L'uomo di neve

Film 2017 | Drammatico 119 min.

Regia di Tomas Alfredson. Un film con Michael Fassbender, Rebecca Ferguson, Charlotte Gainsbourg, Chloë Sevigny, Val Kilmer. Cast completo Titolo originale: The Snowman. Genere Drammatico - Gran Bretagna, 2017, durata 119 minuti. Uscita cinema giovedì 12 ottobre 2017 distribuito da Universal Pictures. Oggi tra i film al cinema in 362 sale cinematografiche - MYmonetro 2,06 su 21 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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L'uomo di neve
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Il film è l'adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo del premiato autore norvegese Joe Nesbø. L'uomo di neve è 2° in classifica al Box Office. sabato 21 ottobre ha incassato € 245.191,00 e registrato 34.054 presenze.

Consigliato no!
2,06/5
MYMOVIES 1,50
CRITICA 2,60
PUBBLICO 2,07
CONSIGLIATO NÌ
Un giallo macabro tra i ghiacci norvegesi, ma è evidente la gestazione problematica.
Recensione di Emanuele Sacchi
giovedì 12 ottobre 2017
Recensione di Emanuele Sacchi
giovedì 12 ottobre 2017

Un ragazzo viene abbandonato da un padre violento e insensibile, mentre la madre si suicida: con lui resterà solo un pupazzo di neve, inquietante presagio di orrore e infelicità. Un poliziotto della Omicidi, celebre per i casi impossibili risolti con successo, riceve un messaggio scritto da un certo "uomo di neve", che ha tutta l'aria di una minaccia incombente.
Capita spesso che le aspettative createsi attorno a un film siano tali da generare una delusione a visione avvenuta. Tuttavia accade assai di rado che la sproporzione tra attese e risultato raggiunga i livelli di L'uomo di neve di Tomas Alfredson.

Sulla carta la trasposizione dal best seller di Jo Nesbo sembrava avere tutto: un cast eccellente, tanto nei protagonisti che nei comprimari; un regista dal curriculum immacolato; un'ambientazione suggestiva. Nei fatti bastano pochi frame di un incipit destabilizzante per lasciar intendere che qualcosa non è andato per il verso giusto.

La macchina da presa sembra da subito incerta, priva di una guida salda: i molti primi piani e il montaggio enfatico sembrano suggerire una scelta stilistica, ma la qualità delle scene successive, come l'auto vista da dietro, lanciata a rotta di collo sul ghiaccio, o la morte della matrigna, desta sgomento. Uno sconforto che diviene certezza, man mano che la storia si dipana. Le difficoltà e i ripensamenti che hanno caratterizzato L'uomo di neve - la direzione in un primo momento era affidata a Martin Scorsese, poi a Morten Tyldum, prima di arrivare, diniego dopo diniego, ad Alfredson - emergono con la chiarezza cristallina di una sceneggiatura riscritta troppe volte, forse transitata da troppe mani. Alfredson, irriconoscibile, si adagia ben presto su una routine da mystery convenzionale, che abbandona il "come" per dedicarsi esclusivamente al "cosa": a tenere desto l'interesse del giallista interiore, che alberga in ognuno di noi, rimane solo l'identità dell'assassino. Ma anche questa è intuibile con poco sforzo già a metà film: il profilo psicologico e le fattezze dell'assassino lasciano infatti pochi dubbi in merito, complice qualche inquadratura di troppo del killer di spalle.

Al di là del personaggio di Fassbender/Harry Hole, detective che - come recita il manuale del bravo investigatore da B movie - è impossibilitato a condurre una vita familiare serena, dipendente dall'alcol e solitario, nessun altro personaggio viene tratteggiato a sufficienza per creare una minima empatia con lo spettatore di L'uomo di neve. Questo nonostante la presenza di volti come Gainsbourg, Simmons, Kilmer e Sevigny, star che sembrano giunte sul set per caso, o perché accorse in seguito a una richiesta di soccorso, lanciata da un regista in difficoltà. Suggestivo il paesaggio norvegese, benché l'effetto cartolina sia costantemente dietro l'angolo, fino al sospirato epilogo in cui la vicenda cede definitivamente al farsesco involontario. Sotto i ghiacci de L'uomo di neve forse si nasconde il film che Alfredson voleva girare, ma quel che è emerso in superficie richiede ben più di una carota e dei chicchi di caffè per assumere fattezze umane.

