I fantasmi d'Ismael

Film 2017 | Drammatico +13 110 min.

Titolo originaleLes fantomes d'Ismaël
Anno2017
GenereDrammatico
ProduzioneFrancia
Durata110 minuti
Regia diArnaud Desplechin
AttoriMathieu Amalric, Marion Cotillard, Charlotte Gainsbourg, Louis Garrel, Alba Rohrwacher Laszló Szábó, Hippolyte Girardot, Samir Guesmi.
Uscitamercoledì 25 aprile 2018
TagDa vedere 2017
DistribuzioneEuropictures
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,94 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Arnaud Desplechin. Un film Da vedere 2017 con Mathieu Amalric, Marion Cotillard, Charlotte Gainsbourg, Louis Garrel, Alba Rohrwacher. Cast completo Titolo originale: Les fantomes d'Ismaël. Genere Drammatico - Francia, 2017, durata 110 minuti. Uscita cinema mercoledì 25 aprile 2018 distribuito da Europictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,94 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Consigliato sì!
2,94/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 2,50
PUBBLICO 2,33
CONSIGLIATO SÌ
Un autoritratto galvanizzante che combina nella stessa opera intimità, politica, arte, corpo, pensiero e processo creativo .
Recensione di Marzia Gandolfi
mercoledì 17 maggio 2017
Recensione di Marzia Gandolfi
mercoledì 17 maggio 2017

Ismaël Vuillard, regista febbrile, scrive di notte per ricacciare gli incubi. Legato sentimentalmente a Sylvia, astrofisica con la testa tra le stelle, ha perso Carlotta, la giovane consorte inghiottita vent'anni prima dal nulla. Da allora si prende cura di Henri Bloom, autore cinematografico, mentore e padre inconsolabile di Carlotta, che una mattina d'estate ritorna dall'aldilà. Fantasma tangibile, la sua morte non è mai stata accertata, rientra da una fuga ostinata e da un soggiorno in India, dove si è risposata e dove è rimasta vedova. Di nuovo sola nel mondo, ripara nella sua vecchia vita e tra le braccia di Ismaël, sopraffatto dalle emozioni e dallo sconcerto. Il fantasma di Carlotta lo appressa e finisce per frangere i suoi sentimenti e la sua produzione artistica.

Un film interrotto col suo 'eroe', diplomatico autodidatta che attraversa il mondo senza comprenderlo. I fantasmi di Arnaud Desplechin non vengono da un altro mondo e sono tutti congiunti: una moglie amata e sparita, un fratello inafferrabile e ramingo.

I fantasmi del titolo sono i testimoni temibili di uno stato precedente del mondo, hanno conosciuto i vivi nella loro versione più bella, più pura e adesso rivendicano il posto che hanno abbandonato. Commedia di spionaggio che si rovescia in feuilleton intimo che si rivela autoritratto galvanizzante (Roubaix ancora e sempre), I Fantasmi d'Ismael convoca una sorta di aldilà relazionale in cui fantasmi immutati riemergono un tourbillon di rimpianti e rimorsi.

Ma Carlotta e Ivan Dédalus non sono gli unici fantasmi di questo racconto fantastico che si gioca, nella prima parte, in una casa in riva al mare, a colpi di ellissi e flashback. In filigrana riemergono i maestri di Desplechin, Bergman, Truffaut, Hitchcock (Carlotta è il nome della donna del ritratto in Vertigo), eterni revenants che abitano un film saturo di segni, referenze e rispecchiamenti, in cui si confondono le frontiere tra le epoche, tra realtà e finzione, tra sogno e incubo.

La dimensione spettrale del film comprende soprattutto le sottili reminiscenze del cinema dell'autore che recupera i personaggi amati per fargli vivere nuove avventure. Personaggi che non sono più gli stessi ma non sono nemmeno degli altri. Quando Carlotta si mette a nudo, letteralmente, davanti a Ismaël, ritorna l'immagine di Marion Cotillard, nuda e debuttante nella sua sola scena (muta) in Comment je me suis disputé (ma vie sexuelle). Carlotta è un souvenir della giovinezza del protagonista interpretato, ieri come oggi, da Mathieu Amalric.

Né prequel, né sequel di I re e la regina, I Fantasmi d'Ismael svolge un nuovo episodio della vita di Ismaël Vuillard, doppio affettivo e professionale di Arnaud Desplechin. Più ancora del precedente (I miei giorni più belli), il film lavora sulla ricognizione, la ripetizione, il rilancio. I Fantasmi d'Ismael rimanda al mestiere, riprende ostinatamente la stessa materia autobiografica, romanzesca, burlesca, analitica, combinando nella stessa opera intimità, politica, arte, corpo, pensiero e processo creativo.

