Un giorno di pioggia a New York

Film 2019 | Commedia +13 92 min.

Titolo originaleA Rainy Day in New York
Anno2019
GenereCommedia
ProduzioneUSA
Durata92 minuti
Al cinema360 sale cinematografiche
Regia diWoody Allen
AttoriTimothée Chalamet, Elle Fanning, Selena Gomez, Jude Law, Diego Luna, Liev Schreiber Annaleigh Ashford, Rebecca Hall, Cherry Jones, Will Rogers (II), Kelly Rohrbach, Suki Waterhouse.
Uscitagiovedì 28 novembre 2019
TagDa vedere 2019
DistribuzioneLucky Red
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,58 su 50 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Woody Allen. Un film Da vedere 2019 con Timothée Chalamet, Elle Fanning, Selena Gomez, Jude Law, Diego Luna, Liev Schreiber. Cast completo Titolo originale: A Rainy Day in New York. Genere Commedia - USA, 2019, durata 92 minuti. Uscita cinema giovedì 28 novembre 2019 distribuito da Lucky Red. Oggi tra i film al cinema in 360 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,58 su 50 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Una commedia romantica che racconta la storia di due fidanzatini del college, i cui piani per un weekend romantico da trascorrere insieme a New York vanno in fumo non appena mettono piede in città. Un giorno di pioggia a New York è 4° in classifica al Box Office. domenica 8 dicembre ha incassato € 279.569,00 e registrato 41.267 presenze.

Consigliato sì!
3,58/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 4,10
PUBBLICO 3,13
CONSIGLIATO SÌ
Torna il 'sistema Allen' con una commedia caustica, incisiva e ineffabile, come la nascita di un sentimento.
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 10 ottobre 2019
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 10 ottobre 2019

Gatsby e Ashleigh hanno deciso di trascorrere un fine settimana a New York. Lui viene da New York e non vede l'ora di mostrare alla fidanzata la sua città natale e lo charme vintage dei suoi luoghi di predilezione. Lei viene da Tucson, Arizona, e si occupa del giornale della modesta università dove si sono incontrati. Élite urbana e provinciale, Gatsby e Ashleigh sono complementari e innamorati. Ma non basta, soprattutto a New York in un giorno di pioggia che rovescia acqua e destini.

"La città ha preso il sopravvento", confessa Gatsby (Timothée Chalamet) a sua madre, provando a spiegarle il suo rocambolesco soggiorno a New York, un seguito di deragliamenti che lo hanno allontanato dal disegno iniziale: un weekend romantico con Ashleigh (Elle Fanning), 'rapita' dalla città. Quell'asserzione avrebbe potuto pronunciarla qualsiasi altro personaggio alleniano perché New York nei film di Woody Allen è una zona d'intensità che i suoi eroi misurano alla ricerca di una (ri)partenza finzionale, che puntualmente arriva. Come se il resto dell'America restasse ineluttabilmente esclusa da quella tensione romanzesca.

Nuova variazione jazz sull'immaginario newyorkese, Un giorno di pioggia a New York è una commedia ineffabile come la nascita di un sentimento. E nell'economia alleniana, una commedia succede sovente a un film risolutamente drammatico (La ruota delle meraviglie).

Come un vecchio ritornello riorchestrato, ritroviamo con piacere il 'sistema Allen', un universo (aperto) di sensazioni che conosciamo bene. Una sorta di destrezza dei sensi e delle immagini, delle idee e delle emozioni continuamente rilanciata. Al cuore del film c'è la città, intorno la pioggia, Chet Baker e F. Scott Fitzgerald. Allen invece lo riconosciamo dietro la personalità di Gatsby, studente mingherlino che ama solo i vecchi film, i locali rétro, i giorni di pioggia e George Gershwin.

Una coppia all'assalto di una metropoli a prova di tentazioni ci riconduce all'alba del cinema, a l'Aurora di Murnau. Gli amanti all'epoca ne uscivano più uniti che mai, quasi un secolo dopo, e sotto lo sguardo di Allen, sappiamo subito che le cose non saranno così facili. Niente andrà come previsto dal protagonista e tutto andrà ineluttabilmente come in un film di Woody Allen.

Un film caustico e incisivo con un senso smagliante della punchline associata al ritmo delle trovate visive. Come Philip Roth, l'autore non rinuncia a giocare il ruolo dell'ebreo mal-educato: la verità nel film esce dalla bocca delle 'puttane' e né i soldi, né la famiglia, né l'educazione offrono ripari stabili.

