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venerdì 24 maggio 2019

Rocco Papaleo

Made in Basilicata

60 anni, 16 Agosto 1958 (Leone), Lauria (Italia)
occhiello
La Basilicata esiste, è un po' come il concetto di Dio, ci credi o non ci credi.
dal film Basilicata Coast To Coast (2010) Rocco Papaleo  Nicola Palmieri
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Rocco Papaleo
David di Donatello 2011
Nomination miglior attore non protagonista per il film Nessuno mi può giudicare di Massimiliano Bruno

Nastri d'Argento 1999
Nomination miglior attore non protagonista per il film Del perduto amore di Michele Placido



Regista e protagonisti ci parlano del film, una parabola semplice che racconta il precariato, il sesso e la moralità ai tempi di Internet. Dal 9 novembre al cinema.

Rocco Papaleo: «Che vuoi che sia? Film imperdibile»

lunedì 7 novembre 2016 - a cura della redazione cinemanews

Rocco Papaleo: «Che vuoi che sia? Film imperdibile»

L'artista parla al GFF del suo nuovo progetto, Una piccola impresa meridionale.

Rocco Papaleo, regista alla ricerca di un faro

giovedì 21 luglio 2011 - Giovanni Bogani cinemanews

Rocco Papaleo, regista alla ricerca di un faro No, niente film di Woody Allen per Rocco Papaleo. Deve andare in America con il figlio. “Ero stato già scelto, ma la produzione non sapeva dirmi in quale giorni esattamente avrei dovuto girare. E io, da tempo, avevo già fissato le date di un viaggio negli Stati Uniti con mio figlio. Avevo deciso di portarlo a Los Angeles, agli Universal Studios, a Orlando, a Disneyworld, e alle Hawaii. Alla fine, ho deciso che non potevo tradire la promessa fatta a mio figlio”.

E quindi, niente Woody?
“Esatto. Ho perso l’occasione di stringere la mano al mio mito”.

In compenso, Papaleo si rifarà con due film. Uno suo, da regista, da girare appena avrà trovato un faro. No, non un faro come metafora. Proprio una torre su uno scoglio, con lucerna annessa. E un film da attore, insieme a Luciana Littizzetto. Ma andiamo con ordine. E sbobiniamo l’intervista che ci concede al Giffoni film festival, che lo vede tra gli ospiti della penultima giornata.

Attore, sceneggiatore, regista, ma anche autore di canzoni, complice di Giovanni Veronesi e del cinema toscano, campione di ironia amara, perennemente sbigottito, Papaleo disegna il puzzle del nuovo film.

Come si chiamerà il suo nuovo film da regista?
“Si chiamerà ‘Una piccola impresa meridionale’. Stiamo scrivendo la sceneggiatura insieme a Valter Lupo, che aveva già scritto Basilicata Coast to Coast. Il film racconta la storia di un piccolo gruppo di persone che si mette in testa di restaurare un faro. Ma restaurando il faro, finiscono col restaurare se stessi”.

In “Basilicata” il punto centrale è la sfida di un quarantenne che ritrova entusiasmo per qualcosa. E qui?
“Qui è riciclare la propria vita, ricostruire esistenze che hanno subito dei colpi molto forti, che si ritrovano ai margini del sociale”.

Chi ci sarà nel cast?
“Io, ci sto! Sto io… Mi sono provinato, e mi sono piaciuto!”.

Come attore “puro”, invece, quali film interpreterà?
“C’è un progetto, beh, qualcosa di più, con Luciana Littizzetto. Sarà mia moglie nel film È nata una star? con la regia di Lucio Pellegrini, tratto dal romanzo di Nick Hornby… ho pronunciato bene?”. Il film è la storia di una coppia che scopre di avere un figlio pornodivo.

Quest’anno, lei ha contribuito al successo del film di Checco Zalone Che bella giornata. Come ci si trova a fare da padre – cinematografico – al fenomeno comico del momento?
“Checco è straordinario, perché ha una gradevolissima insicurezza, è sempre pieno di dubbi. E poi, mio figlio che ama una musica tutta diversa dalla mia, ha in comune con me la passione per le sue canzoni. Siamo stati un mese insieme nel camper, io e Checco, e la sua chitarra. E ogni giorno, assistevo a dei veri e propri concerti live solo per me. Quando lo dicevo a mio figlio, acquistavo un sacco di prestigio in più…”.

   

L'opera terza di Stefano Chiantini offre un altro punto di vista sulle storie d'amore.

