Il tempo che ci rimane

Film 2009 | Drammatico 105 min.

Titolo originaleThe Time That Remains
Anno2009
GenereDrammatico
ProduzioneGran Bretagna, Italia, Belgio, Francia
Durata105 minuti
Regia diElia Suleiman
AttoriElia Suleiman, Saleh Bakri, Samar Qudha Tanus, Shafika Bajjali, Tarek Qubti, Zuhair Abu Hanna, Ayman Espanioli, Bilal Zidani, Leila Mouammar, Yasmine Haj, Amer Hlehel, Nina Jarjoura, Georges Khleifi, Doraid Liddawi Ali Suliman, Avi Kleinberger, Lotuf Neusser, Daniel Bronfman, Alon Leshem, Ziad Bakri, Lior Shemesh, Tareq Qobti, Yaniv Biton, Baher Agbariya, Samar Tanus, Isabelle Ramadan, George Khleifi, Nati Ravitz, Menashe Noy.
Uscitavenerdì 4 giugno 2010
TagDa vedere 2009
DistribuzioneBim Distribuzione
MYmonetro 3,37 su 20 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Elia Suleiman. Un film Da vedere 2009 con Elia Suleiman, Saleh Bakri, Samar Qudha Tanus, Shafika Bajjali, Tarek Qubti, Zuhair Abu Hanna, Ayman Espanioli, Bilal Zidani, Leila Mouammar, Yasmine Haj, Amer Hlehel, Nina Jarjoura, Georges Khleifi, Doraid Liddawi. Cast completo Titolo originale: The Time That Remains. Genere Drammatico - Gran Bretagna, Italia, Belgio, Francia, 2009, durata 105 minuti. Uscita cinema venerdì 4 giugno 2010 distribuito da Bim Distribuzione. - MYmonetro 3,37 su 20 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un esame sulla creazione dello stato di Israele dal 1948 al giorno d'oggi. In Italia al Box Office Il tempo che ci rimane ha incassato nelle prime 6 settimane di programmazione 156 mila euro e 33 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato sì!
3,37/5
MYMOVIES 3,25
CRITICA 3,30
PUBBLICO 3,35
CONSIGLIATO SÌ
Breve storia di Israele vista da un palestinese con il pregio dell'astrazione.
Recensione di Giancarlo Zappoli
sabato 23 maggio 2009
Recensione di Giancarlo Zappoli
sabato 23 maggio 2009

Una riflessione in quattro parti sulla storia degli arabi palestinesi a partire dal 1948, anno della proclamazione dello Stato di Israele, sino ai giorni nostri. Viene raccontata attraverso episodi comici o tragici della vita di tutti i giorni ed è ispirata ai racconti del padre del regista, che partecipò alla prima resistenza, alle lettere della madre e ai ricordi del regista stesso che è in parte anche protagonista del film.
Elia Suleimane, che con Intervento divino nel 2002 portò il primo film palestinese ad approdare in competizione a Cannes vincendo il Premio della Giuria e quello della Fipresci, sette anni dopo vi ha fatto ritorno con questa riflessione personale sulla condizione dei Palestinesi. Si tratta, ovviamente, di un film schierato che non si preoccupa di essere politicamente corretto. Anche perché, in quei territori e in quelle situazioni, esserlo non è così semplice. Suleimane però ha il grande pregio dell'astrazione. Il suo punto di riferimento cinematografico è l'inarrivabile genio di Buster Keaton. Così il regista, nato a Nazareth nel 1960, è capace di portare sullo schermo il gag di un combattente che ha perso la strada così come un suicidio (non kamikaze) dimostrativo, con un distacco che aggiunge, anziché togliere, forza alle immagini. Di queste tre, in particolare, restano impresse nella mente. La più fortemente evocativa è quella di Suleimane che, con un'asta da competizione per il salto in alto, riesce a superare il Muro eretto dagli israeliani. La più speranzosamente astratta è quella in cui gli occupanti di una jeep israeliana, che intendono far rispettare il coprifuoco a Ramallah, finiscono col far ondeggiare le teste allo stesso ritmo dei ragazzi palestinesi che, in una discoteca, non sentono i loro annunci. L'immagine invece più commovente è quella della suora cattolica la quale, dinanzi a un'azione violenta degli israeliani, sembra inizialmente cercare rifugio in convento. La vediamo invece tornare tra i prigionieri inginocchiati, legati e bendati per portare loro il ristoro di un sorso d'acqua. È la testimonianza che essere arabi e schierati non significa necessariamente, come troppi vorrebbero pretestuosamente farci credere, essere integralisti.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 18 giugno 2010
laulilla

il film ci ricorda che, prima del 1948, anno in cui fu costituito e riconosciuto lo stato di Israele, nel territorio ora israeliano, convivevano pacificamente gruppi di palestinesi di culture e religioni diverse (la madre del regista, ad esempio, era di cultura cattolica), che conducevano una vita dignitosa e civile e che non gradirono certamente la nuova condizione.

