Attore tra i più versatili e magnetici della sua generazione, Ryan Gosling è passato con naturalezza dal dramma indipendente al musical, dalla commedia romantica all'action, fino alla regia visionaria di un unico film. Dopo gli esordi nel cinema indie, ha conquistato pubblico e critica con interpretazioni intense, ruoli iconici e prove comiche raffinate, costruendo una carriera che riflette una sensibilità artistica rara e una costante attenzione ai temi sociali, inclusi quelli legati alle trasformazioni economiche e alle dinamiche di potere nella finanza.
Considerato dai colleghi una delle persone più gentili di Hollywood, impostosi inizialmente come sex symbol "maledetto", ha poi lasciato spazio a una malinconia interpretativa che gli ha offerto la possibilità di esplorare nuovi talenti ancora nascosti, sfiorando per ben tre volte il sogno di avere la mitica statuetta dell'Oscar tra le mani.
Infanzia
Nato nel 1980 a London, in Ontario, figlio di un venditore ambulante per una cartiera e di una segretaria, trascorre gran parte dell'infanzia viaggiando in tutto il Canada a causa del lavoro paterno. Si stabilirà definitivamente a Cornwall con la madre e la sorella maggiore solo dopo il divorzio dei genitori, avvenuto quando aveva tredici anni.
L'esordio nel Mickey Mouse Club
Dopo aver frequentato la Gladstone Public School e la Cornwall Collegiate and Vocational School - dalla quale venne sospeso perché, impressionato da Rambo, portò coltelli da bistecca in classe e cominciò a lanciarli ai compagni, motivo per cui per un anno venne istruito a casa dalla madre, che nel frattempo aveva lasciato il lavoro - a soli dodici anni partecipa a un'audizione per Disney Channel, venendo scelto per entrare nello show "The Mickey Mouse Club".
Diventato Mouseketeer tra il 1993 e il 1995, si trasferisce a Orlando, in Florida, con un contratto di due anni che gli permette di apparire sul piccolo schermo accanto a futuri divi e dive come Britney Spears, Christina Aguilera, Justin Timberlake (che diventerà il suo migliore amico), Keri Russell e JC Chasez.
Terminata l'esperienza, si iscrive alla Lester B. Pearson High School, che però lascia a diciassette anni per concentrarsi sulla carriera di attore, iniziando ad apparire in varie serie televisive canadesi come Hai paura del buio? (1995), Le avventure di Shirley Holmes (1996), Siete pronti? (1996), Tucker e Becca, nemici per la pelle (1996), Piccoli brividi (1996), La strada per Avonlea (1996), Kung Fu: la leggenda continua (1996), PSI Factor (1996), oltre ad alcuni film tv come Niente è troppo per un cowboy (1998).
La prima notorietà con Breaker High e Young Hercules
Tra il 1997 e il 1998 ottiene un ruolo da regular nel telefilm Breaker High, dove interpreta Sean, uno degli studenti della scuola nave protagonista della serie. La parte del class clown impulsivo, romantico e spesso comicamente impacciato, che si caccia in situazioni assurde e vive tutto con entusiasmo ingenuo, gli permette di mostrare precocemente il suo talento comico e la sua naturale presenza scenica, anticipando alcune sfumature della notorietà che raggiungerà con la serie fantasy mitologica Young Hercules, trasmessa tra il 1998 e il 1999.
Qui Gosling interpreta Hercules da giovane, protagonista assoluto: un adolescente generoso e impulsivo, ancora lontano dall'eroe leggendario che diventerà, impegnato ad allenarsi all'Accademia di Chirone insieme agli amici Iolao e Giasone, mentre affronta mostri, divinità capricciose e le trame della matrigna Era.
L'esordio al cinema
Il cinema arriva poco prima con il film per bambini Il mio amico Frankenstein (1997), cui seguiranno anni dopo Il sapore della vittoria (2000) e soprattutto The Believer (2001), dove inizia a convincere anche la critica con una performance di sconcertante umanità drammatica, ma sempre molto misurata.
Sex symbol con Le pagine della nostra vita
Dopo Formula per un delitto (2002), The Slaughter Rule (2002) e Il delitto Fitzgerald (2003), diventa l'idolo delle adolescenti nel romanticissimo Le pagine della nostra vita (2004), dove Nick Cassavetes lo affianca a Rachel McAdams in una storia d'amore piena di ribellione e testardaggine. Il suo Noah è il ragazzo povero ma bello che tutte avrebbero voluto amare.
