Nella Chicago degli anni '30, Frankenstein chiede al dottor Euphronius di aiutarlo a creare una compagna. Danno vita a una donna assassinata come la Sposa, scatenando romanticismo, interesse della polizia e cambiamento sociale radicale. Espandi ▽
Chicago, 1936. Frankenstein vaga da oltre un secolo in preda a una divorante solitudine. La sua unica speranza è Euphronious, visionaria scienziata a cui chiede di ‘creargli’ una sposa. Toccata dalla sua disperazione, la dottoressa riesuma il cadavere di una giovane donna assassinata da un clan mafioso. Il risveglio sarà traumatico per Ida, che ha perso la memoria di sé, ma eccitante per Frank, che ama il musical e vuole un partner. Partner per la danza e per la vita criminale che intraprendono con furore, da Chicago a New York, passando per tutti i set dei film amati.
I miti non muoiono mai, figuriamoci quello di Frankenstein.
Nel 1935 James Whale dà seguito al suo adattamento del romanzo di Mary Shelley (
La moglie di Frankenstein), ma
The Bride! non è il suo remake, piuttosto una reinterpretazione col punto esclamativo. E tutto si tiene stretto a quel segno di interpunzione, perché
The Bride! è un film ipertrofico, esagerato nei suoi effetti, ammirativo in tutto quello che prova a dirci. La sposa, condannata a un destino già scritto (viene resuscitata per essere la compagna di Frank), lotta adesso per esistere da sola e dentro una narrazione a svolgimento instabile, nutrita dalla fascinazione per il cinema e dalla volontà di ogni donna (scienziata, sposa, detective) di appropriarsi della propria storia.
The Bride! è un film sballato, lanciato in ogni direzione, qualche volta nel nulla, ma è dalla sua imperfezione che nascono i momenti più belli, pezzi di un puzzle - c’è pure Herman Melville (“I would prefer not to”) - dove l’amore fa rima col consenso.