Scrittura al femminile capace di approfondire le reazioni più intime e rendere originale un film dalla struttura già vista. Commedia, Svezia2005. Durata 98 Minuti.
Mia torna nel paese natale per festeggiare il compleanno del padre, ma verranno a galla vecchi dissapori covati all'interno della famiglia. Espandi ▽
Mia, una ragazza che ormai vive a Stoccolma, torna al paese natale in Dalecarlia per il settantesimo compleanno del padre. Qui ritrova le due sorelle, Eva e Gunilla, ognuna con i propri problemi. Tra loro il dialogo è difficile e la festa sarà l'occasione per far emergere le tensioni più profonde. Con questo film la regista alla sua opera seconda ha ottenuto un premio per il miglior film svedese dell'anno e la segnalazione per correre all'Oscar in rappresentanza della Svezia. Anche se legato a una struttura 'già vista' al cinema (basti solo pensare a "Festen")"L'amore non basta mai" ha il pregio di una scrittura al femminile capace di delineare i personaggi delle tre sorelle senza manicheismi e con una sorridente capacità di approfondirne le reazioni più intime. Recensione ❯
Ripercorrendo la storia di Yo soy Cuba, questo documentario tenta di cogliere le ragioni che hanno spinto le autorità cubane e sovietiche a ritirare il film dalle sale negli anni '60. Espandi ▽
Ripercorrendo la storia di Yo soy Cuba , questo documentario tenta di cogliere le ragioni che hanno spinto le autorità cubane e sovietiche a ritirare il film dalle sale. È una riflessione sul modo in cui le opere d'arte evolvono nel tempo, a seconda delle diverse interpretazioni cui sono sottoposte. Rintracciando alcuni collaboratori sovietici e cubani dell'epoca, il regista scopre, attraverso le loro parole, l'emozione che nel 1964 permeò la realizzazione del lungometraggio, e tenta di comprendere come questi due mondi, così diversi, abbiano saputo trasferire la grandezza dell'epopea sovietica all'interno della cultura cubana. Recensione ❯
Un film all'americana, tra ricostruzione e impegno civile: l'opera più compiuta di Placido. Drammatico, Italia, Francia, Gran Bretagna2005. Durata 152 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Dal best seller di Giancarlo De Cataldo, Michele Placido dirige la storia della banda della Magliana che imperversava a Roma negli anni 70 e 80; con lui il meglio degli attori italiani in circolazione. Espandi ▽
Il Libanese ha un sogno: conquistare Roma. Per realizzare quest'impresa senza precedenti mette su una banda spietata ed organizzata.
Le vicende della banda e dell'alternarsi dei suoi capi (il Libanese, il Freddo, il Dandi) si sviluppano nell'arco di venticinque anni, intrecciandosi in modo indissolubile con la storia oscura dell'Italia delle stragi, del terrorismo e della strategia della tensione prima, dei ruggenti anni '80 e di Mani Pulite poi. Recensione ❯
Tratto dall'omonimo romanzo di Jean-Christophe Grangé, il film parla dell'omicidio di alcune donne trovate nude e mutilate, e del poliziotto Paul Nerteaux che dovrà risolvere il caso insieme al rozzo collega Jean-Louis Schiffer. Espandi ▽
Parigi. Tre donne turche vengono trucidate, la moglie di un funzionario impazzisce (ma c'è un complotto ai suoi danni), una coppia standard di flic (giovane buono e anziano scafato) indaga: ingredienti di un thriller in cui due trame apparentemente distinte si ricongiungono con macchinosità. Recensione ❯
Ennesima serie tv del passato trasposta sullo schermo: quella della strega che arriccia il naso. Espandi ▽
Isabel (Nicole Kidman), strega pentita e che desidera intraprendere una nuova esistenza con un marito e dei figli. Incontra Jack Wyatt (Will Ferrell), divo televisivo che sta appunto allestendo una nuova serie di "Vita da strega". Convinto che le facoltà di Isabel siano solo trucchi è però "stregato" dal nasino di Isabel. La fanciulla, che non ha alcuna esperienza recitativa, viene ingaggiata, con quel che segue. Recensione ❯
La favola di Kledi Kadiu, ballerino albanese di grande carisma, scoperto, lanciato e promosso da Maria De Filippi. Espandi ▽
