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lizzy
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domenica 23 agosto 2026
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ho visto lei che bacia lui che bacia lei che...
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Ludovica Rampoldi non è una regista con tanti lavori propri alle spalle.
E si vede.
Nata come sceneggiatrice (ma fra i tanti titoli l'unico veramente decente che ho sempre apprezzato molto è il favoloso "La Doppia Ora"...) alla fine ha fatto "Il grande salto" sedendosi sulla classica sediia da titolare.
Cosa ne esce da tutto questo?
Un filmetto piatto, banale, a tratti sconclusionato, con il solito tentativo di attrarre l'incauto spettatore con aggrovigliato gomitolo di scambi che nemmeno il Montalbano del film omonimo ("La Giostra Degli Scambi") riuscirebbe a districare...
Insomma: qua siamo alla Annalisa più pura: "Ho visto lei che bacia lui che bacia lei che bacia lei.
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Ludovica Rampoldi non è una regista con tanti lavori propri alle spalle.
E si vede.
Nata come sceneggiatrice (ma fra i tanti titoli l'unico veramente decente che ho sempre apprezzato molto è il favoloso "La Doppia Ora"...) alla fine ha fatto "Il grande salto" sedendosi sulla classica sediia da titolare.
Cosa ne esce da tutto questo?
Un filmetto piatto, banale, a tratti sconclusionato, con il solito tentativo di attrarre l'incauto spettatore con aggrovigliato gomitolo di scambi che nemmeno il Montalbano del film omonimo ("La Giostra Degli Scambi") riuscirebbe a districare...
Insomma: qua siamo alla Annalisa più pura: "Ho visto lei che bacia lui che bacia lei che bacia lei...Mon Amour, ma tu...che ci hai capito tu?".
Cioè...il tutto si capisce bene e la fine è banalmente scontata.
Ma quel che intristisce (a parte il commento musicale completamente sbagliato...) è tutta l'ambientazione e la situazione psicologica e sociale dei vari "attori" dello "psicodrammone" melenso in salsa coattona.
Sicuramente la Fogliati non è la diva che tutti vorrebbero farci credere sia e la sua recitazione, sempre uguale a se stessa sia che stia salvando il mondo da un attacco alieno sia che stia cuocendo un uovo al tegamino in un fornelletto da campeggio in aperta campagna, spesso da sui nervi.
Come sui nervi da lo stesso personaggio che lei, impavidamente, interpreta.
Che poi di tutti credo sia il soggetto peggiore dell'intero lavoro: ma chi sei tu per venire a discutere dello status quo umano?
Corna e controcorna ci sono dall'alba dei tempi e se questo va bene ai marito e moglie allora "buona camicia a tutti".
Ti han fregato il fidanzato.. embeh? Che ti interessa. Annusa la tua parte e taci.
Certo nessuno dei componenti di questa "Banda Bassotti dei sentimenti" (perchè tutti cercano di rubacchiare qua e la sprazzi di emozioni e felicità in qualunque maniera) sembra eccellere nella vita.
Lui che si cimenta in un improbabile sport (chessboxing) che sembrerebbe creato appositamente ad arte per l'occasione (invece è purtroppo reale e qualche fesso che lo pratica certo esiste!). lei che se non ha niente di meglio da fare che trasgredire ferree regole professionali va a passarsi qualche momento "esplosivo" al poligono di tiro, l'altro...
Beh, ma veramente volete sapere tutto?
Suvvia... andatevi anche voi a vedere il film, così nello stesso modo alla fine direte come me "Cui prodest?".
Magari ripensando alle schiere di formiche lasciate libere di girare in tondo (???) nell'appartamento o alla facilità come accadono le cose senza nessuno che se ne chieda il motivo.
Quel che mi preoccupa di più però è il Giannini.
Della Golino ormai sono rassagnata a vederla in ruoli minori ed improbabili con nessuno che le riesce a confezionare il film della sua vita.
