Icona sul palco, fragile nel buio: l'attrice Premio Oscar torna al cinema con un ruolo potente che sintetizza le due anime della sua straordinaria carriera. Dal 14 maggio al cinema.
di Paola Casella
La superstar della musica Mother Mary entra in scena come un’icona pagana: una Madonna laica con tanto di aureola e stacco di gamba interminabile, circondata da un corpo di ballo adorante, davanti a un pubblico in estasi. Poi però quando esce di scena si rifugia in un atelier buio e rivela tutta la sua vulnerabilità di persona smarrita e fragile. Anne Hathaway, che nel musical drama di David Lowery Mother Mary interpreta sia la divina del titolo che la donna fragile dietro le quinte, lavora su un doppio ruolo che è la sintesi di tutta la sua carriera precedente.
Chi è la Anne Hathaway più autentica? C’è da chiederselo osservando la versatilità di un’attrice che ha costruito la propria carriera attingendo a registri molto diversi. C’è la comedienne in ruoli divertenti, spesso anche romantici, uno per tutti la Andy Sachs di Il diavolo veste Prada, preceduta dalle giovani protagoniste disneyane di Pretty Princess e Principe azzurro cercasi. In chiave comica Hathaway è stata anche una promessa sposa di Bride Wars - La mia migliore nemica, la segretaria che “doppia” come operatrice di sesso telefonico in Appuntamento con l’amore (che l’ha riunita al regista Garry Marshall dopo le commedie Disney) e un’ottima “spalla” per Steve Carell in Agente Smart - Casino totale, Robert De Niro in Lo stagista inaspettato, o Rebel Wilson in Attenti a quelle due (guarda la video recensione).
Poi c’è la Hathaway in versione action, ovvero la Catwoman di Il cavaliere oscuro - Il ritorno, o la scienziata intergalattica di Interstellar (entrambi per la regia di Christopher Nolan), e quella in versione fantasy di Ella Enchanted - Il magico mondo di Ella, dove era la Regina Bianca.
Infine c’è la Hathaway (melo)drammatica: tossica in Rachel sta per sposarsi, affetta dal morbo di Parkinson in Amore e altri rimedi, alcolista in Colossal, ma anche tenera protagonista dello straziante One Day, così come prossima (im)paziente Penelope nell’Odissea, di nuovo di Nolan. Ma soprattutto la Fantine di Les Misérables, che strappava l’anima (e un Oscar come Miglior Attrice Non Protagonista) interpretando “I Dreamed a Dream”: quattro minuti e mezzo di pura immolazione al supplizio.
C’è un collegamento diretto tra il ruolo di Fantine e ora quello di Mother Mary, protagonista del film omonimo firmato da Lowery: entrambe sono figure femminili che comunicano le loro emozioni a fior di pelle, spesso in primissimo piano, e attraverso la musica. Mother Mary è una star della canzone che ha perso se stessa e le persone a lei più care lungo la via del successo planetario, e si trova a vivere una doppia vita: da un lato l’icona, con tanto di aureola, sul palco di concerti gremiti da fan adoranti, che lei tiene a distanza tramite il suo aspetto glaciale; dall’altro la donna delicata e irrisolta che sente il suo mondo cadere a pezzi e invoca l’aiuto della costume designer Sam Anselm, un tempo sua migliore amica e anima gemella, nel tentativo di ritrovare se stessa.
Il ruolo di Mother Mary fa leva sulle vite parallele della stessa Anne Hathaway, da un lato attrice celebre e pluripremiata, dall’altro donna riservata che custodisce gelosamente la sua privacy, della quale fanno parte il marito, l’attore Adam Schulman, e i due figli dei quali non si conosce nemmeno il nome. Anche Anne vive dunque una dicotomia profonda fra i personaggi che porta sul grande schermo, alcuni dei quali fortemente connessi alla sua immagine pubblica – da Catwoman alla Emma Morley di One Day, da Fantine alla Andy Sachs di Il diavolo veste Prada – e la persona in carne ed ossa che ha confessato di sentirsi spesso insicura e di aver usato grandi cappelli per nascondere la naturale timidezza quando sfila sui tappeti rossi.
Mother Mary dà voce e corpo (e che voce, e che corpo!) a entrambe le Hathaway, mettendo in evidenza quel doppio registro che caratterizza tanto la protagonista del film di Lowery quanto la 43enne attrice che la interpreta, e mettendo a nudo l’interiorità e la vulnerabilità emotiva di entrambe.