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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.68 - CONSIGLIATO SÌ
Woody, Buzz e gli altri affrontano nuove sfide tra giocattoli tradizionali e tecnologia moderna, in un'avventura Pixar piena di emozioni. Espandi ▽
Jessie è terrorizzata che la sua bambina, Bonnie, la abbandoni come avevano fatto a suo tempo l’amata Jennifer e poi Andy, perché quando i bambini crescono accantonano i giocattoli che avevano “da piccoli”. Ma adesso è arrivata una nuova, inattesa rivale: la tecnologia, che attraverso mille dispositivi ruba il tempo ai giovanissimi e impedisce loro di continuare a giocare nella realtà. L’era dei giocattoli sembra dunque proprio tramontata, e gli amici di Jessie – da Rex a Dollie, da Slinky Dog a Mr e Mrs Potato – temono un imminente destino di estinzione. Quando i genitori di Bonnie le regalano un tablet, Jessie si vede perduta e chiede l’aiuto di Woody e Buzz, nonché di tutti gli altri amici di sempre, a partire dal fido destriero Bullseye. Nel frattempo da un container escono decine di Buzz Lightyear che individuano in Jessie e la sua stella da sceriffa il comando stellare che sono destinati a incontrare. E il Buzz originario cerca il momento giusto per chiedere a Jessie di unirsi a lui per sempre.
Toy Story 5 affronta l’elefante in salotto, ovvero il modo in cui la tecnologia e i device hanno soppiantato non solo il gioco attivo e in presenza, ma la possibilità stessa di farsi degli amici che vogliano condividere lo spazio del gioco reale invece di quello virtuale. Come da tradizione, il quinto capitolo della saga ideata da John Lasseter, affronta le più grandi paure dei bambini (e non solo): l’abbandono, la solitudine, la mancanza di amici, il sentimento di estraneità rispetto a ciò che li circonda. Andrew Stanton e Kenna Harrris co-dirigono e firmano il quinto capitolo della saga rispettandone in pieno i topos e la natura profonda dei personaggi, la qualità delle interazioni e i temi essenziali – appartenenza, solidarietà, amicizia, crescita, fantasia, nostalgia.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.93 - ASSOLUTAMENTE SÌ
Un film che porta tutti i segni del genio di Jude, con un'elegante struttura e il consueto gusto per l'assurdo.
Commedia,
Romania 2025.
Durata 109 Minuti.
Una donna è costretta a sfrattare un senzatetto. Questa azione le causerà una crisi. Espandi ▽
A Cluj, in Romania, si intrecciano le storie di un senzatetto che vaga per la città e di Orsolya, una donna di origini ungheresi che si è trasferita in Transilvania e qui ha messo su famiglia. Ora lavora per il comune come ufficiale giudiziario, e sarà lei a costringere il senzatetto a sgomberare l'alloggio che occupava irregolarmente. Per la donna sarà l'occasione di confrontarsi con il suo senso di colpa e di responsabilità, un processo grottesco, buffo e amaro al tempo stesso che la spingerà a cercare supporto nelle persone attorno a sé.
Pur meno caleidoscopico dei suoi capolavori recenti,
Kontinental '25 porta tutti i segni del genio di Jude, con un'elegante struttura bipartita e il consueto gusto per l'assurdo che lascia nella memoria immagini tanto ridicole quanto risonanti, capaci di far collassare le nozioni di alto e basso.
Ma è soprattutto attraverso la conversazione - motore instancabile che però gira a vuoto - che Jude mette in scena l'insoddisfazione e la frustrazione, confermandosi come l'autore del cinema europeo più rilevante della nostra epoca.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.96 - CONSIGLIATO SÌ
A tratti leggero, a momenti ricco di pathos. Il film di Gillespie intrattiene senza essere dirompente.
Azione,
USA 2026.
Durata 107 Minuti.
