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lunedì 25 marzo 2019

Charlotte Gainsbourg

Uno dei fiori più anomali del cinema europeo

Nome: Charlotte Lucy Gainsbourg
47 anni, 21 Luglio 1971 (Cancro), Londra (Gran Bretagna)
occhiello
Sarò la vostra vicina, la vostra ibfermiera, la vostra governante. Vi trovo solo: sarò la vostra dama di compagnia, per potervi leggere, per camminare con voi, sedere con voi, per prendermi cura di voi, per essere i vostri occhi e le vodtre mani.
dal film Jane Eyre (1995) Charlotte Gainsbourg è Jane Eyre
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Charlotte Gainsbourg
Cesar 2011
Nomination miglior attrice per il film L'albero di Julie Bertuccelli

European Film Awards 2011
Nomination miglior attrice europea per il film Melancholia di Lars von Trier

Festival di Cannes 2009
Premio miglior attrice per il film Antichrist di Lars von Trier

European Film Awards 2009
Nomination miglior attrice europea per il film Antichrist di Lars von Trier



L'attrice dispiega una forza fino ad oggi inesplorata nel film di Eric Barbier. Dal 14 marzo al cinema.

Charlotte Gainsbourg, madre tenace ne La promessa dell'alba

lunedì 4 marzo 2019 - Fabio Secchi Frau cinemanews

Charlotte Gainsbourg, madre tenace ne La promessa dell'alba Attrice e cantante anglo-francese dal viso irregolare, ma dal corpo fantastico. Uno dei fiori più anomali e preziosi del Cinema Europeo. Non particolarmente bella, ma dotata di un fascino indefinibile e sfuggente che la rende continuamente in uno stato di grazia luminoso.
Figlia del compositore, musicista, cantante e poeta francese Serge Gainsbourg (1928-1991) e dell'attrice e cantante inglese Jane Birkin (1946), Charlotte ha da sempre respirato a pieni polmoni l'aria dell'arte e dello spettacolo. Nata e cresciuta nella capitale del Regno Unito, all'interno di un universo poliglotta (che le ha facilitato enormemente la carriera), ha debuttato, prima ancora che nel cinema, nella musica. A soli 13 anni, infatti, canta con il padre "Lemon Incest" (tratto dall'album "Love on the beat") e, solo successivamente, eccola sul grande schermo con il film Amore e musica (1984) di Elie Chouraqui. Debutto accanto a due grandi stelle europee: Catherine Deneuve e Christopher Lambert.
Due anni più tardi torna alla musica nell'album paterno "Charlotte Forever", dove duetta ancora una volta con il padre in "Charlotte for ever", "Elastique" e "Zéro pointé vers l'infini", tutte canzoni che andranno a far parte della colonna sonora di un dramma erotico diretto da Serge Gainsbourg: Charlotte forever (1986). VAI ALLA BIOGRAFIA COMPLETA

   

Il film sarà il 4 maggio in streaming su MYMOVIESLIVE e il 7 maggio in dvd e bluray.

Tre cuori, geometria del triangolo

venerdì 1 maggio 2015 - Marzia Gandolfi cinemanews

Tre cuori, geometria del triangolo Storia d'amore intensa e crudele, Tre cuori nasce dal caso, quello che non lascia scampo ai protagonisti, ma sembra uscito da un racconto della letteratura francese del XIX secolo. Una novella inedita di Maupassant che François Truffaut avrebbe certamente adattato per lo schermo. Un uomo innamorato follemente di una donna mancherà l'appuntamento con lei e finirà per sposare, senza saperlo, la sorella. E proprio a Truffaut, il film di Benoît Jacquot rende visibilmente omaggio, attraverso la voce off, che commenta i soprassalti sentimentali dei protagonisti, e la musica lirica di Bruno Coulais, prossima a quella di Georges Delerue. E ancora l'atmosfera funebre, la dissolvenza in nero come segno di interpunzione e il tema della 'sorellanza', cuore de Le due inglesi e vincolo affettivo condiviso con le sorelle più celebri del cinema francese del suo tempo (Françoise Dorléac e Catherine Deneuve). Continua »

   

Le riprese del film cominceranno nell'estate del 2012.

