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mercoledì 12 maggio 2021

Alba Rohrwacher

Io sono l'Alba del cinema italiano

42 anni, 27 Febbraio 1979 (Pesci), Firenze (Italia)
occhiello
e tutte le cose che mi dicevi, che.. che basta volerle le cose.. volerle davvero con tutta te stessa e accadono...
dal film Il papà di Giovanna (2008) Alba Rohrwacher  Giovanna Casali
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Alba Rohrwacher
David di Donatello 2021
Nomination miglior attrice per il film Lacci di Daniele Luchetti

David di Donatello 2021
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Magari di Ginevra Elkann

Nastri d'Argento 2020
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Magari di Ginevra Elkann

David di Donatello 2019
Nomination miglior attrice per il film Troppa grazia di Gianni Zanasi

Nastri d'Argento 2019
Nomination miglior attrice commedia per il film Troppa grazia di Gianni Zanasi

Nastri d'Argento 2018
Nomination miglior attrice per il film Figlia mia di Laura Bispuri

European Film Awards 2018
Nomination miglior attrice europea per il film Lazzaro Felice di Alice Rohrwacher

David di Donatello 2015
Nomination miglior attrice per il film Hungry Hearts di Saverio Costanzo

Globi d'oro 2015
Nomination miglior attrice per il film Hungry Hearts di Saverio Costanzo

Globi d'oro 2015
Premio miglior attrice per il film Hungry Hearts di Saverio Costanzo

Festival di Venezia 2014
Premio coppa volpi migliore interpretazione femminile per il film Hungry Hearts di Saverio Costanzo

David di Donatello 2011
Nomination miglior attrice per il film La solitudine dei numeri primi di Saverio Costanzo

Nastri d'Argento 2011
Nomination miglior attrice per il film La solitudine dei numeri primi di Saverio Costanzo

Nastri d'Argento 2011
Premio miglior attrice per il film La solitudine dei numeri primi di Saverio Costanzo

David di Donatello 2010
Nomination miglior attrice non protagonista per il film L'uomo che verrà di Giorgio Diritti

Nastri d'Argento 2010
Nomination miglior attrice per il film Cosa voglio di più di Silvio Soldini

David di Donatello 2009
Nomination miglior attrice per il film Il papà di Giovanna di Pupi Avati

Nastri d'Argento 2009
Nomination miglior attrice per il film Il papà di Giovanna di Pupi Avati

Nastri d'Argento 2009
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Due partite di Enzo Monteleone

David di Donatello 2009
Premio miglior attrice per il film Il papà di Giovanna di Pupi Avati

David di Donatello 2008
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Giorni e nuvole di Silvio Soldini

David di Donatello 2008
Premio miglior attrice non protagonista per il film Giorni e nuvole di Silvio Soldini

Nastri d'Argento 2008
Nomination miglior attrice per il film Riprendimi di Anna Negri



L'attore racconta con Gianni Zanasi e Alba Rohrwacher il film Troppa grazia, presentato alla Quinzaine di Cannes e dal 22 novembre al cinema.

Elio Germano: «Ognuno di noi ha i suoi demoni e le sue... madonne»

giovedì 8 novembre 2018 - Paola Casella cinemanews

Elio Germano: «Ognuno di noi ha i suoi demoni e le sue... madonne» Troppa grazia è un film anomalo come tutti quelli scritti e diretti da Gianni Zanasi: difficile catalogarlo secondo un unico genere. Al suo interno si muovono personaggi credibili che affrontano situazioni al limite della credibilità. Ma le relazioni (e le reazioni) sono autentiche, hanno il sapore della vita vissuta: anche per gli attori che li interpretano. Ne abbiamo parlato con il regista e parte del cast. "Troppa grazia è un film stra-ordinario in cui si ride molto. una lettera d'amore e un'ode pagana agli artisti". Elio e Alba, nel film la vostra sembra una coppia rodata da tempo: come avete raggiunto quel livello di familiarità, da attori?
Elio Germano: Alba ed io ci conosciamo da tanti anni, abbiamo cominciato a lavorare insieme quando lei era appena uscita da Centro Sperimentale e ci troviamo bene. Inoltre ogni film di Zanasi è compartecipato: la sceneggiatura è molto precisa, ma lui è pronto a metterne in discussione ogni aspetto e personaggio, il che apre la strada a far emergere più gli esseri umani che i performer.
Alba Rohrwacher: La forza del rapporto fra i nostri due caratteri era già in sceneggiatura. C'è una scena bellissima che descrive perfettamente la fine di un amore fra due che si sono amati profondamente e che in qualche modo non riusciranno mai a lasciarsi. Prima di rivederlo sul grande schermo non avevo capito che Troppa grazia fosse una storia d'amore, e che le scene fra me ed Elio fossero lo scheletro attorno a cui tutta la vicenda si animava.

