Sunset

Film 2018 | Drammatico +13 142 min.

Titolo originaleSunset
Anno2018
GenereDrammatico
ProduzioneUngheria, Francia
Durata142 minuti
Regia diLászló Nemes
AttoriVlad Ivanov, Susanne Wuest, Björn Freiberg, Levente Molnár, Urs Rechn Juli Jakab, Judit Bárdos, Sándor Zsótér, Balázs Czukor.
DistribuzioneMovies Inspired
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro Valutazione: 2,50 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

Regia di László Nemes. Un film con Vlad Ivanov, Susanne Wuest, Björn Freiberg, Levente Molnár, Urs Rechn. Cast completo Titolo originale: Sunset. Genere Drammatico - Ungheria, Francia, 2018, durata 142 minuti. distribuito da Movies Inspired. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 2,50 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

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Ambientato a Budapest, nel periodo precedente la prima guerra mondiale, il racconto di formazione di una donna.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 2,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO NÌ
Un mistery elegante, virtuoso, visivamente potente ma non privo di qualche irrisolta ambiguità.
Recensione di Marianna Cappi
lunedì 3 settembre 2018
Recensione di Marianna Cappi
lunedì 3 settembre 2018

Budapest, 1913. L'Europa austroungarica è all'apice del progresso e dello sviluppo tecnologico. La giovane Irisz Leiter, tornata nella capitale ungherese dopo gli anni spesi a Trieste a studiare come modista, vorrebbe lavorare nella leggendaria cappelleria dei suoi defunti genitori. Ha il nome e le abilità per farlo, ma il nuovo proprietario, il signor Brill, la respinge. Sono attesi ospiti reali e non vuole problemi. Irisz, però, non se ne va, specie dopo aver scoperto l'esistenza di un fratello, Kálmán, che vive nascosto per essere stato protagonista di un oscuro delitto. La ricerca di Kálmán la conduce nel cuore di tenebra di una civiltà sull'orlo della propria rovina.

Dagli inferi del campo di concentramento agli stucchi, i nastri, le perle e gli specchi della più raffinata eleganza mitteleuropea. Ma "dietro la bellezza di quei cappelli, si cela l'orrore del mondo", la vigilia della sanguinosissima prima guerra mondiale.

László Nemes, per il suo secondo e atteso lungometraggio, dopo il pluripremiato Il figlio di Saul, s'interroga sul suicidio dell'Europa all'inizio del secolo scorso, in un'epoca, quella odierna, di altrettanto pericolose tensioni, nemmeno così sotterranee. Non ha una risposta, dunque l'indagine avrà per strumento la macchina da presa, per soggetto la protagonista, per genere il mistery.

Il lavoro di Nemes ha un respiro romanzesco (non a caso Irisz Leiter è una giovane orfana) e un'impostazione visiva potente, cui si combina una regia virtuosa. Lo stile di Sunset non soltanto conferma ma replica quello del primo film: la scelta immersiva, il percorso labirintico, l'evocazione di un mondo che è tanto più efficace quanto più questo mondo viene celato alla vista, nascosto da pesanti tendaggi o dal buio complice della notte. E poi il lavoro sul sonoro: ricercato, esibito. Ma è un attimo che la virtù scolori nel virtuosismo. E Sunset, per quanto visivamente affascinante, non è esente da vizi e problematiche di questo tipo.

Se da una parte, infatti, lo stile di regia è giustificato dagli elementi di mistero del racconto, dall'altra parte accomuna strettamente questo secondo film al primo, finendo per mettere (letteralmente) sotto la stessa luce due orrori non comparabili. I fuochi delle fiaccole di Kálmán e compagni e quelli delle fornaci naziste non dovrebbero essere trattati allo stesso modo, non con i tratti pretenziosi e il gusto per lo spettacolo che l'opera seconda lascia trapelare, dietro la denuncia del marcio e della carneficina industriale a venire.

Come fanno i dialoghi, interamente fatti di domande che ricevono sempre e soltanto risposte evasive, il film nel suo complesso svicola abilmente, mascherando debolezze e ambiguità dietro uno stile raffinato e illusionista.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 19 settembre 2018
vanessa zarastro

La storia del Novecento continua ad affascinare scrittori e registi, anche i più giovani.  L’Europa austroungarica era nel massimo del suo splendore e Vienna sembrava essere la capitale indiscussa della cultura: Sigmond Freud per la psicoanalisi, Gustav Mahler per la musica, Arthur Schnitzler per la letteratura, Adolf Loos per l’architettura, Gustav Klimt ed Egon Schiele per [...] Vai alla recensione »

lunedì 3 settembre 2018
ROBERT EROICA

#Venezia75 - NAPZALLTA - Concorso - 1913. Budapest. Una modista torna nel luogo della sua infanzia e scopre di avere un fratello segreto. La ricerca non sembra dare frutti concreti e intorno alla ragazza la situazione sociale si fa incandescente. Cosa fare al mondo mentre tutto brucia ? Sembra questa la chiave di volta (parafrasando il titolo di Minervini) di un film magmatico e comunque coerente [...] Vai alla recensione »

NEWS
[LINK] FESTIVAL
giovedì 20 settembre 2018
 

Budapest, 1913. L'Europa austroungarica è all'apice del progresso e dello sviluppo tecnologico. La giovane Irisz Leiter, tornata nella capitale ungherese dopo gli anni spesi a Trieste a studiare come modista, vorrebbe lavorare nella leggendaria cappelleria [...]

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