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mercoledì 29 giugno 2016

Checco Zalone

Che Cozzalone!

Nome: Luca Medici
Data nascita: 1977, Bari (Italia)
occhiello
"Tu studi? Non serve a un cazzo qui (in Italia)"
dal film Che bella giornata (2011) Checco Zalone è Checco
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Checco Zalone

Un uomo di spettacolo dai molteplici talenti che ricorda Jerry Lewis.
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Fenomenologia di Checco Zalone

domenica 10 gennaio 2016 - Pino Farinotti cinemanews

Fenomenologia di Checco Zalone Il titolo completo potrebbe essere fenomenologia socio-cine-culturale di Checco Zalone. Ci si potrebbe scrivere un libro. Per cominciare la sua straordinaria personalità completa, con una base di cultura corretta, che è una laurea in giurisprudenza. E poi i talenti, praticamente tutti quelli dello spettacolo fra i quali rileverei quello musicale, anche di strumentista. Non così comune fra gli "attori-eccetera" italiani. Non ricordo che qualcuno abbia accostato Zalone alla cultura hollywoodiana, quella che imponeva ai suoi attori una preparazione completa, con delle preferenze certo: dovevi saper recitare, cantare, suonare uno strumento, andare a cavallo, ballare almeno il tip tap. C'erano scuole impegnative e non ti potevi sottrarre. E voglio fare un nome di riferimento che non è mai stato fatto, ma ci sta. È Jerry Lewis. Talento superdotato, grande maschera e grande inventore. Dopo la fase leggera, chiamiamola così, quella con Dean Martin, divenne regista e legislatore di comicità. Capace letteralmente di trasformarsi, da brutto a bello, da (finto) scemo a intelligente, da ricco a povero, da vittima a oppressore. E, soprattutto, abrasivo fustigatore del costume americano. Il tutto in chiave grottesca. E poi cantante e musicista. Non c'è dubbio che in Checco ci sia del Jerry. Sulla sua azione globale-sociale si sta dicendo tutto e lo dicono tutti: le istantanee dell'italiano medio ... alto o basso, le categorie, la politica, il lavoro, i media, le repubbliche, il Paese. Per trasmettere tutto questo Zalone doveva accreditarsi super partes, ci è riuscito, ha acquisito una franchigia che fa di lui e di Nunziante- molto di quanto ho attribuito a Zalone va esteso a Gennaro Nunziante, compagno di comicità e regista- un unicum. Un modello potente in Quo vado, in questo senso, sta nell'episodio "artico", in Norvegia dove Checco è stato confinato dalla burocrazia. Conosce Valeria, ricercatrice, giovane, dedita al proprio lavoro. Ma quando lei lo ospita a casa e racconta del suo girovagare per il mondo, saltano fuori dei bambini avuti da un africano, da un vichingo e da un filippino, dunque un nero un bianco e un giallo.
Il vichingo, enorme, vive in casa e gira nudo, e sta per sposarsi, con un uomo, di colore. Quando Valeria ha occasione di rimproverarlo, Checco dice "ah, qui sarei io quello strano." Il modello Valeria, che pure estremizzato rappresenterebbe integrazione, vedute larghe e progressiste, omologazione felice, superamento delle barriere etniche, morali e civili, alla fine viene ricondotto nella dimensione "strana". Forse solo Zalone poteva permetterselo, sorpassando il "correntone corretto" che ti fa parlare e pensare come fanno quelli della televisione, di tutte le categorie, dai politici agli opinionisti a chi passa di lì per caso. Sappiamo. E forse chi parla (in televisione) ha un'idea diversa, magari opposta rispetto a quello che dice. Ma se la dici allora sei razzista, misoneista, o peggio leghista. Zalone si è conquistato l'immunità dal politicamente scorretto.