Alba, come si è rapportata con Hadas Yaron, che interpreta il ruolo della Madonna?
Alba: Quando ho conosciuto Hadas ho provato subito un sentimento di vicinanza con lei che ha facilitato il nostro rapporto artistico. Poi ci siamo trovate insieme nel campo in cui Lucia vede per la prima volta la Madonna, e quando Hadas è arrivata un venticello le ha sollevato il velo dal capo. Era come se si fosse materializzata improvvisamente, nella maniera più semplice, e da lì siamo partiti. Poi abbiamo lavorato molto di improvvisazione, guidate dalle voci di Gianni Zanasi. La scena della lotta è stata impegnativa e divertente: sono portata all'autoflagellazione, ma in genere è interiore, qui invece ha raggiunto livelli fisici notevoli, dato che si è trattato di prendersi seriamente a schiaffi (ride).

Ospiti del Rendez-vous Festival, il regista, Alba Rohrwacher e Louis Garrel raccontano il loro ultimo film, al cinema dal 25 aprile.

I fantasmi di Ismael, «l'8½ di Arnaud Desplechin»

martedì 10 aprile 2018 - Paola Casella cinemanews

I fantasmi di Ismael, «l'8½ di Arnaud Desplechin» "I fantasmi di Ismael è l'8 ½ di Arnaud Desplechin", afferma Alba Rohrwacher, a Roma insieme al regista e a Louis Garrel per presentare il film nell'ambito della rassegna di nuovo cinema francese Rendez-Vous, "non solo perché racconta la crisi amorosa e lavorativa di un regista, ma anche perché è pieno di rimandi, rincorse, vertigini e riferimenti all'arte, ma riesce a rimanere concreto e accessibile al pubblico". "Ho deciso di fare cinema fra i 9 e i 12 anni dopo aver visto i film di Fellini", le fa eco il regista francese. "Non li avevo più rivisti fino a 4-5 anni fa, ma anche la seconda volta sono rimasto incantato". "I fantasmi di Ismael è un autoritratto galvanizzante che combina nella stessa opera intimità, politica, arte, corpo, pensiero e processo creativo" Dalla recensione de I fantasmi d'Ismael, MYmovies.it Desplechin, in che cosa si sente simile a Fellini?
DESPLECHIN: "Fellini non dimenticava che il cinema è un'arte per i poveri e i bambini, e coglieva benissimo l'aspetto musical e giocoso di ognuno dei suoi film. Spero di avere la stessa capacità di rivolgermi ai giovani e alle classi popolari, e di conservare il suo stesso piacere infantile nel fare il mio mestiere".

Il regista al centro di I fantasmi d'Ismael le assomiglia?
DESPLECHIN: "No, perché Ismael fuma, beve e fa sesso con svariate donne. Io non saprei mai essere così eccessivo".

Le protagoniste di Vergine giurata parlano del film.

Berlinale 2015, intervista ad Alba Rohrwacher e Laura Bispuri

venerdì 13 febbraio 2015 - Gabriele Niola cinemanews

Berlinale 2015, intervista ad Alba Rohrwacher e Laura Bispuri Alla base di Vergine giurata ci sono i cortometraggi di Laura Bispuri, da lì, da quel terzetto molto coerente e compatto (Passing time, Biondina e Salve Regina) qualcuno ha pensato di passare alla regista il libro "Vergine giurata", giudicandolo in linea con le sue opere. Lo era: "Mi ha folgorata. Ci ho visto molte somiglianze tra i personaggi dei corti, infatti nella fase di preparazione facevo leggere la sceneggiatura e insieme vedere i miei lavori, sperando che si potesse riconoscere un filo. Ora che il film è finito posso dire che questo filo c'è". Continua»

   

Oggi in concorso David Cronenberg e Bennett Miller.

Cannes 67, 11 minuti d'applausi per Le meraviglie

lunedì 19 maggio 2014 - a cura della redazione cinemanews

Cannes 67, 11 minuti d'applausi per Le meraviglie "Avevo molta voglia di raccontare il paesaggio agrario italiano e di farlo attraverso una famiglia. Non c'è gloria, né rabbia, è arrivato il momento del perdono e della tenerezza", così Alice Rohrwacher, unica regista a rappresentare l'Italia a Cannes, parla del suo ultimo fiabesco lavoro, Le meraviglie. Presentato ieri in concorso ed accolto con ben undici minuti di applausi al termine della première, il film è stato accompagnato sulla Croisette dalla regista e dagli interpreti Alba Rohrwacher, Sam Louwyck e una fotografatissima Monica Bellucci.

