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Terrence Malick

Terrence Malick è un regista, produttore, produttore esecutivo, scrittore, sceneggiatore, scenografo, è nato il 30 novembre 1943 a Waco, Texas (USA).
Nel 1979 ha ricevuto il premio come miglior regia al Festival di Cannes per il film I giorni del cielo. Terrence Malick ha oggi 78 anni ed è del segno zodiacale Sagittario.

Q

A cura di Fabio Secchi Frau

Uno dei più importanti registi e sceneggiatori americani viventi, nonostante la scarna filmografia che compone la sua opera filmica.
Un autore dai contenuti duri e spietati, che presenta al grande pubblico ritratti di uomini in crisi con il loro tempo, con le loro convinzioni e con la società della quale fanno parte, ma che ha segnato l'arte cinematografica di una ritrovata poesia dal punto di vista visivo, meritandosi piogge di candidature all'Oscar.

Harvard, Oxford e Parigi
Secondo alcune fonti sarebbe nato a Waco, in Texas, mentre altre vogliono che la sua casa natia sia a Ottawa, in Illinois. Purtroppo, l'unico che può rispondere a questa semplice domanda è proprio lui, Terrence Malick. Ma Malick non risponderà mai, vista la sua enorme ritrosia verso i media, che lo hanno portato in tutti questi anni a proteggere la sua privacy.
Figlio di un impiegato in una compagnia petrolifera, di origine assira, Malick cresce a Bartlesville in Oklahoma e in Texas, dove lavora accanto a suo padre. Trasferitosi ad Austin, in Texas, si diploma alla St. Stephen's Episcopal School, dove si distinse anche come giocatore di football. Iscritto alla Harvard University, si appassiona alla filosofia, insegnatagli da Stanley Cavell. Dopo essersi laureato con lode, nel 1965, passa alla Magdalen College di Oxford e alla Rhodes Scholar, sciocca il suo tutore Gilbert Ryle con una tesi sul concetto del mondo per Kierkegaard, Heidegger e Wittgenstein, che lo aiuta a laurearsi.
Nel 1969 grazie alla Nortwestern University Press, pubblica alcune traduzioni di Heidegger. Partito per la Francia, diventa insegnante di filosofia fra il 1979 e il 1994 e torna sporadicamente negli Stati Uniti per lavorare come giornalista (molti dei suoi articoli compariranno in riviste come NEWSWEEK, THE NEW YORKER e LIFE). Dopo l'esperienza francese, continua a insegnare filosofia in America e più precisamente al Massachusetts Institute of Technology.
Il suo primo passo verso il cinema è il cortometraggio da lui diretto nel 1969 Lanton Mills con Warren Oates e Harry Dean Stanton. La storia è quella di due moderni cowboys che vogliono rapinare una banda. Notato dalla Paramount Pictures, viene invitato a scrivere qualche soggetto o qualche sceneggiatura. Malick accetta, ma non si limita a scrivere: vuole anche dirigere. La cosa non piace alla Paramount, così Malick rompe il contratto.

L'opera prima: La rabbia giovane
E, nel 1973, finanzia personalmente la sua opera prima: La rabbia giovane, un film indipendente interpretato da Martin Sheen e Sissy Spacek nei panni di una coppia degli anni Cinquanta travolta da un'ondata di criminalità. La pellicola colpisce la Warner Bros che ne acquista i diritti e la distribuisce in tutta l'America. La Warner, in fondo, comprende il vero significato culturale e sociale di quest'opera cinematografica che ben tratteggia quella che era la realtà provinciale, ma pur sempre urbana, degli squallidi e selvaggi States, fra boschetti, drammi, estese pianure e riflessioni profondissime sull'esistenza incapace di distinguere fra bene e male.

I giorni del cielo
Nel 1978 arriva il suo secondo film, prodotto (stavolta) dalla Paramount Pictures che, evidentemente, ha molta più fiducia in lui. I giorni del cielo, con Richard Gere, è la storia di un melodrammatico triangolo amoroso che si consuma agli inizi del XX secolo nelle lande del Texas. Il film, che è stato tenuto in post produzione per due anni durante i quali Malick e il suo staff hanno sperimentato anticonvenzionali tecniche di montaggio e voci fuoricampo, diventa un esempio di eleganza formale, fin troppo studiata e raffreddata, dove l'ambiguità dei sentimenti e dell'impatto emotivo si scontra con la natura e la sua doppiezza. Con qualche richiamo a temi biblici (l'Eden), coadiuvato dalle musiche di Ennio Morricone, il film di Malick diventa un primo emblema di stile che lo accompagnerà anche nei successivi film a seguire. Effuso e caldo, con una forte predilezione nella sceneggiatura per la letteratura e denotato da una fotografia e dal concetto che ogni immagine, ogni singola inquadratura che compone il film, è un prezioso effetto di comunicazione armoniosa. Per questo motivo Malick si aggiudica la Palma d'Oro come regista al Festival di Cannes e il David di Donatello per la migliore sceneggiatura straniera.

