I giorni dell'abbandono

Film 2005 | Drammatico 96 min.

Regia di Roberto Faenza. Un film con Margherita Buy, Luca Zingaretti, Goran Bregovic, Alessia Goria, Fausto Maria Sciarappa. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 2005, durata 96 minuti. Uscita cinema venerdì 16 settembre 2005 - MYmonetro 2,66 su -1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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I tormenti di Olga, moglie e madre abbandonata dal marito, disperatamente ripiegata su di sé. Il film ha ottenuto 2 candidature a David di Donatello. In Italia al Box Office I giorni dell'abbandono ha incassato nelle prime 11 settimane di programmazione 3,3 milioni di euro e 658 mila euro nel primo weekend.

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venerdì 17 agosto 2018 ore 10,01 su PREMIUMCINEMAEMOTION

Consigliato nì!
2,66/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO 2,23
CONSIGLIATO NÌ
Film difficile, senza difese, con una strepitosa Margherita Buy.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Olga ha 35 anni e due figli. Un giorno il marito la lascia, all'improvviso, per una ragazza. Olga precipita nell'abisso della sofferenza profonda che rischia di farle perdere progressivamente il senso della realtà e del suo rapporto affettivo con i figli. Dal romanzo di un'autrice (o autore?) misteriosa: Elena Ferrante Roberto Faenza trae il film stilisticamente più complesso della sua filmografia. Si tratta di un film 'difficile', senza pelle, privo delle difese di cui solitamente un regista si avvale. Può essere quindi facile colpirne alcuni punti deboli di sceneggiatura. Non è però questo che conta. Conta molto di più lo scavo nella complessità delle reazioni di una donna nei confronti di un evento traumatico come l'abbandono improvviso. Conta la forza dell'interpretazione di Margherita Buy e l'understatement di un attore come Zingaretti che è impegnato a fare del marito non un uomo 'cattivo' ma comunque la causa di una disperazione profonda. Goran Bregovic offre poi al film la sua musica e il suo volto dolcemente stralunato. Molte donne troveranno attimi di vita vissuta trasformati in cinema in questo film di un regista che crede nel lavoro che fa ed ha il coraggio di non rifugiarsi mai in facili film fotocopia.

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I GIORNI DELL'ABBANDONO
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 1 dicembre 2009
mariac

I giorni dell'abbandono, tratto dal libro di Elena Ferrante, è stato trattato decisamente mele dalla critica. Libro e film sembrano condividere lo stesso destino,la derisione per l'esagerazione. Il tema è l'abbandono di una donna da parte del marito che sente improvvisamente un "vuoto di senso" e non riesce a starle accanto. Ma che significa? Ho sentito parlare qualche volta sei sensi di vuoto ma mai [...] Vai alla recensione »

sabato 2 novembre 2013
THEOPHILUS

I GIORNI DELL’ABBANDONO   Si respira un’aria da fumisteria, con qualche sniffata d’esotismo e situazioni plateali tipiche delle più banali sit-com televisive in questo I giorni dell’abbandono. Il titolo del film diventa simbolo, speriamo non profetico ma solo momentaneo, del tradimento che il pubblico deve subire da parte di un regista, Roberto Faenza, che [...] Vai alla recensione »

sabato 31 marzo 2012
Rescart

Quando tutto sembra crollare intorno a e i fondamenti vengono meno c’è una sorta di istinto inconscio che si riaffaccia alla soglie della coscenza, una sorta di istinto di sopravvivenza che “congiura” a nostra favore per farci seguire una gerarchia delle urgenze, che coscientemente non seguiremmo mai. Ne “I giorni dell’abbandono” l’istinto di sopravvivenza [...] Vai alla recensione »

mercoledì 3 giugno 2009
GIOVANNA

Ottimo film. Struggente, malinconico, con una sua morale. l'interpretazione di Margherita Buy è strepitosa (d'altra parte questo ruolo le si adatta alla perfezione). Il dolore può portare anche alla follia ma la vita ti chiama a lei e arriva il giorno che hai il coraggio di risponderle. Il film insegna che spesso sono i ruoli che ricopriamo a costituire le uniche vie d'uscita e c'è sempre una luce [...] Vai alla recensione »

lunedì 13 ottobre 2014
blowup

Di questo film non si riesce a capire se sia peggiore il contenuto o la forma. La forma è quella tipica di una fiction fatta male, con recitazioni amatoriali, riprese sempliciotte, dialoghi forzati e innaturali, situazioni assurde che vorrebbero essere significative senza esserlo. Il contenuto vive del sottinteso: poichè ogni spettatore sa cosa significa una separazione coniugale con figli, si campa [...] Vai alla recensione »

giovedì 9 gennaio 2014
gionni47

Ho visto tutto il film per scommessa, poiché era noioso e inconcludente, quasi astratto. Ho letto quasi tutte le recensioni e noto che si dividono in due tipi: quelle veneranti e quelle irritate per la bruttezza del film. Penso che le prime siano dettate dal conformismo e dalla voglia di perdonare ad un regista affermato ogni stravaganza e mancanza del senso della misura.