Oggi a farla da protagonista è il cinema americano. Al centro di questa sesta giornata del Festival troviamo, infatti, un habituè della kermesse, il canadese David Cronenberg che presenterà in concorso il suo ultimo attesissimo lavoro, Maps To the Stars (nelle sale italiane dal 21 maggio). Incentrato sullo star system hollywoodiano, il film racconta di una famiglia piegata dalle logiche dell'industria cinematografica, tra aspiranti attori frustrati e vecchi fantasmi del passato. Con un cast in cui svettano nomi del calibro di Julianne Moore, Robert Pattinson e Mia Wasikowska, il nuovo Cronenberg tenta di mettere tutti d'accordo dopo la tiepida accoglienza dei suoi ultimi film, A Dangerous Method e Cosmopolis. A portare la bandiera a stelle e strisce oggi sarà anche il candidato all'Oscar, Bennett Miller (Truman Capote: A sangue freddo), un novizio della manifestazione, che concorre per la Palma d'Oro con il suo Foxcatcher. Tratto dalla storia vera dell'uccisione di David Schultz, campione olimpico di wrestling, assassinato nel 1996 per mano dell'amico e allenatore John du Pont, il film vede come protagonisti Channing Tatum e Steve Carell (40 anni vergine, Little Miss Sunshine).

In scena per la Settimana della Critica vedremo il secondo film horror in gara (il primo è stato It Follows di David Robert Mitchell), When Animals Dreams, opera prima del danese Jonas Alexander Amby definito da Tesson come un film "protestante con un tocco femminista". Una ragazza adolescente vive in un piccolo villaggio di pescatori vittima di umiliazioni e soprusi. Quando scopre di essere un licantropo sarà finalmente libera di vendicare se stessa e la madre gravemente malata. Il film concorre anche per la Caméra d'Or al Miglior Debutto.

Per la rassegna Cannes liveScreen segnaliamo, infine, la programmazione streaming del film vincitore del Grand Prix Speciale Giuria 2012, Il ragazzo con la bicicletta di Jean-Pierre e Luc Dardenne, che sarà mostrato su MYMOVIESLIVE! questa sera alle ore 21.30.


Fai clic QUI per vedere le foto della giornata di ieri.

All'attrice fiorentina il Nastro d'argento come miglior attrice protagonista.

Alba Rohrwacher, fragilità e talento

martedì 28 giugno 2011 - Giovanni Bogani cinemanews

Alba Rohrwacher, fragilità e talento Ha quella continua esitazione, quella timidezza che è diventata charme, arma di seduzione. Gli occhi chiarissimi, la pelle diafana, la voce che è un filo sottilissimo. Dà la sensazione di una grande sensibilità, e di una fragilità estrema. Eppure, Alba Rohrwacher è una donna forte. È riuscita, in pochi anni, a diventare un’icona del cinema italiano.
La ragazza nata a Firenze e cresciuta in Umbria, la ragazza esile con quel cognome così difficile, per chi vuol essere ricordato dal pubblico italiano che riesce adesso, a fatica a dire “Ozpetek”, si è costruita un percorso tutto suo, di film indipendenti, mai banali, fino ad essere contesa dai registi cult del nostro cinema.
Una corsa verso l’altro: il David di Donatello vinto come migliore attrice non protagonista per Giorni e nuvole di Silvio Soldini, e poi Mio fratello è figlio unico di Luchetti, dove è sorella del fascista per caso Elio Germano, Caos calmo insieme a Moretti, Io sono l’amore di Guadagnino, Il papà di Giovanna di Pupi Avati. E ora, il Nastro d’argento come miglior attrice protagonista per La solitudine dei numeri primi di Saverio Costanzo. Incontriamo Alba Rohrwacher a Taormina, a margine della cerimonia del più antico premio cinematografico italiano.

   

Cinque donne e un festival.

