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lunedì 8 febbraio 2016

Checco Zalone

Che Cozzalone!

Nome: Luca Medici
Data nascita: 1977, Bari (Italia)
occhiello
"Tu studi? Non serve a un cazzo qui (in Italia)"
dal film Che bella giornata (2011) Checco Zalone è Checco
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Checco Zalone

Un uomo di spettacolo dai molteplici talenti che ricorda Jerry Lewis.
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Fenomenologia di Checco Zalone

domenica 10 gennaio 2016 - Pino Farinotti cinemanews

Fenomenologia di Checco Zalone Il titolo completo potrebbe essere fenomenologia socio-cine-culturale di Checco Zalone. Ci si potrebbe scrivere un libro. Per cominciare la sua straordinaria personalità completa, con una base di cultura corretta, che è una laurea in giurisprudenza. E poi i talenti, praticamente tutti quelli dello spettacolo fra i quali rileverei quello musicale, anche di strumentista. Non così comune fra gli "attori-eccetera" italiani. Non ricordo che qualcuno abbia accostato Zalone alla cultura hollywoodiana, quella che imponeva ai suoi attori una preparazione completa, con delle preferenze certo: dovevi saper recitare, cantare, suonare uno strumento, andare a cavallo, ballare almeno il tip tap. C'erano scuole impegnative e non ti potevi sottrarre. E voglio fare un nome di riferimento che non è mai stato fatto, ma ci sta. È Jerry Lewis. Talento superdotato, grande maschera e grande inventore. Dopo la fase leggera, chiamiamola così, quella con Dean Martin, divenne regista e legislatore di comicità. Capace letteralmente di trasformarsi, da brutto a bello, da (finto) scemo a intelligente, da ricco a povero, da vittima a oppressore. E, soprattutto, abrasivo fustigatore del costume americano. Il tutto in chiave grottesca. E poi cantante e musicista. Non c'è dubbio che in Checco ci sia del Jerry. Sulla sua azione globale-sociale si sta dicendo tutto e lo dicono tutti: le istantanee dell'italiano medio ... alto o basso, le categorie, la politica, il lavoro, i media, le repubbliche, il Paese. Per trasmettere tutto questo Zalone doveva accreditarsi super partes, ci è riuscito, ha acquisito una franchigia che fa di lui e di Nunziante- molto di quanto ho attribuito a Zalone va esteso a Gennaro Nunziante, compagno di comicità e regista- un unicum. Un modello potente in Quo vado, in questo senso, sta nell'episodio "artico", in Norvegia dove Checco è stato confinato dalla burocrazia. Conosce Valeria, ricercatrice, giovane, dedita al proprio lavoro. Ma quando lei lo ospita a casa e racconta del suo girovagare per il mondo, saltano fuori dei bambini avuti da un africano, da un vichingo e da un filippino, dunque un nero un bianco e un giallo.
Il vichingo, enorme, vive in casa e gira nudo, e sta per sposarsi, con un uomo, di colore. Quando Valeria ha occasione di rimproverarlo, Checco dice "ah, qui sarei io quello strano." Il modello Valeria, che pure estremizzato rappresenterebbe integrazione, vedute larghe e progressiste, omologazione felice, superamento delle barriere etniche, morali e civili, alla fine viene ricondotto nella dimensione "strana". Forse solo Zalone poteva permetterselo, sorpassando il "correntone corretto" che ti fa parlare e pensare come fanno quelli della televisione, di tutte le categorie, dai politici agli opinionisti a chi passa di lì per caso. Sappiamo. E forse chi parla (in televisione) ha un'idea diversa, magari opposta rispetto a quello che dice. Ma se la dici allora sei razzista, misoneista, o peggio leghista. Zalone si è conquistato l'immunità dal politicamente scorretto.

