Divertimento puro. Horror, action e commedia nerissima in un film che mette in scena la violenza stilizzata. Horror, Azione, Commedia - Sudafrica, USA2026. Durata 94 Minuti.
Un horror-action-comedy ad alto tasso di adrenalina e intriso di sangue. Espandi ▽
Una giovane donna accetta un lavoro come domestica in un elegante grattacielo di New York senza sapere che quell'edificio nasconde un passato e un presente inquietante fatto di inspiegabili sparizioni. Appena entrata in quella comunità, percepisce subito un'atmosfera carica di segreti. Col passare dei giorni, scopre che il grattacielo è legato a una misteriosa setta satanica che opera nell'ombra da anni. Intrappolata in un luogo che si trasforma lentamente ma inesorabilmente in un incubo, la donna dovrà affrontare l'oscuro potere che domina quell'edificio per salvarsi.
Sarebbe ingiusto sminuire il lavoro del regista russo Kirill Sokolov che dirige un film capace di liberare lo spettatore da dilemmi etici o morali e trascinandolo nel divertimento più puro di una messa in scena della violenza stilizzata e grottesca tra horror, action e la commedia più nera.
Un'opera cinematografica che ha il gusto istintivo del gioco più sfrenato con le sue derive splatter e grottesche, financo demenziali. Recensione ❯
Smeriglio torna alla regia con una vicenda che interroga i cosiddetti normodotati con il giusto ritmo e la giusta attenzione. Commedia, Italia2026. Durata 106 Minuti.
Il film, ispirato ad una storia vera, racconta di un viaggio come ricerca di sé e della propria libertà. Espandi ▽
Mauro è un surfista famoso che, in seguito ad un incidente, perde un amico e compagno di squadra e si ritrova con un problema invalidante ad una gamba. Costretto a una lungodegenza in un clinica per sottoporsi ad un periodo di riabilitazione, conosce Federico, affetto da Atassia di Friedreich e costretto su una sedia a rotelle. L’iniziale scontro tra i due si trasforma in un’amicizia profonda che li porterà a compiere insieme un percorso fuori dagli schemi.
Saverio Smeriglio torna dopo molti anni alla regia di un lungometraggio per proporre una vicenda che interroga i cosiddetti normodotati. Quello che sul piano della narrazione e su quello cinematografico appare come lo stimolo più importante è collocato in modo particolare nella prima parte del film e veicola un messaggio di impatto che dovrebbe far riflettere. Perché Mauro, il surfista abituato a primeggiare che ora deve imparare di nuovo a deambulare e Federico non sono personaggi presentati come privi di difetti. Non ci viene quindi presentata un’immagine edulcorata del disabile verso cui provare quel sentimento di falsa pietà che ci libera dalle responsabilità. Ci viene così ricordato che i disabili non meritano solo assistenza ma anche comprensione vera e disponibilità di attenzione vera. Recensione ❯
Una commedia che fotografa un'Italia legata alle proprie radici anche davanti alla necessità di adeguarsi al presente. Commedia, Italia2025. Durata 118 Minuti.
Un racconto ironico e appassionato lungo vent'anni, ambientato in un angolo meraviglioso della Sardegna. Espandi ▽
Alla soglia del nuovo millennio, due destini lontani si scontrano su una lingua di costa ancora incontaminata nel sud della Sardegna.
Efisio Mulas è un pastore solitario, custode silenzioso di un tempo che sembra non esistere più. Vive lì da sempre, tra il mare e i suoi animali, nella piccola casa dove è nato.
Dall'altra parte c'è Giacomo, Presidente di un potente gruppo immobiliare, simbolo di un'Italia lanciata verso il futuro. È deciso a trasformare quella costa in un resort di lusso.
Al suo fianco Mariano, capo cantiere e uomo pratico, ha il compito di convincere Efisio a cedere quell'ultimo lembo di terra.
Tra questi mondi inconciliabili si muove Francesca, la figlia di Efisio, divisa tra le sirene del cambiamento e l'appartenenza alla propria terra.
Quando Efisio rifiuta l'ennesima offerta milionaria, la trattativa si trasforma in una battaglia legale nella quale entra in scena Giovanna, una giudice nata e cresciuta in quei luoghi chiamata a dirimere il conflitto.