L'amore non basta: un film diverso per raccontare la condizione sentimentale

venerdì 11 aprile 2008 - Tirza Bonifazi Tognazzi cinemanews

L'amore non basta: un film diverso per raccontare la condizione sentimentale La gestazione dell'opera terza di Stefano Chiantini (autore di Forse si... forse no... e Una piccola storia) è stata lunga. L'amore non basta nasce da sensazioni che il regista abruzzese ha vissuto sulla sua pelle e cercato di mettere da parte finché non hanno avuto il sopravvento e sono finite nella sceneggiatura. "Quando ho conosciuto Rocco Papaleo" ha raccontato Chiantini, "avevo messo da parte lo script per fare un altro film, ma il rapporto di amicizia che era nato nel frattempo mi ha fatto decidere di portare avanti il progetto insieme. Sapevo che era amico di Giovanna Mezzogiorno, ma mai mi sarei permesso di chiedergli di parlarne con lei e sinceramente non pensavo potesse mai accettare di fare questo film. Invece mi sono dovuto ricredere quando ho ricevuto una sua telefonata in cui mi diceva che aveva letto la sceneggiatura e che voleva la parte. Pensavo fosse uno scherzo... Con lei a bordo il progetto ha potuto prendere corpo.

Il grande spirito

* * * - -
(mymonetro: 3,25)
Un film di Sergio Rubini. Con Rocco Papaleo, Sergio Rubini, Ivana Lotito, Bianca Guaccero, Geno Diana.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2019. Uscita 09/05/2019.

Moschettieri del Re - La penultima missione

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,76)
Un film di Giovanni Veronesi. Con Pierfrancesco Favino, Valerio Mastandrea, Sergio Rubini, Rocco Papaleo, Margherita Buy.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2018. Uscita 27/12/2018.

Tu mi nascondi qualcosa

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,75)
Un film di Giuseppe Lo Console. Con Giuseppe Battiston, Stella Egitto, Sarah Felberbaum, Rocio Munoz Morales, Rocco Papaleo.
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Genere Commedia, - Italia 2018. Uscita 25/04/2018.

Bob & Marys - Criminali a domicilio

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,90)
Un film di Francesco Prisco. Con Rocco Papaleo, Laura Morante, Simona Tabasco, Andrea Di Maria, Francesco Di Leva.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2018. Uscita 05/04/2018.

Il premio

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,56)
Un film di Alessandro Gassmann. Con Gigi Proietti, Alessandro Gassmann, Rocco Papaleo, Anna Foglietta, Matilda De Angelis.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2017. Uscita 06/12/2017.
Filmografia di Rocco Papaleo »

venerdì 3 maggio 2019 - Il regista e attore racconta il suo ultimo lavoro, un film poetico e ispirazionale pensato per indicare una strada per uscire dall'impasse etica (ed estetica). Dal 9 maggio al cinema.

Sergio Rubini: «Il grande spirito? Racconto in metafora il dramma dell'Ilva di Taranto»

Paola Casella cinemanews

Sergio Rubini: «Il grande spirito? Racconto in metafora il dramma dell'Ilva di Taranto» Sergio Rubini torna alla regia con Il grande spirito, che racconta in forma metaforica la vicenda dell'Ilva di Taranto. E non perde la sua vis polemica, o la sua voglia di fare cinema "contro". L'incontro fra il suo personaggio, Tonino, ladruncolo in fuga dai picciotti del quartiere, e Renato, un "minorato mentale" che in realtà si rivela molto più saggio di chi gli sta vicino, è poetico e ispirazionale, pensato per indicare ai tarantini - a agli italiani di oggi - una strada per uscire dall'impasse etica (ed estetica) in cui siamo intrappolati. Rubini si confronta tanto con l'aspetto tragico quanto con quello comico della nostra contemporaneità, e lancia un messaggio di redenzione possibile a chi lo vuole ascoltare. Come è nata l'idea de Il grande spirito?
Sono partito dal personaggio di Renato, interpretato da Rocco Papaleo, una sorta di Barone Rampante che vede la fabbrica dell'Ilva come un nemico contro il quale combattere. Nella sua ottica i tarantini sono i membri di una tribù indiana cui gli yankee hanno portato il veleno. Poi ho avvicinato a Renato il mio personaggio, Tonino: un topo di fogna che si muove nei bassifondi della città. Sono due ultimi che, messi insieme, generano una comicità naturale.

Anche il fatto che si esprimano in dialetto è funzionale?
Volevo che fossero due ultimi autentici, e ho usato la lingua del loro strato sociale per poter poi rivelare che sono più nobili di come appaiono, che dentro di loro c'è ancora una lampadina pronta a brillare.