   

Da TeleNorba al successo al cinema, la viscerale vis comica di Zalone conquista il pubblico. Da oggi torna in sala con Quo Vado?.
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Che cozzalone politicamente scorretto!

giovedì 31 dicembre 2015 - Mauro Gervasini cinemanews

Che cozzalone politicamente scorretto! Antenna 3. Al di fuori della Lombardia può sembrare sigla oscura, in verità fu una televisione libera, ma libera veramente, che tra gli anni 70 e i primi 80 del secolo scorso si diede come mission la ricerca di talenti comici. Il rabdomante si chiamava Renzo Villa, "allievo" di Enzo Tortora, mise su una squadra clamorosa, almeno in parte ancora oggi mattatrice sul piccolo o grande schermo, magari con qualche acciacco. Ad Antenna 3 si formò la coppia Teocoli-Boldi (venivano dal Derby, mitico cabaret milanese), trovò rifugio Walter Chiari, dominò con i suoi show strampalati Lucio Flauto. Una cosa simile, ma in tempi molto più recenti, ha fatto in Puglia TeleNorba, emittente piccola ma solo per statuto, in verità con una storia grande. Ha applicato la "formula Villa": giro dei locali e delle feste di paese, carpendo umori, emozioni, talenti... Per poi diventare laboratorio artistico per Emilio Solfrizzi, Gennaro Nunziante, Antonio Stornaiolo e soprattutto Luca Pasquale Medici, classe 1977, in arte Checco Zalone (ovvero, «che cozzalone», epitteto barese non proprio lusinghiero).

   

Il caso Checco Zalone e il rapporto tra critica e cinema popolare.

Lo sguardo ostinato

martedì 5 novembre 2013 - Dario Zonta cinemanews

Lo sguardo ostinato Torniamo sul caso di Checco Zalone perché il clamoroso risultato, che fosse prevedibile o meno è poco importante, richiede una qualche riflessione, soprattutto riguardo il rapporto tra la critica e il cinema popolare.
Sin da subito si sono creati due partiti, entrambi partigiani: i "fidelizzati" della prima ora, quelli che annunciarono illo tempore il genio di Zalone e che ora raccolgono la loro profezia con entusiasmo ancor più dichiarato; i "non riconciliati", quelli che pur riconoscendo il talento comico di Zalone non si arrendono al suo potere cinematografico, casomai avanzando paragoni storico-critici non sempre efficaci. In mezzo a queste due categorie, non c'è molta varietà di approcci (limitatezza e miopia della critica) e tra fan e detrattori alla fine quello che ci rimette è proprio Zalone, il cui talento e la cui bravura avrebbero semmai bisogno di una critica che ci vede bene e al passo con i tempi.
All'uscita di Sole a catinelle in molti hanno notato lo scarto d'ambizione, ma subito hanno bacchettato il duo Nunziante-Zalone proprio per aver osato scartare, guardare più in alto, dicendo che questo suo terzo film non era all'altezza dei precedenti. Ancora, i detrattori, sempre riconoscendo le doti comiche del nostro comico, hanno voluto lanciarsi in alcuni paragoni chiamando in causa i soliti nomi da Sordi in giù (mai in su), fino a Totò, certo stabilendo ordini di grandezza necessariamente diversi. Ancora, si è avuto da ridire sulla coerenza e verosimiglianza narrativa, cercando una logica tra eventi presunti connessi e scoperti sconnessi, e sulla tenuta del corpo attori, quelli di spalla, ritenuti sfumati di fronte al giganteggiare del personaggio Zalone. Queste sono in breve alcune delle critiche. Ora, così come non amiamo l'atteggiamento settario dei suoi sostenitori, allo stesso tempo scorgiamo un qualche limite in quello dei detrattori. Continua »

   

Il comico pugliese a Castiglioncello per la rassegna Parlare di Cinema.

Checco Zalone Superstar

sabato 18 giugno 2011 - Roberta Montella cinemanews

Checco Zalone Superstar L'incontro previsto per le ore 18 con Checco Zalone (Luca Medici) e Gennaro Nunziante parte con leggero ritardo. Una piccola folla ha riempito velocemente il parco del Castello Pasquini, a Castiglioncello, e aspetta paziente. Ma quando arriva lui, il divo pugliese, l'applauso scroscia spontaneo ed è allora che comincia il vero spettacolo.
Paolo Mereghetti introduce l'attore e il regista come i realizzatori del più grande successo al botteghino della storia cinematografica italiana (Che bella giornata). Poi fa subito riferimento al tema del dibattito, "Una risata ci seppellirà", e chiede ad entrambi qual è la formula del successo dopo tanti, troppi cinepanettoni scontati.

