Gli amori folli

Film 2009 | Drammatico, 104 min.

Regia di Alain Resnais. Un film Da vedere 2009 con Sabine Azéma, André Dussollier, Anne Consigny, Emmanuelle Devos, Mathieu Amalric. Cast completo Titolo originale: Les Herbes Folles. Genere Drammatico, - Francia, Italia, 2009, durata 104 minuti. Uscita cinema venerdì 30 aprile 2010 distribuito da Bim Distribuzione. - MYmonetro 3,60 su 17 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Georges trova il portafoglio della sconosciuta Marguerite e decide di innamorarsi di lei. Il film è stato premiato al Festival di Cannes, ha ottenuto 4 candidature a Cesar, In Italia al Box Office Gli amori folli ha incassato nelle prime 6 settimane di programmazione 300 mila euro e 75,8 mila euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
3,60/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 3,24
PUBBLICO 2,79
CONSIGLIATO SÌ
Un film conclusivo, che (ri)apre sulla speranza.
Recensione di Marianna Cappi
Recensione di Marianna Cappi

Marguerite esce da un negozio di scarpe e subisce il furto della borsa. Georges trova il suo portafoglio per terra, nel parcheggio di un centro commerciale e comincia a fantasticare su di lei, ancora prima di contattarla, senza conoscerla. Il desiderio di questa donna che fa la dentista e il pilota di aerei leggeri è così forte che riempie la sua vita di padre di famiglia e di marito di pensieri e azioni irrazionali. Marguerite resiste, ma per poco. È una corsa verso l'errore, piena di vita, inarrestabile.
A quasi novant'anni, Alain Resnais, con Les Herbes Folles, tratto dal libro di Christian Gailly "L'incident", elabora un film che si può dire virtuoso, tanto nel senso di musicalmente inappuntabile, quanto in quello di visivamente e narrativamente acrobatico.
Storia di una passione irragionevole, spuntata come l'erba che esce dall'asfalto là dove non ce la si aspetta, rigogliosa e capricciosa in età matura, l'opera di Resnais vola in alto come il velivolo di Sabine Azéma, diverte con dialoghi-piroette, fa desiderare di non scendere mai a terra, di restare in sella al film, dove tutto è sorpresa e tutto è affrontabile e affascinante, anche il disarcionamento.
Esperto di costruzioni non lineari, di realtà binarie e sovrapposizioni temporali, Resnais -che con Mon Oncle d'Amérique riscrisse le accezioni del vocabolo "sceneggiatura", influenzando tra gli altri anche Kaufman e Gondry- continua il suo viaggio tra determinismo e aleatorietà dell'esistenza, legandolo alla forma cinema, forma a sua volta aperta e costretta insieme.
Se i personaggi di Parole, parole, parole più che esprimersi, si ritrovavano dentro dei testi che parevano scritti per loro, quelli di Les Herbes Folles fanno della letteratura di Gailly, della costruzione della sua sintassi, un trampolino di lancio per la loro avventura di sognatori, di verificatori di qualcosa che potrebbe esistere, potrebbe non iniziare mai (lo dicono loro stessi), potrebbe suscitare il riso, il sorriso, l'emozione. E lo fa.
Cineasta moderno e cerebrale, qui Resnais si scuote di dosso la neve di Cuori e realizza uno dei suoi film più caldi, con punte di ghiaccio bollente, dove i personaggi assomigliano sempre meno a delle cavie e la più generale delle esperienze -quella amorosa- si fa in fine particolarissima. Un film conclusivo, che (ri)apre sulla speranza.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

L'amore folle è uno solo, tanto per cominciare. Le erbe matte del titolo sono quelle che, come nelle immagini di inizio, si fanno strada da sole in una crepa del cemento. Corrisponde ai 2 protagonisti che seguono impulsi, spinti, più che dall'amore, dal suo desiderio, che poi si nutrirà di sé stesso. Il 17° film di Resnais - che non firma quasi mai la sceneggiatura - e l'8° con la fulva Azéma è cavato da L'incident (1996), uno dei 13 romanzi di Christian Gailly, adattato da Alex Réval e Laurent Herbier. È, in fondo, un mélo d'amore, né freddo né caldo, tra la dentista Margaret Muir, che ha l'hobby di pilotare aerei, e Georges Palet, un po' mitomane e seduttore fuori casa, da anni marito di Suzanne e padre di 2 figli grandi, appassionato esperto di aerei e film di aviazione. Lui prevale nella 1ª parte, lei nella 2ª. Nella fedeltà al romanzo di cui conserva la voce narrante, è un film asimmetrico, sincopato e bizzarro. Sa far aspettare lo spettatore fino a deluderlo nel finale indecifrabile. E sa coordinare in armonia e leggerezza musica (M. Snow), fotografia (E. Gautier), scene (J. Saulnier) e i personaggi di contorno tra cui spicca il poliziotto di Amalric. Alla vigilia dei 90 anni, Resnais invecchia benissimo.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 2 maggio 2010
laulilla

