What You Gonna Do When the World's On Fire?

Film 2018 | Documentario +13 123 min.

Titolo originaleWhat You Gonna Do When the Worlds’s On Fire?
Anno2018
GenereDocumentario
ProduzioneItalia, Francia, USA, Danimarca, Belgio
Durata123 minuti
Regia diRoberto Minervini
AttoriJudy Hill, Dorothy Hill, Michael Nelson, Ronaldo King, Titus Turner, Ashley King Kevin Goodman.
TagDa vedere 2018
DistribuzioneCineteca di Bologna
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,67 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Roberto Minervini. Un film Da vedere 2018 con Judy Hill, Dorothy Hill, Michael Nelson, Ronaldo King, Titus Turner, Ashley King. Cast completo Titolo originale: What You Gonna Do When the Worlds’s On Fire?. Genere Documentario - Italia, Francia, USA, Danimarca, Belgio, 2018, durata 123 minuti. distribuito da Cineteca di Bologna. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,67 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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La storia di una comunità di afroamericani di Baton Rouge, Louisiana, durante il critico mese di luglio del 2016, quando una serie di eventi violenti scuote l'intero paese.

Consigliato assolutamente sì!
3,67/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 3,33
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Una 'canzone' di protesta, una maniera di porsi il problema dell'ingiustizia razziale e di riportarlo in primo piano nel discorso pubblico.
Recensione di Marzia Gandolfi
domenica 2 settembre 2018
Recensione di Marzia Gandolfi
domenica 2 settembre 2018

Il costume di piume e perle brillanti di Big Chief Kevin Goodman, colto mirabilmente nell'epilogo dalla "fotosensibilità" di Roberto Minervini, è qualcosa difficile da comprendere per gli spettatori europei. Confluenza di minorità oppresse, è un costume di ispirazione indiana indossato da un afroamericano e cucito idealmente dal regista per rendere conto di quelle minoranze, di quei luoghi di forte métissage, dove convivono culture antiche e tradizioni radicate. Dopo l'incandescenza di Louisiana, ficcato nello stato omonimo, Roberto Minervini trasloca a Baton Rouge restando fedele a quella porzione di Sud venduto da Napoleone per quindici milioni di dollari. Se per il resto del Paese la Louisiana è una sorta di gigantesca festa permanente dove non ci si preoccupa che della musica e della cucina, dove la gente non fa altro che cantare e suonare nelle strade, la realtà smentisce lo stereotipo e rivela una complessità che impone rispetto.

Raggiunto il cuore autentico di uno stato disprezzato per il suo 'ritardo', l'autore incontra persone ordinarie che nessuno conosce ma che si conoscono tra loro, perché fanno musica insieme, perché lavorano insieme, perché lottano insieme in una capitale spaccata in due: il nord nero e povero, il sud bianco e agiato. In quel fosso razziale che non si smette di scavare, si inserisce il cinema di Minervini e quell'attitudine a sublimare la realtà tragica senza tradirla.

Dragando le acque torbide del Mississippi e del suo paese di adozione, l'autore coglie, con le reti della sua empatia, le figure ambigue ed eloquenti del rimosso. L'other side, in cui abita da sempre il suo cinema, non è il rovescio del décor ma il passaggio rivelatore di una realtà che appassiona e sconcerta, una messa a nudo delle piaghe e delle rovine di un paese vincitore e sempre parzialmente vinto. Impegnandosi ad essere il meno invasivo possibile, il suo sguardo cerca sempre qualcosa d'altro nel contatto folgorante coi suoi personaggi, quella prossimità 'insensata' che stabilisce con loro e ottiene al prezzo di lunghe 'sedute'. La camera si integra alle loro esistenze fino a sfiorare la finzione con un senso mirabile del quadro e del momento. Ma Minervini non racconta né mistifica, i suoi film descrivono attraverso il quotidiano, passando del tempo con persone vere di cui abbraccia il presente e a cui non attribuisce mai un giudizio a priori. La sua preoccupazione è la restituzione grafica di un contesto di cui è il testimone privilegiato.