Ma Giannini, con cotanto genitore, poteva e doveva farlo qualche passo avanti.
E invece...
Invece anche lui recita "per contratto" e non per ispirazione. Per passione. E si vede...
Una totale mediocrità e indolenza che infastidiscono fin dalle prime... botte sul ring.
"Breve storia d'amore" si intitola questo film.
"Breve passaggio al cinema" direi invece: chi l'ha visto?
E lo hanno candidato pure per qualcosa a non co che premio...(si, lo so, era ironico!).
Complimenti alla regista.
Ma torni a sceneggiare: almeno non rischia di prendersi tutte le pernacchie in prima persona...
P.S. Ho detto che il commento musicale è completamente inadatto?
Si, neh?
Sarà la vecchiaia che avanza...
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eugenio
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domenica 15 marzo 2026
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variazioni sul tema dell''infedelt
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Variazioni sul tema della (in)fedeltà coniugale opera prima di Ludovica Rampoldi, Breve storia d’amore parte come una sorta di gioco delle parti, un tradimento da commedia sentimentale che vira poi verso il thriller con twist finale ed è curioso che in appena un’ora e mezza sia capace di giocare con maestria con tutti i luoghi comuni per spiazzarli in toto.
Lea (Pilar Fogliatti) e Rocco (Adriano Giannini) lei una scrittrice “di un libro inutile per l’amore”, l’altro un sismografo che ha la passione per boxe e scacchi si incontrano in un bar; sono entrambi sposati, la prima con un marito attore Andrea (Carpenzano), il secondo con una psicologa Cecilia (Golino) si piacciono e iniziano a frequentarsi. Nasce una relazione in una stanza d’albergo, dove ben presto Lea si insinua nella vita di Rocco, chiedendo un consulto professionale a Cecilia, convinta del tradimento del suo compagno Andrea.
Ma sarà così? L’arcano si scoprirà nel corso dello sviluppo dalla regia capace di alternare il percorso di avvicinamento e reciproco allontanamento di coppia giocando, con una scrittura asciutta e precisa, senza alcuna necessità di urla o grida, o adrenaliniche corse alla Muccino, allo scorrere del tempo implacabile che si insinua entro le pieghe di un’involuzione, sapientemente tratteggiata dal contraltare animale (le formiche), dove l’esperienza non è sempre portatrice di conoscenza. Breve storia d’amore è così, vernice a presa rapida capace di attecchire con forza nel cuore dello spettatore, con un innamoramento non più adolescenziale che necessariamente richiederà lo scotto maturo di una resa dei conti, tutt’altro che priva di dubbi.
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mauridal
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sabato 27 dicembre 2025
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doppia coppia
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,Un film sulle relazioni amorose di una doppia coppia: Rocco e Cecilia, Lea e Andrea. Le loro vite si intrecciano in tradimenti prima inconsapevoli e nascosti, poi infine svelati e resi quasi accettabili dalla fragilità dei personaggi protagonisti.Il racconto inizia con Rocco, tecnico sismologo sposato con Cecilia, psicologa, che trascorre i fine settimana praticando il chessboxing, un gioco che alterna i pugni della boxe alle mosse degli scacchi, unendo mente e corpo in pochi colpi.