Il grande spirito nomina anche Manduria, oggi sulle prime pagine dei giornali per la vicenda dell'anziano bullizzato da una baby gang.
Una vicenda da film dell'orrore, che dimostra come quando ci si approfitta dell'innocenza si è davvero cattivi. Il nostro film manda il messaggio opposto: solo l'innocenza ci può salvare. Chi ha figli lo sa bene: negli occhi dei bambini c'è il senso di tutto. Anche Il grande spirito racconta in forma metaforica una storia terribile: la situazione reale di Taranto.

Una situazione con la quale si deve confrontare anche la politica.
Ho preparato un video che ho mandato a Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia, per ricordare come prima a Taranto c'erano le praterie, e ora c'è questo mostro: ditemi voi se si può vivere con un obbrobrio così accanto. Finora il governo ha eluso tutte le domande dei tarantini. Il 7 maggio presenteremo a Taranto il nostro film e spero, da cittadino, che quella presentazione abbia un significato in più, e che i membri della politica e delle istituzioni decidano di farne parte.

Il suo è uno dei due film italiani che Moviement ha scelto per allungare la stagione cinematografica al periodo estivo (il film uscirà in 200 copie il 9 maggio, ndr). Che cosa ne pensa?
Spero che abbiano ragione loro. Ma temo che farà l'effetto di una campagna per aprire i pub all'aperto nella Londra autunnale. È un problema geografico prima ancora che culturale. E ricordo che quando il generale esclama: "Facciamo la guerra!", gli avamposti sono sempre i primi caduti.
Come vede la situazione attuale del cinema italiano?
Un tempo la faceva da padrone, oggi invece vedo soprattutto remake. Siamo passati dall'indicare la strada ad usare il navigatore. E quel che è peggio è che non è nemmeno un tom tom italiano, ma francese o statunitense.

Si parla di un sequel di Moschettieri del re di Giovanni Veronesi, in cui lei aveva il ruolo di Aramis e Papaleo quello di Athos. Non è anche quella una ripetizione?
Quello è il sequel di un prototipo originale italiano: è diverso. Bisogna essere attenti a mantenere l'individualità, e ricordarsi che l'arte è sempre contro, altrimenti diventa propaganda. Frequento i social con curiosità e sgomento, mi spaventa quel modo di muoversi rimanendo nel gruppo più folto, in cui i pareri degli individui contano meno del numero di like.

Poi arrivano gli Avengers...
Anche noi abbiamo i nostri blockbuster, basti pensare ai film di Checco Zalone. Ma è ciò che sta in mezzo che bisogna tutelare per mantenere in piedi un'industria. Non sarà l'evento isolato a salvare il cinema.

In che cinema crede?
In quello che sa ancora emozionare. A differenza delle serie televisive, il cinema deve raccontare una storia compiuta e, nell'arco di due ore, regalare un senso. Un film ha questo compito: prendere una posizione, e lasciar brillare una luce finale.

sabato 20 aprile 2019 - Nella scelta del Cinema di Sky la commedia monicelliana di Giovanni Veronesi con Pierfrancesco Favino, Valerio Mastandrea, Rocco Papaleo e Sergio Rubini.

Moschettieri del Re, gli eroi di Dumas rivivono in 4 grandi volti del cinema italiano

Alessandro Buttitta cinemanews

Moschettieri del Re, gli eroi di Dumas rivivono in 4 grandi volti del cinema italiano Che i tre moschettieri in realtà siano quattro è cosa nota per chi ha confidenza con il celebre romanzo di Alexandre Dumas e con le innumerevoli trasposizioni che il libro ha avuto nel corso degli anni. Nel libro, pubblicato a puntate con immensa fortuna sul quotidiano Le Siècle, il giovane D'Artagnan entra a far parte non senza difficoltà dell'esercito personale di Re Luigi XIII. Siamo nella Francia del 1625 e la monarchia è minacciata dall'azione del cardinale Richelieu. Il protagonista, uno spadaccino tanto abile quanto coraggioso, fa la conoscenza di Athos, Porthos e Aramis, i moschettieri con i quali conierà il motto "Tutti per uno, uno per tutti" che diventerà leggenda. Pubblicato nel 1844 e seguito da altri due libri negli anni successivi, il romanzo di Dumas è diventato un classico della letteratura. Con toni scanzonati Giovanni Veronesi, regista che ha legato indissolubilmente il suo nome alla trilogia di Manuale d'amore, ha riportato in vita i personaggi creati dallo scrittore francese nel divertente Moschettieri del Re - La penultima missione, film che Sky Cinema Uno propone in prima visione domenica 21 aprile alle 21.15, disponibile anche on demand. Nel cast alcuni dei migliori volti del cinema italiano degli ultimi anni: Pierfrancesco Favino, Valerio Mastandrea, Rocco Papaleo, Sergio Rubini, Margherita Buy, Alessandro Haber, Matilde Gioli, Valeria Solarino, Giulia Bevilacqua.