Mentre le pressioni aumentano e la comunità si spacca tra chi sogna nuove opportunità di lavoro e chi teme di perdere per sempre la propria identità, l'incrollabile "no" di Efisio si carica di un significato collettivo. Forte del valore delle sue scelte e della memoria di chi è venuto prima di lui, Efisio sa che a volte, proprio perché "la vita va così", bisogna fermarsi e decidere da soli dove andare. Recensione ❯
Un film in cui manca quasi del tutto quello spirito provocatorio, iconoclasta e anarchico che aveva reso Zalone un unicum in Italia. Commedia, Italia2025. Durata 90 Minuti.
Il ritorno di Checco Zalone, diretto da Gennaro Nunziante, autore insieme a Zalone stesso del soggetto e della sceneggiatura. Espandi ▽
Checco Zalone è un "nuovo Paperone italiano", possiede sei Ferrari rosse fiammanti e sta per festeggiare i suoi 50 anni con una festa a tema egizio per 800 invitati. Vive con la sua attuale compagna, una modella messicana 25enne, mentre sua figlia Cristal (in onore allo champagne) abita con la madre, ex modella e aspirante attrice negli spettacoli del suo spocchioso compagno palestinese. Il motto di Checco è che è sempre bello mostrare la propria ricchezza a chi non può permettersela, e si muove fra la Sardegna, Roma e Milano, non facendo assolutamente nulla di produttivo e spendendo e spandendo i soldi del padre imprenditore di successo, che lo considera un emerito coglione. Ma quando Cristal scompare Checco si metterà a cercarla e scoprirà che è partita per percorrere a piedi il Cammino di Santiago. Il padre la segue (inizialmente in Ferrari), scoprendo a poco a poco un lato di sé che non aveva mai considerato, e incontra una bella quarantenne spagnola, Alma, innamorata di un uomo misterioso. Recensione ❯
Una commedia diretta e interpretata dal duo comico Pio e Amedeo. Espandi ▽
Pio gestisce una comunità di recupero per ragazzi, Amedeo una casa di riposo per anziani. Uno ha una relazione in crisi, l'altro una figlia adolescente irrequieta. Costretti dalle circostanze a vivere sotto lo stesso tetto tra anziani smemorati e giovani casinisti che si fanno la guerra, i due finiranno per scambiarsi consigli non richiesti, infilarsi in situazioni assurde e, tra bollette arretrate e partite a padel, trovare finalmente il coraggio di mettere ordine alle loro vite e scoprire così un nuovo modo di stare assieme.
Li avevamo lasciati, negli ultimi due film firmati da Gennaro Nunziante, a giocare sugli stereotipi Sud/Nord e ricchi/poveri, ora Pio e Amedeo diventano registi e non si muovono dalla loro Puglia per realizzare un'inedita commedia umana.
La loro comicità ribalta e stigmatizza i pregiudizi e gli stereotipi, denunciandone l'esistenza, chiamando le cose con il loro nome e senza intenti moralistici. La coppia ha tempi comici ormai più che rodati ma il montaggio di Simonpietro Saraceno sa prendersi degli spazi per valorizzarli ulteriormente. Recensione ❯
Due sorelle affrontano il ritorno del padre regista e l'arrivo di una star americana che sconvolge gli equilibri della loro fragile famiglia. Espandi ▽
Nora (nome ricorrente nella drammaturgia internazionale) è un’attrice di teatro che soffre di attacchi di panico ogni volta che deve entrare in scena. Ha una relazione con un collega sposato, non ha figli ed è legata solo a sua sorella Agnes e alla di lei famiglia. Gustav, il padre di Nora e Agnes, è un famoso regista che dopo il divorzio ha lasciato la Norvegia (e la famiglia) per tornare nella nativa Svezia. Ora però è tornato per il funerale della ex moglie, e per chiedere a Nora di interpretare la protagonista della sua ultima sceneggiatura, a suo dire la più riuscita e personale, che dovrebbe essere ambientata proprio nella casa dove Nora e Agnes sono cresciute.
In Sentimental Value il regista e sceneggiatore norvegese Joachim Trier fa una cosa difficilissima: imprimere la propria cifra stilistica personale e inconfondibile ad un argomento già molto frequentato dal cinema mondiale (compreso quello nordico), ovvero la complessità dei rapporti famigliari.