What You Gonna Do When the World's On Fire? avvicina Judy, una donna spezzata dalla vita e dai debiti che vorrebbe soltanto conservare il suo bar, ascolta i canti di Kevin, Spy Boy e guardiano della tradizione "indiana", accompagna Ronaldo e Titus, che mamma vuole a casa prima che un colpo di pistola neghi loro la chance di diventare grandi, sfila al fianco di un ostinato collettivo dei diritti civili che eredita la rabbia delle Black Panther, denuncia la violenza della polizia e rilancia la marcia secolare del popolo nero verso l'emancipazione.

Seguendo il ritmo naturale delle città del Sud, Minervini attraversa con lentezza i quartieri di Baton Rouge consumati dalla miseria e dalla noia, partecipa alle manifestazioni di protesta contro gli omicidi extragiudiziali di giovani uomini neri e al suo corollario: una dolorosa introspezione sulle tensioni razziali che abitano la città. Nel languore del Deep South conservatore e razzista, dove essere nero comporta ancora un rischio quotidiano, Minervini si intrattiene con uomini, donne e bambini che hanno perso tutto, salvo l'umanità e la speranza tenace di una tregua.

Provvisti di un irriducibile desiderio di vivere malgrado le avversità, procedono alla narrazione addolorata della loro ri-segregazione, confermando che essere bianchi o neri negli Stati Uniti non è proprio la stessa cosa. Lo sguardo dell'autore infila i quartieri degli esiliati, gira nelle periferie monocromatiche che non vediamo mai e che smentiscono l'immagine rosa di una nazione multicolore. Ai paesaggi umidi della Louisiana, dove gli afroamericani faticano a credere allo spettacolo di desolazione che è diventata la loro vita, dove la polizia spara in pieno petto a un venditore ambulante di CD (Alton Sterling), dove il crimine razzista permane e i discendenti del fante confederato risorgono, Roberto Minervini applica l'elegante rigore del bianco e nero, squadernando una storia di Bianchi e di Neri, di baleni e naufragi nell'ombra. What You Gonna Do When the World's On Fire? è una 'canzone' di protesta, una maniera di porsi il problema dell'ingiustizia razziale e di riportarlo in primo piano nel discorso pubblico. È uno studio etnografico che converte cerebralmente i colori in scale di grigi insistendo sull'assolutezza dei contrasti e di un contrasto vecchio come il cuore degli uomini. Gli uragani passano ma i conflitti interiori rimangono. Katrina, Nate, Harvey non sono serviti che a inasprirli, esacerbando i sentimenti e aggiungendo una variabile a un'equazione che una vita non basterebbe a risolvere.

Sei d'accordo con Marzia Gandolfi?
Che fare quando il mondo è in fiamme?.
a cura della redazione
giovedì 6 aprile 2017

Il film narra la storia di una comunità di africani-americani di Baton Rouge, Louisiana, durante il critico mese di luglio del 2016, quando una serie di eventi violenti scuote l'intero paese. Nel periodo 5-17 luglio, Baton Rouge è teatro dell'uccisione di un giovane nero di nome Alton Sterling, del successivo scontro tra la polizia e i manifestanti che condannano quell'uccisione, e della ritorsione contro la polizia per mano di un militante del movimento "Black Lives Matter", conclusasi con la morte di tre agenti di polizia e il ferimento di altri tre.

In quest'arco di tempo, per gli africani-americani di Baton Rouge è stato difficile continuare a vivere in modo normale e funzionale la loro vita di tutti i giorni. Erano inquieti, spaventati, arrabbiati, ma soprattutto erano pronti a dire "Basta!" agli abusi delle forze dell'ordine che li perseguitavano da anni.

E quando Alton Sterling, un venditore ambulante, è stato ucciso inutilmente e senza alcun motivo legittimo dalla polizia, la comunità nera si è ribellata e ha reagito. La violenza ha riportato alla memoria le sommosse dei tardi anni sessanta e dei primi anni settanta, quando i neri americani si battevano per la parità dei diritti.