   

Da TeleNorba al successo al cinema, la viscerale vis comica di Zalone conquista il pubblico. Da oggi torna in sala con Quo Vado?.
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Che cozzalone politicamente scorretto!

giovedì 31 dicembre 2015 - Mauro Gervasini cinemanews

Che cozzalone politicamente scorretto! Antenna 3. Al di fuori della Lombardia può sembrare sigla oscura, in verità fu una televisione libera, ma libera veramente, che tra gli anni 70 e i primi 80 del secolo scorso si diede come mission la ricerca di talenti comici. Il rabdomante si chiamava Renzo Villa, "allievo" di Enzo Tortora, mise su una squadra clamorosa, almeno in parte ancora oggi mattatrice sul piccolo o grande schermo, magari con qualche acciacco. Ad Antenna 3 si formò la coppia Teocoli-Boldi (venivano dal Derby, mitico cabaret milanese), trovò rifugio Walter Chiari, dominò con i suoi show strampalati Lucio Flauto. Una cosa simile, ma in tempi molto più recenti, ha fatto in Puglia TeleNorba, emittente piccola ma solo per statuto, in verità con una storia grande. Ha applicato la "formula Villa": giro dei locali e delle feste di paese, carpendo umori, emozioni, talenti... Per poi diventare laboratorio artistico per Emilio Solfrizzi, Gennaro Nunziante, Antonio Stornaiolo e soprattutto Luca Pasquale Medici, classe 1977, in arte Checco Zalone (ovvero, «che cozzalone», epitteto barese non proprio lusinghiero).

   

Il caso Checco Zalone e il rapporto tra critica e cinema popolare.

Lo sguardo ostinato

martedì 5 novembre 2013 - Dario Zonta cinemanews

Lo sguardo ostinato Torniamo sul caso di Checco Zalone perché il clamoroso risultato, che fosse prevedibile o meno è poco importante, richiede una qualche riflessione, soprattutto riguardo il rapporto tra la critica e il cinema popolare.
Sin da subito si sono creati due partiti, entrambi partigiani: i "fidelizzati" della prima ora, quelli che annunciarono illo tempore il genio di Zalone e che ora raccolgono la loro profezia con entusiasmo ancor più dichiarato; i "non riconciliati", quelli che pur riconoscendo il talento comico di Zalone non si arrendono al suo potere cinematografico, casomai avanzando paragoni storico-critici non sempre efficaci. In mezzo a queste due categorie, non c'è molta varietà di approcci (limitatezza e miopia della critica) e tra fan e detrattori alla fine quello che ci rimette è proprio Zalone, il cui talento e la cui bravura avrebbero semmai bisogno di una critica che ci vede bene e al passo con i tempi.
All'uscita di Sole a catinelle in molti hanno notato lo scarto d'ambizione, ma subito hanno bacchettato il duo Nunziante-Zalone proprio per aver osato scartare, guardare più in alto, dicendo che questo suo terzo film non era all'altezza dei precedenti. Ancora, i detrattori, sempre riconoscendo le doti comiche del nostro comico, hanno voluto lanciarsi in alcuni paragoni chiamando in causa i soliti nomi da Sordi in giù (mai in su), fino a Totò, certo stabilendo ordini di grandezza necessariamente diversi. Ancora, si è avuto da ridire sulla coerenza e verosimiglianza narrativa, cercando una logica tra eventi presunti connessi e scoperti sconnessi, e sulla tenuta del corpo attori, quelli di spalla, ritenuti sfumati di fronte al giganteggiare del personaggio Zalone. Queste sono in breve alcune delle critiche. Ora, così come non amiamo l'atteggiamento settario dei suoi sostenitori, allo stesso tempo scorgiamo un qualche limite in quello dei detrattori. Continua »

   

Il comico pugliese a Castiglioncello per la rassegna Parlare di Cinema.

Checco Zalone Superstar

sabato 18 giugno 2011 - Roberta Montella cinemanews

Checco Zalone Superstar L'incontro previsto per le ore 18 con Checco Zalone (Luca Medici) e Gennaro Nunziante parte con leggero ritardo. Una piccola folla ha riempito velocemente il parco del Castello Pasquini, a Castiglioncello, e aspetta paziente. Ma quando arriva lui, il divo pugliese, l'applauso scroscia spontaneo ed è allora che comincia il vero spettacolo.
Paolo Mereghetti introduce l'attore e il regista come i realizzatori del più grande successo al botteghino della storia cinematografica italiana (Che bella giornata). Poi fa subito riferimento al tema del dibattito, "Una risata ci seppellirà", e chiede ad entrambi qual è la formula del successo dopo tanti, troppi cinepanettoni scontati.

   

Presentato a Roma Che bella giornata.