5x1: A Roma, la festa delle donne

martedì 13 ottobre 2009 - Stefano Cocci cinemanews

5x1: A Roma, la festa delle donne A pochi giorni dall'inizio dell'ormai ex festa veltroniana si può dire che il Festival Internazionale del Film di Roma sta finalmente assumendo una sua dimensione. Lontana dal padre putativo – e anche dalla madre adottiva Goffredo Bettini che lo ha diretto agli inizi – la quarta edizione può essere considerata quella dello slancio in avanti definitivo. Messe da parte velleità autoriali e appetito da aperitivo accanto al tappeto rosso, la selezione in concorso del 2009 si dimostra sobria ma anche attenta alle esigenze del pubblico, come dimostra Up in the air di Reitman con Clooney, e le ricche selezioni parallele, tra documentari e voglia di sperimentare.
Scartabellando tra le pieghe del Festival tra ruggiti di vecchi leoni come Ivory, Littin e Hallstrom, fa piacere leggere i nomi di donne, giovani e meno giovani, che rappresentano il passato, il presente e soprattutto il futuro del nostro cinema. Con madrina del festival Margherita Buy e l'opera prima di Stefani Sandrelli regista, a Roma sfileranno sul tappeto rosso cinque stelle emergenti – ma anche un po' di più – della celluloide del Belpaese: Maya Sansa, Isabella Ragonese, Valeria Solarino, Alba Rohrwacher e Moran Atias. Ed è il caso di esclamare: è veramente un bel cinema.

I protagonisti del film di Guadagnino si raccontano.

Io sono l'amore: la Swinton e Guadagnino di nuovo insieme

lunedì 7 settembre 2009 - Marlen Vazzoler cinemanews

Io sono l'amore: la Swinton e Guadagnino di nuovo insieme Presentato nella sezione Orizzonti di Venezia 66, Io sono l'amore di Luca Guadagnino rivede collaborare di nuovo insieme il regista e l'attrice Tilda Swinton, in questo film anche nei panni di produttrice. La famiglia Recchi fa parte della borghesia lombarda. L'impresa di famiglia comanda le strategie di successione interna e il consolidamento degli altri ruoli. La passione che sboccerà tra Emma e Antonio porterà allo spezzarsi dei legami e degli equilibri. Il prezzo da pagare è altissimo e l'unica forma di redenzione è l'amore.

Una "shooting star" dal cognome impronunciabile.

Alba Rohrwacher, 30 anni di candidi ritratti

venerdì 27 febbraio 2009 - Lisa Meacci cinemanews

Alba Rohrwacher, 30 anni di candidi ritratti In occasione dei suoi trent'anni, vogliamo regalare questo piccolo omaggio ad Alba Rohrwacher, una delle attrici italiane più apprezzate del momento.
Applaudita all'ultimo Festival di Berlino, Alba può vantare di essere stata selezionata tra le dieci "shooting stars" (gli attori più promettenti del 2009) in una kermesse dove già essere italiani ed essere presenti era una rarità. Ma è di questi giorni anche la notizia che l'attrice dal candido ritratto, questa estate sarà a Trieste come ospite della decima edizione del festival Maremetraggio: la manifestazione ha intenzione di dedicarle una "retroprospettiva", uno spazio ad hoc per raccontare attraverso il cinema e la sua voce, quello che è stato il suo percorso formativo e i desideri per il futuro.

Nelle sale con Il papà di Giovanna, la timida attrice si racconta.

Alba Rohrwacher: intervista esclusiva

martedì 16 settembre 2008 - Marianna Cappi cinemanews

Alba Rohrwacher: intervista esclusiva La chiamano Lucia, Alice, Giovanna, Liz, Violetta oppure Elisabetta, ma il suo nome è Alba Caterina Rohrwacher. Nata sotto il segno dei pesci, da piccola avrebbe voluto scappare con un circo francese ma è rimasta ad arricchire il cinema italiano. Capace di "giorni" e di "nuvole", di commedie e di drammi, è portatrice sana di un creativo "caos calmo".
La vedremo nel futuro prossimo in Due Partite, il film che Enzo Monteleone ha tratto dalla pièce omonima di Cristina Comencini, Io sono l'amore, per la regia di Luca Guadagnino, e In carne ed ossa di Christian Angeli. Qui parla di sé, del suo lavoro e dei suoi (già) tanti personaggi: una storia di studio e di passione.

Pupi Avati e gli attori presentano il film al Festival di Venezia.