Posseduto dai tormenti della creazione e in faccia ai suoi fantasmi, doppi irragionevoli, l'autore debutta con una commedia di spionaggio in cui un'assemblea di diplomatici disserta su un 'certo' Ivan Dédalus, personaggio principale a venire di un film da finire. Seguendo false piste e false partenze, I Fantasmi d'Ismael si muove su tre piani distinti, il racconto avanza come un fantasma, fluttuando senza sforzo da un mondo all'altro e insistendo sul significato labirintico di Dédalus. Eroe illustre incarnato questa volta da Louis Garrel, irresistibile burlone, a dispetto della sua reputazione, che muove i primi passi nei corridoi del Quai d'Orsay e sfuma in una scen a 'mitteleuropea'. Dédalus non è però il centro del film, non di questo almeno, è il fratello di Ismaël, meglio, la proiezione del fratello concepita da Ismaël. Ed è proprio lui il motore della storia, il nuovo avatar di Desplechin che si nasconde e rivela lungo le linee prospettiche che mettono in relazione due quadri maggiori del Rinascimento. Su un campo di passione volontariamente disordinato, l'autore trasforma daccapo in oro (e cinema) le sue ossessioni. I Fantasmi d'Ismael è una tappa irridente e depressiva di un work in progress che rimugina le sue storie d'amore e di famiglia, tra assoluzione e regolamento di conti, rivelando le architetture e spalancando le strategie narrative.

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I FANTASMI D'ISMAEL
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 27 aprile 2018
carlosantoni

Si può capire, se ci si mette molta buona volontà e benevola disposizione d’animo, che il regista abbia voluto impegnarsi in qualcosa di impegnativo. Io credo però che abbia fallito totalmente: negli ultimi tempi mi è capitato di vedere (purtroppo) filmetti insulsi che offendono l’intelligenza dello spettatore, ma non ricordo di aver mai visto un film tanto confusiona [...] Vai alla recensione »

giovedì 3 maggio 2018
Flyanto

"I Fantasmi di Ismael" del regista  francese  Arnaud Desplechin sono i tormenti che quotidianamente e da ormai lungo tempo affliggono il protagonista del film (Mathieu Amalric), uno stimato regista in crisi che è stato abbandonato misteriosamente dalla giovane moglie (Marion Cotillard) anni prima, e precisamente  tre anni dopo il matrimonio, e che ora ha una relazione [...] Vai alla recensione »

mercoledì 2 maggio 2018
cardclau

Ammetto che ho avuto bisogno di tempo per riflettere, e mettere assieme, sulle insolite sensazioni conferitemi del film di Arnaud Desplechin, I fantasmi d'Ismael. Le prime, nei primi momenti, non andavano al di là di un generico "non capisco". In un tentativo di vedere sempre le pareti della stanza parallele e perrpendicolari, gli angoli sempre a 90°, mai pareti sghembe, con [...] Vai alla recensione »

domenica 29 aprile 2018
simeone ricci

Film allucinanate. Forse uno dei peggiori film mai visti. Uno dei pochi ,dove sono uscito dalla sala,dopo un'ora. Mi sembra che il film duri due ore.Non oso immaginare,cosa sia riuscito ancora a metterci dentro, nella seguente ora. Nella prima:Piero della Francesca, S Pollak, per non parlare dei luoghi (mezzo mondo) Addirittura scena nell'osservatotio andino di Palomar in Cile!!.

venerdì 27 aprile 2018
no_data

Visto le recensioni pensavo fosse un film interessante, invece l'ho trovato noioso, riprese al limite dell'accettabile, troppe cose lasciate in sospeso.

lunedì 23 aprile 2018
no_data

L'articolo è a tratti incomprensibile. La trama complessa dovrebbe essere riassunta per il lettore con ordine e chiarezza, oppure essere solo indicata alla sua attenzione in quanto composta da più piani temporali e narrativi (questo almeno è quel che si coglie non avendo ancora visto il film).Si dà troppo per scontata anche la filmografia dell'autore.

martedì 1 maggio 2018
Cripra

Totalmente d'accordo con Carlo Santoni.Film noiosissimo e senza capo nè coda

FOCUS
INCONTRI
martedì 10 aprile 2018
Paola Casella

"I fantasmi di Ismael (guarda la video recensione) è l'8 ½ di Arnaud Desplechin", afferma Alba Rohrwacher, a Roma insieme al regista e a Louis Garrel per presentare il film nell'ambito della rassegna di nuovo cinema francese Rendez-Vous, "non solo perché racconta la crisi amorosa e lavorativa di un regista, ma anche perché è pieno di rimandi, rincorse, vertigini e riferimenti all'arte, ma riesce a rimanere concreto e accessibile al pubblico". "Ho deciso di fare cinema fra i 9 e i 12 anni dopo aver visto i film di Fellini", le fa eco il regista francese. "Non li avevo più rivisti fino a 4-5 anni fa, ma anche la seconda volta sono rimasto incantato".

