Una storia di redenzione, di legami familiari e di ricerca della propria identità. Dal 26 marzo al cinema.
Anker esce di prigione, dove ha scontato quindici anni per rapina, con un solo obiettivo: recuperare il bottino, che aveva affidato al fratello Manfred, e sparire dalla circolazione. Nel frattempo, però, le condizioni psicologiche di Manfred, che è sempre stato diverso dagli altri e da piccolo si abbigliava da vichingo, sono peggiorate: ora si fa chiamare John, ruba un cane tutte le volte che ne ha l'occasione, e non ha alcuna memoria (o volontà di dire) dove ha nascosto i soldi. I due fratelli tornano allora nella casa nella foresta della loro infanzia, per disseppellire il famigerato borsone e, con esso, i traumi del passato.
Sceneggiatore tra i più prolifici e acclamati del cinema danese degli ultimi decenni, Anders Thomas Jensen ha spaziato dall'adesione al Dogma alla commedia e al melodramma, ma si è mosso diversamente nella costruzione della sua carriera di regista, dedicandosi a costruire un vero e proprio genere, e rendendo in questo modo la sua firma inconfondibile.
Mio fratello è un vichingo - The Last Viking - di cui vediamo una clip su MYmovies - è storia di redenzione, di legami familiari e di ricerca della propria identità.
Il film è stato presentato alla Mostra del Cinema di Venezia e sarà al cinema dal 26 marzo distribuito da Plaion Pictures.