Il papà di Giovanna: un film che arriva al cuore

lunedì 1 settembre 2008 - Désirée Colapietro Petrini cinemanews

Il papà di Giovanna: un film che arriva al cuore Con l'obiettivo puntato sull'Italia della prima metà del Novecento, Avati offre, con Il papà di Giovanna, il minuzioso ritratto della sua città natale, Bologna, in cui un drammatico fatto di cronaca cambia e rivoluziona la vita di Michele Casali (Silvio Orlando), da molti anni sposato a una donna costretta ad amarlo, Delia (Francesca Neri), e padre dell'adolescente Giovanna (Alba Rorhwacher). Siamo sul finire degli anni Trenta e, anche qui, come nel film di Ozpetek, si parla di un terribile incidente di cronaca: la ragazza uccide per gelosia la sua compagna di banco e, giudicata inferma di mente e ricoverata in un manicomio, viene abbandonata da una madre che improvvisamente rinnega tutta la famiglia. "Il personaggio di Delia", ha spiegato Francesca Neri, "è una madre terribile e calarmi nei suoi panni è stata un'esperienza interessante che però mi ha anche fatto soffrire molto. Pupi mi ha fatto capire che non si può giudicare dall'esterno, certe situazioni bisogna viverle ed è per questo che alla fine, proprio grazie a lui, Delia mi fa quasi tenerezza. Vivere la sua difficoltà è stato un viaggio di sofferenza. Non la giustifico, ma in qualche modo oggi capisco. Capisco che una madre possa vivere questo dolore con un certo distacco".

Anna Negri gira un "documentario" sentimentale sul precariato e la sua influenza sui comportamenti sociali.

Riprendimi: in principio era amore

lunedì 7 aprile 2008 - Marzia Gandolfi cinemanews

Riprendimi: in principio era amore Presentato in concorso al Sundance Film Festival 2008, Riprendimi è un film a basso costo, che riflette sulla precarietà lavorativa e sentimentale di una giovane coppia (dis)occupata nel mondo dello spettacolo. Due documentaristi, un cameraman e un fonico, decidono di pedinare le giornate di Lucia e Giovanni e di registrare la loro imminente crisi. L'espediente narrativo del film di Anna Negri, che torna alla regia dopo otto anni, è quello del mockumentary, un finto testo che utilizza i codici e le pratiche linguistiche del documentario per rappresentare un soggetto finzionale. Riprendimi si prende comicamente gioco dei codici del documentario ma anche del sistema culturale popolare in cui si inserisce. Così Anna Negri, parodiando il documentario e tutte quelle forme di rappresentazione della realtà fintamente realiste, pone l'attenzione del pubblico su una coppia che non riesce a crescere (emotivamente e socialmente), mettendo in scena il suo "atto di accusa" nei confronti della "società liquida" (una società che non mantiene la stessa forma per lungo tempo), e della capacità del cinema di mettere in scena la verità. Un'ibridazione tra cinema e realtà che scopre col sorriso il gusto pieno e amaro della vita.

Lacci

Lacci

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,83)
Un film di Daniele Luchetti. Con Alba Rohrwacher, Luigi Lo Cascio, Laura Morante, Silvio Orlando, Giovanna Mezzogiorno.
continua»

Genere Drammatico, - Italia 2020. Uscita 30/09/2020.
Troppa grazia

Troppa grazia

* * * - -
(mymonetro: 3,32)
Un film di Gianni Zanasi. Con Alba Rohrwacher, Elio Germano, Giuseppe Battiston, Hadas Yaron, Carlotta Natoli.
continua»

Genere Commedia, - Italia, Spagna, Grecia 2018. Uscita 22/11/2018.
Lazzaro Felice

Lazzaro Felice

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,50)
Un film di Alice Rohrwacher. Con Adriano Tardiolo, Alba Rohrwacher, Tommaso Ragno, Luca Chikovani, Agnese Graziani.
continua»

Genere Drammatico, - Italia 2018. Uscita 31/05/2018.
I fantasmi d'Ismael

I fantasmi d'Ismael

* * - - -
(mymonetro: 2,43)
Un film di Arnaud Desplechin. Con Mathieu Amalric, Marion Cotillard, Charlotte Gainsbourg, Louis Garrel, Alba Rohrwacher.
continua»

Genere Drammatico, - Francia 2017. Uscita 25/04/2018.
Figlia mia

Figlia mia

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,98)
Un film di Laura Bispuri. Con Valeria Golino, Alba Rohrwacher, Sara Casu, Michele Carboni, Udo Kier
Genere Drammatico, - Italia, Svizzera, Germania 2018. Uscita 22/02/2018.
Filmografia di Alba Rohrwacher »

venerdì 7 maggio 2021 - L'attore napoletano sarà presto nella terza stagione de L'amica geniale, ancora nei panni di Nino Sarratore.