Le erbe folli sono quelle erbe la cui vitalità ha sempre la meglio nel giardino, per quanto ben coltivato e tosato col tosaerba. Quando si hanno ospiti, è bene che le erbe folli vengano recise di netto, ma la natura presto o tardi avrà la meglio e imporrà agli incauti livellatori del prato la propria anarchica e incoercibile legge. Questa bella metafora è naturalmente valida anche per l'uomo, che, [...] Vai alla recensione »

lunedì 13 dicembre 2010
dario

Al solito, Resnais non riesce a realizzare ciò che ha in mente. Gli basta accennarlo e probabilmente lo ritiene sufficiente. Cinema lento, involuto, compiaciuto, sottilmente sgradevole per la banalità esibita con garbo quanto con presunzione. I personaggi sembrano cavie di un esperimento inutile. Divagazioni fotografiche di pregio, ma semplici decorazioni.  

domenica 19 dicembre 2010
irontato

Davanti a pellicole come queste un non esperto come me rimane un pò sconcertato e si  chiede se venti e più anni di passione ed interessamento nei confronti del cinema siano serviti a qualcosa.La critica porta in palmo di mano il lavoro di un regista di lunga esperienza ed indiscussa qualità,ed allora la domanda sorge spontanea:le quattro stelle sono per l'opera o per [...] Vai alla recensione »

domenica 13 febbraio 2011
Poldino

Alain Resnais, a quasi novant'anni, gira uno dei suoi film più interessanti sia dal punto di vista visivo che narrativo. La macchina da presa si muove con la consueta maestria, regalandoci forti emozioni e riuscendo a colpire l'attenzione dei critici più esperti. Sicuramente, ci sono molti spettatori (presumo la maggior parte) cui il film non è piaciuto, ma questo è [...] Vai alla recensione »

lunedì 3 maggio 2010
M.D.C

Girotondo sentimentale intorno ad un portafogli sottratto all'odontoiatra S.Azema e ritrovato casualmente dall'annoiato A. Dussolier che si strugge per una colpa passata (che il copione lascia solo intuire). Conosciuta l'identità della donna l'uomo, sposato e con figli, tenta a tutti i costi di intromettersi nella vita dell'appariscente dentista con telefonate, lettere e visite sgradite.

venerdì 11 febbraio 2011
Nigel Mansell

Curiosamente ed allegramente folle. Avevo delle remore sul regista, avevo trovato cuori molto noioso... invece questo film merita. Ottima regia e fotografia, conturbante la protagonista, sorprendente il finale.

venerdì 21 maggio 2010
Par Condicio

Il film rappresentato con ricorrente simbolismo evidenzia l’evoluzione dei rapporti interpersonali nella sfera amatoria. Un’espressione sessuale d’altri tempi (George), concepita solo nell’ambito familiare e finalizzata alla procreazione, si contrappone alla visione libertaria (marguerite) di condurre la propria vita (l’allegoria della ricerca della scarpa desiderata, nel negozio fuori dalla portata [...] Vai alla recensione »

domenica 2 maggio 2010
Linus2k

E' pazzesco vedere quanto un regista di quasi 90 anni sappia avere più estro e coraggio narrativo di tanti nuovi registi... Resnais, ormai venerando maestro del cinema francese, colui che con le sue vecchie opere ha contribuito a rivedere lo schema narrativo classico sperimentando un modo nuovo di raccontare le storie, al di là del tempo e dello spazio, torna a meravigliare, stupire, incantare con [...] Vai alla recensione »

martedì 11 dicembre 2012
ANDREA GIOSTRA

“Mi padre da bambino sognava di fare il pilota di aerei, per ritrovarsi a fare il meccanico di moto. E le moto non volano”. Dice ad un certo punto del film il bravissimo André Dussollier alla bellissima Sabine Azéma. E sembra racchiudersi in questa frase il senso del film: i nostri sogni di bambini infranti dalla dura realtà della vita quotidiana.