Checco Zalone di madre tarantina ama Farah di madre Bina

mercoledì 29 dicembre 2010 - Marianna Cappi cinemanews

Checco Zalone di madre tarantina ama Farah di madre Bina Ci sono i furbi, che escono dai film di Checco Zalone storcendo il naso e plaudendo con sarcasmo alla bella trovata di fare un film sui luoghi comuni dell'italiano medio e razzista, e poi ci sono gli onesti che ammettono di essere morti del ridere e vedono nella comicità di Luca Medici alias Checco Zalone un ritratto assolutamente autentico e spietato delle magagne del nostro paese. Intanto, Medusa ha già pronte oltre le 600 copie di Che bella giornata, passibili di crescere ancora, da qui al 5 gennaio. Gli autori Luca Medici e Gennaro Nunziante (co-sceneggiatore e regista), insieme al resto del cast, hanno presentato così il film alla stampa:

Il film è coraggiosamente politically uncorrect. Valutatavate le conseguenze di ciò che stavate andando a fare prima di passare all'azione?
Nunziante: Sì, lo avevamo fatto con Cado Dalle Nubi e lo abbiamo fatto ancora. Il film è esattamente come lo abbiamo voluto. Non ci interessava parlare di corna, di mogli e mariti, di figli, volevamo parlare d'altro, senza moralizzare. Noi meridionali siamo quelli che hanno dato di più in termini di servizio nelle missioni di pace o durante il terrorismo, ma non per eroismo, prima di tutto per pagarsi il mutuo. Era questa gente che volevamo raccontare.
Zalone: Forse dovevamo andare giù ancora più pesanti, ma avevamo già affrontato l'omosessualità, la Lega...poi gli argomenti si riducono.
Valsecchi: Non volevamo fare un film politico, ma una commedia. C'è voglia di qualcosa di nuovo nell'aria e qui c'è: ci sono le battute e c'è Checco. Non è facile lavorare con lui, dietro questo film ci sono un anno di scrittura e di incontri. A volte parlare con Checco è come parlare con Wim Wenders: è molto esigente. Il film, d'altronde, è artisticamente molto curato, come vedrete.
Letta (Medusa): Non credo che il film sia politicamente scorretto, lo è il linguaggio ma non il film.
Nabiha Akkari (la protagonista femminile): Si può ridere di tutto, dunque si può ridere anche di questo. Il terrorismo è affrontato in modo leggero, non c'è niente di serio, ma nemmeno nessun giudizio sugli arabi.
Zalone: L'idea di partenza è quella di prendere per i fondelli il mondo occidentale, non il mondo musulmano. Quando ci siamo messi a scrivere abbiamo avuto cura di non inserire il personaggio di Nabiha in un'organizzazione terroristica ma di fare del gesto che medita una vendetta privatissima, una bravata. L'ironia è rivolta all'ignoranza degli italiani, ai loro pregiudizi. Non sono gli arabi che si devono arrabbiare, perché la parte dei coglioni la facciamo noi italiani.

Come si articola il rapporto tra Nunziante e Medici (Zalone) sul set?
Nunziante: Partiamo con la scrittura di un testo rigido, da cima a fondo, perché siamo convinti che si riesca ad improvvisare bene solo su un canovaccio sicuro e fissato. Ma siamo anche convinti che il testo, se rimane fermo mesi, diventi testo morto, per cui lo rivitalizziamo sul set, cambiamo le battute appena prima del ciak, perché quello che ci sta più a cuore è il ritmo. Le battute devono essere fresche.
Solenghi: Lavorare con loro non è lavorare con dei comici: sono molto scientifici, matematici e questo aiuta; è un bel lavorare.
Marescotti: Mi sono sorpreso quando sono stato chiamato a fare il secondo film di Checco Zalone, perché sono stato l'unico della vecchia squadra di attori, visto che questo non è un sequel del primo, ma un film nuovo di zecca. Non credo che Checco Zalone sia politicamente scorretto, credo che sia soprattutto socialmente scorretto e tenda verso una figura, certamente politica, che è quella di Alberto Sordi. Pensate a Il Vigile. Ci chiediamo: "ce lo meritiamo Alberto Sordi?", ma oggi dovremmo chiederci anche: "ce lo meritiamo Checco Zalone?"