Beni (Kledi Kadiu) è un ballerino che vive in Italia da più di un anno. Il suo grande desiderio è fare della danza la sua vita. Quando improvvisamente crede di avere incontrato l'occasione della vita, si rende conto che le promesse di una donna di portare lui e altri quattro ragazzi in grandi teatri, non vengono mantenute. Senza permesso di soggiorno e un futuro incerto Beni lotta per il suo sogno.Dal piccolo al grande schermo il mito adolescenziale di Kledi mette in scena la propria vita e le proprie abilità (reali) in un lungometraggio dal taglio televisivo, senza sorprese, che sarà apprezzato da chi ama la danza da talk show e i facili sentimenti. Recensione ❯
L'amore nasce tra Linda, una donna di successo e Ben, insegnante. Nonostante le loro diverse vite, pare che tutto vada bene, fino all'inizio del campionato di baseball. Espandi ▽
I fratelli Peter e Bobby Farrelly sono impegnati in una fuga all'indietro che li consegnerà probabilmente ad un futuro prevedibile, ben dentro il sistema che sembrava volessero eludere. L'amore in gioco (Fever Pitch) è la versione americana di un romanzo dell'inglese Nick Hornby, già portato sullo schermo nel 1997 e distribuito con scarso successo in Italia come Febbre a 90 , il cui titolo originale era lo stesso della nuova versione. Se Hornby, autore del notevole "Alta fedeltà" (High Fidelity) è un narratore sagace, che sa cogliere con ironia e passione le nevrosi della classe media e intellettuale inglese, trascinate in territorio USA le sue vicende mantengono le intenzioni di superficie, perdendo tutto il resto. Recensione ❯
L'amore ai tempi del maggio francese tra due giovanissimi rivoluzionari. Espandi ▽
Parigi, 1969. Dopo aver assistito ai moti del maggio francese del '68, un gruppo di giovani si abbandona ai fumi dell'oppio. All'interno del gruppo nasce un amour fou tra un ragazzo di vent'anni (Louis Garrel) e una giovane (Clothilde Hesme), entrambi coinvolti nell'insurrezione. Garrell è sicuramente un esponente di punta del cinema indipendente francese. Così di punta e così 'indipendente' da essere l'unico regista in concorso a non aver aggiunto il proprio commento al film sul catalogo della Mostra. Garrell è un cinephile osannato dalla critica internazionale che possiede un indubbio rigore stilistico grazie anche ai direttori della fotografia di cui si avvale. Recensione ❯
È l'avventura del piccolo Charlie e di altri fortunati bambini che potranno accedere per un giorno alla fabbrica di cioccolato e conoscere il buffo e misterioso mondo del proprietario Willy Wonka. Espandi ▽
Tim Burton reinterpreta a modo suo un grande classico per ragazzi, quel Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato che aveva il volto e la carica ironica di Gene Wilder. Stessa storia di allora: Willy Wonka, il più grande cioccolataio del mondo, vive da anni chiuso dentro la sua magnifica fabbrica, d'improvviso, la novità: dentro cinque tavolette di cioccolato si trovano altrettanti biglietti d'oro che danno diritto ad una visita di un giorno intero nella fabbrica di cioccolato. Recensione ❯
Uno splatter horror incapace di spaventare e tenere lo spettatore incollato alla sedia con la suspense più classica. Horror, Gran Bretagna, Germania2005. Durata 85 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +16
Una ragazza entra in metropolitana per prendere l'ultimo treno. L'oscurità si impossessa di lei, il terrore inizia, e gli inquietanti tunnel della Tube londinese diventano il teatro di un massacro. Espandi ▽
Il sangue di "saw" la scorsa stagione ci aveva sconvolto con un film in cui il liquido rosso sgorgava copioso, senza motivo, innalzando il dramma a una sorta di gioco per la morte inutile e gratuito. Oggi Creep, che aveva tutte le carte in regola per essere l'anti The descent, film crepuscolare ambientato meravigliosamente nelle profondità della terra, diviene un nuovo massacro granguignolesco, tralasciando una sceneggiatura che solo nell'incipit consegna qualche spunto interessante. A Londra, Kate (Franka Potente) deve prendere l'ultimo metrò per lanciarsi in una notte glamour. Perso un treno, dopo essersi addormentata, ne prende un altro al volo, senza rendersi conto della direzione che prenderà. Recensione ❯