Fuga parigina
Quando però la Paramount decide di affidargli la regia di The Elephant Man (1980), lui non ci sta. Ha in mente solo una pellicola che lui intitola "Q" e che dovrebbe esplorare le origini della vita sulla Terra. E visto che in America, in campo cinematografico, non ha poi molto a cui pensare, parte per Parigi (dove, come già detto, insegnerà filosofia), scomparendo dagli obiettivi dei media. Durante questo tempo, però, non smette di scrivere sceneggiature (che chissà un giorno potranno anche diventare un film): "The English Speaker" che tratterebbe dell'analisi di Anna O. da parte di Josef Breuer; l'adattamento di "The Desert Rose" di Larry McMurtry e quello del libro di Walker Percy "The Moviegoer", ai quali si aggiungono anche un soggetto su Jerry Lee Lewis e la trasposizione teatrale della pellicola L'intendente Sansho (1954) diretta dal regista Kenji Mizoguchi sul grande schermo e da Andrzej Wajda sul palcoscenico. Nel frattempo, continua a lavorare al soggetto di "Q".

Il capolavoro: La sottile linea rossa
Trovatosi poi fra le mani il libro di James Jones (già autore del romanzo da cui fu tratto Da qui all'eternità) "La sottile linea rossa", capisce che ne deve assolutamente trarre un film, così torna in America e chiama all'appello alcuni dei più grandi divi di Hollywood: Sean Penn, James Caviezel, Nick Nolte, Elias Koteas, George Clooney e Ben Chaplin, desiderosi quanto mai di lavorare in uno dei suoi sporadici film. La sottile linea rossa, che vincerà l'Orso d'Oro a Berlino e sarà nominata all'Oscar per regia e sceneggiatura non originale, esplora veramente quella sottile linea rossa che, nel parlare comune statunitense, è quel punto di confine dove si sfiorano razionalità e follia, capacità di pensare e perdita di se stessi, visualizzando sentimenti, emozioni, immagini epiche e visionarie, situazioni di grande impatto e suggestione, tutte sostenute dal vigore e dalla passione che il rifiuto per la guerra, per l'atrocità degli scontri e della violenza crea in quei soldati così esposti al Male.

The New World
Dopo questa pellicola civile, Steven Soderbergh gli propone di scrivere e dirigere una pellicola su Che Guevara, con Benicio del Toro come protagonista. Malick accetta e produce e scrive il fallimento della rivoluzione boliviana del Che, ma dopo un anno e mezzo, si ritira dal progetto e decide di dedicarsi a un nuovo film The New World - Il nuovo mondo, basato su un soggetto da lui scritto nel 1970 e che trattava della principessa Pocahontas della tribù dei Powhatan, la prima donna a sposare un colono inglese. È senza dubbio una delle love story cinematografiche più manichee che la storia del cinema abbia mai avuto. Purtroppo viene sottovalutato dalla critica, che forse ricorda con maggiore lucidità la versione disneyana della storia.

"Q" si trasforma in The Tree of Life
È nel 2011 che finalmente riesce a portare alla luce la sua ossessione: "Q" che però non si intitolerà così ma prenderà il più banale titolo di The Tree of Life (2011) con Brad Pitt e Sean Penn protagonisti di un dramma familiare usato come chiave di lettura per raccontare la cosmogenesi del nostro pianeta. Numerosi dopo questo film i progetti del regista: To the Wonder, con Rachel McAdams e Ben Affleck (presentato nel 2012 alla Mostra di Venezia), il documentario Voyage of Time, Lawless e Knight of Cups.

Sceneggiatore e produttore
Come sceneggiatore, Malick ha firmato anche Yellow 33 (1971) diretto da Jack Nicholson e Per una manciata di soldi (1972) con Paul Newman, ma figura anche come produttore del film La locanda della felicità (2000) di Zhang Yimou.

Vita privata... e protetta
Come precedentemente scritto, Malick è un difensore della sua vita privata. Declina ogni richiesta di amicizia e non partecipa mai alle promozioni dei suoi film. È stato il marito di Jill Jakes, dalla quale ha divorziato nel 1978 e poi, dal 1985, è stato sposato con Michele Morette, i due però divorziano nel 1998 e la Morette muore nel luglio del 2008, a Parigi, per un cancro al pancreas. La sua terza moglie è Alexandra Wallace.

Ultimi film

Drammatico, (USA - 2017), 129 min.
Drammatico, (USA - 2013), 118 min.
Drammatico, (USA - 2012), 112 min.
Avventura, (USA - 2006), 150 min.
Guerra, (USA - 1998), 170 min.

Focus

INCONTRI
lunedì 16 maggio 2011
Ilaria Ravarino

Rissa all'ingresso in sala, una fila iniziata nelle prime ore del mattino, le porte del Palais che si chiudono in anticipo sollevando il malumore generale. Cannes perde la testa per The Tree of Life di Terrence Malick, il film più atteso del concorso, ambiguamente accolto da applausi e fischi ma da tutti ardentemente desiderato. Al cinema dal 18 maggio, The Tree of Life ha esaltato e irritato il pubblico, spaccandolo a metà: chi ha amato i primi 90 minuti di muta cosmogonia, chi non li ha tollerati, chi semplicemente non li ha capiti

NEWS
giovedì 31 marzo 2011
Marlen Vazzoler

L'anno scorso la domanda che i festivalieri si sono posti più frequentemente è stata: "Quando e dove riusciremo a vedere The Tree of Life di Terrence Malick? Cannes? Toronto? Telluride? Venezia? Roma?". Il film doveva teoricamente approdare nei cinema americani nel natale del 2009, ma la data di uscita è stata continuamente spostata per l'impossibilità di completare il progetto in tempo e soddisfare così le esigenze di Malick

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