Come sono stati scelti gli attori?
Zalone: Luigi Luciano l'ho trovato grazie alla rete, faceva dei trailer esilaranti ma non era facile contattarlo, non aveva l'agente. Ho sguinzagliato il mio, ma poi gli ho mandato un messaggio su facebook: "vuoi fare il film?" "Sì", e così l'abbiamo fatto. Grazie alla rete.
Con Solenghi ero inibito, non sapevo come chiedergli di fare la scena dell'anello, con la sua lunga storia di teatro e televisione alle spalle m'incuteva un gran timore reverenziale. Poi però mi sono sciolto e allora gli abbiamo chiesto anche di fare il papa.
Per trovare Farah abbiamo fatto numerosi provini a Roma. Venivano ragazze dai tratti arabi indiscutibili ma intrise di romanità nel modo di parlare, allora siamo scappati in Francia e abbiamo trovato lei, Nabiha Akkari.

L'uscita del film è prevista per il 5 gennaio, dopo l'abbuffata natalizia. Quale strategia c'è dietro?
Letta: La settimana di Natale, per via del calendario, ha perso alcune giornate ma le recupererà proprio in quel weekend, per via del ponte, per cui è stata un'uscita mirata. Assolutamente non toglieremo le sale a Aldo Giovanni e Giacomo, che proprio ieri sera hanno sorpassato il cinepanettone concorrente, ma fatalmente le toglieremo ad altri. Non noi distributori, ma gli esercenti, sia chiaro: restano in sala i film che incassano, è questa l'unica verità.

Nel film compare un trullo a Milano. Che rapporto hai con la città lombarda?
Zalone: è la città che mi ha adottato, quando ho iniziato con "Zelig", ed è la città più cosmopolita d'Italia. Poi a Milano c'è la Madonnina, che per il film è indispensabile, e il padre militare che ha messo casa e famiglia dove sta la caserma è un altro personaggio italiano tipico.

Checco Zalone, tu sei la novità tanto attesa. Come ti senti?
Zalone: Mi sento l'unghia dei grandi a cui mi hanno accostato. Non lo dico per fare l'umile, ma perché non li conosco. Anzi, faccio un appello per una maggior sobrietà nelle manifestazioni mondane del mondo del cinema, perché se no io continuo a fare delle figuracce: l'ultima volta non ho riconosciuto Bellocchio e ho parlato per un'ora con Garrone pensando che fosse Stefano Accorsi.

Gennaro Nunziante dirige Checco Zalone.

Cado dalle nubi: Borat delle Puglie

martedì 24 novembre 2009 - Marianna Cappi cinemanews

Cado dalle nubi: Borat delle Puglie Luca Medici porta il suo Checco Zalone (dal barese “Che cozzalone”, ovvero che “cafone”) in trasferta dal palcoscenico televisivo di “Zelig” alle 480 sale italiane che la Medusa ha predisposto per Cado dalle nubi, vicenda (o “caso umano”) di un giovane cantante di Polignano a Mare che sbarca a Milano in cerca di successo. Terrone fra i leghisti, blasfemo tra i giovani cattolici, sessista fra gli omosessuali, Checco è un “fenomeno” non solo musicale, un gaffeur nato. Lo dirige Gennaro Nunziante, l’uomo che lo ha scoperto durante un provino per Telenorba e non l’ha più lasciato; lo affiancano Giulia Michelini, la strana coppia Dino Abbrescia - Fabio Troiano, Ivano Marescotti; produce Pietro Valsecchi per Taodue.

Nel film si intravede il gusto per la commedia all’americana e la volontà di non mettere in sequenza una serie di gag ma un film nuovo e autosufficiente.
Nunziante: La verità è che noi siamo quello che abbiamo visto. Indubbiamente il mio gusto è per la commedia americana, di sicuro, ma senza negare la nostra cultura e dunque, per questo copione, ho cercato un terreno d’unione con la commedia all’italiana. E poi c’era la volontà di restare sul piccolo, di non partire con ambizioni sproporzionate. Un po’ come le band inglesi, che si segnalano prima nel piccolo.

Come è nato il progetto, in sede produttiva?
Valsecchi: Mio figlio insisteva, diceva che dovevo conoscere Checco Zalone, che mi sarei divertito, che non potevo non ridere. L’ho invitato durante le vacanze con il suo autore, Gennaro, a Cortina: sono arrivati come Totò e Peppino, vestiti d’estate con fuori meno venti. Gennaro era così dentro la scrittura e la coppia era così solida che non si poteva dividerla, per questo non ci ho pensato un attimo e gli ho affidato la regia. Per essere un progetto cinematografico, poi, devo dire che tutto è stato molto rapido.

martedì 14 giugno 2016 - Il film ha inaugurato l'Italian Contemporary Film Festival, rassegna a cui partecipano circa 30mila spettatori in sei diverse città canadesi.

