Riprendimi

Film 2008 | Drammatico 96 min.

Regia di Anna Negri. Un film Da vedere 2008 con Alba Rohrwacher, Marco Foschi, Valentina Lodovini, Stefano Fresi, Alessandro Averone. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 2008, durata 96 minuti. Uscita cinema venerdì 11 aprile 2008 distribuito da Medusa. - MYmonetro 3,07 su 40 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Una troupe cinematografica gira un documentario su una coppia giovane mostrando l'aspetto meno spettacolare e seducente del lavoro d'attore: insicurezza economica e precariato, aspetti che possono incidere sulla vita sentimentale. Il film ha ottenuto 6 candidature ai Nastri d'Argento. In Italia al Box Office Riprendimi ha incassato 190 mila euro .

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Consigliato sì!
3,07/5
MYMOVIES 3,25
CRITICA 2,35
PUBBLICO 3,02
CONSIGLIATO SÌ
Mockumentary low budget, originale e maturo che racconta la tragicommedia della vita.
Recensione di Marianna Cappi
Recensione di Marianna Cappi

Lucia e Giovanni vivono a Roma e lavorano nel mondo della creatività, lei come montatrice, lui come attore. Un mondo senza certezze, senza continuità, fatto d'illusioni e continue ricostruzioni. Lucia ogni giorno taglia e incolla, rimette i "pezzettini" (le immagini) nel giusto ordine per produrre senso. Ma la vita, quella vera, qualche volta non ha nessun senso, e così capita che suo marito se ne vada di casa, lasciandola con un bimbo di poco più di un anno in braccio, per "cercarsi", in un anelito di libertà che, in compenso, confina lei nella prigione della solitudine, della rabbia, dell'abbandono.
Eros e Giorgio, due documentaristi indipendenti (pizza al taglio a pranzo e a cena e per letto il sedile dell'auto), avevano scelto proprio Lucia e Giovanni come campione della loro indagine sul precariato giovanile, ma si ritrovano all'improvviso a documentare una crisi di coppia, che certamente ha la sua origine nella fatica di vivere soli e instabili nella società "liquida" stigmatizzata da Bauman, ma che va oltre e sconfina nell'universale fine di un amore. Anche il progetto filmato dei due ragazzi, inizialmente connotato da uno sguardo freddino, assiduo, da antropologi d'assalto o piccoli grandi fratelli, si carica di empatia per la tragicommedia della vita, fino a coinvolgersi al punto da passare la linea di demarcazione, professionale e finzionale.
Anna Negri, a distanza di parecchi anni dal primo lungometraggio, nel quale si presentava con originalità e leggerezza, ma senza trovare il tono né risolvere il nodo tra fantasia e verità, si riaffaccia con Riprendimi mostrando grande maturità stilistica e rinnovando la promessa di originalità. Nel tempo trascorso, sembra abbia fatto tesoro di molte lezioni, non ultima quella dell'ex collega Rossana Campo, di cui ripropone la freschezza delle scene corali al femminile nelle belle sequenze di Lucia con le amiche; ma anche quella del teatro europeo (da cui proviene la sceneggiatrice, Giovanna Mori) e del miglior cinema low-budget, per cui ad un'ampia libertà tecnica e produttiva (la regista ha girato in casa propria) corrisponde una fruttuosa libertà espressiva degli attori e della macchina da presa. S'intravedono persino Cassavetes (modello di recitazione) e Lynch (nella centralità del mezzo video e nel "doppio" sogno di Lucia), ben sepolti, s'intende, sotto il registro della commedia dei sentimenti.
Alba Rorwacher, per la prima volta protagonista dopo tante belle apparizioni a margine, crea un personaggio memorabile di giovane donna apparentemente fragile e in realtà vitale e appassionata, in grado di lenire con l'intelligenza e il sorriso quel mal di cuore di ogni giorno, di cui canta, magicamente, Billie Holiday.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 15 aprile 2011
carlita

Il matrimonio è una cosa da lavoro fisso? Sarebbe stato molto affascinante la trattazione del parellelo precariato nel lavoro / precariato nella vita. In realtà, e lo si scopre ben presto, la regista vuol trattare il tema della fine, di quando ci si dice basta, anzi, di quando uno solo dei due dice basta, e l'altro rimane vittima di questa decisione.

sabato 7 marzo 2015
stefano capasso

Lucia e Giovanni sono una giovane coppia di precari, montatrice lei attore lui, che vive a Roma con un figlio piccolo. Un giorno Giovanni comunica all’improvviso che lascia la famiglia per trovare se stesso. Di lì comincia un travaglio per entrambi che tentano a loro modo di dare un senso a quello che è accaduto e trovare una nuova strada con nuovi incontri non sempre felici.

lunedì 20 maggio 2013
molenga

ecco come non fare un film. pessimi gli interpreti, forzata la storia che vorrebbe darci un giudizio- pietra tombale sulla generazione del "tutto è ripreso". Brutto.

