Opera senza autore

Film 2018 | Drammatico +13 188 min.

Titolo originaleWerk ohne Autor
Anno2018
GenereDrammatico
ProduzioneGermania
Durata188 minuti
Regia diFlorian Henckel von Donnersmarck
AttoriTom Schilling, Sebastian Koch, Paula Beer, Saskia Rosendahl, Oliver Masucci Cai Cohrs, Lars Eidinger, Rainer Bock, Florian Bartholomäi, Hanno Koffler, Pit Bukowski, Ulrike C. Tscharre, Ben Becker.
Uscitagiovedì 4 ottobre 2018
Distribuzione01 Distribution
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

Regia di Florian Henckel von Donnersmarck. Un film con Tom Schilling, Sebastian Koch, Paula Beer, Saskia Rosendahl, Oliver Masucci. Cast completo Titolo originale: Werk ohne Autor. Genere Drammatico - Germania, 2018, durata 188 minuti. Uscita cinema giovedì 4 ottobre 2018 distribuito da 01 Distribution. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

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Un artista che vive nella Germania occidentale deve fare i conti con la sofferenza vissuta durante il regime nazista.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Un'opera à l'ancienne diretta senza tabù e con audacia e finezza hitchcockiane.
Recensione di Marzia Gandolfi
mercoledì 5 settembre 2018
Recensione di Marzia Gandolfi
mercoledì 5 settembre 2018

Dresda, 1938. Kurt Barnert ha pochi anni e una passione segreta per la zia Elizabeth, una fanciulla sensibile con cui frequenta i musei, fa lunghe passeggiate e suona il piano. Prodigiosa ma fragile nella Germania nazista non c'è più spazio per le persone come lei. Ricoverata in un ospedale psichiatrico fa appello al cuore del Professor Carl Seeband perché non la sterilizzi ma il suo destino sarà più crudele e preludio di uno sterminio abominevole. Sopravvissuto al bombardamento di Dresda e cresciuto nel blocco dell'Est, Kurt ha un talento per il disegno e apprende gli studi classici imposti dal realismo socialista. Ma l'incontro con Ellie, figlia del ginecologo nazista che ha condannato sua zia, e il passaggio all'Ovest, cambieranno il suo destino artistico e riemergeranno il rimosso.

Liberamente ispirato alla vita di Gerhard Richter, artista tedesco nato a Dresda nel 1932, formatosi nella Germania sovietica e passato a Ovest per amore della pittura astratta, Opera senza autore ritrova Florian Henckel von Donnersmarck e il potenziale romanzesco del suo cinema.

Quella maniera umanista di trattare le pagine nere della storia tedesca e di assumere la dimensione di una favola universale sul totalitarismo. La presenza di Sebastian Koch, drammaturgo sorvegliato in Le vite degli altri e nazista clemente nel Black Book di Verhoeven, ha l'effetto di rinforzare questa idea di cinema à l'ancienne, diretto con audacia e finezza hitchcockiane.

Dopo aver affrontato le ombre della Repubblica democratica tedesca (Le vite degli altri), l'autore attraversa le stagioni di un uomo attraverso le stagioni del suo Paese (nazismo, Guerra fredda, anni Sessanta). Ancora una volta si tratta di un film politico, di quelli che rivisitano la storia della propria nazione senza tabù e testimoniando lo stato adulto della sua società. Alla maniera della sua ispirazione, il film pratica simultaneamente due registri, realismo e astrazione, muovendo da Est a Ovest e affermando il posto della pittura nell'arte contemporanea.

Dell'arte di Gerhard Richter, von Donnersmarck cattura il grigio del piombo e delle ceneri del XX secolo. Il grigio è assenza. Il grigio non ha l'autorità tirannica del nero e nemmeno il bagliore accecante del bianco. In natura, è grigia la cenere, quello che non è, ed è grigia la nebbia, quello che dissimula la vista. La sparizione sembra la sua funzione. Sola eccezione, evidente, è la fotografia. Impero del grigio, almeno fino a quando la chimica dei colori è rimasta incerta, la fotografia è al centro del lavoro di Richter e del film di von Donnersmarck, che arriva forse troppo tardi al cuore del suo proposito, deragliando il film e il suo potenziale nel melodramma iperbolico.

Perché il vero interesse di Opera senza autore dimora a Ovest di sé, nella Germania e nella porzione di film emancipata dalla dittatura commerciale. È lì che il film decolla riprendendo come Richter i ritratti in uniforme della Wehrmacht, della zia condannata dall'eugenetica nazista e del medico colpevole di quella campagna di eutanasia. I quadri del pittore, quello reale e quello finzionale, riproducono sulla tela foto in bianco e nero, il pennello le ricalca e quando la materia pittorica è ancora fresca, Richter/Barnert la graffia con lentezza e uno strumento leggero, un gesto morbido ma sufficiente perché le linee si confondano e le forme perdano la nitidezza. Il risultato sono immagini fantomatiche, frammenti di un inventario autobiografico, di un mondo senza colore. Grigio è il tono della storia della Germania tra il 1933 e il 1945, un grigio tragico che dissimula dietro le ombre brandelli di memoria.

Se Richter dipinge la Storia partendo da fotografie che riproduce sfumandole, von Donnersmarck la interroga dipingendo affreschi emblematici del passato. In entrambi i casi, l'effetto è di costringerci a guardare più da vicino.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 4 settembre 2018
ROBERT EROICA

#Venezia75 - WERK OHNE AUTOR - Concorso - Il regista del pluripremiato e bellissimo "Le vite degli altri" torna con un melodrammone di oltre tre ore che mescola orrori nazisti, aspirazione artistica, madeleine individuali, comunismo e Rdt. Un po' troppa carne al fuoco e un'ambizione che meriterebbe maggior profondita' e una sintassi meno televisiva.

NEWS
TRAILER
martedì 4 settembre 2018
 

Ispirato a fatti realmente accaduti, il film racconta tre epoche di storia tedesca attraverso l'intensa vita dell'artista Kurt Barnert, dal suo amore appassionato per Elisabeth, al complicato rapporto con il suocero, l'ambiguo Professor Seeband che, disapprova [...]

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