Checco Zalone porta Quo vado? in Canada

a cura della redazione cinemanews

Checco Zalone porta Quo vado? in Canada La comicità di Checco Zalone approda in Canada. L'attore barese con il regista Gennaro Nunziante ha portato il film Quo Vado? a Toronto e Montreal per l'Italian Contemporary Film Festival (ICFF). Il film, in anteprima per il Nord America, ha inaugurato la rassegna a cui partecipano circa 30mila spettatori in sei città canadesi. "Quo Vado? parla di una persona che non vuole lasciare il posto fisso; il senso del mio lavoro si è capito nonostante mi dicono che qui il posto fisso sia considerato da sfigati", ha detto l'attore in una conferenza stampa all'Istituto di Cultura di Toronto.

   

venerdì 10 giugno 2016 - Incremento del 17,72% dei biglietti venduti rispetto al 2015. Oltre all'effetto Zalone, tre film hanno incassato più di 20 milioni di euro: Star Wars, Inside Out e I Minions.

Box Office, bene il cinema in Italia nei primi cinque mesi del 2016

Andrea Chirichelli cinemanews

Box Office, bene il cinema in Italia nei primi cinque mesi del 2016 Ancora buone notizie per il cinema in Italia: prendendo in esame i dati dal 1° gennaio al 31 maggio 2016, secondo Cinetel sono stati incassati complessivamente 359,4 milioni di euro, +17,72% rispetto all'analogo periodo del 2015 e +24,11% rispetto al 2014. In totale, nel 2016, si sono venduti 55,7 milioni di biglietti con +17,72% rispetto al 2015 e +19,97% rispetto al 2014. Pesa l'effetto Zalone, certo, ma vedendo la classifica stagionale si notano altri 3 film (Star Wars, Inside Out, Minions) con più di 20 milioni di euro d'incasso, un dato che non si vedeva da un bel po'. Ieri ha preso la vetta della top ten italiana Now You See Me 2 - I Maghi del crimine, unico film capace di stare sopra a quota 100mila euro, mentre di Warcraft - L'inizio, secondo, è sceso a 98mila. Completa il podio Alice attraverso lo specchio. Balzo in avanti per Friend Request che passa dal decimo al quinto posto, mentre tra le new entry di ieri si segnalano L'Uomo che vide l'Infinito e Ciao Brother. Catastrofico il dato di The Neon Demon, che nemmeno ieri è riuscito ad entrare nella top ten.
In America si attendono i dati delle anteprime notturne di The Conjuring 2, Now You See Me 2 e Warcraft ma la notizia del giorno viene dalla Cina, dove Warcraft sta stracciando tutti i record per una pellicola occidentale: anche il secondo giorno di programmazione ha visto il film raccogliere 45 milioni di dollari e ora il totale è un eccezionale 91 milioni in due soli gorni di programmazione (senza weekend!) e anche il record fatto segnare da Furious 7 con 88 milioni è stato superato. A questo punto la stima finale del film dovrebbe essere di circa 400 milioni in Cina e 700 milioni in tutto il mondo. Ennesima dimostrazione di quanto importante sia diventato quel mercato.

Box Office Italia del 9/06/2016
1. Now You See Me 2 - I maghi del crimine: Euro 145.059
2. Warcraft - L'inizio: Euro 98.507
3. Alice attraverso lo specchio: Euro 90.905
4. The Nice Guys: Euro 51.118
5. Friend Request - La morte ha il tuo profilo: Euro 48.681
6. La pazza gioia: Euro 46.442
7. Pelé: Euro 29.993
8. L'Uomo che vide l'Infinito: Euro 29.544
9. Ciao Brother: Euro 26.908
10. Julieta: Euro 25.687

mercoledì 8 giugno 2016 - Il cinema italiano e internazionale ad Hollywood sul Tevere, la XXII edizione della manifestazione, dal 9 giugno al 4 settembre. Al via con Spectre - 007.