In un racconto accomodato tra signorini e signorine d'America, i capitali (finanziari, culturali, fisici) sono tasti fragili su una tastiera difficile, quella dei cliché che Allen suona sofisticato e fertile come nessuno. L'ebrezza che procura Un giorno di pioggia a New York è quella della deriva. Ciascuno dalla sua parte, perché non riusciranno più a raggiungersi, Gatsby e Ashleigh si lasciano afferrare dal flusso del caso. Lui inciampa su Shannon, sorella minore di una ex, lei su un divo magnetico per cui dimentica anche il suo nome. Un'urgenza e un'esigenza di verità cresce sul filo delle loro promenade. Sotto il segno inesorabile del tempo, che ha l'apparenza grottesca dell'orologio di Central Park, New York sorveglia la loro radiosa giovinezza, andando oltre la commedia romantica e dispiegando un'impressione struggente dell'effimero.

Sei d'accordo con Marzia Gandolfi?
L'ultimo film americano di Woody Allen?.
Overview di Roberto Manassero
martedì 11 giugno 2019

Una giovane coppia giunge a Manhattan per un weekend di lavoro. Lei è un'ingenua giornalista che deve intervistare un celebre regista, lui un attore che vuole approfittare delle riprese di un film per vivere nuove avventure. Toccherà per prima alla ragazza resistere alla tentazione del tradimento, sedotta dal suo maturo interlocutore, mentre per il compagno il set si rivelerà un succedersi di frustrazioni sentimentali. E intanto la pioggia cade e rende più facile scordare le promesse...

«Qualsiasi situazione in cui qualcuno è ingiustamente accusato di qualcosa è una situazione triste. Immagino che su questo siamo tutti d'accordo. Tutti vogliamo che sia fatta giustizia. Ora c'è il movimento #MeToo, e io lo sostengo. Penso si debbano consegnare questi terribili stalker alla giustizia. Penso che sia una buona cosa».
Woody Allen

La storia è nota: le riprese dell'ultimo film di Woody Allen sono terminate quasi due anni fa, nell'autunno 2017, nei giorni in cui nasceva il movimento #MeToo, sull'onda della pubblicazione sul New Yorker di un articolo del figlio di Allen, Ronan Farrow, nel quale diverse attrici accusavano il produttore Harvey Weinstein di molestie e violenza sessuale.

Lo scoperchiamento del vaso di Pandora sui casi di molestie sessuali nel cinema non solo americano fece riemergere anche le note accuse di violenza rivolte ad Allen dalla figlia adottiva Dylan (risalenti al 1992 e mai sfociate in un'incriminazione), con conseguente decisione del distributore di Un giorno di pioggia New York, gli Amazon Studios, di cancellare l'uscita del film e annullare il contratto che lo legava al regista.

Coinvolto nella causa da 68 milioni di dollari intentata da Allen e considerato a lungo invedibile, il film è stato liberato solamente lo scorso maggio, quando Amazon ha stralciato il contratto con Allen e restituito i diritti di distribuzione, permettendone così l'uscita perlomeno all'estero: prima in Olanda (29 agosto) e a seguire in altri Paesi (Francia, Belgio, Slovacchia, Spagna, Portogallo), compresa l'Italia (3 ottobre), con probabile passaggio alla Mostra di Venezia.

Nel frattempo alcuni interpreti del film - in ossequiosa osservanza del movimento #MeToo - hanno preso le distanze da Allen e devoluto il compenso ricevuto ad associazioni che forniscono assistenza legale alle vittime di reati sessuali. Primo fra tutti l'attore protagonista Timothée Chalamet, seguito da Rebecca Hall e Griffin Newman (e da altre star che in precedenza avevano lavorato con Allen, da Greta Gerwig a Colin Firth), ma non dai compagni di set Elle Fanning, Selena Gomez, Liv Schreiber e Jude Law. Allen, dal canto suo, oltre ad aver sempre negato le accuse di molestie sessuali, ha rilasciato nel 2018 dichiarazioni in cui ha appoggiato #MeToo e rifiutato ogni accostamento a Weinstein.

Un giorno di pioggia a New York segna il ritorno del regista nella città simbolo del suo cinema e riprende nei toni da commedia sofisticata le atmosfere di Tutti dicono I Love You, oltre a una trama di equivoci e distrazioni amorose che ricorda To Rome With Love. Difficile dire se si tratterà dell'ultimo film di Allen negli Stati Uniti (dove il suo cinema non è mai stato del tutto compreso, a dispetto dell'amore incondizionato riservatogli dall'Europa); di sicuro non si tratterà della sua ultima fatica, dal momento che è di poche settimane fa l'annuncio di un nuovo progetto già in lavorazione, al momento senza titolo ma girato in Spagna e prodotto da MediaPro (Vicky Cristina Barcelona).

