Non mancano poi nuovi autori (otto opere prime su diciannove nella sezione Orizzonti) e nuovi Paesi (Siria, Indonesia, Kazakistan...) che dilatano i confini del cinema e aprono una finestra su conflitti civili lontani che ci riguardano da vicino. Alleggerisce un festival di disastrosi scenari politici a cavallo tra presente (Isis, Tomorrow. The Lost Souls of Mosul di Francesca Mannocchi e Alessio Romenzi) e passato (Process di Sergei Loznitsa), A Star is Born di Bradley Cooper nella singolare veste di autore e cantante, a fianco di Lady Gaga e dentro il nuovo remake del film omonimo di William A. Wellman. Presidente della giuria quest'anno è Guillermo Del Toro, vincitore della scorsa edizione con La forma dell'acqua.
Altrettanto decentrato è David Cronenberg, autore organico premiato anche lui con un Leone per il suo cinema barocco e dotato di una straordinaria sensibilità visiva. Tema privilegiato di tutti i suoi film è il corpo umano, dilaniato dal conflitto tra istinto e ragione, insidiato da parassiti, sottoposto a impressionanti mutazioni ed eccitato da una sessualità malata e sempre insoddisfatta. Last but not least, riapre le porte il Des Bains, hotel balneare reso celebre da Luchino Visconti (Morte a Venezia), un investimento finanziario e culturale sui luoghi del cinema che hanno contribuito a scrivere la ballata della Serenissima.