Francesco Serpico: «Il mio sogno? Lavorare con Sorrentino»

Ilaria Ravarino cinemanews

Francesco Serpico: «Il mio sogno? Lavorare con Sorrentino» Napoletano, 23 anni, Serpico ha esordito in tv nel 2018, scelto da Saverio Costanzo per la serie internazionale tratta dai romanzi di Elena Ferrante L'amica geniale (guarda la video recensione). Nei panni del bel Nino Sarratore fin dalla prima stagione (e atteso anche nella terza), Serpico interpreta uno dei personaggi più controversi della saga, al centro degli interessi di entrambe le protagoniste. La prima volta su un palco: quando?
A sei, sette anni, quando nel parco sotto casa giocavo ad acchiapparella fingendo di avere i superpoteri. Oppure quando, sul letto dei miei, facevo il wrestling con mio padre. O meglio ancora alle medie, quando la professoressa di musica mi notò e mi fece cantare davanti a tutti l'ultimo assolo di "A Natale Puoi" (il celebre spot del 2005 di un panettone, ndr).
La prima volta su un palco vero?
Al primo anno di liceo. Non avevamo un palco, facevamo teatro sperimentale nei sotterranei della scuola. Mettemmo in scena una rappresentazione itinerante, Illuminescenze, sul modello di Dignità Autonome di Prostituzione. Avevo un testo che citava Leonardo Da Vinci e il desiderio dell'uomo di volare. E pensare che oggi il regista di quello spettacolo ha cambiato completamente vita: fa il broker.
La prima volta che hai recitato fuori da un palco?
Sfatiamo questo mito che gli attori sappiano recitare nella vita reale. Ogni volta che volevo dire una bugia finivo per avvitarmi su mezze verità, sentendomi terribilmente in colpa. Più che mentire, ho sempre preferito omettere.
Il ruolo per cui potrebbero riconoscerti per strada?
L'unico che ho interpretato, Nino Sarratore de L'amica geniale. Mi capita spesso che mi riconoscano, soprattutto a Napoli.
Il tuo cavallo di battaglia ai provini?
Ultimamente ho portato una cosa che sto scrivendo io: la storia di Alberto Mastroianni, un personaggio con un disturbo dissociativo della personalità. Lo sto finendo, è una specie di sussidiario, una raccolta di frammenti dal diario di un uomo con due personalità.
C'è una cosa che sai fare bene, e che vorresti fare in un film?
Sono un lettore di fumetti, quindi il mio sogno sarebbe interpretare Lupin o Corto Maltese.
Cosa non deve mancare nel tuo camerino?
Un divano e della musica. Ogni stagione de L'amica geniale ho ascoltato un brano diverso. Nella prima Black Betty, nella seconda alcune canzoni di Gino Paoli.
Sul set o sul palco ti senti sicuro se...
... ho accanto persone cui voglio bene, cui mi sento legato.
A chi porteresti il caffè sul set pur di vederlo recitare?
Avrei detto Luca Marinelli, ma lui l'ho già visto: una volta venne sul set de L'amica geniale e chiesi ad Alba (Rohrwacher, ndr) di presentarmelo. Mi sono avvicinato a questo gigante, presentandomi supertimidamente, e lui mi ha dato una pacca sulla spalla sfottendomi con affetto. Marinelli a parte, mi piacerebbe vedere sul set anche Elio Germano, un attore eclettico che sa rompere schemi e varcare confini.
Qual è il film che, se lo vedi iniziato in tv, non puoi smettere di guardare?
The Departed - Il bene e il male di Martin Scorsese, un ricordo dell'infanzia. Lo guardavo con mio padre, che ha sempre amato thriller e polizieschi.
Il film di cui cambieresti il finale?
Nomadland, ha un finale vago. Liquida troppo presto la storia, avrei voluto saperne di più.
Serata a casa, Netflix & chill: cosa guardi? Cosa ordini?
Mi guardo qualche film indipendente su Mubi e ordino in una paninoteca di Napoli, Puok, un panino strabiliante con triliardi di cose dentro.
Un personaggio del cinema con cui passeresti una serata?
Il Jep Gambardella de La grande bellezza. Andrei con lui a Procida, o su qualche isola, a fare il vitellone.
Protagonista di un film di genere: quale?
Un film di supereroi. Tutti vogliono fare l'eroe superpalestrato ma a me andrebbe benissimo il cattivo. Anche perché ormai, avendo interpretato Nino, sui cattivi sono preparato.
Se non facessi l'attore come ti guadagneresti da vivere?
Studio medicina all'università, quindi farei il medico. Non so ancora che tipo: psichiatria mi piace molto, ma vediamo. Ormai sono quasi al quinto anno.
Chi può dirti che stai sbagliando?
Mia nonna Giovina, la mamma di mia mamma. Papà lo ascolto, ma se mi critica accuso il colpo. Invece pendo dalla labbra di nonna.
Da chi vorresti sentirti dire che sei bravo?
Da Paolo Sorrentino, il mio sogno totale.
Gli ultimi tre brani ascoltati sul telefono?
Nun me scoccià di Pino Daniele, Caravan Petrol di Renato Carosone, Col Nome Giusto di Carmen Consoli.
Dopo questa intervista che farai?
Mi rimetto a studiare: mi tocca il capitolo sugli anestetici generali...