Sei d'accordo con Roberto Manassero?
PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 5 dicembre 2019
toni mais

I cercatori d'oro  una volta , ma forse ancora adesso ,  si servivano per la loro attività ,  di una ciotola di legno leggermente concava larga non più di quarantacinque  centimetri solcata all' interno da scanalature concentriche , la " batea ". Mettevano all'interno della batea la sabbia aurifera insieme all'acqua del fiume ed [...] Vai alla recensione »

venerdì 29 novembre 2019
Ghisi Grütter

Il quarantanovesimo lungometraggio di Woody Allen è un ennesimo film in cui Manhattan è la protagonista indiscussa. A distanza di quindici anni il regista newyorkese ripropone la sua città anche nel titolo; infatti, c’erano stati precedentemente: “Manhattan” del 1979, “Broadway Danny Rose” del 1984, un episodio di “New York stories” [...] Vai alla recensione »

martedì 3 dicembre 2019
mardou_

 A causa dell’odioso processo inquisitorio del #MeToo che ha scatenato la caccia alle streghe, l’ultima fatica di Woody Allen arriva nelle sale del mondo solo in queste settimane, dopo due anni di limbo. Forse per questo stacco temporale, ma non solo, si ha come la sensazione che la pellicola abbia perso il passo del tempo: all’inizio i dialoghi sono quasi rallentati, forzati, [...] Vai alla recensione »

domenica 1 dicembre 2019
URAGANO

URAGANO  Leggero e profondo   Non è necessario essere noiosi per dire cose serie Raccontare  di sentimenti esprimere emozioni addentrarsi nelle profondità dello spirito con soave leggerezza ripercorrere le sfumature dell'animo con grazia gentile è ciò che fa ancora una volta in questo delicato e garbato film Woody Allen Tutti i suoi film [...] Vai alla recensione »

sabato 30 novembre 2019
Giovanni_B_southern

Allen i capolavori già li ha fatti. Siamo 'cresciuti' con i suoi film. Non possiamo fare a meno di andarli a vedere. Il film è sinceramente da vedere. Dialoghi straordinari : secchi, potenti, ironici, simpatici, custici. Non ho mai capito se l'America descritta da Allen esista davvero. Film che mi sento di consigliare vivamente : tutto è da manuale, tutto.

mercoledì 4 dicembre 2019
Geppo

Il film è decisamente bello nei dialoghi, nell'atmosfera e nelle stupende riprese. Traspare il solito fantastico Woody Allen come protagonista, il suo amore per Manhattan, per la bella musica, per le giornate piovose (come non essere d'accordo.....). Manca un po' di sostanza nella storia troppo leggera e scontata, lontana dai capolavori come Manhattan, Match Point, Blue Jasmin ,Café [...] Vai alla recensione »

martedì 3 dicembre 2019
FrankMoovie

  Il ritorno di Woody Allen è veramente di gran livello: con i suoi dialoghi dal ritmo frenetico, le semplici battute che lasciano il segno,  scene di una Manhattan che ci fa conoscere sempre di più attraverso le sue pellicole, i colori e la fotografia stupenda di Vittorio Storaro e la colonna sonora pregna di canzoni da piano bar … Ho scritto tutto? No.

giovedì 28 novembre 2019
Inesperto

E' la tipica commedia di Allen, però poco incisiva e troppo corretta. La trama richiama molto uno dei racconti presenti in "To Rome with love", quindi poca originalità nell'ideazione delle vicende. Forse infiacchito dalle polemiche riguardanti lo scandalo che lo ha coinvolto, il regista replica se stesso (e fin qui niente di male, il suo stile è unico) ma senza [...] Vai alla recensione »

domenica 1 dicembre 2019
ROB8

Non bastano una New York malinconica ed una colonna sonora di standard immortali; né il consueto omaggio ai maestri del cinema e delle arti; né la fotografia di Storaro e la sapiente mdp di Allen, per emozionare lo spettatore, se la storia e i personaggi peccano di empatia e gli snodi narrativi risultano risaputi o poco credibili - compreso il metaforico finale che, sotto l’orologio girevole di Central [...] Vai alla recensione »

sabato 30 novembre 2019
Vincenzo Ambriola

Lei è una tipa un po' stranita, vuole intervistare un famoso regista e invece si trova per un giorno nel circo del cinema, inteso come quelli che il cinema lo fanno. Lui è un tipo un po' strano, quando gioca a poker vince sempre, sa suonare e cantare gli standard jazz al pianoforte, cita autori classici di ogni tipo senza sbagliare mai.

domenica 8 dicembre 2019
Nino Pellino

Woody Allen con il suo film "Un giorno di pioggia a New York" ancora una volta ci regala una commedia gradevole, interpretata questa volta soprattutto da giovani attori, e che immancabilmente ci fa riflettere con la sua consueta, sottile vena di sarcasmo. Senza che mi soffermo a trattare della trama (il film va visto e lo consiglio disinteressatamente)  devo dire che, in base al mio [...] Vai alla recensione »

mercoledì 4 dicembre 2019
nadia meden

Ho potuto assistere a un film molto bello, brillante e intelligente in perfetto stile Allen . un film che mi ha fatto trascorrere un week-end , piovoso, nella sua aatissima Manhattan in compagnia di due giovani attori bravissimi . Belle scene , bei dialoghi, un film intelligente da non perdere . Forza Woody !!!  Grazie

martedì 3 dicembre 2019
ce1973

Bello tutto, i dialoghi in primis, sempre arguti, sagaci, divertenti. Una bella storia con immagini meravigliose che ti fanno venire voglia di partire subito per NYAllen in gran forma all'altezza dei suoi film migliori anni 70

venerdì 29 novembre 2019
goldy

Mi  chiedo. Ma quando Woody Allen smetterà di fare cinema, chi sarà in grado di regalarci una chicca pari a quella che ci ha offerto con questo film?