Il film racconta le avventure della cugina di Superman, ovvero Supergirl. Espandi ▽
Quando un avversario inaspettato e spietato colpisce troppo vicino a casa, Kara Zor-El, alias Supergirl, è costretta a stringere un'improbabile alleanza intraprendendo un'epica avventura interstellare all'insegna della vendetta e della giustizia. Diretto da Craig Gillespie e prodotto da James Gunn e Peter Safran,
Supergirl vede protagonista Milly Alcock nel doppio ruolo di Supergirl/Kara Zor-El. Accanto a lei recitano Matthias Schoenaerts, Eve Ridley, David Krumholtz, Emily Beecham e Jason Momoa.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.91 - CONSIGLIATO SÌ
Commedia francese girata con brio fatta di equivoci, romanticismo e incroci familiari.
Commedia,
Francia 2025.
Durata 98 Minuti.
Marguerite e Sofiane, coppia felice, vedono la loro vita sconvolta da un assurdo: dover "divorziare di nuovo" in Vaticano per annullare il matrimonio cattolico. Espandi ▽
A Rouen, Marguerite vive serena con il compagno e la figlia adolescente, mantenendo al tempo stesso un rapporto amichevole con Fred, suo primo marito da cui ha divorziato. Un giorno l’uomo le annuncia di volersi risposare, e le chiede aiuto per una semplice pratica di annullamento anche della loro unione religiosa. Marguerite si mostra disponibile, ma la burocrazia della Chiesa complica le cose e la costringe a rimettere in esame la natura del suo rapporto con Fred, nonché la storia trascorsa insieme e la figlia che condividono. Il caso finirà per coinvolgere tutti i membri di questa strana famiglia allargata, portando la comitiva fino a confrontarsi con i vertici del Vaticano.
Classica commedia francese fatta di equivoci, romanticismo e incroci familiari,
C'est quoi l'amour è girato con brio da Fabien Gorgeart, il quale saggiamente lascia che a farla da padrone siano Laure Calamy e Vincent Macaigne: due attori protagonisti che sono forse il simbolo di questo particolare genere nel panorama transalpino contemporaneo. Insieme danno vita a un particolare esempio di
comédie de remariage che trova una chiave insolita per squarciare lo status quo relazionale e far (ri)partire la giostra.
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MYMONETRO
Non ancora disponibile.
Cerlino debutta alla regia con un'opera molto sentita e ambiziosa. L'altra faccia di Gomorra.
Drammatico,
Italia 2025.
Durata 109 Minuti.
In un quartiere povero e violento, il piccolo Felice sogna di fuggire. Grazie alla maestra e all'esempio di Armstrong, trova il coraggio di credere in sé. Espandi ▽
Felice è un bambino sensibile che cresce in una periferia di Napoli negli anni Ottanta. Ha dalla sua una forte immaginazione e un talento nel cantare, ma anche un cuore puro. Gli saranno utili per farcela, costruirsi una vita diversa e poi tornare lì, nel posto in cui è nato, per chiudere con gli spettri del passato. È un coming of age tormentato che sa di preghiera,
Avemmaria. Il film segna il debutto alla regia cinematografica dell’attore Fortunato Cerlino, già regista teatrale, ed è tratto dal suo romanzo autobiografico “Se vuoi vivere felice”. Mira a essere una sorta di “altra faccia di Gomorra”, si parte dallo stesso contesto disperante in cui il piccolo protagonista cresce, tra disagi in strada e difficoltà in casa, ma il punto di arrivo è completamente diverso. Perché la scuola può salvare. Coltivare un sogno può salvare. Avere una maestra degna di questo nome può salvare. Quella di Cerlino si rivela un’opera prima molto sentita e ambiziosa, a cui si perdona volentieri qualche ingenuità, sbilanciamento e scena sopra le righe.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.95 - CONSIGLIATO SÌ
Un uomo dal futuro arriva in una caffetteria di Los Angeles, e cerca di salvare il mondo dalla minaccia della maligna intelligenza artificiale. Espandi ▽
«Questa non è una rapina». Inizia così il discorso di un bizzarro sconosciuto che irrompe in un diner e sostiene di venire dal futuro per avvertire che bisogna assolutamente salvare l'umanità. Sono 117 volte che ci prova senza successo, non può farcela da solo, devono aiutarlo gli ignari e scioccati clienti del diner, per impedire a un genio di nove anni di creare l'AI che distruggerà tutto. Una squadra improvvisata accetterà di seguirlo nell'impresa e partirà una (dis)avventura che definire rocambolesca è poco, in cui fino alla fine proveranno a portare a termine l'ardua e letale missione.