   

lunedì 12 aprile 2021 - In streaming gratuito l'undicesima edizione dell'evento diretto da Franco Montini e organizzato da ASL Roma 1 e Roma Capitale.
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Lo Spiraglio, il festival della salute mentale dal 15 al 18 aprile su MYmovies

a cura della redazione cinemanews

Lo Spiraglio, il festival della salute mentale dal 15 al 18 aprile su MYmovies Si svolge online, in visione gratuita sulla piattaforma MYmovies, dal 15 al 18 aprile 2021 l'undicesima edizione de Lo Spiraglio FilmFestival della salute mentale, evento che prevede un concorso di corti e lungometraggi, organizzato da ASL Roma 1 e Roma Capitale al Museo MAXXI. Lo Spiraglio FilmFestival della salute mentale propone, grazie al direttore artistico Franco Montini e al direttore scientifico Federico Russo, corti e lungometraggi con uno sguardo panoramico, rispettoso, coraggioso e attento a un pubblico sempre più sensibile alle problematiche della salute mentale.
 
Il festival presenterà lavori realizzati sia dai centri di produzione integrata (centri che lavorano sul disagio psichico) che da registi professionisti ed è diviso in una sezione dedicata ai cortometraggi e una ai lungometraggi, con una significativa presenza di produzioni provenienti dall’estero, che trattano il tema della salute mentale, in modo esplicito o simbolico, con risultati validi e originali, svariando nei diversi generi. Il ricco programma di proiezioni propone 8 lungometraggi e 19 corti in concorso, che spaziano dal documentario alla fiction, dal drammatico alla commedia, dal surreale all’animazione.

Tra i lungometraggi presentati, storie di emigrazione, come I borghesi di Calais - L’ultima frontiera dello spagnolo Jesús Armesto, sulle disumane condizioni vita nella cosiddetta giungla della città francese, dove più che i problemi pratici, a essere drammatica è la condizione psicologica per l’assenza di ogni speranza. Storie di migranti che hanno raggiunto il nostro paese sono protagoniste in Ci sarà una volta, di Paolo Geremei, mentre Non far rumore, di Alessandra Rossi e Mario Maellaro rievoca la vita nascosta e clandestina, senza scuola e senza rapporti sociali, a cui sono stati costretti fino a pochi anni fa i figli dei lavoratori italiani stagionali in Svizzera.

Quindi Marasma, di Luigi Perelli, documentario drammatico sulle disumane condizioni della vita nei manicomi degli esseri più deboli e indifesi: donne e bambini, sottoposti, prima dell'approvazione della Legge Basaglia, a punizioni e immotivati elettroshock. Ancora, il viaggio spiazzante nella disabilità mentale raccontato nel doc Siamo tutti matti, di Domenico Iannacone e Luca Cambi. Come stanno i ragazzi, di Alessandro Tosatto e Andrea Battistuzzi racconta di come il suicidio sia la seconda causa di morte tra gli adolescenti in Italia. Nonostante questo, i disturbi psichiatrici dei ragazzi sono un tabù di cui non si parla. Per oltre un anno i due registi hanno seguito i ragazzi di neuropsichiatria infantile per capire cosa si nasconda dietro questa emergenza crescente. Un viaggio tra autolesionismo, anoressia, tentativi di suicidio e rapporto con la tecnologia. Tra i corti in concorso, sempre sul tema delle migrazioni e dei traumi di cui sono vittime le persone costrette ad abbandonare il proprio Paese, famiglia e radici, il film Paper Boat: un maestro elementare spiega ai propri, giovanissimi, alunni cosa significhi perdere tutto.

Oltre ai concorsi, Lo Spiraglio 2021 dedica un evento speciale alla serie Mental, visibile su Rai Play, otto episodi di 25 minuti ciascuno, scritti da Laura Grimaldi e Pietro Seghetti, per la regia di Michele Vannucci, con protagonisti un gruppo di adolescenti con problemi psichiatrici. Attraverso i loro casi, si indaga su una serie di problemi diffusi nel mondo giovanile e amplificati in questo periodo dal lockdown. Oltre ai protagonisti della serie a discutere di Mental, sabato 17 aprile interverranno esperti e psicoanalisti, fra cui la professoressa Paola De Rose, del reparto di Neuropsichiatria dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, che ha fornito la propria consulenza professionale per la realizzazione della serie.