Pacifisti armati e adolescenti nell'America ricostruita in studio dalla camera di Thomas Vinterberg e dalla penna di Lars von Trier. Espandi ▽
E Dick prese la pistola, in un giorno uguale a tutti i giorni di Estherslope, una piccola provincia mineraria posta da qualche parte nell'America posticcia di Vinterberg. Il regista di Festen che con una "rivelazione" rovinò il pranzo di una ricca famiglia borghese, con il suo ultimo lungometraggio rivela il pacifismo armato del mondo occidentale. Ma non è in questo, o almeno non è solo in questo, che si risolve il film. La Wendy "cara" del titolo è la magnifica ossessione di Dick, un adolescente introverso che vive con una tata di colore e un padre minatore. Alla sua morte in miniera, scampato caparbiamente allo stesso destino, Dick compra una pistola "giocattolo" da regalare a un insopportabile moccioso. Recensione ❯
Da uno dei fumetti di supereroi più amati di sempre, la Marvel realizza un film leggero e di sicuro intrattenimento, nello stile dei comics di una volta: i Fantastici 4 contro il loro temibile avversario, il Dottor Destino. Espandi ▽
Al calderone dei film tratti da fumetti va ad aggiungersi anche questo dedicato all'omonimo quartetto in calzamaglia, nato decenni or sono dalle fervide menti di Stan Lee e Jack Kirby per i tipi della Marvel Comics. I motivi che spingono le major, in questi anni, alla saturazione del mercato con pellicole popolate da supereroi sono diversi, ma resta il fatto che a risultati eccelsi ( Spider Man ) si sono alternate solenni porcherie ( Daredevil ), come forse era inevitabile. Recensione ❯
I tormenti di Olga, moglie e madre abbandonata dal marito, disperatamente ripiegata su di sé. Espandi ▽
Olga ha 35 anni e due figli. Un giorno il marito la lascia, all'improvviso, per una ragazza. Olga precipita nell'abisso della sofferenza profonda che rischia di farle perdere progressivamente il senso della realtà e del suo rapporto affettivo con i figli. Molte donne troveranno attimi di vita vissuta trasformati in cinema in questo film di un regista che crede nel lavoro che fa ed ha il coraggio di non rifugiarsi mai in facili film fotocopia. Recensione ❯
Clooney accompagna questa battaglia giornalistica con una sceneggiatura raffinata che ricorda il meglio del cinema americano degli anni Cinquanta, fondendo impegno civile e leggerezza di scrittura. Drammatico, USA2005. Durata 90 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +16
George Clooney, alla sua seconda prova come regista, sceglie un tema forte e sempre attuale: la tv e l'informazione. Quella onesta. Espandi ▽
Il cinema americano può ancora sperare di ritrovare la propria anima originaria se darà spazio a registi come George Clooney che con il Presidente degli Usa condivide solo il nome. Clooney però si sente, e a buon diritto, un vero americano e dichiara "Io spero che con questo film abbiamo reso merito ai giornalisti coraggiosi. Erano dei patrioti e come tali devono essere ricordati". Di uno di questi si occupa il suo film: Ed Murrow che nel 1953 condusse dagli studi della CBS una dura battaglia contro il senatore McCarthy propugnatore delle liste di proscrizione contro i 'comunisti' che causarono perdite di lavoro, incentivazioni della delazione e anche suicidi tracciando una pagina nera della storia americana. Recensione ❯
Film-documentario che ripercorre la storia del programma tv della Guzzanti, un documento che stimola la discussione e il confronto. Documentario, Italia2005. Durata 80 Minuti.
Dalla Mostra di Venezia arriva un pamphlet politico sulla satira e sulla libertà di informazione in Italia. Per discutere indipendentemente da quale parte si sostiene. Espandi ▽
Questo film-documentario ripercorre con l'aiuto di numerose testimonianze, la storia del programma tv della Guzzanti, Raiot, prima voluto e poi censurato da RaiTre. Più che un film 'contro Berlusconi' è un film che si interroga su quale sia la definizione di satira e sulla effettiva libertà di informazione nel nostro Paese. Sgombriamo subito il campo da un equivoco: proprio chi sostiene il governo del Polo dovrebbe gioire di un documentario 'alla Michael Moore' come questo. Recensione ❯
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