L'Isola del Cinema, 90 giorni di proiezioni, incontri, eventi

a cura della redazione cinemanews

L'Isola del Cinema, 90 giorni di proiezioni, incontri, eventi Al via da domani, 9 giugno, Hollywood sul Tevere, ventiduesima edizione de L'Isola del Cinema, che dal 1995 ad oggi ha accolto oltre sei milioni di spettatori nella splendida cornice dell'isola Tiberina, salotto stellato simbolo per eccellenza dell'estate romana. Novanta giorni di proiezioni, incontri, eventi speciali ospitati in quattro sale - l'Arena Groupama, il CineLab, lo Schermo Tevere, la Sala dell'Assunta - con l'unico obiettivo di offrire visibilità a tutte le forme di cinematografia: dalle opere di registi emergenti ai documentari che riflettono sull'attualità, dal cinema indipendente alle grandi produzioni internazionali. L'Isola si trasformerà quest'anno anche in suggestiva vetrina per The Walt Disney Company Italia, Warner Bros. Pictures, Universal Pictures Italia, Adler Entertainment - tra le maggiori case di produzione e distribuzione italiane - e Comedy Central (Canale 124 di SKY) che presenteranno al pubblico contenuti esclusivi nel corso di queste settimane di cinema. La programmazione, che comprende circa duecento opere scelte per qualità e varietà, dà spazio ad opere internazionali inedite nella sezione storica del Festival, Isola Mondo, realizzata in collaborazione con le Ambasciate e gli Istituti di Cultura. Oltre all'appuntamento con "Estate Giapponese", anche il focus sulla cinematografia bulgara che, attraverso la proiezione di tre opere inedite, programmate nel corso dell'ultima settimana di luglio - Il giudizio (2014), Svetat e golyam i spasenie debne otvsyakade (Il mondo è grande e la salvezza ci aspetta dietro l'angolo, 2008) e Tilt (2011) - indaga sul fenomeno attuale dell'immigrazione. La Francia è il Paese protagonista della sezione European Woman Filmmaker (EWF) che celebra il talento registico femminile attraverso la selezione e visione di cinque opere recenti, tra cui l'ultima della cineasta Céline Sciamma (Diamante nero) che a Roma incontrerà il pubblico per discutere dell'apprezzato Naissance des pieuvres, film presentato a Cannes nel 2007 e mai distribuito in Italia. Con l'intento di valorizzare la connessione tra cinema ed enogastronomia, torna per la quarta edizione la Rassegna Romana del Cinema Catalano (RRCC): nel corso di quattro serate esclusive verranno mostrati tre lungometraggi ed un documentario preceduti ognuno da un diverso cortometraggio, a cui seguiranno degustazioni di vini e prodotti catalani. Il regista croato Dalibor Matanic incontrerà il pubblico per parlare di Sole alto, film vincitore del Premio Un certain regard.

martedì 24 maggio 2016 - In occasione della presentazione di La cena di Natale, il sequel di Io che amo solo te, il regista dichiara che al Nord se la passano peggio.

Michele Placido: «Il Nord è più corrotto del Sud»

a cura della redazione cinemanews

Michele Placido: «Il Nord è più corrotto del Sud» "A volte certe storie diventano metafora non solo del Paese o della regione in cui si collocano, ma penso anche del mondo", e poi "al Nord se la passano peggio: c'è più corruzione al Nord che al Sud". Così Michele Placido risponde all'ANSA sul rischio che portare sul grande schermo personaggi meridionali un po' indolenti, svogliati o sempre a caccia di una scorciatoia nella vita, come in Quo Vado? con Checco Zalone, possa danneggiare l'immagine del Sud. Per Placido, lo stesso discorso sullo stereotipo del meridionale si potrebbe fare con la serie "Gomorra: potrebbe farmi - dice - la stessa domanda in questo caso". Placido ne ha parlato stasera a margine della presentazione del film La cena di Natale, a Polignano a Mare, insieme ad alcuni attori del cast tra cui Riccardo Scamarcio, che ha descritto il suo personaggio (Damiano) come "indolente e incapace di decidere".

   

lunedì 16 maggio 2016 - Molti dei libri firmati da Le Carré fanno parte della memoria della letteratura e di quella popolare. Libri e film.

Il traditore tipo: Le Carré, una sicurezza da 50 anni

Pino Farinotti cinemanews

Il traditore tipo: Le Carré, una sicurezza da 50 anni

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