È una satira sci-fi sui pericoli della tecnologia, un delirante disaster movie apocalittico su l'AI, il nuovo film firmato da Gore Verbinski.
Il film è una denuncia che non si limita alla sola tecnologia e alla dipendenza da essa, ma affronta anche temi come clonazione e stragi di bambini nelle scuole americane, con un umorismo graffiante e spesso scorretto che salva gran parte del film.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.17 - CONSIGLIATO NÌ
Una commedia dove la finzione domina troppo sulla realtà. Ma Greta Scarano è magnifica.
Drammatico,
Italia 2026.
Durata 102 Minuti.
La storia di Davide Lancia, un quarantenne raffinato e figlio di un potente costruttore romano. Espandi ▽
Davide Lancia è il figlio di un imprenditore edile che fa il bello e il cattivo tempo in città. Il padre gli regala un progetto immobiliare potenzialmente miliardario che comporta la necessità di abbattere una palazzina di periferia che sorge davanti a un terreno abbandonato che il Comune dovrebbe presto riqualificare, rendendo la proprietà appetibile a nuove gentrificazioni. Ma nella palazzina c'è un'inquilina che non se ne vuole andare e rifiuta qualsiasi notifica di sfratto: è Ursula, una giovane donna cieca che lavora come educatrice in un centro per ragazzi in difficoltà del quartiere. E quando Davide incontra Ursula, la sua vita comincia a cambiare, come per miracolo.
Piccolo miracolo nasce da un soggetto di Edoardo Leo, che è anche produttore, per la regia di Guido Chiesa.
La regia di Chiesa, cui il mestiere non manca, cerca qua e là di inserire inquadrature e movimenti di macchina che escano dal seminato della commedia romantica italiana contemporanea, genere ben lontano dalla tradizione, ma la finzione domina costantemente sulla realtà, e l'invenzione filmica finisce per soccomberle.
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MYMONETRO
Non ancora disponibile.
Un film in cui la formula è ormai logora, pensato solo per i fan più irriducibili.
Documentario,
Commedia -
USA 2026.
Durata 92 Minuti.
Johnny Knoxville e la sua banda tornano per un'ultima, gloriosamente idiota avventura. Espandi ▽
"Ciao, sono Johnny Knoxville". Il popolare stuntman e il resto del gruppo, a cui si aggiunge il robot umanoide Larry, ritornano con una serie di nuove avventure, acrobazie e scherzi intervallati da interviste al cast. Non c'è più invece Bam Margera, che era stato licenziato dalla produzione del precedente Jackass Forever per la sua dipendenza da alcol e droghe ma compare comunque nei filmati d'archivio. Si comincia con un video del gennaio del 1998 che non è stato mai mandato in onda da MTV con un colpo di pistola che ha lasciato solo una bruciatura nella maglietta per proseguire poi, tra gli altri, con gli sketch delle trombette sul campo da golf, della finta evasione dal carcere, di un bagno chimico lanciato in alto che fa esplodere tutte le feci, dello spettacolo di marionette, dello stunt che fa il salto con l'asta nudo, di un modellino di auto-giocattolo che compare in una lastra....
Il titolo è già una dichiarazione. Il quinto capitolo della saga di Jackass, iniziata al cinema del 2002 dopo aver spopolato dal 2000 su MTV con puntate di circa mezz'ora, ha l'obiettivo di mostrare le performances migliori ma mette anche la parola fine. Questo sarà infatti l'ultimo film. Così almeno affermano gli ideatori. Ma sarà vero? In più in Jackass: Best and Last c'è anche tanto materiale che nessun ha visto.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.09 - CONSIGLIATO SÌ
Un documentario importante, di grande attualità e di altrettanto spessore.
Documentario,
Italia 2025.
Durata 80 Minuti.