La prima candidatura all'Oscar
Dopo Stay - Nel labirinto della mente (2006), viene scelto per interpretare Dan, insegnante idealista ma alle prese con una dipendenza che mette a rischio la sua vita personale e professionale, in Half Nelson (2006), ottenendo una meritatissima candidatura agli Oscar come miglior attore protagonista. Gosling costruisce un personaggio di rara intensità: fragile ma combattivo, contraddittorio, capace di oscillare tra lucidità pedagogica e autodistruzione in un arco emotivo complesso, senza mai cadere nel melodramma, mantenendo un realismo asciutto e quasi documentaristico che rende il suo Mr. Dunne uno dei ritratti più potenti di dipendenza e resilienza del cinema indipendente americano degli anni Duemila.
A questo punto continua ad accaparrarsi parti nel girone di serie A di Hollywood. Prima affianca Anthony Hopkins nel thriller Il caso Thomas Crawford (2007), poi spicca nell'atipico Lars e una ragazza tutta sua (2007), dove rende credibile persino la piccola follia di essere il riservato e assorto amante di una bambola a grandezza naturale.
Una vena di inquietudine che ritrova in Love & Secrets (2010), nel quale, con camaleontico talento, interpreta un personaggio sinistro alla Norman Bates: ambiguo, psicotico, capace di far venire i brividi persino alla collega Kirsten Dunst, prima di tornare al genere romantico con Blue Valentine (2010), diretto da Derek Cianfrance.
Il film lo consacra tra i migliori attori della sua generazione per aver mostrato la nevrosi dolorosa di una coppia forse destinata a non funzionare mai. Sorridente corteggiatore di Michelle Williams, si vede da lei respinto fino a perderla, spezzando il cuore di tutti. Un melodramma tristissimo che spinge Cianfrance a dirigerlo anche in Come un tuono (2012), dove, biondo e tatuato, è bravissimo nel tratteggiare un bad boy sensibile.
Più leggero in Crazy, Stupid, Love (2011), che gli vale una candidatura ai Golden Globe come miglior attore in un film commedia o musicale, grazie al ruolo di Jacob, seduttore elegante, carismatico e impeccabilmente controllato, che prende sotto la sua ala il personaggio di Steve Carell. Il pregio della sua interpretazione sta nell'aver trasformato l'archetipo del latin lover sicuro di sé in un personaggio sorprendentemente sfaccettato, giocando con ironia, timing comico perfetto e una chimica irresistibile con Carell ed Emma Stone. Dimostra così di saper dominare anche il registro brillante senza perdere profondità emotiva, rendendo Jacob divertente, vulnerabile e, soprattutto nella seconda parte del film, tenero e umano.
Tutto il contrario dello straordinario protagonista di Drive (2011) di Nicolas Winding Refn, che lo vuole stuntman per il cinema ma autista per la criminalità organizzata, improvvisamente innamorato di Carey Mulligan, tanto da lottare fino alla morte per proteggerla. Il film diventa un cult e Refn lo rivuole senza esitazioni per Solo Dio perdona (2013), incollandolo a una sanguinaria vendetta edipica contro una Kristin Scott Thomas dark lady di glaciale crudeltà.
Ormai divo nascente, viene diretto da George Clooney nel politico Le idi di marzo (2011), dove divide il set con Philip Seymour Hoffman, Paul Giamatti, Evan Rachel Wood e Marisa Tomei in una pellicola di impianto classico, solida e appassionata. Seguirà Gangster Squad (2013), inserito in un cast ruggente composto da Josh Brolin, Nick Nolte, l'amica Emma Stone, Giovanni Ribisi, Anthony Mackie, Robert Patrick, Holt McCallany, Jon Polito, Frank Grillo e John Aylward. A lui va il ruolo dello sbirro cinico invischiato in una storia pericolosa.
Tornerà alla critica socio politico economica con La grande scommessa (2015), dove interpreta un banchiere della Deutsche Bank alleato a Christian Bale e Steve Carell, ma alleggerirà i toni con The Nice Guys (2016), accanto al massiccio Russell Crowe, rimettendosi in gioco con tutto quel talento comico dal quale si era temporaneamente distaccato, spingendosi al massimo della slapstick nervosa.