domenica 8 dicembre 2019
carloquinto

Un filmetto insulso. Una storiella inverosimile, personaggi improbabili, recitazione da telefilm. Imbarazzante.

sabato 30 novembre 2019
LBavassano

 Definirlo un brutto film sarebbe una bestemmia. Splendide location, interpreti perfetti, dialoghi impeccabili, musiche... manco a dirlo. Però. Però ti lascia l'impressione di un ulteriore ripiegarsi di Woody Allen su se stesso, nostalgico e privo di mordente, e, quel che forse è peggio, di un finale che più scontato non si può.

FOCUS
FOCUS
lunedì 2 dicembre 2019
Pino Farinotti

Ho visto Un giorno di pioggia a New York (guarda la video recensione) che mi ha dato una conferma, scontata, la passione sconfinata di Woody Allen per New York. Woody ha 84 anni e da tempo deve valersi di alter ego per trasmettere i suoi contenuti. In Midnight in Paris era Owen Wilson, in Irrational Man Joaquin Phoenix, in Magic in the Moonlight Colin Firth, in Café Society (guarda la video recensione) Jesse Eisenberg. Nel suo ultimo è l'emergente, ventenne, Timothée Chalamet, che nel film si chiama Gatsby Welles... occorre un commento sul significato di letteratura e di cinema che rappresentano questi nomi? È un primo, super-identitario, forte segnale alleniano. Lascio la trama ai recensori. Rimango su New York.
Gatsby, newyorkese ha organizzato, per Ashleigh, provinciale dell'Arizona, un week end strepitoso in città. Ma niente va secondo le intenzioni. I due ragazzi, dopo imprevisti e complicazioni si ritrovano sotto la pioggia. Il weekend non sarebbe finito, ci sarebbe ancora il tempo per rifarsi. Ma ecco che d'improvviso New York detta le sue regole, che non sono per tutti, occorre misurare se stessi e le possibilità di convivenza. Gatsby possiede tutti quei requisiti, ma Ashleigh è un corpo estraneo. Per loro non c'è destino. Affronta la pioggia, solo, ma rimarrà solo per poco, perché da un angolo spunta una ragazza che conosceva anni prima. Lei è di New York e i due possono incamminarsi, mano nella mano. E chissà.

C'è tutto Woody Allen: tutto ti può succedere, abbandoni e dolori, sicurezze tradite e tutto da rivedere, ma poco dopo, girato l'angolo, tutto può sdrammatizzarsi e tornare allo status quo. Con la prospettiva per un nuovo amore, un nuovo impegno, altre nevrosi e un altro analista.

A questo punto passo il testimone a Woody, e assumo come riferimento Manhattan (guarda la video recensione), 1979, la sua opera maggiore, completa. La sua chanson de geste su New York. È seduto su una panchina con Diane Keaton sotto il ponte di Brooklyn. È l'alba. Lei dice: "Guarda, non è bello?" "Sì, è proprio bello quando comincia a far giorno." "Lo so, l'adoro." "Ragazzi... questa è davvero una grande città, non mi importa di quello che dicono gli altri... ti mette veramente knockout.."
Ancora in Manhattan Allen è alle prese con l'incipit di un romanzo che intende scrivere. Fa diversi tentativi. Una sintesi:
"Capitolo primo. Adorava New York. Per lui, in qualunque stagione questa era ancora una città che esisteva in bianco e nero e pulsava dei grandi motivi di George Gershwin... no, fammi cominciare da capo... capitolo primo. Era troppo romantico riguardo a Manhattan. Per lui New York significava belle donne, tipi in gamba che apparivano rotti a qualsiasi navigazione... eh no, stantio, dai, impegnati un po' di più... Capitolo primo. Adorava New York. Per lui era una metafora della decadenza della cultura contemporanea: la stessa carenza di integrità individuale... Non sarà troppo predicatorio? Capitolo primo. Adorava New York, ma com'era difficile esistere, in una società desensibilizzata dalla droga, dalla musica a tutto volume, televisione, crimine, immondizia. Troppo arrabbiato. Capitolo primo. "Era duro e romantico come la città che amava. Dietro i suoi occhiali dalla montatura nera, acquattata ma pronta al balzo, la potenza sessuale di una tigre..." No, aspetta, ci sono: "New York era la sua città, e lo sarebbe sempre stata..."
Un segnale appassionato e lungo, che arriva al giorno di pioggia a New York, 2019.