Il documentario intreccia tre storie che rivelano come il controllo sul corpo femminile diventi il terreno su cui si gioca la libertà di tutti. Espandi ▽
Trentadue donne vengono arrestate in Cambogia. Sono madri surrogate, una legge improvvisa le criminalizza, vengono arrestate, spesso in condizioni disumane, costrette a partorire lì e poste davanti all'ultimatum: crescere quei figli oppure passare vent'anni in carcere. Dalla Cambogia si passa all'Italia, dove chi è ricorso all'estero alla gestazione per altri in paesi in cui è legale diventa un fuorilegge, perseguibile con multe salatissime fino a 200mila euro per quello che è stato decretato "reato universale". In una serie di testimonianze di madri che per motivi diversi hanno scelto di ricorrere alla gestazione per altri, colpisce la storia di una figlia. È Lia, ragazza nata da questa pratica oggi equiparata a un crimine, figlia di due padri e attivista sul tema, che chiama in causa dibattiti più che mai attuali non solo sul corpo delle donne e la genitorialità, ma sulla libertà di scelta e il diritto di autodeterminarsi.
È un documentario importante, Mothers di Alice Tomassini. Di grande attualità e di altrettanto spessore, fa a meno degli orpelli per raccontare - con un linguaggio smaccatamente cinematografico, dalla scrittura alla messa in scena - una questione centrale della nostra società: formalmente la gestazione per altri, di fatto il rischio di essere considerati criminali da un giorno all'altro.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.21 - CONSIGLIATO SÌ
Il film che segna il ritorno di Steven Spielberg al genere dedicato agli UFO. Espandi ▽
Mentre il mondo è sull'orlo del collasso per una serie di crisi geopolitiche, in particolare nella penisola coreana, Daniel Keller è braccato dagli agenti di una misteriosa organizzazione guidata dallo spietato Noah. Vogliono recuperare ciò che lui ha rubato e impedirgli di diffondere le informazioni ottenute grazie alle sue straordinarie capacità informatiche.
Nel frattempo Margaret Fairchild, volto delle previsioni meteo di Kansas City ma aspirante conduttrice, viene avvicinata da un uccellino, un cardinale rosso, e inizia a manifestare inspiegabili capacità linguistiche: prima parla russo, poi coreano, lingue che non ha mai studiato. Soprattutto, riesce a vedere nel cuore delle persone ed empatizzare con loro al punto da convincerle a non ostacolarla. I due sono destinati a incontrarsi, almeno secondo Hugo, che li sostiene insieme a un gruppo di ribelli fuoriusciti dall'agenzia di Noah.
Avvolto in fase promozionale da fitto mistero,
Disclosure Day è una sorta di rivisitazione in chiave moderna e thriller di Incontri ravvicinati del terzo tipo.
Tra le sequenze più sorprendenti spicca una fuga che culmina in uno scontro con un treno e in una sparatoria in movimento, degna di un action coreano. Il ritmo del montaggio, per tutta la parte thriller, conferma che siamo di fronte a un maestro della tensione.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.50 - CONSIGLIATO NÌ
Il legittimo erede di una famiglia molto ricca decide di mettere in atto un piano molto particolare per ottenere tutta l'eredità. Un complotto omicida sembra la via più facile... Espandi ▽
Becket Redfellow è figlio della rampolla di una famiglia ricchissima, la quale a 18 anni è stata ripudiata per non aver abortito dopo una relazione con un musicista. Il musicista è morto e anche la donna subisce la stessa sorte quando Becket è ancora bambino: da lì comincia per lui un'odissea fra famiglie affidatarie cui sopravvive aggrappandosi alla frase che la madre gli ripeteva come un mantra. Infatti il bisnonno del ragazzo aveva stabilito ufficialmente che nessun componente della famiglia Redfellow avrebbe potuto perdere il diritto alla sua eredità, a patto che morissero prima di lui tutti gli eredi che lo precedevano nella linea di successione.
Ricchi...da morire è il remake di una commedia nera del 1949 che in Italia ha preso il titolo di Sangue blu, a sua volta basata sul un romanzo di inizio Novecento "Israel Rank: The Autobiography of a Criminal" di Roy Horniman.