La seconda candidatura all'Oscar
Nessuno però si aspettava il musical. Nel 2016 Damien Chazelle vuole vederlo cantare e ballare in La La Land, facendogli ottenere la sua seconda candidatura agli Oscar come miglior attore protagonista. Danzando con una ritrovata Emma Stone le coreografie di Mandy Moore sulle note di Justin Hurwitz, è il delizioso musicista e sognatore Sebastian, che spera di sfondare ma si innamora perdutamente di un'aspirante attrice, sprigionando pura magia. Un ruolo non lontano, per sensibilità, dalla trama del suo film successivo, Song to Song (2012) di Terrence Malick.
Poi arriva la fantascienza e lo spazio. Prima con il sequel del capolavoro di Ridley Scott, Blade Runner, ovvero Blade Runner 2049 (2017) di Denis Villeneuve, dove interpreta l'impassibile e ineffabile agente K; poi con il biopic First Man - Il primo uomo (2018), ancora diretto da Chazelle, che lo impone nei panni dell'astronauta Neil Armstrong, affiancato da Claire Foy, e infine con L'ultima missione: Project Hail Mary (2026).
La terza candidatura all'Oscar
Dopo essere stato affiancato da Ana de Armas e Chris Evans in The Gray Man (2022), diretto da Anthony e Joe Russo, offre una prova di coraggio accettando la parte di Ken in Barbie (2023) di Greta Gerwig, ottenendo la sua terza candidatura all'Oscar, questa volta come miglior attore non protagonista. Le lodi sono numerose: Gosling ha avuto l'intelligenza di trasformare un personaggio ludico e potenzialmente caricaturale in una figura sorprendentemente complessa, capace di usare comicità fisica e vulnerabilità emotiva per far gocciolare lacrime di satira sul volto del maschio contemporaneo. La critica conferma ancora una volta il suo controllo del timing comico e l'eccellente costruzione di un'iconografia immediatamente pop. Del resto, l'impatto culturale della canzone da lui interpretata, "I'm Just Ken", racchiude perfettamente il tono del film, contribuendo a renderlo un fenomeno globale e meritandogli l'attenzione dell'Academy.
Sfuggito l'Oscar, si consola con The Fall Guy (2024), dove è ancora una volta uno stuntman: Colt, che torna al lavoro dopo un incidente e si ritrova coinvolto in un intrigo che mescola action, romanticismo e meta cinema. Buffo e innamorato di Emily Blunt, tiene insieme a lei tutti i registri del film con una naturalezza rara, trasformando un blockbuster in un'opera affettuosa dedicata al mestiere degli stunt.
L'esordio registico
Ryan Gosling è anche regista e sceneggiatore. Nel 2014 firma Lost River, un fantasy noir cupo e visionario ambientato in una Detroit spettrale, dove una madre single tenta di salvare la propria casa accettando un lavoro inquietante in un nightclub sotterraneo mentre il figlio scopre un fiume maledetto. L'attore dirige con uno stile fortemente autoriale, debitore di Refn, Lynch e Malick, fatto di immagini ipnotiche, colori al neon, simbolismi fiabeschi e un montaggio più emotivo che narrativo, costruendo un mondo sospeso tra realismo urbano e mito. Purtroppo il film, presentato a Cannes 2014, andò male al botteghino e divise radicalmente la critica (alcuni lo stroncarono come esercizio estetizzante).
Vita privata
Ryan Gosling è stato il compagno di Sandra Bullock dal 2002 al 2003, dopo averla conosciuta sul set di Formula per un delitto. Finita questa storia, si è legato sentimentalmente a un'altra collega, Rachel McAdams, conosciuta sul set di Le pagine della nostra vita. I due sono rimasti insieme dal 2004 al 2007.
Dal 2011 è legato all'attrice Eva Mendes, conosciuta sul set di Come un tuono, che lo ha reso padre di due figlie.
Prima di Drive, Ryan Gosling era un volto familiare soltanto agli appassionati di cinema indipendente americano. Animale da palcoscenico rivelato all'istante in una manciata di film (The Believer, Half Nelson, Blue Valentine), il giovane attore restava tuttavia confidenziale. Allergico ai fenomeni di isteria collettiva, alle grandi produzioni e ai macho dei film d'azione tradizionali, Ryan Gosling fa un passo di lato e rifiuta tutto, crescendo all'ombra del cinema indie