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,Un film sulle relazioni amorose di una doppia coppia: Rocco e Cecilia, Lea e Andrea. Le loro vite si intrecciano in tradimenti prima inconsapevoli e nascosti, poi infine svelati e resi quasi accettabili dalla fragilità dei personaggi protagonisti.Il racconto inizia con Rocco, tecnico sismologo sposato con Cecilia, psicologa, che trascorre i fine settimana praticando il chessboxing, un gioco che alterna i pugni della boxe alle mosse degli scacchi, unendo mente e corpo in pochi colpi. Rocco lo pratica in un bar che casualmente viene frequentato anche da una giovane donna, Lea, la quale vi si rifugia per sfuggire all’insoddisfazione del suo rapporto con Andrea, giovane compagno e padre di sua figlia. Rocco e Lea, entrambi alla ricerca del desiderio, si incontrano e diventano amanti occasionali, ritrovandosi nei fine settimana in una camera d’appuntamento. All’inizio i due cercano nel rapporto la soddisfazione dei sensi e il piacere di trascorrere del tempo insieme, senza intaccare le rispettive vite: per Rocco lavoro e famiglia, per Lea la crescita della figlia accanto ad Andrea, giovane attore che non le dedica né attenzione né amore.La regista e sceneggiatrice ha voluto raccontare come da semplici tradimenti individuali si arrivi poi a coinvolgere le vite di tutti coloro che sono vicini e collegati ai protagonisti. In questa storia non sono Rocco né Andrea a influire maggiormente sui rapporti con le rispettive donne: saranno invece proprio le figure femminili, Lea e Cecilia, prima a distanza e infine da vicino, a condizionare e chiarire gli intrecci che tutti i personaggi hanno intrecciato tra loro. Non è un film sulla banalità dei tradimenti che uomini e donne si infliggono reciprocamente, ma un’indagine sull’intimità dei rapporti di coppia, anche quelli occasionali. La regista lascia intendere che non esistono regole certe di comportamento e che ogni persona, uomo o donna, fa i conti prima con se stessa e poi con l’altro. A tratti la storia risulta poco credibile e realistica, ma complessivamente i personaggi sono ben ritratti. Lea, sempre in movimento, trova una convincente interpretazione in Pilar Fogliati. Rocco, interpretato da un ottimo Adriano Giannini, è un uomo sicuro e ben definito: si occupa di scosse sismiche e finisce per essere “scosso” lui stesso dall’incontro con Lea. Cecilia, psicoterapeuta, è una figura meno approfondita, ma emerge con forza nel momento in cui affronta la realtà e fa riaffiorare le ipocrisie: una bella interpretazione di Valeria Golino. Infine Andrea, interpretato da Andrea Carpenzano, in contrasto con Lea, si difende come padre affettuoso di una bambina amata. In definitiva, un film scorrevole, opera di una regista esordiente che mostra una buona professionalità nella sceneggiatura e nella costruzione dell’intreccio narrativo. Il finale, sulle note di Sotto il segno dei pesci di Antonello Venditti, riassume efficacemente l’intera storia. E va benissimo.(mauridal)
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sabato 27 dicembre 2025
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doppia coppia
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,Un film sulle relazioni amorose di una doppia coppia: Rocco e Cecilia, Lea e Andrea. Le loro vite si intrecciano in tradimenti prima inconsapevoli e nascosti, poi infine svelati e resi quasi accettabili dalla fragilità dei personaggi protagonisti.Il racconto inizia con Rocco, tecnico sismologo sposato con Cecilia, psicologa, che trascorre i fine settimana praticando il chessboxing, un gioco che alterna i pugni della boxe alle mosse degli scacchi, unendo mente e corpo in pochi colpi.