Von Trier pianifica una versione soft e una hardcore di Nyphomaniac

martedì 2 agosto 2011 - Marlen Vazzoler cinemanews

Von Trier pianifica una versione soft e una hardcore di Nyphomaniac Dopo la presentazione di Melancholia a Cannes, in molti si sono chiesti quale sarebbe stato il prossimo progetto del regista danese Lars Von Trier.
Ieri Screen Daily ha confermato che il prossimo film del regista sarà Nymphomaniac, una pellicola che seguirà la vita erotica di una donna dalla sua nascita ai cinquant'anni. Naturalmente i contenuti del film, la grafica delle scene sessuali e la parte dedicata sulla sessualità giovanile faranno scuotere la testa ai censori, ma Von Trier ha già considerato tali problemi e per questo motivo ha deciso di realizzare due versioni: una hardcore in cui verranno inserite le scene di penetrazione e una softcore che verrà distribuita nella maggior parte dei cinema. Non è la prima volta che Von Trier crea pellicole dai contenuti forti in ambito sessuale, basta ricordare la scena col coltello in Antichrist con Dafoe e la Gainsbourg. La storia sarà divisa in otto capitoli che avranno altrettanti titoli, tipo “La chiesa orientale e occidentale” e “La piccola scuola di organo”. Nonostante le tematiche trattate il progetto sarà incentrato sopratutto sui dialoghi.
Il co-fondatore di Zentropa, il produttore Peter Aalbæk Jensen, ha dichiarato: “(Von Trier) ha intenzione di fare questo progetto. Penso che si tratterà di un film molto spassoso, molto erotico ma anche molto divertente. Penso che abbiamo qualcosa che potrà generare molta attenzione da parte della stampa. Quanto sarà pornografico dipenderà da quanto verrà determinato dai finanziamenti”.
Sul fatto che la pellicola verrà girata al di fuori della Danimarca, Aalbæk ha spiegato: “Questo è il problema di provenire da una... piccola nazione. Dobbiamo mettere insieme i finanziamenti e girare dove le persone sono così generose da supportare Lars. Abbiamo sempre girato in Svezia o in Germania e abbiamo sempre avuto dei preziosi sostegni da Film I Vast e North-Rhine Westphalia. Gireremo o faremo post-produzione in una di queste regioni”.
La pellicola sarà in lingua inglese e le riprese cominceranno nell'estate del 2012. La data di uscita è prevista per il 2013.

   

Il regista danese presenta in concorso a Cannes il suo film sulla fine del mondo.

Melancholia, è Von Trier Show

mercoledì 18 maggio 2011 - Ilaria Ravarino cinemanews

Melancholia, è Von Trier Show «Forse questo film è una schifezza. O forse no. Comunque è abbastanza probabile che non valga la pena vederlo. E quindi? Adesso che facciamo? Parliamo de L'Uomo Ragno?». Lars Von Trier, eccentrico e provocatorio per contratto: impossibile prenderlo sul serio, persino nel serissimo contesto del Festival di Cannes. Il suo film Melancholia, immaginifica storia sulla fine del mondo presentata oggi in concorso e accolta in sala da qualche fischio e applausi, sarebbe bastato a fornire sufficiente materia di discussione. Ma la performance del maestro danese, celebre per la personalità complessa («autovenerativa», dice lui), oltre che per la sua fertile e controversa produzione artistica, raramente si conclude in sala: se l’anno scorso, in competizione con Antichrist, si ritenne personalmente offeso dai giornalisti «che hanno applaudito solo per gentilezza – disse – dopo aver sghignazzato tutto il tempo», quest’anno sul palcoscenico di Cannes ha scelto di polemizzare soprattutto con se stesso. Accanto a lui i suoi attori, Kirsten Dunst, Charlotte Gainsbourg, Jesper Christensen, John Hurt, Stellan Skarsgård, vinti dalla personalità dell’istrionico regista e serenamente disposti ad assecondarlo: uno come Von Trier, del resto, non si può certo arginare.


LARS VON TRIER

Perché un film sulla fine del mondo?
Von Trier: Per me non è esattamente un film sulla fine del mondo ma una riflessione su uno stato mentale, quello della malinconia, che conosco benissimo. Non ho tanto da dire su questo film. Sono felice di essere qui e sono felice che Melancholia non arrivi sugli schermi del pianeta Terra prima di un mese.

Perché questo titolo, Melancholia?
Perché è una bella parola, anche se abusata. Il sentimento della malinconia pervade le arti, e nel mio film è molto presente. L’idea di Melancholia è venuta da là, dal titolo.

Altre fonti di ispirazione?
Mi sono ispirato ai dipinti classici, agli artisti tedeschi e preraffaelliti. E anche ad Antonioni, a Bergman e Tarkovski. Piango sempre, quando vedo i film di Tarkovski. Però a me adesso piacerebbe parlare del mio prossimo film, si può?