Il film ha al centro un messaggio interessante e controcorrente rispetto ai nostri tempi, ovvero che "pensare in piccolo" a volte è una scelta più coraggiosa e coerente che inseguire a tutti i costi sogni megalomani e manie di grandezza. Ma al copione e all'esecuzione manca quella spinta satirica e quell'umorismo nero che avevano reso coinvolgente il suo predecessore cinematografico.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.06 - CONSIGLIATO SÌ
Un film alla francese in cui l'intrattenimento - anche musicale - si fonde con i temi del reale.
Drammatico,
Francia 2025.
Durata 94 Minuti.
Cécile, chef con aspirazioni stellate, torna al paese natale e rimette in discussione la sua vita. Espandi ▽
Cécile, dopo il successo ottenuto in televisione grazie a un cooking show sta per aprire il proprio ristorante insieme al suo compagno. Scopre di essere incinta e, al contempo, si sente in dovere di tornare al paese natio perché il padre, anch’egli ristoratore, ha avuto un infarto. Un film alla francese in cui canzoni e realtà riescono a convivere senza stridere. Uno di quei film che costituiscono una prerogativa del cinema francese. Saper cioè raccontare storie che potrebbero stare tranquillamente nella realtà grazie ai volti giusti unitamente a quel tanto di astrazione che permette di affrontare temi non proprio secondari. Qui Cécile deve decidere su una gravidanza che sente di non volere, lei e il padre si scontrano su due visioni opposte della ristorazione e per di più torna sulla scena un vecchio amore dell’adolescenza per cui la protagonista sente di provare ancora dei sentimenti che sembravano sopiti. Selezionato come film di apertura dell’edizione 2025 del Festival di Cannes si è rivelato come la giusta scelta di intrattenimento non avulso dalla realtà.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.30 - CONSIGLIATO SÌ
Il rapporto con la realtà e l'eredità lasciata nel cinema mondiale: artisti e familiari ricordano l'autore di Umberto D.
Documentario,
Italia 2026.
Durata 100 Minuti.
Il documentario ripercorre la vita, l'opera e l'eredità di uno dei più grandi maestri del cinema mondiale. Espandi ▽
Di chi parliamo, quando parliamo di Vittorio De Sica? Dell'attore elegante che esordì nel cinema dei telefoni bianchi, il cantante languido di Lodovico e Parlami d'amore Mariù, di uno dei fondatori del Neorealismo, dello straordinario direttore di interpreti, del regista che portò l'Italia a fare conoscere le sue star e a vincere per la prima volta l'Oscar (Sciuscià, 1948), di un narratore e metteur en scène modello per i registi di ogni tempo? Di tutte queste anime, compresenti in una persona di indiscusso fascino e maestria, si occupa il lavoro di Francesco Zippel.
Con l'obiettivo di "andare al cuore stesso della sua visione", il documentarista specializzato in monografie costruisce il suo tributo principalmente sulla disponibilità dei discendenti, per la prima volta riuniti a creare un coro non tanto di accattivanti ricordi quanto piuttosto di affettuose risonanze tra la biografia e l'arte: la vita in scena, appunto.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.09 - CONSIGLIATO SÌ
L'animazione incontra il romanticismo. Con una freschezza e una sincerità difficili da ignorare.
Animazione,
Giappone 2025.
Durata 90 Minuti.
Dopo un incidente, un ingegnere sposa una principessa sirena: tra media, affari e ricordi perduti, l'amore unisce terra e mare. Espandi ▽
In un futuro alternativo in cui il contatto tra umani e creature marine intelligenti è ormai una realtà consolidata, il giovane impiegato Stephan conduce una vita ordinaria e priva di scosse. Tutto cambia quando riceve una proposta di matrimonio da ChaO, principessa del regno sottomarino. L'incontro tra due mondi lontanissimi per cultura, abitudini e persino biologia dà avvio a una relazione improbabile, destinata a mettere in discussione certezze individuali e pregiudizi collettivi.
In un'epoca in cui gran parte dell'animazione mainstream tende a privilegiare l'azione, il citazionismo o la nostalgia,
ChaO sceglie invece la strada meno battuta della commedia romantica fantastica. Una scelta che restituisce al film una freschezza e una sincerità difficili da ignorare.