All'epoca la lotta era aperta e politica e veniva ampiamente coperta e dibattuta dai media. Oggi, la lotta è diventata sotterranea (anche se nel 2016, per un breve periodo, "Black Lives Matter" ha fatto notizia). La voce della comunità nera si è affievolita, facendosi quasi impercettibile, sopraffatta dalla violenza brutale della polizia e di altre forze di ordine pubblico. E quando la gente diventa afona e impotente, ha poco a cui aggrapparsi e non le rimane più niente da perdere.

Il film reimmagina e rinarra la storia di alcune persone di Baton Rouge, Louisiana, così come si svolge durante un lasso critico di tempo, dal 5 al 9 luglio del 2016 - dall'indomani dell'assassinio di Alton Sterling alla violenta protesta che a esso tiene dietro, sfociata nell'arresto di oltre un centinaio di manifestanti neri. L'attenzione è rivolta ai musicisti locali: da un secolo e mezzo, è gente che usa la musica - ritmi, suoni e liriche - come veicolo per mantenere viva la propria eredità e per far sentire la propria voce.

Tra i musicisti che figureranno nel film, ci sono: un chitarrista taciturno la cui enorme rabbia interiore fa di lui una bomba a orologeria ambulante; un suonatore di tamburo militare preadolescente, che ha appreso l'orgoglio e il coraggio dalle strade del suo ghetto; un gruppo di percussionisti tribali militanti che portano avanti la tradizione musicale africana; e una donna che gestisce un bar locale e organizza incontri di attivisti. Tutti loro, ognuno a modo suo, si preparano alla protesta di massa del 9 luglio.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
lunedì 3 settembre 2018
Emiliano Morreale
La Repubblica

Minervini invece è un regista italiano cresciuto artisticamente negli Stati Uniti e da sempre racconta i suoi angoli sperduti, dal bellissimo Stop the Pounding Heart a Louisiana. Qui siamo a Tremé, glorioso quartiere nero di New Orleans minacciato dalla gentrification. Le storie seguite sono tre: una barista che cerca orgogliosamente di mantenere il proprio locale; una madre single che cerca di tenere [...] Vai alla recensione »

lunedì 3 settembre 2018
Alessandra Levantesi
La Stampa

Nell'America di «What You Gonna Do When World's on Fire» di Roberto Minervini brucia il fuoco della lotta razziale alimentata dal soffio di Trump. E' un documenta-io, girato fra Baton Rouge e Jackson, Louisiana: tuttavia entrando nelle travagliate esistenze di alcuni abitanti della comunità nera - militanti del «New Black Panthers Party for Self-Defense», ragazzi senza padre, donne battagliere - il [...] Vai alla recensione »

lunedì 3 settembre 2018
Francesco Alò
Il Messaggero

Che cosa fai se dell'incendio doloso che ti hanno promesso di mostrarti non scorgi né una labile fiammella né tracce del piromane? Roberto Minervini arriva in Concorso con un documentario dal titolo apocalittico, tratto da un vecchio gospel (letteralmente: cosa farai quando il mondo prenderà fuoco?), per affrontare la discriminazione razziale del sud degli Stati Uniti in modo approssimativo ed estetizzante [...] Vai alla recensione »

NEWS
[LINK] FESTIVAL
venerdì 26 ottobre 2018
 

Il rock e la poesia dei Queen e l'inconfondibile carisma di Freddie Mercury nei documentari Queen: Rock the World di Christopher Bird e Queen + Bejart: Ballet for Life di Lynne Wake; le fasi cruciali del processo a Nelson Mandela attraverso gli audio [...]

[LINK] FESTIVAL
mercoledì 24 ottobre 2018
Sonia Serafini

Si è conclusa il 21 Ottobre la 62esima edizione del BFI London Film Festival che, come ogni anno, porta il grande cinema in Inghilterra. Tra gli innumerevoli titoli non si può non parlare delle grandi anteprime, come l'atteso ritorno di Steve McQueen [...]

GALLERY
lunedì 3 settembre 2018
 

Roberto Minervini ha affrontato un tema di grande attualità: il dilagare del razzismo in America. Con il suo What you gonna do when the world's on fire? - in coproduzione con MYmovies.it - ha conquistato la critica e il pubblico, raccontanto una storia [...]

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