giovedì 6 maggio 2010
100spindle

NON TROVO PAROLE. HO GUARDATO IL FILM IN COMPAGNIA CERCANDO TUTTI DI TROVARE SENZA SUCCESSO  QUALCOSA DI INTELLIGENTE, INTERESSANTE O INTRIGANTE. SE IL REGISTA VOLEVA OTTENERE QUESTO SCOPO ALLORA C'E' RIUSCITO. SE VOLEVA INVECE PRODURRE QUALCOSA CHE AVVESSE UN SENSO ARTISTICO O UN MESSAGGIO (QUALUNQUE ESSO SIA) ALLORA VORREI CHE MI RISPONDESSE E MI SPIEGASSE  LA SUA IDEA.

sabato 8 maggio 2010
algernon

perche' mai "consigliato assolutamente si`". a me il film non e` piaciuto, e` una sequela di situazioni strampalate ed assurde, con il protagonista fuori di testa e afflitto da pericolose paranoie del tipo "che faccio, lo uccido?", oppure "le squarcio le gomme cosi` potro` incontrarla". e` anche un film piuttosto noioso. consigliato? assolutamente no.

venerdì 7 maggio 2010
Cela*

Pesante, insopportabile... Con alcuni momenti trash... Mamma mia...

sabato 15 maggio 2010
Cuckor

Il mio giudizio è "fantozziano": per me è una cagata pazzesca!!

mercoledì 5 maggio 2010
Maria Cristina Nascosi Sandri

Alain RESNAIS – Gli amori folli (Herbes folles), 2008 di Maria Cristina NASCOSI SANDRI Resnais o del come vedere un film pour sourire, pur se finisce in tragedia, Resnais o della leggerezza nel descrivere les petit choses de la vie che tanto ricordano Sautet, specie l’ultimo, Claude Sautet, anche se i paragoni tra due tali giganti della cinematografia francese ma, in realtà, mondiale, non servono. Pr [...] Vai alla recensione »

martedì 22 giugno 2010
giogio05

Alle solite. Per essere apprezzato dalla critica un film deve essere strampalato, criptico, inverosimile e soprattutto non dire nulla. Così, come tanti pecoroni, potremo affannarci a capire i "significati nascosti" di una boiata pazzesca e sentirci tanto tanto intelligenti e cinefili. E basta!!! Viva la semplicità ma che arrivi al cervello e al cuore.

domenica 2 maggio 2010
Roberta Gilmore

...che nella mia regione questo film che ha tutta l'aria di essere un nuovo capolavoro di quel gran genio del cinema che è Resnais sia in una sola sala nel capoluogo di regione e basta. è uno schifo che in campania soltanto i film commerciali ed italiani in particolari siano in auge. sono davvero schifata. dovrò aspettare l'uscita del dvd per poterlo vedere.

lunedì 6 settembre 2010
LISA70

Noisoso, senza idee. La fotografia non è meritoria e la colonna sonora non incide. Uno dei più brutti film mai visti.

martedì 29 giugno 2010
Patrizia

Terribile.Ho apprezzato le scenografie. La mano è indiscutibilmente di qualità. Ma basta! Una buona firma non è sufficiente come lasciapassare per goderti un prodotto. Film noiosissimo, da augurarci la conclusione già al primo tempo. Mi dispiace aver convinto qualcuno a venire al cinema con me.

giovedì 13 maggio 2010
Francesco2

Prendendo in prestito il titolo di un vecchio e sconosciuto film,questo si potrebbe anche chiamare “L’insicurezza degli oggetti”.Intanto era lo stesso Resnais che aveva scelto il titolo “Le erbe folli”, al di là degli “amori folli”italiani:paradossalmente, in un film apparentemente(?)metafisico, il regista aveva pensato a qualcosa di materiale, che fin dalle prime e cupe sequenze sembra celare un [...] Vai alla recensione »

giovedì 24 giugno 2010
astromelia

film sospeso nel limbo.paradossale,finale ovviamente scontato, e in ultimo non ho capito il significato della frase della bambina,ohibò che menata,mah......

mercoledì 12 maggio 2010
olgadik

A circa 88 anni Alain Resnais presenta un altro dei suoi incredibili film che mettono lo spettatore davanti a un’alternativa a tre teste, o li ami o li rigetti o ti stupisci. Oppure tutte e tre le cose insieme. Personalmente mi riconosco in quest’ultima ipotesi. Ma passiamo alla follia delle Erbe folli, chè tale sarebbe l’esatta traduzione del titolo francese cui alludono le molte inquadrature di erbe [...] Vai alla recensione »

martedì 1 giugno 2010
algernon

è incredibile che un film così brutto sia rimasto nelle sale così a lungo, quando invece tanti bei film stanno anche pochi giorni e non si riesce a vederli. il film è noioso e maniacale. i protagonisti sono entrambi fuori di testa.