venerdì 18 giugno 2010
bravobene

Quello del tassista che accompagna il cliente (Elia Suleiman) a casa dall'aeroporto ma, colto da un improvviso e violentissimo, veterotestamentale acquazzone, è costretto a fermarsi in una strada che non riconosce più, perso anche il contatto audio con la stazione dei taxi, tra lo scoppio di tuoni dalla potenza inaudita, sorpreso, stupito e infine sconvolto da tanto scompiglio [...] Vai alla recensione »

giovedì 12 agosto 2010
brian77

E' un film straordinario, che ci racconta la tragedia dei palestinesi con i modi di una comica raggelata. Sconcerta buona parte del pubblico, perché non usa il tradizionale coinvolgimento narrativo in una vicenda, con personaggi, racconto naturalistico eccetera. E' invece raccontato per vignette caustiche, per gag apparentemente farsesche dove però non c'è niente da ridere, perché la materia è tragica. [...] Vai alla recensione »

domenica 9 agosto 2015
ALBERTO PEZZI

E’ SICURAMENTE UN FILM MOLTO DIFFICILE. DOPO LA PRIMA, HO PROVATO A RIVEDERLO UNA SECONDA VOLTA, E’ STATO MOLTO UTILE. SI TRATTA DI UN FILM RICCO DI METAFORE, RICCO DI SPUNTI, MA MOLTO PESANTE DA CAPIRE AL PRIMO IMPATTO. E’ CERTAMENTE UNA FOTOGRAFIA CHIARA E DECISA DEL PUNTO DI VISTA PALESTINESE NELL’ ETERNA GUERRA CON ISRAELE.

sabato 10 marzo 2012
giovj

   Gli avvenimenti scorrono sui volti dignitosi,rassegnati,malinconici,solitari    accompagnati da rappresentazioni rurali e urbane che spesso    oltrepassano il reale verso qualcosa di metafisico.    Pennellate di ironia al grottesco non infastidiscono    le immagini e la musica che con garbo e poesia colmano    i dialoghi [...] Vai alla recensione »

mercoledì 23 giugno 2010
dorak

Per apprezzare il film occorre conoscere già la storia della nascita dello stato di Israele. Il film procede per citazioni di immagini e situazioni che fanno riferimento al procedere della storia e alle diverse caratteristiche del conflitto arabo-israeliano. Anche se in possesso di tutti gli aspetti del "problema", ho faticato a collocare nel tempo i diversi racconti di "normale" esistenza di Fouad [...] Vai alla recensione »

giovedì 19 gennaio 2017
mggagliardi

P { margin-bottom: 0.21cm; } Il noto regista Elia Suleiman ripercorre la vita della sua famiglia attraverso le tappe degli eventi più salienti della storia Palestinese. Dalla nakba, la catastrofe, nel 1948 con la fondazione dello stato di Israele fino ai giorni nostri con la costruzione del Muro dell’apartheid. Un film più da sentire che da capire, come dichiara lo stesso [...] Vai alla recensione »

sabato 19 giugno 2010
Roberto Burchidi

un film vitale e sofferente al tempo stesso, un ottimo gusto delle inquadrature e una colonna sonora vivace e capace di intervallarsi ai tanti momenti d'angoscia a cui è sottoposto questo popolo. da vedere sapendo che è un'opera in cui non bisogna avere fretta

giovedì 10 giugno 2010
algernon

è un buon film, molto interessante. fa conoscere un po' di storia della Palestina e di Israele. Il regista è piuttosto ironico, il racconto semplice e la visione piacevole.

giovedì 10 giugno 2010
EVERYONE

Questo film lascia un po' perplessi per lo stile particolarmente rarefatto che l'autore ha scelto per raccontarci 60 anni di storia palestinese/israeliana a partire dal 1948 sul filo di ricordi famigliari del personaggio principale con spunti credo autobiografici.La fissità di alcune immagini nonchè la voluta ripetitività delle stesse lascia disorienta ma questo è lo sguardo dell'autore e va rispettato [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Solo i popoli oppressi dedicano film alla memoria dei padri. Solo il palestinese Elia Suleiman lo fa con tanta poetica eleganza, sposando l'impassibilità di Buster Keaton alle gag a miccia lenta di Tati con uno humour, uno stupore, un distacco che coprono le ferite più brucianti. Intervento divino (2002) allineava piccole catastrofi quotidiane fra Nazareth e Ramallah, tingendo d'assurdo la vita di [...] Vai alla recensione »