martedì 2 giugno 2009
lunaviola65

Il film mi ha molto colpita per il realismo e l'interpretazione estremamente convincente dei protagonisti. Ho rivisto alcuni momenti di vita vissuta.E' un film che, senza cadere in uno scontato moralismo,fa riflettere, da proporre come cineforum alle superiori. Deformazione professionale?:-) Un'insegnante.

lunedì 23 luglio 2012
BloodyCla

....della Buy con questo film. <3

mercoledì 23 dicembre 2015
Barolo

Film tratto da un ottimo romanzo della Ferrante,Margherita Buy è molto brava,anche se a tratti un pò sopra le righe.La situazione raccontata è quanto mai realistica e verosimile. Da vedere

lunedì 1 giugno 2009
atticus

E basta co' sto cinema vecchio e angosciante, senza novità, senza idee, deprimente, esagitato e ridicolo. Ma che senso aveva la sequenza col ramarro sotto al letto? E la barbona che sta fissa sotto il portone della protagonista? E chi ha scritto mai certe perle di dialoghi ("Ho un vuoto di senso")? Soprattutto basta con la Buy che fa sempre in tutti i film la parte della cornuta incazzata! Basta! Qualcuno [...] Vai alla recensione »

Frasi
Tu vuoi sapere come sto? Sto come una pianta senza acqua. Le Donne senza amore muoiono da vive. Me lo diceva sempre mia madre quando vedeva passare la Poverella... Aveva ragione, sai?
Una frase di Olga (Margherita Buy)
dal film I giorni dell'abbandono
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Natalia Aspesi
La Repubblica

Capita continuamente, ogni giorno: un marito (una moglie), se ne va di casa, lascia figli, moglie (marito) e non ha le parole per dirlo. Pero solo un uomo ha il coraggio di trovare una scusa così vaga: «Sono confuso, insoddisfatto, sento un vuoto di senso». Consiglio alla signora chiedere subito: «Questo vuoto di senso come si chiama, quanti anni ha?».

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Il primo film italiano in concorso, I giorni dell’abbandono di Roberto Faenza, racconta una vicenda usuale in uno stile straordinario, lontano, lucido, senza sentimentalismi che fa comprendere in profondità tutti i perché e che porta al massimo della bravura la protagonista Margherita Buy. Storia semplice: dopo anni di matrimonio, un marito quarantenne (Luca Zingaretti) s’innamora di una ragazza e [...] Vai alla recensione »

Mariarosa Mancuso
Il Foglio

C’è stata la guerra tra dame: Margherita Buy contro Giovanna Mezzogiorno, entrambe a caccia della Colpa Volpi, che avrebbe dovuto lenire le ferite del cinema italiano strapazzato a Venezia (“strapazzato” comunque non sembra la parola adatta, dopo i premi a Stefano Accorsi, Luigi Lo Cascio e Sandra Ceccarelli). C’è stata la polemica sui critici cecchini, appostati nelle poltrone del Palagalileo a masticare [...] Vai alla recensione »

Antonio Mustara
Tv Sorrisi e Canzoni

Trama: Torino. Olga, una donna ancora giovane e appagata, madre di due figli, viene abbandonata improvvisamente dal marito, che se ne va a vivere con un’altra donna. In preda alla disperazione, cade in un abisso senza fine e intreccia una relazione con l’inquilino del piano di sotto. Perché vederlo: è uno dei tre film italiani presentati, in concorso, all’ultima Mostra del cinema di Venezia.

Roberto Nepoti
La Repubblica

Non c’è poi tanto da ridere sull’incriminato (a Venezia) vuoto di senso con cui Mario pianta la moglie Olga per una donna molto più giovane. Spesso le persone parlano cosi; e talvolta fanno quello che fa Mario, o reagiscono come Olga: alternando la depressione e il disprezzo di sé con sussulti d’orgoglio e impeti di violenza. I giorni dell’abbandono è un romanzo di formazione, che ha per protagonista [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Che epoca racconta, I giorni dell’abbandono di Roberto Faenza (concorso)? La storia, tratta dal romanzo omonimo di Elena Ferrante, è bella e senza tempo: dopo dieci anni di matrimonio una donna viene abbandonata dal marito, perde la dignità e il rispetto di sé, sprofonda in una zona ai confini del delirio, diventa sboccata, violenta, inaffidabile perfino con i figli.

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Ancora, per Roberto Faenza, una donna dilaniata e tormentata. Com’era, in Prendimi l’anima, Sabina Spielrein, la straziata (e isterica) amante di Jung. Questa volta lo spunto è un romanzo, non dei migliori, di Elena Ferrante, I giorni dell’abbandono, con al centro una donna improvvisamente abbandonata dal marito senza spiegazioni e dopo dieci anni di matrimonio.