Sei d'accordo con Emanuele Sacchi?
PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 17 ottobre 2017
Flyanto

 Tratto dall' omonimo romanzo dello scrittore norvegese Joe Nesbo, "L'Uomo di Neve" è un thriller piuttosto crudo che racconta di un bravo poliziotto (Michael Fassbender), ex-alcolista, che deve investigare su alcuni casi irrisolti che riguardano la scomparsa ed il susseguente ritrovamento dei cadaveri di alcune donne fatte a pezzi.

domenica 22 ottobre 2017
Midnight

Attratta come falena alla luce da questo thriller con il buon vecchio Fassbender e la regia di Tomas Alfredson (conosciuto nel genere con lo splendido: Lasciami Entrare)Facevo bene a tenermi i soldi ahaha.Scherzi a parte, questo thriller dal cast inspiegabilmente stellare, si fa guardare senza però lasciare niente allo spettatore.Niente in termini di suspance, divertimento, recitazione, ecc.

venerdì 13 ottobre 2017
jack38

Mi sento di essere abbastanza d'accordo con l'autore della recensione anche se non sarei del tutto negativo. La sensazione alla fine della visione è che possa andare bene per una puntata di una fiction poliziesca ma non tanto da farne un film. Innanzitutto il film tarda a carburare, dopo 20 minuti verrebbe voglia di uscire dalla sala perchè non è ben chiaro cosa accada.

sabato 21 ottobre 2017
ROBERT EROICA

Prodotto da Martin Scorsese e diretto dal lanciatissimo Tomas Alfredson (che aveva adattato Le Carrè con La talpa) arriva nelle sale la trasposizione del best seller del norvegese Jo Nesbo, con protagonista Michael Fassbender. Oslo. Un serial killer, a seguito di una traumatica scena primaria vissuta nel periodo infantile, uccide una serie di donne facendole a pezzi e, visto che agisce in concomitanz [...] Vai alla recensione »

mercoledì 18 ottobre 2017
udiego

L'uomo di neve si presenta come il più classico dei gialli, dove una vecchia gloria della polizia ormai in declino ed incapace di intrattenere relazioni umane stabili si metterà all'aiuto della nuva e carina stella emergente della polizia locale per risolvere una serie di efferati delitti a cui nessuno sembra venirne a capo. Sinceramente prima di approcciarmi all'opera il [...] Vai alla recensione »

lunedì 16 ottobre 2017
Filmilia

 Il film mi è piaciuto, ho apprezzamento in particolare la colonna sonora sulle meravigliose immagini dei paesaggi glaciali messi molto ben in evidenza dalla fotografia. Bravi gli attori,Michael Fassbender è un perfetto Harry Hole. Non rispetta al cento per cento la trama del libro,ma questo è abbastanza frequente e anche, in qualche modo, naturale poiché  la trasposizi [...] Vai alla recensione »

giovedì 12 ottobre 2017
robur1

Premesso che Fassbender ha sempre il suo perchè,essendo un gran bel vedere,il film mi è piaciuto.Ben strutturato,giusta suspence,intricato quanto basta a non farti scoprire troppo presto il"maggiordomo".Recitazione ben riuscita con graditissimo ritorno della Gainsbourg e cast disseminato di volti famosi.Non ho letto il libro,ma penso che lo farò.

sabato 21 ottobre 2017
ralphscott

Pasticcio in salsa nordica. La neve congela anche la suspence,laddove una sequenza monotona di fatti,troppi,si trascina toccando rapidamente la noia senza più lasciarla. Regia ordinaria e sceneggiatura confusa e confondente. Proprio brutto, 

sabato 21 ottobre 2017
Erla

A parer mio troppi dettagli a cui viene lasciato spazio all’interno del film che ai fini della storia e del film stesso appaiono inutili. La storia parte molto lentamente mentre al finale sono riservati solo pochi passaggi (a parer mio troppi pochi). Trama interessante, ma film discreto. Ambientazione molto suggestiva, lo sfondo del film é veramente bello.

martedì 17 ottobre 2017
Flaw54

Certamente il romanzo creava un altro pathos, ma il film non è poi così male. Mancano alcune spiegazioni e il regista non riesce a costruire un' effettiva suspense, ma le immagino sono accattivanti e le due ore trascorrono anche piacevolmente. Io rimango colpito dalla staticità espressiva di Fassbender che mi sembra ancora una volta uno degli attori più sopravvalutati [...] Vai alla recensione »

domenica 15 ottobre 2017
Alcofribas

Non so come fosse il romanzo, certo il film non ha alcun senso. Non si spiega come faccia il colpevole a fare quello che fa o sapere quello che sa, ci sono alcune scene chiave registicamente molto ingenue, tutto quanto sembra lasciato al caso. Assolutamente sconsigliato.

FOCUS
SCRIVERE DI CINEMA
lunedì 16 ottobre 2017
Marco Castelli - Redazione Scrivere di Cinema

Il cast, la trama tratta da un libro di Jo Nesbø, la produzione di Martin Scorsese: tutti elementi che contribuiscono ad aumentare la delusione per il contrasto tra i dati di partenza ed il risultato de L'uomo di neve di Tomas Alfredson, un film nel quale il dipanarsi della vicenda tra fiordi e strade sembra solo un metodo come un altro per riempire due ore di qualcosa che per metà potrebbe presentarsi come un poliziesco ma per il resto sembra un gradevole video di promozione turistica della Norvegia e delle sue bellezze naturali.