Frasi
Terapista: Ma lei amerebbe un uomo che non la ama?
Lucia: Ma lui mi doveva amare....
Lucia (Alba Rohrwacher)
dal film Riprendimi - a cura di Maurizio
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Silvestri
Il Manifesto

Giovanni, attore, e Lucia, montatrice, giovane coppia romana di piazza Vittorio, hanno un bimbo e fanno un film per Internet sul precariato con due amici (il grasso e lo smilzo, ognuno è fonico e operatore insieme) che non li abbandonano mai, sul lavoro (quando c'è), in casa, in camera da letto, mentre litigano, mentre parlano di politica, vedono gli amici, passeggiano, e mentre non fanno ciò che fecero [...] Vai alla recensione »

Jennifer Grego
Financial Times

Un finto documentario pieno di trovate ingegnose. Due giovani registi indipendenti decidono di descrivere, in modo freddo e analitico, l'insicurezza del mondo del lavoro dei loro coetanei. Per farlo scelgono una giovane coppia apparentemente stabile, Giovanni e Lucia. Ma presto tra i due scoppia una crisi e i registi imbarazzati si trovano a filmare una storia molto più drammatica e intima di quella [...] Vai alla recensione »

Roberto Silvestri
Il Manifesto

Giovanni, attore introverso (Marco Foschi), e Lucia, montatrice radiante (Alba Rohrwacher), giovane coppia intellettuale romana di piazza Vittorio, hanno da pochissimo un figlio. La cosa li spaventa a tal punto, nell'inconscio (che è sempre più consapevole del conscio), che si fanno girare attorno un film sul precariato, anche nei sentimenti. Per distrarsi.

Alberto Castellano
Il Mattino

Due documentaristi alle prese con un film sulla precarietà nel mondo dello spettacolo devono presto fare i conti con la crisi sentimentale dei protagonisti, un giovane attore e una montatrice. Al suo secondo film Anna Negri con «Riprendimi» costruisce un'opera indipendente a basso budget, intelligente e sofisticata, insolita nel panorama italiano. Utilizzando telecamere a mano e con qualche eco di [...] Vai alla recensione »

Andrea Giorgi
Film TV

Lasciarsi un giorno a Roma, come cantava Niccolò Fabi. Storia di Giovanni e Lucia, promessi sposi giovani, belli e per un po' pure felici, anche perché nasce un pupo. Poi lui ci (ri)pensa, non ci sta e se ne va. Così, senza un motivo vero. Perché non c'è mai una ragione quando un amore finisce, come diceva Cocciante. Cose che capitano, al cinema e nella vita.

Lietta Tornabuoni
La Stampa

La «società liquida» sarebbe la nostra: mobile, libera, insicura. La precarietà del lavoro comporta una instabilità affettiva, producendo un mondo di eterni adolescenti privi di coscienza collettiva, malati d'un malessere sociale che si esprime nella ossessione della riuscita personale. Riprendimi, secondo lungometraggio diretto da Anna Negri, 43 anni, figlia di Toni Negri, dopo gli otto anni di silenzio [...] Vai alla recensione »

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Lo spunto sembra rifarsi al cinema verità. Due cineasti, un direttore della fotografia e un fonico, volendo realizzare (tra l'altro, a loro spese) un documentario sul problema dei precariato, si installano, con il loro consenso, nell'abitazione di due coniugi, Giovanni e Lucia, per filmare da vicino la loro vita sapendo che uno fa l'attore, e dunque ogni volta deve darsi da fare per trovare un ingaggio, [...] Vai alla recensione »

Piera Detassis
Ciak

Bello, nevrotico, rivelatore, forse volutamente inconcludente come tutti i suoi protagonisti, prigionieri di un'eterna giovinezza libera da responsabilità. Il film di Anna Negri, che usa in maniera efficace uno stilema ormai sin troppo diffuso, quello del finto documentario, racconta la precarietà. Sotto l'obiettivo di Eros e Giorgio (i bravi Alessandro Averone e Stefano Fresi) che girano un film sui [...] Vai alla recensione »