   

Presentato a Roma Che bella giornata.

Checco Zalone di madre tarantina ama Farah di madre Bina

mercoledì 29 dicembre 2010 - Marianna Cappi cinemanews

Checco Zalone di madre tarantina ama Farah di madre Bina Ci sono i furbi, che escono dai film di Checco Zalone storcendo il naso e plaudendo con sarcasmo alla bella trovata di fare un film sui luoghi comuni dell'italiano medio e razzista, e poi ci sono gli onesti che ammettono di essere morti del ridere e vedono nella comicità di Luca Medici alias Checco Zalone un ritratto assolutamente autentico e spietato delle magagne del nostro paese. Intanto, Medusa ha già pronte oltre le 600 copie di Che bella giornata, passibili di crescere ancora, da qui al 5 gennaio. Gli autori Luca Medici e Gennaro Nunziante (co-sceneggiatore e regista), insieme al resto del cast, hanno presentato così il film alla stampa:

Il film è coraggiosamente politically uncorrect. Valutatavate le conseguenze di ciò che stavate andando a fare prima di passare all'azione?
Nunziante: Sì, lo avevamo fatto con Cado Dalle Nubi e lo abbiamo fatto ancora. Il film è esattamente come lo abbiamo voluto. Non ci interessava parlare di corna, di mogli e mariti, di figli, volevamo parlare d'altro, senza moralizzare. Noi meridionali siamo quelli che hanno dato di più in termini di servizio nelle missioni di pace o durante il terrorismo, ma non per eroismo, prima di tutto per pagarsi il mutuo. Era questa gente che volevamo raccontare.
Zalone: Forse dovevamo andare giù ancora più pesanti, ma avevamo già affrontato l'omosessualità, la Lega...poi gli argomenti si riducono.
Valsecchi: Non volevamo fare un film politico, ma una commedia. C'è voglia di qualcosa di nuovo nell'aria e qui c'è: ci sono le battute e c'è Checco. Non è facile lavorare con lui, dietro questo film ci sono un anno di scrittura e di incontri. A volte parlare con Checco è come parlare con Wim Wenders: è molto esigente. Il film, d'altronde, è artisticamente molto curato, come vedrete.
Letta (Medusa): Non credo che il film sia politicamente scorretto, lo è il linguaggio ma non il film.
Nabiha Akkari (la protagonista femminile): Si può ridere di tutto, dunque si può ridere anche di questo. Il terrorismo è affrontato in modo leggero, non c'è niente di serio, ma nemmeno nessun giudizio sugli arabi.
Zalone: L'idea di partenza è quella di prendere per i fondelli il mondo occidentale, non il mondo musulmano. Quando ci siamo messi a scrivere abbiamo avuto cura di non inserire il personaggio di Nabiha in un'organizzazione terroristica ma di fare del gesto che medita una vendetta privatissima, una bravata. L'ironia è rivolta all'ignoranza degli italiani, ai loro pregiudizi. Non sono gli arabi che si devono arrabbiare, perché la parte dei coglioni la facciamo noi italiani.

Come si articola il rapporto tra Nunziante e Medici (Zalone) sul set?
Nunziante: Partiamo con la scrittura di un testo rigido, da cima a fondo, perché siamo convinti che si riesca ad improvvisare bene solo su un canovaccio sicuro e fissato. Ma siamo anche convinti che il testo, se rimane fermo mesi, diventi testo morto, per cui lo rivitalizziamo sul set, cambiamo le battute appena prima del ciak, perché quello che ci sta più a cuore è il ritmo. Le battute devono essere fresche.
Solenghi: Lavorare con loro non è lavorare con dei comici: sono molto scientifici, matematici e questo aiuta; è un bel lavorare.
Marescotti: Mi sono sorpreso quando sono stato chiamato a fare il secondo film di Checco Zalone, perché sono stato l'unico della vecchia squadra di attori, visto che questo non è un sequel del primo, ma un film nuovo di zecca. Non credo che Checco Zalone sia politicamente scorretto, credo che sia soprattutto socialmente scorretto e tenda verso una figura, certamente politica, che è quella di Alberto Sordi. Pensate a Il Vigile. Ci chiediamo: "ce lo meritiamo Alberto Sordi?", ma oggi dovremmo chiederci anche: "ce lo meritiamo Checco Zalone?"