giovedì 17 giugno 2010
FELICINO

Pensatela come volete, ma a me il film è piaciuto perchè in fondo l'intreccio era simpatico e a tratti comico. Come in altri movies francesi, c'erano molte scene alquanto inverosimili (ad esempio la dentista che non si scompone quando viene scippata appena uscita da un negozio). Ma chi ha mai detto che un film debba essere piacevole solo se credibile?

sabato 15 maggio 2010
mattia

la prima parte del film ha tutte le carte in regola per essere un capolavoro, ma da quando i 2 innamorati in questione si incontrano il film diventa monotono e scontato. Lo votato solo 2 stelle perchè 1 ora (o quasi) di noia è veramente troppa. Resnais punta sul fascino della semplicità, la trama è semplice e lineare, i personaggi non sono tanti ma sono caratterizzati molto bene.

Frasi
George chiamava tutte le sere, lei non c'era mai. Rispondeva sempre la segreteria: le segreterie sono fatte per questo...
Una frase di Il narratore (Edouard Baer)
dal film Gli amori folli
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Nepoti
La Repubblica

Un film aereo, volteggiante, un po' folle come il titolo, Les herbes folles. Si sente aleggiare un sorriso sapiente, alla Raymond Queneau, mentre una voce off racconta la storia bizzarra di un possibile amore: protagonisti una dentista con l' hobby del volo e un padre di famiglia disoccupato. Nel prologo, ammirevole per grazia e inventiva, si assiste al gioco del caso che mette in relazione i due sconosciut [...] Vai alla recensione »

Mariuccia Ciotta
Il Manifesto

In concorso un eccentrico grande maestro, Alain Resnais con Les herbes folles, in campo l'amata Sabine Azéma e l'attore preferito André Dussollier, diario emozionale di un uomo che segue le sue suggestioni e se ne infischia del senso di gravità e del tempo che passa. Dussollier alias Resnais, il regista di Hiroshima mon amour ('59) e L'anno scorso a Mariembad ('61), segue le tracce di una sconosciuta, [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Chi ha detto che il cinema è un mestiere da giovani? Alain Resnais ha cominciato a fare film nel 1946 e non ha ancora smesso di stupirci. Ogni titolo una nota diversa, e sempre nuova di zecca. Ogni film un'avventura che sbeffeggia e insieme completa le altre. Il tutto marciando con passo deciso verso una leggerezza che incanta e stupisce nel regista di Hiroshima mon amour.

Jacques Mandelbaum
Le Monde

La nouvelle folie d'Alain Resnais, 87 printemps, oeil vif et talent à revendre, arrive sur nos écrans. Les Herbes folles sont l'un de ses plus beaux films. Une étourdissante leçon de liberté et de fantaisie. Un exercice de haute voltige, adapté d'un beau roman de Christian Gailly (L'Incident, Editions de Minuit, 1996), mais qui n'a pas volé son nouveau titre : comme les herbes folles, le film semble [...] Vai alla recensione »

Paolo D'Agostini
La Repubblica

Uno spettatore comune di oggi, giovane e (sia detto senza la minima sfumatura moralistica) giocoforza abituato a una percezione delle immagini in movimento sideralmente lontana da chi come il regista Alain Resnais si è appassionato ai cinema più di settant'anni fa, come può disporsi alla nuova opera del maestro francese che da noi si intitola Gli amori folli? La verità, e di nuovo fuori da ogni retorica [...] Vai alla recensione »

Paola Casella
Europa

Per apprezzare il nuovo film del quasi novantenne Resnais bisogna ricordare il suo amore per la pittura (suoi i film più belli su Van Gogh e Gauguin), perché Gli amori folli (il cui titolo originale era "le erbe matte") è un insieme di immagini pittoriche di straordinaria potenza evocativa che si uniscono a formare una grammatica filmica insolita e originale, prescindendo, e quasi contraddicendo, il [...] Vai alla recensione »

Jacques Mandelbaum
Le Monde

L'ultima follia di Alain Resnais, che ha 87 anni, arriva nelle sale. Gli amori folli è uno tra i suoi film più belli. Una strabiliante lezione di libertà, un esercizio di incredibile acrobazia e anche una storia d'amore insolita e leggera, che unisce una coppia improbabile e divertente: Marguerite, una tempesta di fascino che sembra scappata fuori da un libro a fumetti, e Georges, tranquillo pensionato [...] Vai alla recensione »

Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

A 86 anni, a 50 anni dalla Palma d'oro (per Hiroshima mon amour), Alain Resnais rientra in concorso con una commedia di pulsioni amorose (dal romanzo L'incident di Christian Gailly), fondata su un marito bizzarro, di reazioni imprevedibili e incoerenti, che s'innamora (ma poi la rifiuta, e poi la riprende) di un'aviatrice dilettante, di cui ha ritrovato il portafogli rubato, e la porta a casa dalla [...] Vai alla recensione »

Cristina Piccino
Il Manifesto

Ma allora mi ami grida lui quasi pazzo a lei che arriva all'appuntamento ottenuto dopo ostinato inseguimento davanti a un cinema. Solo che lui e lei non si conoscono, non si sono mai visti. Lui ha trovato in un parcheggio il portafogli derubato di lei, ne ha osservato a lungo la foto lasciandosi andare a un'ossessione amorosa folle. Ma folli sono quelle erbe che crescono sul terreno del sentimento [...] Vai alla recensione »

Enzo Natta
Famiglia Cristiana

La follia? Nel Fedro Platone la indica come un dono degli dèi riservato ai poeti. A 88 anni e con oltre 20 film all’attivo (di cui almeno una metà capolavori, Alain Resnais si abbandona totalmente all’irrazionale, ma sempre animato da un soffio lirico che si manifesta attraverso l’incanto di profondi contrasti. L’attrazione per ciò che è sconosciuto e misterioso esplode con effetti dirompenti in Gli [...] Vai alla recensione »

Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Applausi in platea, nonsense sullo schermo: sono Gli amori folli di Alain Resnais, commedia bizzarra più che sentimentale, impietosa più che romantica, che ci ricorda vizi, ardori e ansie (da prestazione) dell'animale sociale che siamo, pervicacemente attaccato al caso e all'istinto di conservazione, almeno dalla noia. La storia? Innescata da un furto, che variamente e vanamente si cercherà di risarcire: [...] Vai alla recensione »

Piera Detassis
Panorama

Ai vecchi, perlomeno, la grande libertà di fare e dire ciò che vogliono. E così fa il maestro Alain Resnais, 88 anni, con il suo ultimo film, Gli amori folli. Ma forse non è neppure un film, piuttosto una variazione musicale e luminosa sul tema della passione all'improvviso e il desiderio di essere desiderati, sul nulla dell'amore e la pazzia. Trama assurda: lei, Sabine Azéma, perde il portafoglio, [...] Vai alla recensione »

Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Commedia di pulsioni amorose (da «L'incident» di Christian Gailly). Un marito di reazioni imprevedibili e incoerenti s'innamora di un'aviatrice dilettante, di cui ha ritrovato il portafogli rubato. Finiscono a casa dalla moglie, con cui nasce un'amicizia a tre che si sviluppa in un enigmatico volo in aereo, nei cieli dei personaggi immortali. Una voce fuori campo, tiene a distanza le emozioni commentando [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Una donna viene derubata del portafogli. Un uomo lo ritrova svuotato dei soldi,, lo consegna alla polizia. Lei gli telefona per ringraziarlo. Un'attrazione irresistibile prima ancora d'essersi visti o conosciuti, una curiosità amorosa e speranzosa induce i due ai comportamenti più confusi, contraddittori, appassionati. Nuovo ardore travolge esistenze grige: lei è una dentista amante degli aerei e del [...] Vai alla recensione »

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Sorretta da uno stile smagliante e da tecniche sapienti e sempre rinnovate. Ce lo riconferma il film di oggi come già ce lo aveva confermato di recente anche «Cuori» all'insegna, con ispirazione felice, degli amori malinconici. Adesso, il titolo della versione italiana lo premette, si tratta di «Amori folli», non però nel senso con cui abitualmente si indicano, ma per delle circostanze singolari e [...] Vai alla recensione »

Massimo Bertarelli
Il Giornale

Elegante e barbosa commedia surreale dell'ottanseienne veneratissimo maestro Alain Resnais. Niente più di un amabile gioco sulla casualità del destino, raffinato sì, ma tirato in lungo oltre ogni sopportazione. A Parigi il maturo Georges (André Dussollier), sposato alla più giovane Suzanne, trova il portafoglio della dentista scippata Marguerite (Sabine Azéma).

NEWS
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mercoledì 20 maggio 2009
Lisa Meacci

In Francia arrivano i "Bastardi" Quello di oggi è un altro grande giorno in Costa Azzurra. Dopo Lars Von Trier, Marco Bellocchio e Pedro Almodóvar oggi è il turno di Quentin Tarantino che presenta in concorso il suo Bastardi senza gloria.

winner
premio speciale della giuria
Festival di Cannes
2009
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