Desplechin, in che cosa si sente simile a Fellini?
Desplechin: "Fellini non dimenticava che il cinema è un'arte per i poveri e i bambini, e coglieva benissimo l'aspetto musical e giocoso di ognuno dei suoi film. Spero di avere la stessa capacità di rivolgermi ai giovani e alle classi popolari, e di conservare il suo stesso piacere infantile nel fare il mio mestiere".

Il regista al centro di I fantasmi d'Ismael le assomiglia?
Desplechin: "No, perché Ismael fuma, beve e fa sesso con svariate donne. Io non saprei mai essere così eccessivo".

Alba e Louis, qual è il vostro ruolo nel film?
Rohrwacher: "Io sono Arielle, già nel nome un personaggio d'aria e di fiaba, animata da un entusiasmo quasi adolescenziale. Ma sono anche Faumia, l'attrice che interpreta Arielle nel film dentro il film che I fantasmi d'Ismael (guarda la video recensione) mette in scena. Anche Faumia è un nome fiabesco, fa pensare ad un fauno".

Garrel: "Io sono Ivan, il diplomatico di quel film dentro il film, un ruolo ispirato al fratello di Ismael. In ogni film di Desplechin ci sono personaggi ricorrenti, e io ho preso sulle mie spalle la responsabilità del Fratello. Prima di iniziare le riprese ho chiesto ossessivamente ad Arnaud di dirmi il segreto di Ivan, finché lui mi ha rivelato: 'Ivan è vergine'".

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 26 aprile 2018
Emiliano Morreale
La Repubblica

In molti eravamo rimasti interdetti dall'apertura dello scorso Festival di Cannes, affidata a questo Les fantomes I fantasmi d'Ismael. Certo, Desplechin è uno dei nomi più prestigiosi del cinema francese degli ultimi decenni, fin dal suo secondo lungometraggio, Comment je me suis disputé... (ma vie sexuelle). E il cast di richiamo, soprattutto nazionale, c'era.

giovedì 26 aprile 2018
Cristina Piccino
Il Manifesto

C'è un regista, l'Ismael (Mathieu Amalric) del titolo, che sta preparando un film sul fratello Ivan (Louis Garrel) diplomatico circondato da spie. C'è una donna, Sylvie (Charlotte Gaisnbourg), la compagna del regista, che lo ama e lo sosti-ne - «Voglio farti cadere la maschera, voglio rivelare il principe che è in te» gli sussurra prima di fare l'amore.

giovedì 26 aprile 2018
Francesco Alò
Il Messaggero

Chiamatelo Ismael (Mathieu Amalric) questo sopravvissuto dell'amore che di mestiere fa il regista e si chiama come il superstite-narratore del capolavoro letterario Moby Dick di Melville. Lo interpreta Amalric, attore feticcio, quasi sosia di Roman Polanski, forse addirittura alter ego dell'autore di questo bizzarro film francese a scatole cinesi (Desplechin lo lanciò nel 1992 con La sentinelle).

giovedì 26 aprile 2018
Alessandra Levantesi
La Stampa

C'è chi adora il suo cinema e chi lo trova (elegantemente) fumoso. Noi apparteniamo alla seconda categoria, per cui I fantasmi di Ismael, che dell'opera di Desplechin è una sorta di silloge, ci ha convinto poco. Sotto il personaggio dello scrittore in crisi Ismael, incarnato da Mathieu Amalric, si cela una volta di più l'alter ego del cineasta francese; così come Ivan Dedalus (Luis Garrel) - misterioso [...] Vai alla recensione »

giovedì 26 aprile 2018
Alice Sforza
Il Giornale

Ismaél è un regista che sta girando un film sul diplomatico Ivan, ispirato alla figura di suo fratello. L'uomo non ha ancora superato il lutto per la scomparsa della moglie Carlotta, avvenuta vent'anni prima, anche se ha una relazione con Sylvia. Però, un giorno, Carlotta riappare e Sylvia scappa. Che fare? All'inizio, non tutta fila liscio e si fa fatica a seguire le doppie narrazioni.

NEWS
VIDEO RECENSIONE
venerdì 20 aprile 2018
 

Ismael, regista febbrile legato sentimentalmente a Sylvia, scrive di notte per allontanare i suoi incubi. Vent'anni prima ha perso Carlotta, consorte inghiottita dal nulla che una mattina d'estate ritorna dall'aldilà.

[LINK] FESTIVAL
mercoledì 4 aprile 2018
Ilaria Ravarino

Iniziativa ormai collaudatissima dell'Ambasciata di Francia in Italia (realizzata dall'Institut francais Italia e co-organizzata con UniFrance) la manifestazione Rendez Vous Nuovo Cinema Francese porterà in Italia, dal 4 al 10 aprile, i migliori titoli [...]

POSTER
venerdì 23 marzo 2018
 

Ismaël Vuillard, regista febbrile, scrive di notte per ricacciare gli incubi. Legato sentimentalmente a Sylvia, astrofisica con la testa tra le stelle, ha perso Carlotta, la giovane consorte inghiottita vent'anni prima dal nulla.

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