Una Giuria composta da addetti ai lavori appartenenti all’ambito sociale, psichiatrico e cinematografico assegnerà il Premio “Fausto Antonucci” di 1.000 euro al miglior cortometraggio e il Premio “Jorge Garcia Badaracco – Fondazione Maria Elisa Mitre” di 1.000 euro al miglior lungometraggio. Novità di questa edizione, il Premio SAMIFO, che sarà assegnato al film che meglio saprà ritrarre e raccontare aspetti legati all’emigrazione, alla transculturalità e alla diversità.

Il festival, inoltre, consegnerà, durante la serata finale, il Premio LO SPIRAGLIO Fondazione Roma Solidale Onlus - che ogni anno viene assegnato ad un cineasta che si sia particolarmente distinto nell’impegno sui temi della salute mentale - a Claudio Santamaria. L'attore romano sarà al festival per ritirare il riconoscimento e ripercorrerà le tappe fondamentali della propria carriera. Nel corso della sua attività, Santamaria ha spesso interpretato personaggi segnati da disagi e problematiche psichiche: uomini, di volta in volta, depressi, superattivi, inquieti, segnati da assurde gelosie. Come Paolo, uno dei protagonisti del dittico di Gabriele Muccino L’ultimo bacio e Baciami ancora, e sempre per Muccino, il Sopravissù de Gli anni più belli (guarda la video recensione). O ancora Penthotal di Paz!; Luca Castelli de Il caso dell’infedele Klara, fino a Enzo Ceccotti di Lo chiamavano Jeeg Robot e Willy de Tutto il mio folle amore (guarda la video recensione). Nelle edizioni passate il Premio LO SPIRAGLIO è stato assegnato a Saverio Costanzo, Fabrizio Bentivoglio, Anna Foglietta, Paolo Virzì, Sergio Rubini, Sergio Castellitto, Carlo Verdone, Alba Rohrwacher, Marco Bellocchio e Giulio Manfredonia.

In occasione del decennale, Lo Spiraglio - Filmfestival della Salute Mentale a causa del blocco delle attività conseguenti alla pandemia, si è trasferito su piattaforma digitale. Nei mesi di aprile e maggio 2020 sono state realizzate alcune puntate speciali ispirate alla condizione di lockdown e di contagio. A dicembre è stato realizzato, presso il Museo MAXXI di Roma, il primo episodio di un nuovo format con cui il festival intende mantenere un contatto costante con il suo pubblico. Tutte le attività sono disponibili sul sito del festival www.lospiragliofilmfestival.org e trasmesse sui canali social.

   

martedì 6 aprile 2021 - Una nuova voce del cinema italiano, tra realismo e magia del quotidiano. Con Riccardo Scamarcio e Alba Rohrwacher.

Magari, su IBS il dvd dell'emozionante debutto di Ginevra Elkann

a cura della redazione cinemanews

Magari, su IBS il dvd dell'emozionante debutto di Ginevra Elkann La madre è francese ed è una fervida cristiana ortodossa, il padre - separato - è italiano ed è uno sceneggiatore di scarso successo, squattrinato e donnaiolo. I tre fratelli - Seb, Jean e Alma - vogliono bene a entrambi e vorrebbero che i genitori tornassero insieme, ma intanto, prima che la madre si trasferisca in Canada, trascorrono un po' di giorni con il padre e la compagna Benedetta in una casa al mare fuori Roma.
 

Magari si basa sui ricordi e sulla nostalgia e guarda al concetto di famiglia, alle fantasie sulla famiglia perfetta che inseguiamo, soprattutto da bambini.
La regista Ginevra Elkann ha portato sullo schermo la multiculturalità che caratterizza anche la sua vita personale: è nata a Londra nel 1979 e ha vissuto in Inghilterra, Francia e Brasile. Il risultato è una commedia dolce-amara che parte come un film sulla separazione e diventa un road movie verso la felicità. Con Riccardo Scamarcio e Alba Rohrwacher.

Magari (guarda la video recensione) è ora disponibile in dvd su IBS.

Regia: Ginevra Elkann
Interpreti: Riccardo ScamarcioAlba RohrwacherEttore Giustiniani
Paese: Italia; Francia
Anno: 2019
Supporto: DVD
   

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