Come sono stati scelti gli attori?
Zalone: Luigi Luciano l'ho trovato grazie alla rete, faceva dei trailer esilaranti ma non era facile contattarlo, non aveva l'agente. Ho sguinzagliato il mio, ma poi gli ho mandato un messaggio su facebook: "vuoi fare il film?" "Sì", e così l'abbiamo fatto. Grazie alla rete.
Con Solenghi ero inibito, non sapevo come chiedergli di fare la scena dell'anello, con la sua lunga storia di teatro e televisione alle spalle m'incuteva un gran timore reverenziale. Poi però mi sono sciolto e allora gli abbiamo chiesto anche di fare il papa.
Per trovare Farah abbiamo fatto numerosi provini a Roma. Venivano ragazze dai tratti arabi indiscutibili ma intrise di romanità nel modo di parlare, allora siamo scappati in Francia e abbiamo trovato lei, Nabiha Akkari.

L'uscita del film è prevista per il 5 gennaio, dopo l'abbuffata natalizia. Quale strategia c'è dietro?
Letta: La settimana di Natale, per via del calendario, ha perso alcune giornate ma le recupererà proprio in quel weekend, per via del ponte, per cui è stata un'uscita mirata. Assolutamente non toglieremo le sale a Aldo Giovanni e Giacomo, che proprio ieri sera hanno sorpassato il cinepanettone concorrente, ma fatalmente le toglieremo ad altri. Non noi distributori, ma gli esercenti, sia chiaro: restano in sala i film che incassano, è questa l'unica verità.

Nel film compare un trullo a Milano. Che rapporto hai con la città lombarda?
Zalone: è la città che mi ha adottato, quando ho iniziato con "Zelig", ed è la città più cosmopolita d'Italia. Poi a Milano c'è la Madonnina, che per il film è indispensabile, e il padre militare che ha messo casa e famiglia dove sta la caserma è un altro personaggio italiano tipico.

Checco Zalone, tu sei la novità tanto attesa. Come ti senti?
Zalone: Mi sento l'unghia dei grandi a cui mi hanno accostato. Non lo dico per fare l'umile, ma perché non li conosco. Anzi, faccio un appello per una maggior sobrietà nelle manifestazioni mondane del mondo del cinema, perché se no io continuo a fare delle figuracce: l'ultima volta non ho riconosciuto Bellocchio e ho parlato per un'ora con Garrone pensando che fosse Stefano Accorsi.

Gennaro Nunziante dirige Checco Zalone.

Cado dalle nubi: Borat delle Puglie

martedì 24 novembre 2009 - Marianna Cappi cinemanews

Cado dalle nubi: Borat delle Puglie Luca Medici porta il suo Checco Zalone (dal barese “Che cozzalone”, ovvero che “cafone”) in trasferta dal palcoscenico televisivo di “Zelig” alle 480 sale italiane che la Medusa ha predisposto per Cado dalle nubi, vicenda (o “caso umano”) di un giovane cantante di Polignano a Mare che sbarca a Milano in cerca di successo. Terrone fra i leghisti, blasfemo tra i giovani cattolici, sessista fra gli omosessuali, Checco è un “fenomeno” non solo musicale, un gaffeur nato. Lo dirige Gennaro Nunziante, l’uomo che lo ha scoperto durante un provino per Telenorba e non l’ha più lasciato; lo affiancano Giulia Michelini, la strana coppia Dino Abbrescia - Fabio Troiano, Ivano Marescotti; produce Pietro Valsecchi per Taodue.

Nel film si intravede il gusto per la commedia all’americana e la volontà di non mettere in sequenza una serie di gag ma un film nuovo e autosufficiente.
Nunziante: La verità è che noi siamo quello che abbiamo visto. Indubbiamente il mio gusto è per la commedia americana, di sicuro, ma senza negare la nostra cultura e dunque, per questo copione, ho cercato un terreno d’unione con la commedia all’italiana. E poi c’era la volontà di restare sul piccolo, di non partire con ambizioni sproporzionate. Un po’ come le band inglesi, che si segnalano prima nel piccolo.