Frasi
La vita reale è per chi non sa fare di meglio
Una frase di Chan (Selena Gomez)
dal film Un giorno di pioggia a New York - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
sabato 16 novembre 2019
Emiliano Morreale
La Repubblica

Infine, il pericolo è stato scongiurato. Il pubblico, non solo italiano, aveva rischiato di non vedere mai il nuovo film di Woody Allen, pronto già da un anno. Nel mezzo del caso Weinstein erano state riesumate le accuse di molestie nei confronti della figlia adottiva della compagna Mia Farrow, evocate da quest'ultima durante il divorzio. Accuse rivelatesi prive di fondamento, e che peraltro non c'entravano [...] Vai alla recensione »

domenica 24 novembre 2019
Fabio Ferzetti
L'Espresso

Due innamorati separati dal cinema e dalla cultura, nati entrambi in famiglie molto ricche, si perdono e si inseguono in quella Manhattan da sogno che esiste solo nei film di Woody Allen. Lui (Timothée Chalamet) si chiama Gatsby anzi Gatsby Welles, addirittura, e in quella città che adora ci è nato. Ora però studia in un college di provincia ed è lì che ha conosciuto la biondissima e non coltissima [...] Vai alla recensione »

giovedì 28 novembre 2019
Maurizio Porro
Cult Week

Ci sono molte ragioni per voler bene ad Amazon, ma ha un peccato grosso da farsi perdonare, aver ritardato di due anni l'uscita di questo dolce, malinconico, "stormy" film di Woody Allen, Un giorno di pioggia a New York, rimasto impigliato suo malgrado nelle polemiche del #metoo e per questo ancora inedito in America, diciamo a New York, perché a Buffalo o nel Texas non gliene importa molto.

sabato 7 dicembre 2019
Gianni Canova
Elle

Un poema d'amore per New York. Come lo era stato, 40 anni fa, un film-culto come Manhattan. Ma qui i gialli, i rossi, i grigi e i blu della fotografia di Vittorio Storaro prendono il posto del bianco e nero della fotografia di Gordon Willis. E la pioggia che cade incessantemente sui grattacieli e sui marciapiedi conferisce alla città un fascino tutto particolare.

lunedì 2 dicembre 2019
Massimo Giraldi
Roma Sette

Woody Allen festeggia i suoi 84 anni, compiuti ieri 1° dicembre, legando il suo compleanno a un film che impone un aggiornamento della sua filmografia. Che ormai è più che abbondante, toccando con questo il numero di 50 film realizzati e dimostrando un autore ogni volta più che mai attivo e pieno di vitalità, a partire dall'opera prima realizzata nel lontano 1966.

domenica 1 dicembre 2019
Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Dice Woody Allen che non può vivere lontano da Manhattan e dal Central Park. E proprio nel Central Park, tra i rossi, i bruni e i gialli dell'autunno, si chiude nel 1986 Hannah e le sue sorelle. Mike spiega a Holly come si è liberato dalla paura della morte - o dell'inevitabile esplosione dell'universo che rende inutile fare i compiti, per dirla con il piccolo Alvy di Io e Annie.

domenica 1 dicembre 2019
Alberto Cattini
Gazzetta di Mantova

Di frequente, negli ultimi quindici anni (da "Match Point") Woody Allen si è cimentato con storie note, già passate sullo schermo ma riadattate secondo poetica ed emozioni personalissime. Per "Un giorno di pioggia a New York" si è ispirato al primo Fellini de "Lo sceicco bianco". Sono due studenti, Gatsby e Ashleygh, a salire sul bus che dalla provincia, dove frequentano un college esclusivo, e a recarsi [...] Vai alla recensione »

sabato 30 novembre 2019
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Una provinciale a New York. Come nel film di Arthur Hiller tratto da Neil Simon, con Jack Lemmon e Sandy Dennis. Erano gli anni Settanta, gli aerei atterravano a Boston per la nebbia, i treni erano affollati, i bagagli smarriti, le prenotazioni al Waldorf-Astoria non valevano dopo le dieci di sera (finirà a litigarsi una scatola di cracker con un cane).

sabato 30 novembre 2019
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

A un certo punto Woody Allen, fine '70, incomincia a fare un film all' anno. Sceglie un isolato di New York o i suoi traslati occidentali come inferno, purgatorio e paradiso della borghese commedia, e ora, a 84 anni e 45 titoli, trapassato come attore, ovvero senza speranza di tracciare il tempo col corpo, interroga tutta questa corsa. Guarda indietro, assaggia una "madeleine" e invoca ancora e sempre [...] Vai alla recensione »

sabato 30 novembre 2019
Valerio Caprara
Il Mattino

Come ha scritto un recensore francese, "Woody Allen en verve". Proprio così: nel suo cinquantatreesimo film da regista WA esprime uno stato di forma mentale, percettivo ed emotivo squillante, scomponendo e ricomponendo il girotondo agrodolce di "Un giorno di pioggia a New York" con il rinnovato ricorso a una geometria descrittiva il cui album è lo schermo.