La regia di Trier si muove con la consueta morbidezza e fluidità nelle transizioni fra gli spazi e i sentimenti, spesso interrotta da schermi al nero e brusche frenate musicali, e riproduce la natura caleidoscopica dei rapporti, mantenendo una raffinatezza compositiva rarefatta ed essenziale, ma mai algida o priva di pathos. Recensione ❯
Un Jarmusch puro, in quello spleen esistenziale che non è mai pessimismo cosmico e sempre poetico struggimento. Commedia, Drammatico - USA, Irlanda, Francia2025. Durata 110 Minuti.
Una serie di ritratti intimi, osservati senza giudizio, in cui la commedia è attraversata da sottili momenti di malinconia. Espandi ▽
Una sorella e un fratello quarantenni si ritrovano a mantenere un padre squattrinato che li invita a visitarlo solo quando ha bisogno di un aiuto economico; due sorelle, anche loro over 40, vanno a prendere il the dalla madre, famosa scrittrice, e fanno a gara per sembrarle più riuscite di quello che sono; due gemelli, maschio e femmina, intorno alla ventina devono confrontarsi con la morte dei genitori, scomparsi in un incidente con l’aeroplanino che guidavano. Tre episodi ambientati tre Paesi – Stati Uniti, Irlanda, Francia – e collegati da pochi dettagli: un Rolex forse vero, forse falso; un modo di dire; un gruppo di skaters che sfreccia accanto ai protagonisti; l’insolita propensione a brindare con un the o un caffè; e soprattutto il disagio nell’abitare in quel non-luogo dell’anima definito Desolandia.
Jim Jarmusch crea un trittico circolare che fa leva su tutte le sue cifre autoriali, dal tono laconico alla lentezza ipnotica del racconto, dalle lunghe conversazioni in macchina allo straniamento dei suoi protagonisti, per raccontare in modo non scontato i legami famigliari che ci tengono ancorati ad antiche abitudini e rancori, ma che sono anche fonte di conforto e radici esistenziali. Recensione ❯
Una famiglia si ritrova a condividere una vecchia casa nella Normandia rurale. Espandi ▽
Nella Francia di oggi, un gruppo di sconosciuti viene riunito in quanto discendente di Adèle, donna di fine ottocento che dalla Normandia era partita alla volta di Parigi in cerca della madre che l’aveva abbandonata. Dovendo ispezionare la casa in rovina di Adèle per decidere cosa fare della proprietà, gli emissari del gruppo - Guy, Céline, Seb e Abdel - mettono insieme pezzo dopo pezzo il lontano passato della loro famiglia. Parallelamente, durante la Belle Époque, Adèle si avventura nella grande città assieme ai nuovi amici Lucien e Anatole, scoprendo una capitale nel vortice del cambiamento, tra zone ancora rurali e i salotti della borghesia moderna, e tra le arti figurative e l’avvento della fotografia.
Con La venue de l’avenir, il regista francese ritrova uno smalto che gli mancava da un po’, dirigendo con brio un grande cast corale che si rincorre dalle taverne di una Montmartre fin de siècle ancora campagnola fino ai mosaici digitali di una riunione su Zoom, passando per la prima mostra dei pittori impressionisti raggiunta da viaggi nel tempo psichedelici grazie a un trip di ayahuasca. Recensione ❯
Un esordio che guarda alle relazioni senza falsi moralismi e segna la nascita di un'autrice curiosa e coraggiosa. Commedia, Italia2025. Durata 100 Minuti.
Lea incontra Rocco in un bar e ne diventa l'amante. La loro relazione clandestina, consumata in una stanza d'albergo, prende una piega sinistra quando lei inizia a infilarsi nella vita di lui. Espandi ▽
Lea è una giornalista, ha un marito attore, una figlia piccola e un pesce morto nell’acquario. Rocco da 19 anni ha una moglie psicologa e ogni venerdì sera si sfoga su un ring. Lea e Rocco si incontrano in un bar e lui finisce per accompagnarla a casa in macchina. Si baciano, ed è l’inizio di un’avventura che potrebbe essere casuale, oppure no.