Come sarà il suo prossimo film?
Kirsten Dunst mi ha convinto a fare un porno: in Melancholia ho ripreso la sua vagina, ma non le basta. Ha detto di sentirsi pronta per il nudo e di voler fare di più. Ne vuole sempre di più. Vuole un vero film hardcore, farò del mio meglio per accontentarla.

Pensa di trovare altre attrici per il suo porno?
Figuriamoci, ma certo. Siamo già al lavoro sul soggetto: io voglio i dialoghi, ma alle mie attrici non gliene frega niente. Vogliono solo sesso. Vi prometto che il mio prossimo film durerà 4 ore. Sarà un film a capitoli, posso già rivelare il nome del primo: "East/West Church".

Tornando a Melancholia, può raccontare come ha lavorato sulla luce?
L’unico consiglio che mi ha dato il mio direttore della fotografia è stato quello di non fare l’errore tipico dei registi di mezza età, che ingaggiano donne sempre più giovani e sempre più nude. L’ho mandato a quel paese, io faccio quello che voglio. Mi sento un uomo libero, soprattutto da quando ho smesso di bere e mi sono dato alla lettura. Sono diventato più noioso ma mi sento bene, anche se filosoficamente sono contrario al non bere.

Si parlava della luce...
La luce divina è qualcosa di molto importante, ma la luce in generale è importante, perché è il cuore del cinema. Per questo quando guardo Tarkovski piango, perché per me è come avere a che fare con lo Spirito Santo. Sono un uomo molto sensibile alla sofferenza e al senso di colpa cattolico, per quanto ci sia in me anche un lato più leggero che di tanto in tanto, con film come Melancholia, riesco a far emergere.

Melancholia parla della fine del mondo: le sembra un tema leggero?
A me non pare così terribile pensare al fatto che il pianeta muoia. Tutti dobbiamo morire prima o poi. Per me in un certo senso Melancholia è una commedia: se avessi voluto farne una tragedia, vi sareste spaventati.

Perché ha scelto di cominciare il film con la fine del mondo?
Si dice che i film si guardano per sapere come andranno a finire, ma secondo me non è così: sappiamo che James Bond rimarrà vivo alla fine, eppure le sue avventure sono sempre emozionanti. Ho voluto essere chiaro sin dall’inizio: quando vedi Melancholia sai come finisce, almeno non ti illudi.

È soddisfatto del risultato? Che effetto le fa rivedere il suo film a Cannes?
Forse tutta quella musica di Wagner era esagerata, ci siamo fatti prendere la mano e il film è diventato troppo romantico. Quando ho visto i primi fotogrammi, ho pensato che questo film fa veramente schifo. Spero di no.

La sua vita privata influenza la sua ricerca stilistica?
Non lo so. L’unica cosa che posso dire è che per tanto tempo ho pensato di essere ebreo e ne ero molto felice, ma da quando è arrivata Susanne Bier ho perso tutta l’allegria. Ho scoperto recentemente di avere origini tedesche, nella mia famiglia ci sono anche dei nazisti. Noi nazisti in effetti abbiamo una certa tendenza alla megalomania.


KIRSTEN DUNST e CHARLOTTE GAINSBOURG

Cosa vi ha spinte a lavorare con Von Trier?
Kirsten Dunst: Per me Lars è l’unico regista capace di scrivere grandi film per donne, ruoli magari complicati ma unici: la cosa più interessante del mio personaggio è che mentre il mondo sta per finire, lei diventa più forte. A volte i depressi nelle situazioni tragiche tirano fuori una forza inaspettata.
Charlotte Gainsbourg: Rispetto ad Antichrist è stata un’esperienza molto diversa. Non ho l’impressione che ci affidi ruoli particolarmente “da donna”: in Antichrist io interpretavo lui, e in Melancholia è toccato a Kirsten.

Umanamente come avete interagito con Von Trier?
Dunst: Il fatto che Lars si presenti in maniera un po’ bizzarra non mi ha impedito di trovare in lui anche un grande amico.
Gainsbourg: Il problema è che Lars non risponde mai a nessuna delle mie domande sulla sceneggiatura, quindi ho lavorato all’oscuro di tutto. Devo dire che mi è piaciuto.

Com’è stato il lavoro sul set?
Dunst: Lars crea sul set una grande intimità, che rende gli attori emotivamente disponibili. Il processo delle riprese è molto creativo, giriamo anche scene di cinque minuti. C’è totale libertà sulla scena.

La promessa dell'alba

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,89)
Un film di Eric Barbier. Con Charlotte Gainsbourg, Pierre Niney, Didier Bourdon, Jean-Pierre Darroussin, Catherine McCormack.
continua»

Genere Biografico, - Francia 2017. Uscita 14/03/2019.