Più che un racconto sul futuro o sulle creature marine,
ChaO è una favola contemporanea sull'incontro tra sensibilità incompatibili, e sulla possibilità che proprio da quell'incompatibilità nasca qualcosa di prezioso.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.81 - CONSIGLIATO SÌ
Un film nel film, in cui Wenders torna a riflettere sul senso della sua professione.
Commedia,
Germania,
Portogallo 1995.
Durata 105 Minuti. Consigli per la visione:
Philip, tecnico del suono, risponde a un misterioso messaggio di un suo vecchio amico regista e parte da Parigi per Lisbona. Espandi ▽
Philip Winter, tecnico del suono, riceve una lettera dall'amico regista Fritz Monroe che gli chiede di raggiungerlo a Lisbona per aiutarlo a finire il film che sta girando. Giunto nella capitale portoghese Philip non vi trova l'amico che sembra essere scomparso. Nell'attesa gira per la città registrando suoni da accoppiare alle immagini che Fritz ha già girato e che si trovano nel suo ampio appartamento.
Wenders torna a riflettere, con una maggiore leggerezza, sul senso del lavoro che si è scelto: il regista.
Lo aveva già fatto con
Lo stato delle cose nel 1982 e tornerà a farlo in futuro ma qui il livello teorico si fonde con la narrazione delle vicende di un protagonista il cui focus risiede nel sentire e nel trovare ciò che aiuta a vedere meglio. A marcare l'intero percorso troviamo un duplice omaggio a
Federico Fellini. Nella sequenza di apertura, in mezzo alla posta che Philip riceve, vediamo la prima pagina del settimanale Wochenpost con il titolo "Ciao Federico!" che è un chiaro riferimento alla scomparsa del regista. Nel finale troviamo la stessa scritta presente sulla parete di una stanza nella casa di Fritz Monroe.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.59 - CONSIGLIATO SÌ
Un film modernissimo e imprescindibile. Uno dei capolavori di Wim Wenders.
Giallo,
Germania,
Francia 1977.
Durata 125 Minuti. Consigli per la visione:
Un noir sullo strano, tragico e ironico rapporto tra un uomo malato e un suo misterioso amico. Espandi ▽
Un tranquillo artigiano di Amburgo, padre di famiglia e malato terminale, riceve la proposta di uccidere un uomo per soldi e accetta per permettere alla moglie e al figlio di avere un futuro dopo la sua morte. Dopo la prima missione ne arriverà una seconda, che l'uomo non riuscirà a evitare e per la quale troverà l'aiuto di un misterioso commerciante di quadri americani. E quando sarà l'amico americano ad avere bisogno di sostegno, la missione sarà uccidere colui che ha commissionato tutti gli omicidi. E nel frattempo, per il malato terminale ciò che resterà da vivere sarà bene poco.
A quasi cinquant'anni di distanza, il film di Wenders, tratto da un romanzo di Patricia Highsmith, mantiene intatta la sua forza.
I personaggi non si fermano mai, tra treni, taxi, ambulanze, camere d'albergo, sempre ripresi da lunghi e ampi movimenti di macchina. Eppure continuano a proseguire, mossi da dubbi, paure, fragilità, ma sempre e comunque partecipi del loro tempo. Ed è proprio questa precarietà, questa contemporaneità, a fare ancora oggi di L'amico americano un film modernissimo e imprescindibile.
MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.55 - CONSIGLIATO SÌ
Una sincera ricerca di messa a confronto con uno sguardo
innocente.
Drammatico,
Germania 1973.
Durata 110 Minuti. Consigli per la visione:
Felix è un giovane giornalista e fotografo tedesco che, deluso dall'America, decide di tornare in Germania. All'aeroporto una donna lo prega di portare con sé sua figlia di nove anni in Olanda: lei li raggiungerà il giorno dopo. Espandi ▽
Felix è un giovane giornalista e fotografo tedesco che, deluso dall'America, decide di tornare in Germania. All'aeroporto una donna lo prega di portare con sé sua figlia di nove anni in Olanda: lei li raggiungerà il giorno dopo. Felix e Alice arrivano ad Amsterdam, ma la madre della bambina non si fa viva e allora partono alla sua ricerca. Prima di trovarla, Felix e Alice stringono un profondo rapporto di amicizia portatore di fiducia nella vita.