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mauridal
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sabato 27 dicembre 2025
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doppia coppia
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,Un film sulle relazioni amorose di una doppia coppia: Rocco e Cecilia, Lea e Andrea. Le loro vite si intrecciano in tradimenti prima inconsapevoli e nascosti, poi infine svelati e resi quasi accettabili dalla fragilità dei personaggi protagonisti.Il racconto inizia con Rocco, tecnico sismologo sposato con Cecilia, psicologa, che trascorre i fine settimana praticando il chessboxing, un gioco che alterna i pugni della boxe alle mosse degli scacchi, unendo mente e corpo in pochi colpi.
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,Un film sulle relazioni amorose di una doppia coppia: Rocco e Cecilia, Lea e Andrea. Le loro vite si intrecciano in tradimenti prima inconsapevoli e nascosti, poi infine svelati e resi quasi accettabili dalla fragilità dei personaggi protagonisti.Il racconto inizia con Rocco, tecnico sismologo sposato con Cecilia, psicologa, che trascorre i fine settimana praticando il chessboxing, un gioco che alterna i pugni della boxe alle mosse degli scacchi, unendo mente e corpo in pochi colpi. Rocco lo pratica in un bar che casualmente viene frequentato anche da una giovane donna, Lea, la quale vi si rifugia per sfuggire all’insoddisfazione del suo rapporto con Andrea, giovane compagno e padre di sua figlia. Rocco e Lea, entrambi alla ricerca del desiderio, si incontrano e diventano amanti occasionali, ritrovandosi nei fine settimana in una camera d’appuntamento. All’inizio i due cercano nel rapporto la soddisfazione dei sensi e il piacere di trascorrere del tempo insieme, senza intaccare le rispettive vite: per Rocco lavoro e famiglia, per Lea la crescita della figlia accanto ad Andrea, giovane attore che non le dedica né attenzione né amore.La regista e sceneggiatrice ha voluto raccontare come da semplici tradimenti individuali si arrivi poi a coinvolgere le vite di tutti coloro che sono vicini e collegati ai protagonisti. In questa storia non sono Rocco né Andrea a influire maggiormente sui rapporti con le rispettive donne: saranno invece proprio le figure femminili, Lea e Cecilia, prima a distanza e infine da vicino, a condizionare e chiarire gli intrecci che tutti i personaggi hanno intrecciato tra loro. Non è un film sulla banalità dei tradimenti che uomini e donne si infliggono reciprocamente, ma un’indagine sull’intimità dei rapporti di coppia, anche quelli occasionali. La regista lascia intendere che non esistono regole certe di comportamento e che ogni persona, uomo o donna, fa i conti prima con se stessa e poi con l’altro. A tratti la storia risulta poco credibile e realistica, ma complessivamente i personaggi sono ben ritratti. Lea, sempre in movimento, trova una convincente interpretazione in Pilar Fogliati. Rocco, interpretato da un ottimo Adriano Giannini, è un uomo sicuro e ben definito: si occupa di scosse sismiche e finisce per essere “scosso” lui stesso dall’incontro con Lea. Cecilia, psicoterapeuta, è una figura meno approfondita, ma emerge con forza nel momento in cui affronta la realtà e fa riaffiorare le ipocrisie: una bella interpretazione di Valeria Golino. Infine Andrea, interpretato da Andrea Carpenzano, in contrasto con Lea, si difende come padre affettuoso di una bambina amata. In definitiva, un film scorrevole, opera di una regista esordiente che mostra una buona professionalità nella sceneggiatura e nella costruzione dell’intreccio narrativo. Il finale, sulle note di Sotto il segno dei pesci di Antonello Venditti, riassume efficacemente l’intera storia. E va benissimo.(mauridal)
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,Un film sulle relazioni amorose di una doppia coppia: Rocco e Cecilia, Lea e Andrea. Le loro vite si intrecciano in tradimenti prima inconsapevoli e nascosti, poi infine svelati e resi quasi accettabili dalla fragilità dei personaggi protagonisti.Il racconto inizia con Rocco, tecnico sismologo sposato con Cecilia, psicologa, che trascorre i fine settimana praticando il chessboxing, un gioco che alterna i pugni della boxe alle mosse degli scacchi, unendo mente e corpo in pochi colpi.