Come è nato il progetto, in sede produttiva?
Valsecchi: Mio figlio insisteva, diceva che dovevo conoscere Checco Zalone, che mi sarei divertito, che non potevo non ridere. L’ho invitato durante le vacanze con il suo autore, Gennaro, a Cortina: sono arrivati come Totò e Peppino, vestiti d’estate con fuori meno venti. Gennaro era così dentro la scrittura e la coppia era così solida che non si poteva dividerla, per questo non ci ho pensato un attimo e gli ho affidato la regia. Per essere un progetto cinematografico, poi, devo dire che tutto è stato molto rapido.

martedì 2 febbraio 2016 - In Italia la coppia Verdone/Albanese incassa 187 mila euro e Star Wars rientra nella top ten. Polemiche in Cina per Kung Fu Panda 3.

Point Break piace a tutti tranne agli USA

Andrea Chirichelli cinemanews

Point Break piace a tutti tranne agli USA Buon lunedì per la coppia Verdone/Albanese che raccoglie 187 mila euro e arriva ad un totale di 3,5 milioni dopo 5 giorni di programmazione, dato però inferiore a Sotto una buona stella che nello stesso periodo aveva incassato un milione in più. Conferma per Revenant - Redivivo al secondo posto, mentre Point Break continua a sorprendere con altri 116mila euro. Il film sta seguendo le sorti, almeno a livello internazionale, dell'ultimo Terminator Genisys o del remake di Robocop, andati molto meglio all'estero che in America. Joy è quarto davanti a Quo Vado? che dimezza il suo incasso rispetto alla settimana scorsa e si assesta sui 60mila euro giornalieri. Sempre bene Creed - Nato per combattere, che ha passato i 5 milioni complessivi, mentre scendono Se mi lasci non vale e Doraemon il film: Nobita e gli eroi dello spazio. Colpo di reni per Star Wars: Episodio VII - Il risveglio della forza che rientra in top ten con 21mila euro e conferma saldamente il secondo posto stagionale dietro al fenomeno Zalone. A livello internazionale, America esclusa, i paesi in cui il film ha incassato di più sono UK (176, 4 milioni), Cina (121,1), Germania (106,1), Francia (86,3) e Giappone (83,3).
Polemiche intanto per la scelta della release date cinese di Kung Fu Panda 3: il film, come abbiamo detto, è andato benissimo, meglio che in America, e ha fatto segnare il miglior incasso di sempre per un film animato con 58,3 milioni, ma la prossima settimana potrebbe essere già oscurato dall'uscita di tre film "locali".

Box Office Italia del 01/02/2016
1. L'abbiamo fatta grossa: Euro 187.312
2. Revenant - Redivivo: Euro 123.772
3. Point Break: Euro 116.284
4. Joy: Euro 78.852
5. Quo Vado?: Euro 61.350
6. Creed - Nato per combattere: Euro 29.313
7. Se mi lasci non vale: Euro 28.781
8. Doraemon il film: Nobita e gli eroi dello spazio: Euro 26.787
9. Star Wars: Episodio VII - Il risveglio della forza: Euro 21.284
10. La corrispondenza: Euro 19.590

martedì 26 gennaio 2016 - Dopo 10 giorni in sala Revenant conquista 8,5 milioni di euro. Oggi Star Wars riuscirà a superare Inside Out?

2 miliardi di dollari, Star Wars ringrazia la Cina

Andrea Chirichelli cinemanews

2 miliardi di dollari, Star Wars ringrazia la Cina Lunedì frizzante al box office nostrano, con Revenant - Redivivo che riesce a stare sopra ai 250 mila euro anche nel giorno più debole della settimana. Dopo 10 giorni di programmazione il film con Leonardo DiCaprio segna 8,5 milioni di euro e 1,2 milioni di spettatori con una finestra finale che si aggira tra i 18 e i 20 milioni, anche se gli Oscar potrebbero dare un ulteriore boost al film. Poche novità nel resto della top ten dove fa capolino anche The Eichmann Show, che resterà in sala fino al 27, film dedicato al celebre processo televisivo che vide protagonista negli anni '60 il criminale nazista Adolf Eichmann. Star Wars: Episodio VII - Il risveglio della forza è ad appena 1000 euro di distanza da Inside Out, che supererà oggi, insediandosi al secondo posto assoluto della top ten italiana di stagione, almeno per quanto concerne gli incassi (quanto a spettatori paganti è quarto, dietro a Zalone, Inside Out e Minions).

