. Uno dei Maestri del cinema contemporaneo, alla sua ultima opera dichiarata, ha saputo mostrare una leggerezza di tocco coniugata a una profondità di scavo psicologico che non potevano passare sotto silenzio. Consenso anche per i premi per l'attore e l'attrice. Come avevamo scritto nella recensione al film Christoph Waltz è stata la vera rivelazione di Bastardi senza gloria e ora possiamo dire dell'intero Concorso. Mentre Charlotte Gainsbourg, caricandosi letteralmente sulle spalle il pesante fardello di Antichrist ha dimostrato di essere un'attrice vera, di quelle pronte a gettarsi anima e corpo (non è una facile battuta) in un’impresa estrema.
Dove il dissenso comincia a prendere forma è nel Premio della Giuria. Perché se Park Chan-wook con il delirio vampiristico di Thirst ha aggiunto un altro anello alla catena della genialità visiva del suo cinema non altrettanto si può dire di Andrea Arnold che ha offerto con Fish Tank un'opera decisamente più convenzionale rispetto al film che, sempre a Cannes, l'aveva fatta conoscere.
Restano il premio per la regia e quello per la sceneggiatura che avrebbero potuto essere meglio attribuiti. Brillante Mendoza con Kinatay ha riproposto il suo cinema autoreferenziale che può giusto piacere a una giuria che non si cura del pubblico (ivi compreso quello acculturato). Mentre eravamo stati facili profeti nell'affermare che Spring Fever aveva tutte le caratteristiche del classico film da festival. Come volevasi dimostrare. Il premio per la miglior sceneggiatura è andato a Mei Feng. È stato come se i giurati avessero dichiarato che nel giorno in cui si proiettava Looking for Eric, diretto da Ken Loach ma scritto dal suo braccio destro Paul Laverty erano assenti per malattia. Fortunatamente in sala ad applaudire fino alla fine c'era un signore che di cinema ne vede, se ne intende e ne fa senza lasciarsi attrarre dalle sirene delle opportunità politico-culturali. Si chiama Quentin Tarantino.

Letitia Casta ha sfilato ieri per il film di Tsai Ming-Liang.

Cannes: tutti pronti per la chiusura

domenica 24 maggio 2009 - Chiara Renda

Cannes: tutti pronti per la chiusura Ci si avvia verso la conclusione di questo Festival di Cannes 2009, un'edizione dominata dai grandi nomi del cinema contemporaneo. E dopo Lars Von Trier, Coppola e Tarantino la serata di ieri ha accolto Tsai Ming-Liang e Isabel Coixet, entrambi in concorso. Se la regista spagnola sceglie di intrecciare la storia di una killer dal viso d'angelo a quella di un ingegnere del suono che ipnotizzato dalla donna la segue nella città di Tokyo (Map of the Sounds of Tokyo), Tsai Ming-liang riesce in Face ad avvicinare cinematograficamente Parigi e Taiwan attraverso le vicende di un regista che decide di girare un film sulla storia di Salomé, realizzando un omaggio a Francois Truffaut grazie anche al cast che si porta dietro: tra gli altri, Jean-Pierre Léaud, Fanny Ardant e Nathalie Baye. Nella parte di Salomè invece Laetitia Casta, che ieri sera ha sfilato radiosa in attesa del terzo figlio, accompagnata dal compagno Stefano Accorsi.
Intanto, mentre mancano poche ore alla premiazione ufficiale, vengono annunciati i primi risultati: i premi assegnati dalla giuria di Un Certain Regard presieduta da Paolo Sorrentino sono infatti Dogtooth del greco Yorgos Lanthimos, Politist, Adjectiv (Premio della giuria), mentre il premio speciale della giuria è stato vinto ex-æquo dalla francese Mia Hansen-Love per Le Père de mes enfants e da Nobody knows about the persian cats di Bahman Ghobadi.
Oggi, prima che il nome del vincitore del festival venga reso noto, si attende intanto il film di Jan Kounen Coco Chanel & Igor Stravinsky, che racconta il mito della celebre stilista e del suo rapporto col rivoluzionario musicista russo. A vestire i panni di Coco Chanel, in risposta alla Tautou di Coco avant Chanel, la bellissima Anna Mouglalis.

Coco Chanel & Igor Stravinsky

Un ritratto d'epoca filologicamente corretto che ripercorre le strade del biopic

Coco Chanel & Igor Stravinsky

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,50)

Regia di Jan Kounen con Anna Mouglalis, Anatole Taubman, Yelena Morozova, Mads Mikkelsen. Genere Drammatico produzione , 2009. Durata 120 minuti circa.
Parigi 1913. Coco Chanel è infatuata del ricco e bello Boy Capel, ma è soprattutto presa dal proprio lavoro. In quei giorni sta per essere eseguita in pubblico La sagra della Primavera di Igor Stravinsky. Le idee rivoluzionarie del mucista si scontrano con il radicalismo di Coco: mentre lei vuole rendere democratica la moda delle donne, lui aspira al cambiamento nel gusto musicale. Coco assiste alla scandalosa prima performance che viene criticata per l'eccesso di modernità prostrando il morale di Stravinsky. Tre anni dopo Coco è in lutto per la morte in un incidente d'auto del suo amante Boy, mentre il musicista, in seguito alle conseguenze della Rivoluzione Russa, si trova in forti difficoltà economiche e vive come esule a Parigi. Coco e Igor si incontrano e l'attrazione tra i due è immediata, così la stilista invita il musicista, sua moglie malata di consuzione e i loro quattro figli a vivere nella sua nuova villa di Garches, Bel Respiro.

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Anna Mouglalis  (39 anni)
Data nascita: 26 Aprile 1978
Luogo nascita: Nantes (Francia)
in Fuori concorso a Cannes domenica 24 maggio con il film Coco Chanel & Igor Stravinsky di Jan Kounen
Anna Mouglalis
Anatole Taubman
Data nascita:  
in Fuori concorso a Cannes domenica 24 maggio con il film Coco Chanel & Igor Stravinsky di Jan Kounen
Anatole Taubman

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