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,Un film sulle relazioni amorose di una doppia coppia: Rocco e Cecilia, Lea e Andrea. Le loro vite si intrecciano in tradimenti prima inconsapevoli e nascosti, poi infine svelati e resi quasi accettabili dalla fragilità dei personaggi protagonisti.Il racconto inizia con Rocco, tecnico sismologo sposato con Cecilia, psicologa, che trascorre i fine settimana praticando il chessboxing, un gioco che alterna i pugni della boxe alle mosse degli scacchi, unendo mente e corpo in pochi colpi. Rocco lo pratica in un bar che casualmente viene frequentato anche da una giovane donna, Lea, la quale vi si rifugia per sfuggire all’insoddisfazione del suo rapporto con Andrea, giovane compagno e padre di sua figlia. Rocco e Lea, entrambi alla ricerca del desiderio, si incontrano e diventano amanti occasionali, ritrovandosi nei fine settimana in una camera d’appuntamento. All’inizio i due cercano nel rapporto la soddisfazione dei sensi e il piacere di trascorrere del tempo insieme, senza intaccare le rispettive vite: per Rocco lavoro e famiglia, per Lea la crescita della figlia accanto ad Andrea, giovane attore che non le dedica né attenzione né amore.La regista e sceneggiatrice ha voluto raccontare come da semplici tradimenti individuali si arrivi poi a coinvolgere le vite di tutti coloro che sono vicini e collegati ai protagonisti. In questa storia non sono Rocco né Andrea a influire maggiormente sui rapporti con le rispettive donne: saranno invece proprio le figure femminili, Lea e Cecilia, prima a distanza e infine da vicino, a condizionare e chiarire gli intrecci che tutti i personaggi hanno intrecciato tra loro. Non è un film sulla banalità dei tradimenti che uomini e donne si infliggono reciprocamente, ma un’indagine sull’intimità dei rapporti di coppia, anche quelli occasionali. La regista lascia intendere che non esistono regole certe di comportamento e che ogni persona, uomo o donna, fa i conti prima con se stessa e poi con l’altro. A tratti la storia risulta poco credibile e realistica, ma complessivamente i personaggi sono ben ritratti. Lea, sempre in movimento, trova una convincente interpretazione in Pilar Fogliati. Rocco, interpretato da un ottimo Adriano Giannini, è un uomo sicuro e ben definito: si occupa di scosse sismiche e finisce per essere “scosso” lui stesso dall’incontro con Lea. Cecilia, psicoterapeuta, è una figura meno approfondita, ma emerge con forza nel momento in cui affronta la realtà e fa riaffiorare le ipocrisie: una bella interpretazione di Valeria Golino. Infine Andrea, interpretato da Andrea Carpenzano, in contrasto con Lea, si difende come padre affettuoso di una bambina amata. In definitiva, un film scorrevole, opera di una regista esordiente che mostra una buona professionalità nella sceneggiatura e nella costruzione dell’intreccio narrativo. Il finale, sulle note di Sotto il segno dei pesci di Antonello Venditti, riassume efficacemente l’intera storia. E va benissimo.(mauridal)
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,Un film sulle relazioni amorose di una doppia coppia: Rocco e Cecilia, Lea e Andrea. Le loro vite si intrecciano in tradimenti prima inconsapevoli e nascosti, poi infine svelati e resi quasi accettabili dalla fragilità dei personaggi protagonisti.Il racconto inizia con Rocco, tecnico sismologo sposato con Cecilia, psicologa, che trascorre i fine settimana praticando il chessboxing, un gioco che alterna i pugni della boxe alle mosse degli scacchi, unendo mente e corpo in pochi colpi. Rocco lo pratica in un bar che casualmente viene frequentato anche da una giovane donna, Lea, la quale vi si rifugia per sfuggire all’insoddisfazione del suo rapporto con Andrea, giovane compagno e padre di sua figlia. Rocco e Lea, entrambi alla ricerca del desiderio, si incontrano e diventano amanti occasionali, ritrovandosi nei fine settimana in una camera d’appuntamento. All’inizio i due cercano nel rapporto la soddisfazione dei sensi e il piacere di trascorrere del tempo insieme, senza intaccare le rispettive vite: per Rocco lavoro e famiglia, per Lea la crescita della figlia accanto ad Andrea, giovane attore che non le dedica né attenzione né amore.La regista e sceneggiatrice ha voluto raccontare come da semplici tradimenti individuali si arrivi poi a coinvolgere le vite di tutti