Viste le poche novità negli States, diamo un'occhiata al mercato cinese, dove Star Wars: Episodio VII - Il risveglio della forza ha mantenuto il primo posto in classifica per la terza settimana consecutiva ed è arrivato ad un totale di 114 milioni di dollari, rendendo la Cina il terzo miglior mercato per il film, dopo USA e UK. Certo, il dato, in sé e per sé, è deludente se rapportato ad altri film americani che qui hanno ottenuto incassi stratosferici (Fast & Furious 7 390 milioni, Avengers: Age of Ultron 240, Jurassic World 230) ma Disney può dirsi soddisfatta: il film dovrebbe chiudere attorno a 130 milioni, dato più che sufficiente a permettere al film di J.J. Abrams di passare quota 2 miliardi di dollari worldwide.

Box Office Italia del 25/01/2016
1. Revenant - Redivivo: Euro 252.831
2. Quo Vado?: Euro 118.269
3. Creed - Nato per combattere: Euro 90.458
4. Se mi lasci non vale: Euro 74.657
5. Steve Jobs: Euro 48.101
6. La corrispondenza: Euro 43.359
7. Il ponte delle spie: Euro 37.730
8. La grande scommessa: Euro 35.443
9. The Eichmann Show: Euro 35.167
10. The Pills - Sempre meglio che lavorare: Euro 34.924

domenica 24 gennaio 2016 - Con la migliore media per sala, Revenant - Redivivo arriva a 6,8 milioni di euro. Tra le new entry vince Se mi lasci non vale.

Sabato d'oro per DiCaprio

Andrea Chirichelli cinemanews

Sabato d'oro per DiCaprio Sabato da incorniciare per Leonardo DiCaprio che col suo Revenant - Redivivo porta a casa la bellezza di 1,3 milioni di euro con la migliore media per sala (superiore a 2000 euro) e vola a 6,8 milioni di euro complessivi, avvicinandosi parecchio alla top ten stagionale. Marcia spedito, anche se a velocità ovviamente minore a quella supersonica delle prime settimane Checco Zalone, che ieri ha raccolto 854 mila euro con Quo Vado?, arrivato ad un totale di 61,6 milioni complessivi. La sensazione è che il film non abbia la forza di passare Titanic (71 milioni) e forse nemmeno Avatar (66). Vedremo quante sale decideranno di tenerlo in programmazione dal prossimo weekend. Terzo è sempre Creed, che tocca i 4 milioni. Tra le new entry la migliore è Se mi lasci non vale di e con Vincenzo Salemme, che tocca 607 mila euro in tre giorni, mentre deludono sia Steve Jobs, che viaggia a meno di 1000 euro a sala, sia i The Pills, che conferma che le star del web al cinema fanno molta più fatica a funzionare (del resto, perchè pagare per vedere artisti che si esibiscono gratis su YouTube?) . In coda regge benissimo Il Piccolo Principe, arrivato a 8,5 milioni, mentre Star Wars è a poco più di 50 mila euro da Inside Out. In America tanta neve e pochi incassi: in lotta per il primo posto ci sono le new entry Nonno scatenato e The Boy contro Revenant, con quest'ultimo leggermente favorito. Il Risveglio della Forza dovrebbe passare quota 880 milioni negli States e superare 1,9 miliardi a livello mondiale entro domenica sera.

Box Office Italia del 23/01/2016
1. Revenant - Redivivo: Euro 1.295.615
2. Quo Vado?: Euro 854.048
3. Creed - Nato per combattere: Euro 471.778
4. Se mi lasci non vale: Euro 372.448
5. La corrispondenza: Euro 295.413
6. Steve Jobs: Euro 243.813
7. La grande scommessa: Euro 219.120
8. Piccoli brividi: Euro 148.540
9. Il piccolo principe: Euro 128.854
10. The Pills - Sempre meglio che lavorare: Euro 112.976

venerdì 22 gennaio 2016 - Revenant raggiunge i 5 milioni di euro, Quo Vado? comincia a calare mentre Creed tiene la terza posizione.