Paolo D'Agostini
La Repubblica

Riprendimi di Anna Negri può (vuole) ingannare. Induce a credere allo sviluppo di un'idea documentaristica: il "tutto" del precariato giovanile contemporaneo attraverso il pedinamento di una coppia di precari dello spettacolo, attore e montatrice, che entra in crisi ed è "parte" eloquente del tutto. Ma è un astuto espediente narrativo. E trae in inganno il fatto che il film inizia (e continua, ma [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Una coppia giovane, un bambino piccolo, una cenetta in casa. Poi il fulmine a ciel sereno. Basta, il riso è salato, sono stanco anzi sono confuso, voglio ritrovarmi, devo stare solo, me ne vado. Faccia allibita di lei. Facce stupefatte di due ospiti fin lì invisibili: un fonico e un operatore che stanno girando un "documentario sui precari dello spettacolo" ma si vedono catapultati in tutt'altro genere [...] Vai alla recensione »

Dario Zonta
L'Unità

Anna Negri ha esordito nel lontano 1999 con In principio erano le mutande, un film fresco e colorato, con un «tocco» originale e uno sguardo libero, ricco di un cast giovane e brillante da Stefania Rocca a Teresa Saponangelo, con un Filippo Timi allora esordiente, e solo oggi rivelazione. Si narrava «già» di precarietà nel lavoro e nei sentimenti, temi che ritornano ancor più urgenti in questo secondo [...] Vai alla recensione »

Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Uomini. Si parla di uomini. Dalla parte delle bambine. Visti da vicino, nella relazione amorosa sono narcisisti, egoisti, traditori, irresponsabili, stronzi. E' già stato detto? Sì, qualche volta... Nel cinema italiano c'è una tradizione di un quarto di secolo, dai film dei comici (Verdone, Troisi) alle commediole della Izzo. Al secondo lungometraggio, dopo l'ironico e non banale «In principio erano [...] Vai alla recensione »

Alessio Guzzano
City

Rabbiosa e delicata, fragile e ostinata, intensa oltre il pallore (e viceversa): grande prova di Alba Rohrwacher, intravista in "Melissa P. e "Mio fratello è figlio unico", finalmente protagonista dopo essere stata figlia della Buy e Albanese in "Giorni e nuvole" e già compagna, in "Nelle tue mani" di Peter Del Monte, dello stesso Marco Foschi (bravissimo a sua volta) che qui la abbandona con un figlio [...] Vai alla recensione »

Maurizio Porro
Il Corriere della Sera

Leggenda vuole che due documentaristi vogliano girare un film sul precariato nello spettacolo ma, seguendo un attore e la neofamiglia, il baricentro si sposta su coppia, tradimento, abbandono, scenette di un matrimonio in crisi. La precarietà non riguarda solo l' economia. Anna Negri regista tenta in buona fede di coniugare il cineverità con la finzione e ne viene fuori un pastrocchio.

Roberta Ronconi
Liberazione

Coppietta giovane, felice e innamorata di cinematografari precari: lui (Marco Foschi) attore che sogna Shakespeare e si accontenta di una fiction sui carabinieri, lei (Alba Rohrwacher) montatrice super-precaria e in più neomamma. Una coppia di trentenni come altre, alle prese con i pochi soldi e le notti perse appresso al tesorino. Fino al fatidico momento della crisi.

Alberto Pezzotta
ViviMilano

Due registi girano un film-verità su una coppia che si sta sfasciando. L'espediente (vecchissimo!) dei testimoni-voyeur armati di videocamera cerca invano di dare spessore a una storiella che attinge alla peggiore tradizione italica, unendo il cinema da tinello e le smancerie da fiction giovanilese. Finto e fasullo. MEDIOCRE - PER VIDEOAMATORI Da ViviMilano, aprile 2008

Boris Sollazzo
DNews

Riprendimi è la preghiera di Lucia (Alba Rohrwacher) verso Giovanni (Marco Foschi). Lei ragazza madre abbandonata, lui attore vanesio e fedifrago. Riprendimi è il verbo che racchiude il senso di un film che racconta una storia d'amore precario vista dalla macchina da presa di due giovani documentaristi. Anna Negri pesca pesantemente dalla propria biografia per questo film d'amore disperato.

Maurizio Cabona
Il Giornale

Ennesimo film sui trentenni di Anna Negri, prodotto da Claudio Amendola e Francesca Neri, spiega l'immaturità col precariato: dal semplicismo dell'assunto alla complessità del narrato, fin dall'anfibologico titolo Riprendimi: ovvero riprendimi con te (come lei, Alba Rohrwacher, vorrebbe che Marco Foschi facesse); ma anche riprendimi con la telecamera.

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