| Anno | 2025 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 98 minuti |
| Al cinema | 1 sala cinematografica |
| Regia di | Emanuela Rossi |
| Attori | Carol Duarte, Edoardo Pesce, Tommaso Zoppi, Antonio Gerardi . |
| Uscita | martedì 21 aprile 2026 |
| Distribuzione | Courier Film |
| MYmonetro | 2,34 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 17 aprile 2026
Eva, arrestata per aver incendiato un campo di girasoli, sostiene di farlo per proteggere i bambini. Il suo gesto si lega a misteriose sparizioni e a una madre in Cina. Eva è 105° in classifica al Box Office. domenica 3 maggio ha incassato € 30,00 e registrato 1.055 presenze in totale.
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CONSIGLIATO NÌ
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Eva è una creatura boschiva che attira a sé i bambini degli altri, figli di genitori assenti e incuranti, e li conduce verso un destino che lei ritiene migliore. La incontriamo mentre sta per dare fuoco ad un campo di girasoli inariditi, e poi risaliamo all'indietro ai suoi incontri del passato con cinque bambini non suoi, poi (o forse ancora più a ritroso nel tempo) con un vedovo, l'apicultore Giacomo, che ha un figlio, Nicola, inconsolabile per la perdita della madre. Anche Nicola è immediatamente attratto da Eva, quasi stregato dalla sua apparente armonia con la natura e la sua totale mancanza di ipocrisia adulta. Giacomo invece ha verso di lei un atteggiamento ambivalente: da un lato la desidera, dall'altro la teme.
Perché Eva è una sorta di strega, o di Cassandra, che vede ciò che agli altri sembra sfuggire e capisce dove si annida il veleno che uccide tutti, in primis i bambini. "Avete dimenticato la terra, le vostre radici", dice Eva agli adulti (ir)responsabili che incontra, "se no non fareste quello che fate".
Eva è l'opera seconda di Emanuela Rossi, questa volta coadiuvata alla sceneggiatura da Stella Di Tocco, dopo l'esordio con Buio, che era già per certi versi una parabola ecologista, e anche qui il rapporto (pessimo) fra uomo (in particolare maschio) e natura è al centro della storia.
Il ruolo della protagonista è affidato a Carol Duarte, la magnifica attrice brasiliana di La vita invisibile di Eurídice Gusmão e La chimera, che riesce a dare intensità e misura al suo personaggio, sostenendo impavidamente anche i più insistiti primi piani. Accanto a lei un cast di interpreti solidi come Edoardo Pesce e Giordano De Plano, e i brevi cammei di Antonio Gerardi e Roberta Mattei, più una serie di giovanissimi fra cui spicca l'esordiente Tommaso Zoppi nel ruolo di Nicola.
La fotografia di Luca Bigazzi regala spessore e profondità alle immagini, e Rossi riesce a creare un'atmosfera misteriosa e magica intorno a una vicenda oscura e piena di incognite, sollevando temi perturbanti come la maternità conflittuale, la malattia fisica e mentale e l'assenza di attenzione e di cura del mondo contemporaneo, in particolare verso i più fragili e i più esposti, nonché verso la Madre Terra. Ma la sceneggiatura è confusa e a tratti retorica, e perde l'occasione di andare a fondo sulle questioni che solleva, ritorcendosi su se stessa invece che rivelandosi gradualmente. Anche gli effetti speciali sono utilizzati più a scopo decorativo che narrativo, e aumentano la perplessità su quanto si sta vedendo sullo schermo.
Emanuela Rossi sembra avere gli istinti giusti e una propensione interessante verso il lato oscuro della realtà, soprattutto dal punto di vista di un femminile marginalizzato e inascoltato, e mostra una buona capacità visiva di addentrarsi ai bordi dell'arcano esistenziale, ma un maggiore sostegno in scrittura aiuterebbe a non perdersi in digressioni ridondanti e svolte narrative ad effetto che, invece di aggiungere pathos, depotenziano e ingarbugliano la narrazione.
Fata, strega o pifferaia magica, Eva si aggira raminga nella campagna umbra attirando a sé bambini e bambine, per condurli «in un posto bellissimo». Un posto dal quale non tornano mai più, infatti quando incontriamo Eva, nell'incipit del film, è in commissariato, chiamata a rendere conto del destino dei piccoli "rapiti". Quel che segue è dunque un lungo flashback, in cui assistiamo al vagabondare di [...] Vai alla recensione »