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,Un film sulle relazioni amorose di una doppia coppia: Rocco e Cecilia, Lea e Andrea. Le loro vite si intrecciano in tradimenti prima inconsapevoli e nascosti, poi infine svelati e resi quasi accettabili dalla fragilità dei personaggi protagonisti.Il racconto inizia con Rocco, tecnico sismologo sposato con Cecilia, psicologa, che trascorre i fine settimana praticando il chessboxing, un gioco che alterna i pugni della boxe alle mosse degli scacchi, unendo mente e corpo in pochi colpi. Rocco lo pratica in un bar che casualmente viene frequentato anche da una giovane donna, Lea, la quale vi si rifugia per sfuggire all’insoddisfazione del suo rapporto con Andrea, giovane compagno e padre di sua figlia. Rocco e Lea, entrambi alla ricerca del desiderio, si incontrano e diventano amanti occasionali, ritrovandosi nei fine settimana in una camera d’appuntamento. All’inizio i due cercano nel rapporto la soddisfazione dei sensi e il piacere di trascorrere del tempo insieme, senza intaccare le rispettive vite: per Rocco lavoro e famiglia, per Lea la crescita della figlia accanto ad Andrea, giovane attore che non le dedica né attenzione né amore.La regista e sceneggiatrice ha voluto raccontare come da semplici tradimenti individuali si arrivi poi a coinvolgere le vite di tutti coloro che sono vicini e collegati ai protagonisti. In questa storia non sono Rocco né Andrea a influire maggiormente sui rapporti con le rispettive donne: saranno invece proprio le figure femminili, Lea e Cecilia, prima a distanza e infine da vicino, a condizionare e chiarire gli intrecci che tutti i personaggi hanno intrecciato tra loro. Non è un film sulla banalità dei tradimenti che uomini e donne si infliggono reciprocamente, ma un’indagine sull’intimità dei rapporti di coppia, anche quelli occasionali. La regista lascia intendere che non esistono regole certe di comportamento e che ogni persona, uomo o donna, fa i conti prima con se stessa e poi con l’altro. A tratti la storia risulta poco credibile e realistica, ma complessivamente i personaggi sono ben ritratti. Lea, sempre in movimento, trova una convincente interpretazione in Pilar Fogliati. Rocco, interpretato da un ottimo Adriano Giannini, è un uomo sicuro e ben definito: si occupa di scosse sismiche e finisce per essere “scosso” lui stesso dall’incontro con Lea. Cecilia, psicoterapeuta, è una figura meno approfondita, ma emerge con forza nel momento in cui affronta la realtà e fa riaffiorare le ipocrisie: una bella interpretazione di Valeria Golino. Infine Andrea, interpretato da Andrea Carpenzano, in contrasto con Lea, si difende come padre affettuoso di una bambina amata. In definitiva, un film scorrevole, opera di una regista esordiente che mostra una buona professionalità nella sceneggiatura e nella costruzione dell’intreccio narrativo. Il finale, sulle note di Sotto il segno dei pesci di Antonello Venditti, riassume efficacemente l’intera storia. E va benissimo.(mauridal)
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,Un film sulle relazioni amorose di una doppia coppia: Rocco e Cecilia, Lea e Andrea. Le loro vite si intrecciano in tradimenti prima inconsapevoli e nascosti, poi infine svelati e resi quasi accettabili dalla fragilità dei personaggi protagonisti.Il racconto inizia con Rocco, tecnico sismologo sposato con Cecilia, psicologa, che trascorre i fine settimana praticando il chessboxing, un gioco che alterna i pugni della boxe alle mosse degli scacchi, unendo mente e corpo in pochi colpi. Rocco lo pratica in un bar che casualmente viene frequentato anche da una giovane donna, Lea, la quale vi si rifugia per sfuggire all’insoddisfazione del suo rapporto con Andrea, giovane compagno e padre di sua figlia. Rocco e Lea, entrambi alla ricerca del desiderio, si incontrano e diventano amanti occasionali, ritrovandosi nei fine settimana in una camera d’appuntamento. All’inizio i due cercano nel rapporto la soddisfazione dei sensi e il piacere di trascorrere del tempo insieme, senza intaccare le rispettive vite: per Rocco lavoro e famiglia, per Lea la crescita della figlia accanto ad Andrea, giovane attore che non le dedica né attenzione né amore.La regista e sceneggiatrice ha voluto raccontare come da semplici tradimenti individuali si arrivi poi a coinvolgere le vite di tutti coloro che sono vicini e collegati ai protagonisti. In questa storia non sono Rocco né Andrea a influire maggiormente sui rapporti con le rispettive donne: saranno invece proprio le figure femminili, Lea e Cecilia, prima a distanza e infine da vicino, a condizionare e chiarire