Satantango

Film 1993 | Drammatico 450 min.

Anno1993
GenereDrammatico
ProduzioneUngheria, Germania, Svizzera
Durata450 minuti
Regia diBéla Tarr
AttoriPeter Berling, Mihaly Vig, Putyi Horvath, Erika Bok .
MYmonetro 2,96 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Béla Tarr. Un film con Peter Berling, Mihaly Vig, Putyi Horvath, Erika Bok. Genere Drammatico - Ungheria, Germania, Svizzera, 1993, durata 450 minuti. - MYmonetro 2,96 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 4 agosto 2015

Consigliato sì!
2,96/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA
PUBBLICO 2,92
CONSIGLIATO SÌ
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Trailer

Un medico alcolizzato è l'unico abitante di un paesino che è stato preso di mira da due imbroglioni. Costoro hanno parlato ai paesani e li hanno convinti ad abbandonare le proprie case e investire i propri soldi per formare un'altra comunità. Il medico scrive la storia. Era dai film di Tarkovski che non si vedeva una fotografia così lirica, poetica e avvolgente.

Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Diviso in 2 parti e in 12 capitoli per la durata di 7 ore e più, costato quasi 4 anni di lavoro (1991-94), tratto da un romanzo di László Krasznahorkai, adattato dall'autore col regista, è il più ambizioso dei film di Tarr, il narratore più estremo del cinema magiaro, attivo dal 1977. In un villaggio della pianura stepposa ungherese due gabbamondo, già dati per morti, convincono la popolazione a lasciare le proprie case e i loro risparmi, necessari a fondare una colonia collettiva dell'utopia. In cadenze allegoriche, anche se storicamente precise, è una satira antiautoritaria e, insieme, un apologo metafisico. Tema centrale: quelle che i padri della Chiesa cristiana chiamavano le figlie dell'accidia ( filiae acediae ), intesa come "la fuga dell'uomo davanti alle ricchezze delle proprie possibilità spirituali": il torpore, il divertimento e soprattutto la disperazione, cioè la presuntuosa e compiaciuta certezza di essere già condannati alla rovina. (Leggere il Canto VII dell' Inferno di Dante). Influenzata dal cinema "improvvisato" di Cassavetes, ma anche dall'elegante rigore coreografico di Jancsó e Tarkovskij, la scrittura di Tarr è affidata a una esasperata dilatazione dello spazio e del tempo in lunghi piani-sequenza. La tensione che ne deriva corrisponde alla stasi spirituale mortifera del racconto e "si traduce in un'indagine ‘ontologica’ sul cinema stesso, sulla dialettica che lo fonda" (A. Piccardi). Fotografia: Gabor Medvigy.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 18 aprile 2011
Dandy

Non basta certo essere patiti di film tipo "Die Hard" o "Transofmers",ma nemmeno di cose più d'autore o registi "seri" tipo Polanski,Hitchock o Visconti per poter apprezzare quest'opera.E si,perchè a mio parere chiamarlo semplicemente film significherebbe sminuirlo.Per chi il cinema non l'ha proprio nel sangue,seguire una trama ermetica [...] Vai alla recensione »

martedì 3 novembre 2009
Giuseppe Marino - slowfilm

Satantango è uno deli ultimi "classici" d'autore, come possono esserlo i film di Tarkovskij o di Bergman, opere senza tempo e senza luogo che dimostrano quanto il cinema possa essere enorme e quanto importante per lo spettatore. Satantango esalta tutte le possibilità del mezzo, con una ricerca visiva al servizio della descrizione e reinvenzione della realtà, con i pianisequenza, le carrellate, i primi [...] Vai alla recensione »

sabato 7 settembre 2019
Noia1

  Le vicende di una comunità di contadini ungheresi al crepuscolo dell’Unione Sovietica.   Un film epocale, un vero e proprio pugno nell’occhio per gli spettatori di metà anni novanta abituati alle solite trasposizioni su grande schermo dei vari videoclip di MTV, qui siamo completamente fuori da quei ritmi forsennati, ritmi per i quali forse non c’è [...] Vai alla recensione »

martedì 5 maggio 2009
Alberich

Uno dei film più belli che abbia mai visto. La durata non è affatto un problema, il film scorre bene così com'è.

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