Emblematico delle debolezze di questa produzione è il fatto che lo stato di inquietudine e di tensione che dovrebbe essere tipico del genere venga avvicinato solo sporadicamente, grazie più a prevedibili jumpscare e non una capacità di costruzione narrativa del regista.

Non si può ancora sapere con certezza a che livello della classifica dei jumpscare il sito americano "Where's the jump" posizionerà il lungometraggio, anche se pare impossibile intaccare il primo posto sul podio di The Haunting in Connecticut 2: Ghosts of Georgia (2013), che in 101 minuti riusciva ad inserire ben 32 jumpscare (di cui 6 maggiori e 23 minori si precisa). Questa tecnica è d'altronde una delle fondamentali per spaventare lo spettatore: apparsa per la prima volta nel 1942 con Il bacio della pantera di Jacques Tourneur è stata negli anni seguenti ripresa da altri registi quali Roman Polanski (ad esempio in Repulsion) e Terence Young (Gli occhi della notte). La crescita esponenziale del suo utilizzo si è avuta però a partire dagli anni '80, con la nascita anche delle categorie di pericolo allo specchio, falsa minaccia, tocco sulle spalle, etc. Da allora si rimane, considerando i film propriamente horror, sulla media dei 9 a pellicola.
Come qualsiasi altro espediente, l'utilizzo di questa tecnica non andrebbe ovviamente considerato come un problema in sé. Tuttavia il fatto che un lungometraggio riesca a ottenere tensione solo nei secondi immediatamente antecedenti il jumpscare è sintomo di una trama debole, costretta a ricorrere ai sotterfugi pur di salvare quello che viene visto come il "core business" del genere.

Frasi
Ha seguito le nostre mosse... sta giocando!
Una frase di Harry Hole (Michael Fassbender)
dal film L'uomo di neve - a cura di MYmovies.it
I pupazzi di neve... taglia le cose a pezzettini, lo fanno i bambini per ristabilire l'ordine.
Harry Hole (Michael Fassbender)
dal film L'uomo di neve - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 12 ottobre 2017
Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

Tutto è bianco, tutto è neve. Le filastrocche natalizie della nostra infanzia possono, a buon diritto, prevedere l'immaginario che Jo Nesbo ha pennellato a sfondo dei suoi romanzi, talmente best-seller da farli diventare ovvi anche per noi, mediterranei e cromaticamente viziati. E quando tutto si tinge di tanto candore, il Male, che è rosso-sangue e nero-morte, sembra diventare più feroce e sinistro, [...] Vai alla recensione »

giovedì 12 ottobre 2017
Alessandra Levantesi
La Stampa

In recenti interviste il norvegese Jo Nesbø, esponente di punta del noir scandinavo, si è dichiarato poco interessato a vedere il film tratto dal suo romanzo L'uomo di neve (Einaudi), e magari non a torto. Nel portare il libro sullo schermo, lo svedese Tomas Alfredson - che pure se l'era cavata assai brillantemente con gli adattamenti di La Talpa e Lasciami andare - ha perso di vista l'essenziale. Vai alla recensione »

giovedì 12 ottobre 2017
Roberto Nepoti
La Repubblica

A prestar fede alla crime-story di Jo Nesbo L'uomo di neve ( ed. Einaudi Stile Libero) e al film che ne è stato tratto, la fauna umana della Norvegia è inquietante: serial killer, poliziotti alcolizzati, medici più che inaffidabili e, soprattutto, folle di gente segnata da traumi infantili. La trama gira intorno al vecchio detto "mater sempre certa, pater incertus", che sembra ossessionare ogni personaggio [...] Vai alla recensione »

giovedì 12 ottobre 2017
Alice Sforza
Il Giornale

A Oslo, quando nevica, un assassino seriale rapisce donne per poi ammazzarle brutalmente. La sua firma? Un pupazzo di neve, davanti alle loro abitazioni. Su di lui, indaga il detective Hole (Fassbender). Thriller molto cupo (tratto da una serie letteraria noir), incapace, però, di appassionare, anche a causa di una sceneggiatura non equilibrata e di un finale poco credibile.

venerdì 13 ottobre 2017
Francesco Alò
Il Messaggero

Un serial killer che uccide quando il clima è nevoso. Un poliziotto che beve perché troppo nervoso. L'uno e l'altro si rincorreranno per una Norvegia dove sotto il ghiaccio gli uomini odiano caldamente le donne, che si tratti di affaristi dall'immagine candida (proprio come nei libri e film della popolare saga svedese Millennium) o assassini dotati di un kit per segare il gentil sesso in mille pezzi. [...] Vai alla recensione »

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