Priscilla del Ninno
Il Secolo d’Italia

C’era molta attesa per il debutto in gara dei nostri registi, collocati in questa seconda parte del Calendario festivaliero per evitare che le produzioni autoriali di casa nostra entrassero in rotta di collisione coni colossi holiywoodìani che finora poi, in realtà - meteora Clooney a parte più che ruggire hanno miagolato. C’era molta curiosità per l’interpretazione di Margherita Buy, protagonista [...] Vai alla recensione »

Alberto Crespi
L'Unità

I giorni dell’abbandono, primo film italiano in concorso a Venezia 62, è una consacrazione e una conferma. La consacrazione riguarda Margherita Buy: da anni è un’attrice sulla quale il cinema italiano può contare, ma questo ruolo di moglie abbandonata le consente di far vibrare corde inedite, di tirar fuori una forza e una grinta che non le riconoscevamo.

Roberto Silvestri
Il Manifesto

«Per fare I giorni dell'abbandono - spiega Roberto Faenza - sono diventato una moglie disperata». Senza questo travestimento interiore, da virtuoso del «patetico», da angelo custode senza ironia della protagonista del film (catapultata a Torino, tra spazi barocchi inquieti e ostili) sarebbe stato impossibile guidare, fino all'atterraggio salvifico, l'astronave della giovane «moglie perduta», Olga (Margherit [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

Defilato e prudente come si conviene ai soliti sospetti, il cinema italiano prova a invertire il trend che qui al Lido lo vede da qualche anno perdente. Coraggiosamente sceso in campo per primo, il regista torinese Roberto Faenza da I giorni dell'abbandono di Elena Ferrante, la misteriosa scrittrice che nessuno ha mai visto e forse nasconde l'identità di un noto professionista, ha tratto stavolta un [...] Vai alla recensione »

Oscar Iarussi
La Gazzetta del Mezzogiorno

Una donna tranquilla e in apparenza felice abbandonata all’improvviso dal marito, la sua discesa nel gorgo della solitudine nonostante abbia due figlioli e una bella casa, le voci di dentro del suo passato napoletano e i fantasmi del presente. In una Torino estranea, quando non ostile, e, infine, un futuro recuperato con ostinazione, quasi preso per i capelli poco prima della perdizione.

Roberta Ronconi
Liberazione

«Tu sei troppo buona,io non ti merito». «Una donna senza amore è come una pianta senza acqua». «Una donna non amata è una donna morta». E’ stato inevitabile che, a queste battute, il pubblico sgamato del festival di Venezia sbottasse in irriverenti risate. Sullo schermo, la pellicola d’esordio per l’Italia in questo 62mo concorso. Attesa, quindi, e sotto i riflettori della critica.

Stefano Solinas
Il Giornale

Di film tratti da romanzi è piena la storia del cinema. Ce ne sono di falliti e di riusciti, di fedeli all'originale e di completamente reinventati. Ha le sue ragioni Roberto Faenza, il regista di I giorni dell'abbandono, a dire che si tratta di due strumenti diversi, «la scrittura evoca, la regia mostra», e che, per quanto lo riguarda, «dell'omonimo libro di Elena Ferrante non mi ricordo più nulla». [...] Vai alla recensione »

Paolo D'Agostini
La Repubblica

Le voci sono tutte concordi nell’annunciare un’eccellente prova di Maigherita Buy, l’adesione a un personaggio che sembrava proprio fatto per lei. Completo, questo lo si aggiunge con benevola ironia verso un’attrice dal temperamento notoriamente ombroso, di un vasto campionario di nevrosi: come un pesce nell’acqua, insomma. Ormai regista espertissimo nel passaggio dalla pagina allo schermo dopo, tra [...] Vai alla recensione »

Gabriella Gallozzi
L'Unità

L’abbandono di una donna da parte del marito. A seguire la perdita di fiducia in se stessa, l’identità in crisi, l’abisso. Ma anche l’abbandono come metafora di tutte le perdite dell’oggi: dal lavoro alle «fedi» alla fiducia nel futuro. È tutto questo I giorni dell’abbandono, il nuovo film di Roberto Faenza, in corsa per il Leone d’oro al festival di Venezia (passa il 6 settembre ed esce nelle sale [...] Vai alla recensione »

Emanuela Martini
Film TV

Avrebbe potuto essere un film d’amore e di follia, un mélo e soprattutto una discesa in un stato di allucinazione e successiva risalita. Invece, I giorni dell’abbandono, dal romanzo di Elena Ferrante, diretto e scritto (con molti co-sceneggiatori) da Roberto Faenza, è un’occasione mancata, per difetto e per eccesso. La storia di Olga, moglie abbandonata per una donna .

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