gli intrecci che tutti i personaggi hanno intrecciato tra loro. Non è un film sulla banalità dei tradimenti che uomini e donne si infliggono reciprocamente, ma un’indagine sull’intimità dei rapporti di coppia, anche quelli occasionali. La regista lascia intendere che non esistono regole certe di comportamento e che ogni persona, uomo o donna, fa i conti prima con se stessa e poi con l’altro. A tratti la storia risulta poco credibile e realistica, ma complessivamente i personaggi sono ben ritratti. Lea, sempre in movimento, trova una convincente interpretazione in Pilar Fogliati. Rocco, interpretato da un ottimo Adriano Giannini, è un uomo sicuro e ben definito: si occupa di scosse sismiche e finisce per essere “scosso” lui stesso dall’incontro con Lea. Cecilia, psicoterapeuta, è una figura meno approfondita, ma emerge con forza nel momento in cui affronta la realtà e fa riaffiorare le ipocrisie: una bella interpretazione di Valeria Golino. Infine Andrea, interpretato da Andrea Carpenzano, in contrasto con Lea, si difende come padre affettuoso di una bambina amata. In definitiva, un film scorrevole, opera di una regista esordiente che mostra una buona professionalità nella sceneggiatura e nella costruzione dell’intreccio narrativo. Il finale, sulle note di Sotto il segno dei pesci di Antonello Venditti, riassume efficacemente l’intera storia. E va benissimo.(mauridal)
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michigaritta
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martedì 9 dicembre 2025
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sempre lo stesso film?
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Ma è davvero possibile che due sceneggiatori che lavorano insieme da anni finiscano poi per fare… praticamente lo stesso film?
Guardando Breve storia d’amore di Ludovica Rampoldi mi è venuto un déjà-vu così forte che a un certo punto mi aspettavo comparisse il titolo di Muori di lei di Stefano Sardo.
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Ma è davvero possibile che due sceneggiatori che lavorano insieme da anni finiscano poi per fare… praticamente lo stesso film?
Guardando Breve storia d’amore di Ludovica Rampoldi mi è venuto un déjà-vu così forte che a un certo punto mi aspettavo comparisse il titolo di Muori di lei di Stefano Sardo.
Che sia una coincidenza? Un riflesso condizionato? O semplicemente, quando si condividono tanti anni di scrittura, ci si porta dietro le stesse ossessioni narrative? Non lo so, ma la somiglianza di atmosfere, di trama e di pulsioni drammatiche è talmente evidente a me spettatrice da farmi pensare che questi due film potrebbero essere messi uno accanto all’altro e sembrare parte di un unico, lungo esercizio di stile. Insomma: Sardo e Rampoldi collaborano da una vita e poi quando ognuno decide di scrivere il proprio film finiscono per inseguire le stesse idee? Mi sa proprio di si. Se non è ironico questo, non so cosa lo sia. Next time però...risparmiateci la visione dello stesso film...un pò di originalità please!
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[+] ho pensato la stessa cosa
(di maria luisa pisa simonini)
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domenica 7 dicembre 2025
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assolutamente da vedere
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Film molto bello. Tutto di ottimo livello. Trama, sceneggiatura, fotografia, attori. Vedere, vedere, vedere.
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domenica 7 dicembre 2025
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breve storia d'amore.
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ovvio,banale,scontato...ci vuole rispetto per lo spettatore!!!
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cannonau
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giovedì 4 dicembre 2025
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perch
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cinemino romano fuori tempo massimo.
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athos
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lunedì 1 dicembre 2025
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film in 8 espisodi
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La breve storia d'amore si srotola in 8 episodi. Il ritmo è lento, quasi misterioso con i sentimenti anestetizzati. Pilar Fogliati, iconica con la maglietta dei Joy Division, muove le pedine a piacimento fino al finale interessante. Un film gradevole in un giorno di tardo autunno.
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