È tempo di new entry, Se mi lasci non vale è la migliore

Andrea Chirichelli cinemanews

È tempo di new entry, Se mi lasci non vale è la migliore Ieri esordio per molti film in Italia, ma come avevamo previsto nessuno riesce a scalfire il dominio del terzetto di testa. Revenant - Redivivo si è assestato su una media di oltre 400 mila euro al giorno e dopo 6 giorni di programmazione è già arrivato a 5 milioni di euro: prepariamoci ad accoglierlo nel club degli "over 20", perchè, specie in caso di Oscar, potrebbe diventare un traguardo possibile e plausibile. Zalone, pur secondo, subisce un calo notevole rispetto agli altri film e aggiunge "solo" 212 mila euro al suo gigantesco totale di 60,4 milioni. Creed - Nato per combattere tiene al terzo posto, mentre a centro classifica troviamo finalmente i nuovi film. Il migliore è Se mi lasci non vale, con 91 mila euro e precede The Pills - Sempre meglio che lavorare con 83 mila. Steve Jobs è solo settimo, con poco più di 60mila euro, mentre iniziano a perdere spinta La grande scommessa, Il piccolo principe e Carol. Star Wars: Episodio VII - Il risveglio della forza finisce ancora fuori dalla top ten, ma è ormai a soli 90 mila euro da Inside Out. Le posizioni non dovrebbero subire sostanziali cambiamenti nel weekend.
In America oggi esordiscono La quinta onda, sci-fi in salsa young adult, la commedia Nonno scatenato e l'horror sovrannaturale The Boy, tutti in meno di 3 mila sale. Difficile fare pronostici sul weekend: Un poliziotto ancora in prova, Star Wars: Episodio VII - Il risveglio della forza e Revenant - Redivivo sono in calo e potrebbero lasciare un po' di spazio a tre new entry non particolarmente forti.

Box Office Italia del 21/01/2016
1. Revenant - Redivivo: Euro 448.076
2. Quo Vado?: Euro 211.985
3. Creed - Nato per combattere: Euro 154.561
4. Se mi lasci non vale: Euro 96.095
5. The Pills - Sempre meglio che lavorare: Euro 83.289
6. La corrispondenza: Euro 83.199
7. Steve Jobs: Euro 61.086
8. La grande scommessa: Euro 60.744
9. Il piccolo principe: Euro 30.361
10. Carol: Euro 18.391

martedì 19 gennaio 2016 - Ieri il film con DiCaprio ha incassato 450 mila euro, Zalone 'solo' 300 mila euro. Negli USA Star Wars diventa il dodicesimo miglior film di sempre.

Quo Vado? cede lo scettro a Revenant

Andrea Chirichelli cinemanews

Quo Vado? cede lo scettro a Revenant Sorpasso! Dopo due settimane di dominio ininterrotto e medie mostruose, Quo Vado? deve cedere lo scettro a Revenant - Redivivo che sbanca il lunedì con più di 450 mila euro e si mette nelle condizioni di sognare in grande. La performance è doppiamente rilevante perché ottenuta in un giorno feriale e con la metà delle sale a disposizione rispetto a Zalone, secondo con 300 mila euro. Continua a macinare incassi anche Creed - Nato per combattere, che aggiunge altri 200 mila euro al suo totale, mentre per tutti gli altri film della top ten è un lunedì ordinario, con Star Wars: Episodio VII - Il risveglio della forza che viaggia sui 10 mila euro e che vede avvicinarsi Inside Out. Intanto Il piccolo principe, con 8 milioni di euro e 1,2 milioni di spettatori è diventato il miglior film di sempre per Lucky Red, mentre Il ponte delle spie ha toccato 10,1 milioni di incasso complessivo.
In America posizioni stabili, con Star Wars: Episodio VII - Il risveglio della forza che oggi supererà La carica dei 101 e diventerà il dodicesimo miglior film di sempre negli States.
Qualche polemica per l'andamento del film in Cina, arrivato a 95 milioni: il brand, anche se può sembrare incredibile, non era particolarmente popolare e il dato è buono, anche se non ottimo. Disney ha molto da lavorare per far breccia nel Paese con i suoi titoli. Paradossalmente, i prossimi film della saga potrebbero andare meglio di questo.

   

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