coloro che sono vicini e collegati ai protagonisti. In questa storia non sono Rocco né Andrea a influire maggiormente sui rapporti con le rispettive donne: saranno invece proprio le figure femminili, Lea e Cecilia, prima a distanza e infine da vicino, a condizionare e chiarire gli intrecci che tutti i personaggi hanno intrecciato tra loro. Non è un film sulla banalità dei tradimenti che uomini e donne si infliggono reciprocamente, ma un’indagine sull’intimità dei rapporti di coppia, anche quelli occasionali. La regista lascia intendere che non esistono regole certe di comportamento e che ogni persona, uomo o donna, fa i conti prima con se stessa e poi con l’altro. A tratti la storia risulta poco credibile e realistica, ma complessivamente i personaggi sono ben ritratti. Lea, sempre in movimento, trova una convincente interpretazione in Pilar Fogliati. Rocco, interpretato da un ottimo Adriano Giannini, è un uomo sicuro e ben definito: si occupa di scosse sismiche e finisce per essere “scosso” lui stesso dall’incontro con Lea. Cecilia, psicoterapeuta, è una figura meno approfondita, ma emerge con forza nel momento in cui affronta la realtà e fa riaffiorare le ipocrisie: una bella interpretazione di Valeria Golino. Infine Andrea, interpretato da Andrea Carpenzano, in contrasto con Lea, si difende come padre affettuoso di una bambina amata. In definitiva, un film scorrevole, opera di una regista esordiente che mostra una buona professionalità nella sceneggiatura e nella costruzione dell’intreccio narrativo. Il finale, sulle note di Sotto il segno dei pesci di Antonello Venditti, riassume efficacemente l’intera storia. E va benissimo.(mauridal)
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cardclau
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domenica 30 novembre 2025
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un film sul nulla
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Il film Breve storia d’amore di Ludovica Rampoldi avrebbe la pretesa di affrontare il tema più importante e complesso del genere umano: la relazione amorosa. Ne viene fuori invece un opera sulla confusione del pensiero, che la regista condivide a piene mani con tutti i suoi personaggi. Probabilmente il suo fine è quello di impressionare e di intimorire i suoi spettatori, per non essere sufficientemente consapevoli sulla problematica, non pensando che possano sentirsi oltraggiati da un film sul niente, scevro di qualsiasi elemento positivo, ma zeppo di assurdità eclatanti. Cominciamo con Rocco (Adriano Giannini) che non trova niente di meglio di farsi distruggere i pochi neuroni cerebrali dall’abitudine settimanale, inveterata, degli scacchi-box.
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Il film Breve storia d’amore di Ludovica Rampoldi avrebbe la pretesa di affrontare il tema più importante e complesso del genere umano: la relazione amorosa. Ne viene fuori invece un opera sulla confusione del pensiero, che la regista condivide a piene mani con tutti i suoi personaggi. Probabilmente il suo fine è quello di impressionare e di intimorire i suoi spettatori, per non essere sufficientemente consapevoli sulla problematica, non pensando che possano sentirsi oltraggiati da un film sul niente, scevro di qualsiasi elemento positivo, ma zeppo di assurdità eclatanti. Cominciamo con Rocco (Adriano Giannini) che non trova niente di meglio di farsi distruggere i pochi neuroni cerebrali dall’abitudine settimanale, inveterata, degli scacchi-box. Cosa deve farsi perdonare? La morte della sua compagna, in gioventù, causata da una tempesta di mare, sottovalutata? Rocco si accompagna, amato (!?), con Cecilia, una psicoterapeuta “eclettica “, che ama il poligono di tiro, la trasgressione, che è una saputa, con una risposta sempre pronta (e autorevole), e che ha una relazione extraconiugale con il paziente Andrea (Andrea Capenzano), belloccio sì, ma incapace di qualsiasi discorso che ne attesti la virilità e qualsiasi capacità di introspezione. Andrea si accompagna con Lea (Pilar Fogliati), scrittrice e intervistatrice di donne di successo, che per dire il meno, è una vera mina vagante, che sembra ignorare il valore della vita umana. Cosa potrà Lea mettere nei suoi libri, essendo così priva di consapevolezza? Ce lo stiamo chiedendo.
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