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First Man, luci e ombre dell'uomo che cambiò la storia dell'umanità

Nella scelta del Cinema di Sky il film su Neil Armstrong, uno dei volti più celebri del Novecento di cui però si è sempre saputo poco.
di Alessandro Buttitta

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Ryan Gosling (Ryan Thomas Gosling) (38 anni) 12 novembre 1980, London (Canada) - Scorpione. Interpreta Neil Armstrong nel film di Damien Chazelle First Man - Il Primo Uomo.
lunedì 22 luglio 2019 - Sky

"Chiunque te lo descriverà come un tipo freddo, calcolatore. Il suo modo di pensare e di vivere è rigido quanto un'operazione aritmetica, tutto in lui è calcolato come dentro un computer e fra i cinquantadue astronauti americani è colui che più di ogni altro possiede le virtù del robot. Vale a dire assenza di passioni, ordine e legge, controllo, nessuna fantasia. Se l'umanità del futuro sarà un esercito disciplinato di creature asettiche, cervelli elettronici, Neil Armstrong è già il futuro".

Oriana Fallaci scriveva queste parole sul primo uomo che ha messo piede sulla Luna. Per la giornalista fiorentina Armstrong non era una figura interessante. In altri passaggi del suo ritratto troverà altri aggettivi poco lusinghieri per l'astronauta americano: antipatico, arrogante, sgarbato. Non è stato dello stesso avviso Damien Chazelle (Whiplash, La La Land) che, su sceneggiatura di Josh Singer (Il caso Spotlight, The Post), ha mostrato luci e ombre di colui che il 20 luglio 1969 cambiò con i suoi passi sul suolo lunare la storia dell'umanità.

In First Man, in onda in prima visione su Sky Cinema Due a partire da domenica 21 luglio alle 21.15, disponibile anche on demand, il regista premio Oscar affida a Ryan Gosling un ruolo complicato, difficile, sfuggente. Del resto di questo astronauta, diventato uno dei volti più celebri del Novecento, si è sempre saputo veramente poco.
Alessandro Buttitta

Grazie a questo film, tutto giocato per sottrazione nelle recitazioni dei suoi interpreti, si colmano molte lacune su colui che guidò con successo la missione Apollo 11. Ingegnere aeronautico nonché ottimo aviatore, Armstrong decise di entrare nei programmi aerospaziali della NASA nel 1962. Per lui fu un anno di svolta, ma anche di profondo dolore. Difatti, a causa di un male incurabile, perse Karen, una delle sue tre figlie. La carriera servì ad allievare parzialmente un trauma così devastante. Difatti, in pochissimi anni, diventò una degli astronauti più promettenti e affidabili dell'equipaggio statunitense. Lo sbarco sulla Luna fu il coronamento di un percorso cominciato con grandissima determinazione ed estrema riservatezza con il programma Gemini 8.

Gosling, al suo secondo film con Chazelle dopo il trionfale La La Land (2016), è impeccabile nell'esprimere le inquietudini interiori di un uomo che preferiva la concretezza dei fatti all'astrattezza delle parole. Lo dimostra negli scarsissimi dialoghi con i colleghi, lo dimostra soprattutto nel rapporto tanto intenso quanto malinconico con la moglie, Janet, interpretata da Claire Foy. L'attrice inglese, nota in tutto il mondo per esser stata la Regina Elisabetta nelle prime due stagioni di The Crown, è uno dei valori aggiunti di un film nato e sviluppato per essere perfetta.

Basato sulla biografia ufficiale di Neil Armstrong scritta da James R. Hansen, il film porta in scena i tanti astronauti che hanno condiviso moltissimi momenti con lui. Ci sono ovviamente Buzz Aldrin e Michael Collins, entrambi presenti seppur con mansioni diverse in occasione dell'allunaggio. Ci sono ingegneri, piloti e astronauti che hanno dedicato le loro vite alla corsa allo spazio. Edward Higgins White, Jim Lovell, Elliott See, John Glenn, Robert R. Gilruth, Deke Slayton, Gus Grissom sono i nomi di coloro che hanno contribuito con i loro sforzi a far compiere l'oramai celeberrimo balzo per l'umanità.

Film di interminati spazi e sovrumani silenzi, First Man è uno dei titoli più interessanti degli ultimi anni. Ciò si deve non soltanto alla materia trattata, di per sé affascinante e coinvolgente, ma anche alla misura con la quale certe esistenze vengono trattate e delineate. Il merito va diviso in parti uguali tra Josh Singer e Damien Chazelle, due premi Oscar che hanno lavorato in sinergia per restituire la complessità di un'impresa come l'allunaggio.

Di ottimo livello anche il cast messo in piedi dai produttori. Oltre al canadese Gosling e alla britannica Foy, vanno ricordati Corey Stoll (Midnight in Paris, House of Cards, The Romanoffs), Kyle Chandler (Friday Night Lights, Carol, Manchester by The Sea), Pablo Schreiber (Nella tana dei lupi, Orange Is The New Black, American Gods), Ciarán Hinds (Roma, Munich, Game of Thrones), Lukas Haas (Mars Attacks, Revenant) e Jason Clarke (Nemico pubblico, Zero Dark Thirty, Apes Revolution).


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In foto una scena del film First Man.
In foto una scena del film First Man.
In foto una scena del film First Man.
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