sabato 30 novembre 2019
Elisa Grando
Il Piccolo

È un dato di fatto che molto del cinema più giovane, per temi e per stile, venga ultimamente da registi ultraottantenni. È il caso di "Il traditore" di Marco Bellocchio, che non ha ancora smesso di sperimentare, ma anche dei fratelli Dardenne, che in "L'età giovane" raccontano con credibilità l'incomprensibile tensione verso la morte di un adolescente musulmano.

sabato 30 novembre 2019
Michele Gottardi
Il Mattino di Padova

Nel 49° film di Woody Allen, "Un giorno di pioggia a New York", ci sono tutti gli elementi cari al vecchio regista, dalla Grande Mela fotografata con i colori caldi dell'autunno da Vittorio Storaro, la passione per il jazz, le citazioni di vecchi film e di libri colti, l'ambiente ebraico alto-borghese, la commedia degli equivoci filtrata dalle riflessioni filosofiche sull'inutilità dell'esistenza e [...] Vai alla recensione »

sabato 30 novembre 2019
Alberto Pesce
Giornale di Brescia

Per Woody Allen, «Manhattan» (1979), dentro e fuori «santuari» dell'intelligenza di parte, caffè, musei, gallerie d'arte, privati festini, era poetico spazio necessario, città da godere e soffrire, senza lasciarsi travolgere, «metafora» di decadenza contemporanea, su cui scherzare con umorismo felice e immaginario di possibile vivere altro. Ora, in «Un giorno di pioggia a New York» romantico weekend [...] Vai alla recensione »

sabato 30 novembre 2019
Serena Nannelli
Il Giornale

Siamo fortunati a poter vedere il nuovo film di Woody Allen, "Un giorno di pioggia a New York", quando oltreoceano Amazon, che lo aveva prodotto, ne ha poi bloccata la distribuzione temendo l'onda lunga del #metoo da sempre ostile al regista. Ingentilisce l'animo, infatti, trascorrere un po' di tempo in una piovosa Manhattan vagheggiando con disincanto di amori dal futuro incerto e scelte di vita. Gatsby [...] Vai alla recensione »

venerdì 29 novembre 2019
Nicola Falcinella
La Provincia di Como

Dal dramma de "La ruota delle meraviglie" alla commedia. Woody Allen orchestra come pochissimi l'alternanza di stati d'animo e di condizioni della vita e ogni volta ci trasporta nel suo mondo dove puntualmente ci aspetta qualcosa che può riguardarci. Uno dei registi più amati e chiacchierati conosce in profondità l'animo umano e possiede la capacità rara di rendere sullo schermo i sentimenti in un'infinita [...] Vai alla recensione »

venerdì 29 novembre 2019
Murielle Joudet
Les Inrockuptibles

"La città ha preso il sopravvento", dice il giovane Gatsby (Timothée Chalamet) per giustificare a sua madre il movimentato soggiorno a New York, dopo che una serie rocambolesca di incontri e malintesi ha stravolto il piano iniziale: passare un fine settimana a Manhattan con la sua fidanzata Ashleigh (Elle Fanning), che a sua volta è stata sequestrata dalla città.

giovedì 28 novembre 2019
Maurizio Cabona
Il Messaggero

Giovane con gusti d'epoca (nato vecchio, direbbe un invidioso) e un nome scolpito nella storia della letteratura americana, Gatsby (Timothée Chalamet) è il personaggio principale di Un giorno di pioggia a New York. Veste sobriamente come la classe alta per censo e cultura. È insomma l'ennesimo alter ego di Woody Allen da quando il regista non interpreta più se stesso.

giovedì 28 novembre 2019
Giulia Bianconi
Il Tempo

Che film meraviglioso ha fatto Woody Allen, così pieno di romanticismo e poesia, accompagnandoci dolcemente nella sua Manhattan. Tra citazioni di vecchie pellicole in bianco e nero, canzoni datate, orologi musicali a Central Park e (naturalmente) acquazzoni improvvisi, "Un giorno di pioggia a New York" è una commedia leggera, ironica e imprevedibile.