Dark Crimes

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,50)
Un film di Alexandros Avranas. Con Jim Carrey, Robert Wieckiewicz, Agata Kulesza, Charlotte Gainsbourg, Marton Csokas.
continua»

Genere Thriller, - USA, Polonia, Gran Bretagna 2016. Uscita 06/09/2018. 14

I fantasmi d'Ismael

* * - - -
(mymonetro: 2,38)
Un film di Arnaud Desplechin. Con Mathieu Amalric, Marion Cotillard, Charlotte Gainsbourg, Louis Garrel, Alba Rohrwacher.
continua»

Genere Drammatico, - Francia 2017. Uscita 25/04/2018.

L'uomo di neve

* * - - -
(mymonetro: 2,14)
Un film di Tomas Alfredson. Con Michael Fassbender, Rebecca Ferguson, Charlotte Gainsbourg, Chloë Sevigny, Val Kilmer.
continua»

Genere Drammatico, - Gran Bretagna 2017. Uscita 12/10/2017.

L'incredibile vita di Norman

* * * - -
(mymonetro: 3,12)
Un film di Joseph Cedar. Con Richard Gere, Lior Ashkenazi, Michael Sheen, Steve Buscemi, Charlotte Gainsbourg.
continua»

Genere Drammatico, - USA, Israele 2016. Uscita 28/09/2017.
Filmografia di Charlotte Gainsbourg »

sabato 16 marzo 2019 - Il film di Eric Barbier è tratto dal volume più autobiografico dello scrittore e regista francese, una sorta di bilancio artistico ed esistenziale. Ora al cinema.

La promessa dell'alba e il merito di aver riscoperto Romain Gary

Roy Menarini cinemanews

La promessa dell'alba e il merito di aver riscoperto Romain Gary Basterebbe l'ulteriore riscoperta di un grande autore come Romain Gary per apprezzare lo sforzo di La promessa dell'alba, tratto dal suo volume più autobiografico, una sorta di bilancio artistico ed esistenziale. Nella carriera di Gary non tutto è ammirevole, non tutto all'altezza, non ogni gesto letterario infallibile, eppure proprio in una certa spudoratezza mista a eleganza, proprio nel suo porsi come scrittore raffinato e quasi elitario con improvvisi grumi di vita vera, si nasconde la grandezza per cui è stato amato. L'avventura è cifra riconoscibile della sua esistenza e del suo fare. Non solo per le vicissitudini di una vita molto movimentata, che il film di Eric Barbier narra intensamente, ma anche per l'utilizzo di pseudonimi e le continue maschere che gli hanno permesso di "uscire" dal personaggio varie volte nel corso della sua carriera. Come già accaduto per La douleur su e da Marguerite Duras (da qualche punto di vista un'operazione più radicale), anche La promessa dell'alba rischia di avere pochi punti in comune con l'estetica di Gary. Certamente ne ha pochi con Gary cineasta, che pochi ricordano o conoscono, e che invece rappresenta un esempio incandescente di autobiografia mascherata da "bizzarro movie", come nel caso di Kill! del 1971, girato per aiutare la moglie Jean Seberg a uscire dalla depressione (inutilmente, poiché lei morì suicida poco dopo), e concentrato strano e astratto di noir, psichedelia e film d'autore. Anche Gary morirà suicida, a riprova che tutto quel che estetizziamo a posteriori nella vita degli artisti spesso è sordo dolore che l'arte riesce ben poco a lenire o riscattare.

Tornando a La promessa dell'alba, Barbier si concentra - come del resto il volume da cui è tratto - sulla figura della madre di Gary, interpretata da Charlotte Gainsbourg in un ruolo decisamente in controtendenza rispetto al suo solito type-casting. Non lontana da altre madri di differenti tradizioni culturali (non ultima la jewish mama gigantografica nel cielo di Manhattan di Edipo relitto di Woody Allen, decisamente più ironica di questa), Nina è ossessionata dal figlio, maschio. Per lui immagina un futuro radioso, che si avvererà più o meno puntualmente. Arte e successo storico, nella sua vita, devono intrecciarsi e trionfare, e così Romain è chiamato all'impresa di realizzare se stesso, una sorta di premio egotistico psicanaliticamente inseguito per compiacere la genitrice.
A Barbier le questioni edipiche interessano il giusto, perché la cosa forse più interessante del suo film - al netto di non poche fragilità dettate dall'impianto magniloquente e dalle scenografie invadenti - è il ricorso a moduli biografici avventurosi: la guerra, le conquiste, la scalata sociale, la battaglia letteraria, tutto entra in un vortice da romanzo d'appendice. Sarebbe bastata una consapevolezza più cinefila, un po' alla Chabrol, per raggiungere arie più terse e vette più apicali.

