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eugenio
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giovedì 9 aprile 2026
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la famiglia tra radici e modernit
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Tre donne in un momento emblematico della loro esistenza: infanzia, adolescenza, maturità. Tre donne a Taiwan, città in fragile equilibrio fra due mondi, legata al passato con un occhio alla maturità. Tre generazioni in fondo: una madre lasciata dal marito con due figlie dalla provincia alla grande città, a barcamenarsi con un chiostro al locale mercato tra mille difficoltà, non ultimi le spese e l’affitto logistico. Tra i recessi di una capitale filtrata dalla memoria della cineasta Shih-Ching Tsou, La mia famiglia a Tapei racconta un delicato quadro familiare, una storia di formazione triplice, nata da ricordi, personali e familiari, nella Tapei in cui la regista è cresciuta.
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Tre donne in un momento emblematico della loro esistenza: infanzia, adolescenza, maturità. Tre donne a Taiwan, città in fragile equilibrio fra due mondi, legata al passato con un occhio alla maturità. Tre generazioni in fondo: una madre lasciata dal marito con due figlie dalla provincia alla grande città, a barcamenarsi con un chiostro al locale mercato tra mille difficoltà, non ultimi le spese e l’affitto logistico. Tra i recessi di una capitale filtrata dalla memoria della cineasta Shih-Ching Tsou, La mia famiglia a Tapei racconta un delicato quadro familiare, una storia di formazione triplice, nata da ricordi, personali e familiari, nella Tapei in cui la regista è cresciuta. Vediamo quindi una donna in crisi alle soglie della depressione, una giovane adolescente che lavora di nascosto in un bar in maniera più o meno provocante e soprattutto la più piccola del trio, I-Jing che inganna l’assenza di un nucleo familiare, aggirandosi tra i vicoli di un mercato notturno dove con qualche piccolo furto, si crede convinta di essere spinta dalla “mano del diavolo” per contribuire alle spese familiari. In un solco scenico in cui la tradizione si miscela alla modernità, il film regala una storia semplice dove la ricerca di un imprecisato futuro si scontra con una tradizione conservatrice incarnata dai nonni di I-Jing. E lo fa in maniera delicata, con uno spaccato sincero e mai retorico pur se ondivago e leggermente smielato.
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cardclau
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mercoledì 31 dicembre 2025
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una commedia umana
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La regista Shih-Ching Tsou (coadiuvata dal suo sceneggiatore Sean Baker) nel suo film La mia famiglia a Taipei (Left-handed girl), riesce, con una notevole efficacia, a darci una chiara idea di come la povertà può non sfociare nella miseria; e come vivono e si arrangiano coloro che non sono nati con la camicia. Un palcoscenico dove è rappresentata la vita, sia nei suoi aspetti fantastici, paradossali, divertenti, umoristici, ma anche nelle sue quotidiane tragedie. Dove sì, c’è posto per l’egoismo, la scorrettezza, l’immoralità, ma anche per la solidarietà, la lealtà, l’onestà. In una Taipei sfavillante di luci e di grattacieli, ma brulicante di esseri umani la cui unica preoccupazione è quella di trovarsi una occupazione precaria che gli permetta la sera di mettere i piedi in un luogo loro (per quanto in affitto), dopo aver mangiato qualcosa della cucina locale, simbolo di una appartenenza.
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La regista Shih-Ching Tsou (coadiuvata dal suo sceneggiatore Sean Baker) nel suo film La mia famiglia a Taipei (Left-handed girl), riesce, con una notevole efficacia, a darci una chiara idea di come la povertà può non sfociare nella miseria; e come vivono e si arrangiano coloro che non sono nati con la camicia. Un palcoscenico dove è rappresentata la vita, sia nei suoi aspetti fantastici, paradossali, divertenti, umoristici, ma anche nelle sue quotidiane tragedie. Dove sì, c’è posto per l’egoismo, la scorrettezza, l’immoralità, ma anche per la solidarietà, la lealtà, l’onestà. In una Taipei sfavillante di luci e di grattacieli, ma brulicante di esseri umani la cui unica preoccupazione è quella di trovarsi una occupazione precaria che gli permetta la sera di mettere i piedi in un luogo loro (per quanto in affitto), dopo aver mangiato qualcosa della cucina locale, simbolo di una appartenenza. In questo sforzo interessante e appassionato la regista viene aiutata da una varietà di personaggi indovinati che conduce con maestria: da una bambina, I Jing (Nina Ye), la cui simpatia è contagiosa; dalla post-adolescente I-Ann (Shi-Yuan Ma), che difende la sua dignità di donna adulta da scorciatoie pericolose; dalla madre She-Fen (Janel TSAI), che si è trovata, da sola, una famiglia sulle spalle, ma che non riesce ad odiare il marito che l’ha abbandonata, e che non lascia solo nel momento della morte.
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lunedì 29 dicembre 2025
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non ? una commedia
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Non ? una commedia. Correggete la descrizione. Il film ? deprimente: umanit? degradata, maschilismo, infanzia negata. Potrebbe essere ambientato ovunque nel mondo. Niente di nuovo
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