giovedì 28 novembre 2019
Gian Luca Pisacane
Famiglia Cristiana

I giovani di Woody Allen: belli, ricchi, ma tormentati. Si chiamano Gatsby senza essere vissuti ai tempi di Francis Scott Fitzgerald e si scoprono romantici come se fossero figli di un'altra epoca. Mentre le luci di Hollywood li abbagliano e li fanno sentire per un attimo in una favola, per poi immergerli di nuovo nel grigiore del reale. A illuminare gli universi di Allen ci sono gli scorci dorati [...] Vai alla recensione »

giovedì 28 novembre 2019
Maurizio Acerbi
Il Giornale

Gatsby e Ashleigh (Timothée Chalamet ed Elle Fanning), arrivano a New York perché la ragazza deve intervistare il regista Roland Pollard (Liev Schreiber). Dovrebbe durare un'ora, ma la Grande Mela è ricca di colpi di scena, finendo per dividere i due ragazzi, coinvolgendoli in varie avventure. Un Woody Allen in stato di grazia (eccezion fatta per il montaggio), confeziona uno dei suoi film più graffianti. [...] Vai alla recensione »

mercoledì 27 novembre 2019
Fabiana Sargentini
Close-up

Woody Allen compie ottantaquattro anni il primo dicembre duemiladiciannove. Un giorno di pioggia a New York è il suo quarantottesimo film (quarantanovesimo, se si conta l'episodio Oedipus wreck in New York stories). Nella sua prolifica carriera cinematografica (raramente da altro regista eguagliata) ha alternato pellicole riuscite a pellicole imperfette, pur sempre di altissima qualità.

mercoledì 27 novembre 2019
Massimo Lastrucci
Ciak

Gatsby, un figlio della New York che più bene non si può, ora è in una università decentrata dove ha conosciuto e fatto coppia con Asleigh, figlia di un magnate dell'Arizona. Studiando giornalismo, la ragazza ha ottenuto di poter intervistare a Manhattan Roland Pollard, regista intellettuale che ha appena finito di girare il suo ultimo film. Entusiasta, chiede al fidanzato di farle da guida.

martedì 26 novembre 2019
Simone Emiliani
Sentieri Selvaggi

Forse è un malinconico ma anche febbrile viaggio nel tempo. Gatsby potrebbe essere la reincarnazione di molti personaggi portati sullo schermo dallo stesso Woody Allen. Con tic e nevrosi simili. Ma soprattutto, appartenente a un'altra epoca. Se in Midnight in Paris riprendono magnificamente forma gli anni '20 durante una camminata nella notte, in Un giorno di pioggia a New York il protagonista guarda [...] Vai alla recensione »

martedì 26 novembre 2019
Roselina Salemi
Tu Style

Bloccato da Amazon che, dopo l'uragano #metoo, ha contestato il contratto di Woody Allen, rischiavamo di non vedere una commedia romantico-ironica di straordinaria leggerezza. Gatsby (Chalamet) e Ashleigh (Elle Fanning), fidanzatini del college, decidono di passare un weekend a New York. Lui ci è nato e vuole farla scoprire a lei, gasatissima: intervisterà un famoso regista per il giornale universitario. [...] Vai alla recensione »

lunedì 25 novembre 2019
Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

Si muove qualunque cosa sopra e sotto la battente pioggia newyorkese: una coppia di giovani innamorati travolta dagli eventi, il cielo indeciso su quale colore assumere, e la città, quella metropoli antica e sempre nuova senza la quale non esisterebbe Woody Allen. Che per fortuna esiste, e ci ha regalato una commedia dal tocco inconfondibile. A Rainy Day in New York - Un giorno di pioggia a New York [...] Vai alla recensione »

sabato 23 novembre 2019
Roberto Manassero
Cineforum

Per Woody Allen New York è una fede, la può raccontare, non descrivere: «Non è questo, non è quello. È come questo, ma non è questo. È come quello, ma non è quello», come scrive Sigrid Nunez in L'amico fedele. Ancora oggi, nei suoi film, Allen non sa ancora dire cosa lo leghi alla sua città: amore, dipendenza, libertà, prigionia. «It's really a knockout, you know», ammetteva in Manhattan, e ora, quarant'ann [...] Vai alla recensione »

domenica 17 novembre 2019
Teresa Marchesi
Huffington Post

"Il solito Woody Allen". Saranno in molti, forse, a liquidare così "Un giorno di pioggia a New York", ultimo parto di un ottantreenne che ci ha rischiarato la vita da stakanovista della leggerezza intelligente. Esce in Italia il 28 novembre. Ed esce solo perché i distributori europei (da noi Lucky Red) non si sono fatti contagiare dal livore persecutorio che il trip da #MeToo ha reso prassi corrente [...] Vai alla recensione »

domenica 17 novembre 2019
Daria Pomponio
Quinlan

Due fidanzatini del college, Gatsby e Ashleigh, hanno in programma un weekend romantico da trascorrere a New York, ma i loro piani vanno in fumo non appena mettono piede in città. I due, fin dal loro arrivo a Manhattan, si ritrovano separati e si imbattono in una serie di incontri casuali e bizzarre avventure, ciascuno per proprio conto. Le taverne fumose di Michelangelo, le sale da gioco di Dostoevski, [...] Vai alla recensione »

venerdì 15 novembre 2019
Gian Luca Pisacane
La Rivista del Cinematografo

Sinfonia di una grande città, sulle orme di Gershwin e di quel che fu Manhattan. I grattacieli di New York si vedono dalle finestre, le strade sono luoghi carichi di storia. A ogni incrocio un ricordo, un incontro. La musica di Errol Garner ci accompagna, anche se a un certo punto Timothée Chalamet si mette a cantare Everything Happens to Me di Chet Baker al pianoforte.