La sceneggiatrice Ludovica Rampoldi debutta alla regia con Breve storia d’amore, da lei scritto e diretto: ed è un debutto interessante, perché tratta temi scivolosi di cui Rampoldi riproduce l’ambiguità, al netto di imbarazzanti voyeurismi. Sottotraccia c’è un desiderio reale di guardare alle relazioni senza falsi moralismi, e di farlo da un punto di vista femminile, utilizzando i meccanismi del thriller per scoperchiare il vaso di Pandora dei non detti e degli inganni che accomunano molte coppie in una sorta di imbrigliamento delle rispettive pulsioni vitali. È un esordio più interessante che riuscito, ma segnala un’autrice (di film suoi) in divenire, curiosa, vitale e apprezzabilmente coraggiosa. Recensione ❯
A Taipei, Shu-fen lotta per tenere insieme la sua famiglia, ma le iniziative delle figlie rischiano di distruggere l'equilibrio già precario. Espandi ▽
Nel mercato notturno di Taipei Shu-fen gestisce un chiosco che serve noodle: lasciata dal marito da diversi anni, sta ancora affrontando i debiti residui, faticando a gestire l’irrequieta figlia ventenne I-Ann e la piccola I-Jing di 5 anni. Mentre Shu-fen si lascia andare alla depressione, la situazione le sfugge di mano e le iniziative di I-Ann e I-Jing rischiano di compromettere ulteriormente l’equilibrio famigliare. Durante la visione di Left-Handed Girl la prima impressione potrebbe essere quella di un Florida Project in versione taiwanese, complice la presenza di Sean Baker in qualità di produttore e co-sceneggiatore. È indubbio che tornino alcuni dei temi cari al cineasta americano. Il tocco di Baker in fase di sceneggiatura si percepisce nel ritmo indiavolato e nell’attenzione a dialoghi credibili e ficcanti, tali da coinvolgere un pubblico variegato per cinefilia e capacità di attenzione. Un debutto che sa conquistare per la sincerità proposta e per l’interpretazione di un cast splendidamente assemblato. Recensione ❯
Un ex professore in pensione vive solo e in pace, finché la figlia tradita torna con i figli: la sua quiete svanisce e la vita cambia del tutto. Espandi ▽
Un ex professore di liceo trascorre gli anni della pensione nella sua grande casa vuota. Dopo le dipartite della moglie, che non c’è più, e della figlia Sofia, che vive in Germania, ha scelto di vivere serenamente da solo. Ma improvvisamente Sofia piomba a Roma dalla Germania con i due figli Olga e Tommaso perché il marito tedesco Helmut l’ha tradita. Helmut pentito, decide di raggiungere a piedi Roma dalla Germania, intraprendendo un percorso di espiazione nella speranza di ottenere il perdono della moglie.
Come ti muovi sbagli è una parabola sulla fragilità, a cominciare da quella del protagonista,
per continuare con quella di Sofia che crede di poter rimpiazzare il marito, e finire con quella di Helmut, il cui atto di debolezza non a caso è l’incipit del film. Sul tiro alla fune fra vita e morte si assesta il senso più profondo di questa ulteriore parabola di Di Gregorio, un autore che rallenta e li dilata i ritmi e i paradigmi del cinema contemporaneo per ricordarci che nel nostro tempo ci sono ancora spazi di umanità resistente, e narrazioni refrattarie ad ogni manuale di sceneggiatura. Recensione ❯
Un'irresistibile sarabanda di gag scatenate e comiche con vari livelli visivi di lettura. Animazione, Commedia, Family - USA2025. Durata 108 Minuti. Consigli per la visione: Film per tutti
I poliziotti alle prime armi Judy Hopps e Nick Wilde formano una nuova squadra con un misterioso serpente, Gary De'Snake. Espandi ▽
I poliziotti alle prime armi, la coniglietta Judy Hopps e la volpe Nick Wilde si trovano sulle tracce di un grande mistero quando il serpente Gary De’ Snake arriva a Zootropolis e mette sottosopra la metropoli animale. Per risolvere il caso, Judy e Nick devono andare sotto copertura in nuove e inaspettate aree della città, dove la loro continua collaborazione viene messa alla prova come mai prima d’ora. Il secondo capitolo di questa nuova saga inizia esattamente da dove avevamo lasciato l’eroica coppia formata dalla coniglietta Judy Hopps e dalla volpe Nick Wilde che aveva risolto il più grande caso nella storia di Zootropolis, il film di ormai quasi dieci anni fa premiato anche con l’Oscar per la migliore animazione.