Boris Sollazzo
Liberazione

Quando hai una faccia come quella di Elia Suleiman, fare anche un film non è necessario. Bastano quei lineamenti, quel saper (re)incarnare Buster Keaton nel mezzo del conflitto mediorientale, per poter catturare l'attenzione di tutti gli spettatori, anche quelli più distratti. E in effeti Suleiman è un uomo geniale e colto a cui basta metterci la faccia e delle ottime idee di fondo per regalare qualcosa, [...] Vai alla recensione »

Alberto Crespi
L'Unità

Il Guardian l'ha definito «a cool, controlled minor masterpiece»: un «capolavoro minore», elegante e controllato. Chissà se la definizione, a Elia Suleiman, piace. La parola più giusta, tra quelle usate dal critico del quotidiano britannico Philip French, è «controlled»: giunto a 50 anni il cineasta palestinese ha maturato una sicurezza stilistica che fa di lui uno dei cineasti contemporanei più riconoscibi [...] Vai alla recensione »

Maurizio Cabona
Il Giornale

Sul Muro d'Israele mano anonima ha citato Tucholsky: «Un popolo non è solo quel che fa, è anche quel che lascia fare». Si legge la scritta ne Il tempo che ci rimane, di e con Elia Suleiman, storia di famiglia e solidarietà, di patria oppressa e patriottismo sommesso. Prima del Tempo che ci rimane, Suleiman aveva proposto a Cannes Intervento divino sul contrastato amore fra giovani arabi d'Israele e [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
L'Espresso

La scoperta di Elia Suleiman, regista, attore, sceneggiatore quarantenne palestinese che ha vissuto e lavorato a New York, docente alla Birzeit Universiry in Cisgiordania, avvenne nel 2004 a Cannes con ‘‘Intervento divino”, commedia d’amore ambientata al checkpoint tra Nazareth e Ramallah. Oltre che ammirati, il film lasciò stupefatti: un regista palestinese usava l'ironia, il nonsense, il surreale, [...] Vai alla recensione »

Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Il tempo che ci rimane di Elia Suleiman, con Elia Suleiman, Saleh BakriNel nome del padre: la Palestina formato famiglia di Elia Suleiman. Dai diari di papà Fuad e dalle lettere della madre, quello che rimane è il tempo dei palestinesi, “arabo-israeliani in minoranza nella loro madrepatria”: dall’indifferenza giovanile all’attivismo politico della maturità fino all’odierna osservazione non partecipata, [...] Vai alla recensione »

Mariuccia Ciotta
Il Manifesto

«L'arte è speranza, e si sprigiona dall'urgente necessità di cambiare il mondo, e non solo la Palestina». Elia Suleiman non sapeva che il suo film Il tempo che ci rimane (The Time that Remains) sarebbe uscito nei giorni del terrore, dopo l'assalto israeliano ai pacifisti e la strage sulle navi accorse per rompere l'assedio di Gaza. Netanyahu li ha chiamati «terroristi» e la stessa etichetta si merita [...] Vai alla recensione »

Paola Casella
Europa

Ci vuole la faccia da Buster Keaton del regista e attore Elia Suleiman per comunicare tutta l'assurdità tragicomica della situazione in Medio Oriente fra israeliani e palestinesi. Dopo il successo planetario di Intervento divino Suleiman ci riprova con questo film di maggiore complessità narrativa che va avanti e indietro nel tempo per raccontare la storia di suo padre, un hombre vertical coraggioso [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

Il conflitto tra Palestina e Israele, che siamo abituati a vedere nei suoi aspetti drammatici e bellici, dà origine a scene di vita quotidiana nel film del palestinese Elia Suleiman. Poiché la situazione è tutt' altro che "normale", però, si tratta di una vita quotidiana impregnata di uno humour dai toni grotteschi e amari: con gag dove i combattenti ammirano le forme delle soldatesse nemiche, o un [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO
giovedì 3 giugno 2010
Marlen Vazzoler

Un viaggio in Palestina tra i ricordi della famiglia Suleiman MYmovies presenta una nuova clip della commedia nera semi biografica, Il tempo che ci rimane, in cui si vede il regista / attore Elia Suleiman, svegliato dagli scontri a fuoco che si svolgono [...]

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