giovedì 28 novembre 2019
Alessandra Levantesi
La Stampa

Dire che Woody Allen è tornato a Manhattan può sembrare un paradosso visto che l'autore, natio di Brooklyn, abita lì da tempo, ma chiaro che non ci riferiamo al luogo reale, bensì al luogo del suo immaginario cinematografico. Ovvero alla Manhattan del film del 1979 che, nel magico bianco e nero di Gordon Willis esaltato dalle note della Rapsody in Blue di Gersh-win, era ritagliata a misura del girotondo [...] Vai alla recensione »

giovedì 28 novembre 2019
Simona Santoni
Panorama

Woody Allen torna nella sua città con un film lieve e gradevole, in giacca spigata e golfino di cachemire celeste pastello. Un giorno di pioggia a New York, dal 28 novembre al cinema, è la sua versione delle vecchie commedie romantiche di Hollywood. Fa meglio dei suoi film più recenti e riporta, in tono minore, alle piacevolezze di Midnight in Paris (2011).

martedì 26 novembre 2019
Pier Maria Bocchi
Film TV

Suppongo non sia facile reggere un nome come Gatsby. E per di più quando vuoi emanciparti dalle tue radici, fatte di upper class newyorkese e cene di gala. Una specie di ossimoro identitario, insomma. Senza dubbio non è facile chiamarsi Woody Allen, oggi. Però prestate attenzione: Allen, che spessissimo ha sfruttato gli interpreti quali semplici alter ego (anche mimicamente), mi pare che in questo [...] Vai alla recensione »

NEWS
BOX OFFICE
venerdì 29 novembre 2019
Andrea Chirichelli

Frozen II - Il Segreto di Arendelle (guarda la video recensione) mantiene facilmente il primo posto e, nonostante la debolezza intrinseca del giovedì, incassa altri 498mila euro, che portano il suo totale a 1,2 milioni di euro in due giorni di programmazione [...]

VIDEO
mercoledì 20 novembre 2019
Massimiliano Carbonaro

Come il Lubitsch touch dei film anni Quaranta di Hollywood, non si può non parlare che di Allen touch per l'ultima fatica del regista, Un giorno di pioggia a New York (guarda la video recensione), che arriva nelle sale italiane il 29 novembre, distribuito [...]

VIDEO RECENSIONE
giovedì 24 ottobre 2019
A cura della redazione

Gatsby e Ashleigh decidono di trascorrere un fine settimana a New York. Lui, newyorkese, non vede l'ora di mostrare alla fidanzata, che viene dall'Arizona, la sua città. Élite urbana e provinciale, Gatsby e Ashleigh sono complementari e innamorati.

NEWS
lunedì 30 settembre 2019
Andrea Chirichelli

Il viaggio nei mercati internazionali inizia questa settimana dalla Repubblica Ceca, dove debutta al primo posto Roman Pro Pokrocile, commedia romantica che supera l'altro fenomeno locale Pres Prsty, arrivato a bene 1,7 milioni di dollari e secondo [...]

NEWS
lunedì 5 agosto 2019
Andrea Chirichelli

C'è spazio solo a Oriente per i film locali, mentre il resto del mondo è quasi del tutto dominato dai blockbuster americani (cioè Disney, a dirla tutta...) Il viaggio settimanale nelle produzioni meno note inizia però dall'Europa ed in particolare [...]

TRAILER
giovedì 1 agosto 2019
 

Regia di Woody Allen. Un film con Timothée Chalamet, Jude Law, Elle Fanning, Kelly Rohrbach, Diego Luna. Da giovedì 28 novembre al cinema. Guarda il trailer »

POSTER
mercoledì 31 luglio 2019
 

Una commedia ambientata a New York, dove una giovane coppia decide di trascorrere un romantico weekend.

TRAILER
lunedì 20 maggio 2019
 

Una commedia ambientata a New York, dove una giovane coppia decide di trascorrere un romantico weekend.

POSTER
venerdì 17 maggio 2019
 

Una commedia ambientata a New York, dove una giovane coppia decide di trascorrere un romantico weekend.

NEWS
martedì 7 maggio 2019
 

Una commedia ambientata a New York, dove una giovane coppia decide di trascorrere un romantico weekend.Diretto da Woody Allen, Un Giorno di Pioggia a New York sarà al cinema da giovedì 28 novembre distribuito da Lucky Red.

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