Nel frattempo molto è ancora cambiato e si è evoluto tecnicamente nell’animazione realizzata in CGI e così la sceneggiatura di Jared Bush (Oceania), che dallo scorso anno è direttore creativo dei Walt Disney Animation Studios e che dirige il film con Byron Howard (come Encanto), può veramente sbizzarrirsi sia in termini di complessità narrativa (ma sempre a portata di bambino) sia proprio nella rappresentazione delle figure animate. Tutto il film è una sarabanda di situazioni che si accavallano, si rincorrono, che hanno nello stesso fotogramma ulteriori livelli visivi di lettura. Questo sequel ancora una volta racconta come le differenze tra le persone/animali e i loro caratteri siano alla base del confronto. E di come proprio dagli antipodi possa nascere un amore, vero. Recensione ❯
Mentre il loro matrimonio si sgretola, Alex affronta la mezza età e il divorzio, alla ricerca di un nuovo scopo nella scena della commedia di New York, mentre la moglie Tess affronta i sacrifici che ha fatto per la famiglia. Espandi ▽
New York. Dopo 20 anni di matrimonio, Alex Novak e la moglie Tess stanno divorziando. Cercano però di mantenere rapporti amichevoli e di non alterare la loro vita familiare. Una sera Alex decide di iscriversi a una serata 'open mic' del Comedy Cellar. A sua volta Tess riscopre la sua passione per la pallavolo. Entrambi frequentano una coppia di amici, Balls e Christine, che sembrano attraversare anche loro un momento di crisi. Poi una sera, casualmente, Tess scopre la 'nuova identità' di Alex.
Non c'è la morte ma nel terzo, ancora sorprendente e bellissimo, film da regista di Bradley Cooper c'è la disperazione, raccontata con una verità travolgente.
Will Arnett e Laura Dern sono strepitosi nel modo in cui si mostrano scoperti nelle loro emozioni. Sono quasi le reincarnazioni di un Cassavetes rivisitato, anzi, meglio, rivissuto. Da segnalare anche l'esaltante finale che è un'altra bellissima cicatrice, che non si dimentica facilmente. Si, la vita ora ricomincia di nuovo. Recensione ❯
Una professoressa idealista arriva in un liceo di Rebibbia e affronta una classe difficile tra disagio, rabbia e speranza, cercando di conquistare la fiducia dei suoi studenti. Espandi ▽
Una professoressa di inglese un po’ terrorizzata dagli studenti, ma convinta del valore educativo fondamentale della scuola, viene assegnata a una quinta di un liceo romano a Rebibbia. La professoressa ha tre possibilità: scappare come i suoi predecessori, fregarsene o entrare in quella gabbia di leoni disarmata. Domani interrogo mette in scena la ‘normale’ vita, soprattutto scolastica, di una professoressa idealista dentro. Nel senso che non lo dà a vedere e così, come direbbero i suoi stessi studenti, non s’accolla. Non c’è una denuncia diretta delle storture del sistema scolastico, della recalcitranza degli studenti, della rigidezza dei professori. La regia di Umberto Carteni è nervosa e mobile come s’addice a un film che ha in mente un pubblico di giovani ma alterna anche momenti più statici e riflessivi grazie ai quali studia i personaggi a cui si avvicina con i primi piani. C’è a questo punto uno stupefacente meccanismo narrativo che emoziona e che consente allo spettatore di empatizzare con ognuno degli studenti di questa classe. Recensione ❯
Una "semplice" riunione di condominio a Madrid in cui si discute della sostituzione dell'ascensore. Espandi ▽
Madrid. Nell'appartamento di Alberto si sta svolgendo una riunione di condominio come tante altre. L'unico punto all'ordine del giorno è la sostituzione dell'ascensore. Il preventivo di spesa mette d'accordo e viene approvato all'unanimità. Nel momento in cui tutti si alzano per andarsene, Alberto annuncia che finalmente c'è un nuovo affittuario per il suo appartamento. Si tratta di Joaquín, un suo collega di lavoro con problemi di salute mentale che ha trovato l'impiego tramite un programma di reinserimento sociale. La notizia scatena le reazioni più diverse tra i vicini.
Risulta unu po' macchinoso il modo in cui il film mostra le zone d'ombre dei personaggi e anche la potenziale ambiguità di Alberto: Joaquin esiste davvero o si tratta di una messa in scena per ottenere un affitto più alto da parte dei vicini? Anche nella sua durata inferiore a un'ora e mezza, La riunione di condominio mostra di essere a corto di fiato; il film infatti è la versione lunga del cortometraggio Votamos del 2021, diretto dallo stesso regista, che affrontava i pregiudizi nei confronti delle persone affette da disturbi mentali. Una volta esaurite le idee, procede stancamente verso l'epilogo. Forse un po' poco per un cinema che ambisce ad essere più personale. Recensione ❯