Veronesi, che di questa commedia è anche sceneggiatore insieme a Nicola Baldoni, invecchia D'Artagnan, Porthos, Athos e Aramis. Li rende più cinici, più disincantati, sicuramente più disillusi. Nella Francia del 1655, abbandonata Parigi, hanno preso altre strade. C'è chi è diventato un allevatore di bestiame, c'è chi ha incontrato per strada Dio, c'è chi ha scelto di passare il resto della propria esistenza in locanda a bere vino, c'è chi si gode i lussi e i privilegi del titolo nobiliare a lui conferito. Per gli strani casi della vita la squadra si ritrova nuovamente insieme per salvare Re Luigi XIV, giovanissimo monarca che ha più vizi che virtù.

Chiamati dalla Regina Anna per fronteggiare al meglio il Cardinale Mazzarino, i quattro moschettieri si ripresentano in azione nonostante gli acciacchi dell'età, consapevoli del tempo che passa e non torna più. Sempre lesti nel combattimento, si destreggiano con le spade per mettere al sicuro la corona francese in una missione dagli sviluppi e dagli esiti imprevedibili. Nel dispiegarsi degli eventi il gruppo avrà pure di modo di proteggere gli Ugonotti perseguitati e di fare insoliti incontri lungo la strada.

Con una trama che si piega per favorire al meglio le felici caratterizzazioni dei protagonisti, Moschettieri del Re è un film dall'evidente intento ironico che si fa apprezzare per gli scambi di battute, per i riusciti calembour, per le interessanti intuizioni sul piano linguistico. Si veda l'originale registro adottato dal D'Artagnan interpretato da un efficacissimo Favino. Aiutano in tal senso la sceneggiatura, attenta a tenere sempre alto il ritmo, e la colonna sonora firmata dai Gratis Dinner, crew formata da Luca Medici, Giuseppe Saponari e Antonio Iammarino.

Film che ha ben chiari i suoi punti di riferimento (L'Armata Brancaleone di Mario Monicelli, in primis), Moschettieri del Re è una commedia in costume che viene retta dal carisma dei suoi interpreti, pienamente a loro agio in questa goliardica riproposizione del capolavoro di Dumas. "Non c'è contestualizzazione moderna, se non nell'ironia che sei un attore di oggi che sta facendo il classico", ha affermato non a caso il regista Veronesi in fase di presentazione.

Non sono pochi gli spettatori che sono rimasti meravigliati dalle ambientazioni del film. Le riprese sono state effettuate principalmente in Basilicata, a partire da Matera, capitale europea della cultura del 2019. Altri ciak sono stati dati a Montescaglioso, Pietrapertosa, Melfi, Viggiano, Grottole e Pisticci. Diverse scene sono state girate fuori dai territori lucani. Tra le location più suggestive si ricordano senz'altro il Palazzo Reale di Genova e il Palazzo Chigi di Ariccia.

martedì 16 aprile 2019 - In fuga dopo una rapina, Tonino dovrà allearsi con uno squilibrato che si crede un pellerossa. Sarà l'occasione per guardare il mondo da un'altra prospettiva. Dal 9 maggio al cinema.

Il grande spirito, il trailer ufficiale del film

a cura della redazione cinemanews

Il grande spirito, il trailer ufficiale del film Periferia di Taranto. Nel corso di una rapina, uno dei tre complici, Tonino detto Barboncino (Sergio Rubini) approfittando della distrazione degli altri due, ruba tutto il malloppo e scappa. La sua corsa procede verso l'alto, di tetto in tetto fino a raggiungere la terrazza più elevata, per rifugiarsi in un vecchio lavatoio, dove trova uno strano individuo (Rocco Papaleo) dall'aspetto eccentrico: sostiene di chiamarsi Cervo Nero e di appartenere alla tribù dei Sioux. In questa immobilità forzata, realizzando di essere completamente solo, a Tonino non rimane che un'unica disperata alternativa: allearsi con questo squilibrato che si comporta come un pellerossa e che, proprio perché guarda il mondo da un'altra prospettiva, potrà forse fornirgli la chiave per uscire dal vicolo cieco in cui è finito. Prima di approdare al cinema, Il grande spirito di Sergio Rubini sarà presentato in Selezione Ufficiale al Bif&st di Bari, in programma dal 22 aprile al 4 maggio. Diretto da Sergio Rubini, Il grande spirito - di cui presentiamo in anteprima il trailer ufficiale - sarà al cinema da giovedì 9 maggio, distribuito da 01. Nel cast troviamo lo stesso Rubini insieme a Rocco Papaleo, Sergio Rubini, Ivana Lotito e Bianca Guaccero. Il film è prodotto da Fandango con Rai Cinema.

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