Certo, ci sono momenti di riuscito paradosso, come quando Nina - saputo che il figlio è l'unico del suo reggimento a non aver ottenuto la promozione militare sperata - lo loda pubblicamente proprio per la sua singolarità, volgendo al plauso un'umiliazione nettissima. Molto di La promessa dell'alba lo si deve allora alla Gainsbourg, che - almeno nella versione originale - riesce persino, lei francese, a parlare il francese degli immigrati dall'est Europa, sporcando la pronuncia e apparendo straniera. Chapeau.

mercoledì 13 marzo 2019 - Sequel del cult del 1996, un nuovo eroe si ritrova a combattere una minaccia aliena. Disponibile su Infinity.

Independence Day - Rigenerazione, un altro tassello del genere catastrofico

a cura della redazione cinemanews

Independence Day - Rigenerazione, un altro tassello del genere catastrofico Vent'anni dopo l'attacco massivo e distruttivo che ha falciato tre miliardi di persone sulla terra, David Levinson, specialista in telecomunicazioni ieri, direttore del settore Ricerca e Sviluppo oggi, scopre la minaccia di una prossima invasione aliena. Non ha bisogno invece di strumenti sofisticati per avvertire il nemico alieno, Thomas J. Whitmore, ex presidente degli States rimpiazzato dal presidente Lanford, una donna strategicamente incapace che si affida ai suoi generali. È Whitmore ad avvisare le nazioni in diretta mondiale e a gettarle nel più totale sconforto. Ma 'i nostri' non mancheranno di arrivare coalizzati e muniti di tecnologia extraterrestre, recuperata nella precedente invasione. Contro la monumentale forza dell'avversario si schierano due piloti rivali e un ex presidente eroico, disposto a tutto pur di preservare il suo pianeta e proteggere sua figlia. Re indiscusso del catastrofico trash dopato con effetti speciali digitali, il regista mantiene saldo il patto con lo spettatore, che non cerca più novità e incantamento ma prova riconoscenza. Diretto da Roland Emmerich e interpretato da  Liam HemsworthBill PullmanJeff Goldblum e Charlotte Gainsbourg, Independence Day - Rigenerazione è ora disponibile su Infinity.

   

venerdì 8 marzo 2019 - Su MYmovies.it i primi 10 minuti di un racconto picaresco di avventura e di iniziazione, l'incredibile storia di 20 anni della vita di Romain Gary e di sua madre. Da giovedì 14 marzo al cinema.

La promessa dell'alba, guarda l'inizio del film

a cura della redazione cinemanews

La promessa dell'alba, guarda l'inizio del film Dalla difficile infanzia in Polonia all'adolescenza a Nizza, per poi arrivare alla carriera da aviatore in Africa durante la seconda guerra mondiale... Romain Gary ha vissuto una vita straordinaria. Ma questo impulso a vivere mille vite, a diventare un grande uomo e un celebre scrittore è merito di Nina, sua madre. Sarà proprio il folle amore di questa madre possessiva ed eccentrica che lo porterà a diventare uno dei più grandi romanzieri del ventesimo secolo, e a condurre una vita piena di rocamboleschi colpi di scena, passioni e misteri. Ma quell'amore materno senza freni sarà anche un fardello per tutta la sua vita. «La promessa dell'alba è un racconto picaresco, un romanzo di avventura e di iniziazione che racconta 20 anni della vita di Romain Gary e di sua madre, i quali si imbattono in una vicissitudine dopo l'altra, viaggiando di paese in paese. La loro vita è un susseguirsi di occasioni afferrate o mancate, di incontri, di azzardi finiti bene e di azzardi finiti malamente. È una sovrabbondanza di situazioni» Eric Barbier, regista Diretto da Eric Barbier e tratto dall'omonimo romanzo autobiografico di culto scritto da Romain Gary, La promessa dell'alba - di cui presentiamo in anteprima i primi 10 minuti - sarà al cinema da giovedì 14 marzo, distribuito da I Wonder Pictures.

Nel cast, tra gli altri, troviamo Charlotte GainsbourgPierre Niney, Didier BourdonJean-Pierre Darroussin e Catherine McCormack. La sceneggiatura è di Marie Eynard e dello stesso Eric Barbier. I produttori sono Eric Jehelmann e Philippe Rousselet.

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