| Titolo originale | Before Sunrise |
| Anno | 1995 |
| Genere | Sentimentale, |
| Produzione | USA, Australia, Svizzera |
| Durata | 105 minuti |
| Al cinema | 144 sale cinematografiche |
| Regia di | Richard Linklater |
| Attori | Ethan Hawke, Julie Delpy, Andrea Eckert, Hanno Poschl, Karl Bruckschwaiger Tex Rubinowitz, Erni Mangold, Dominik Castell, Haymon Maria Buttinger, Harald Waiglein, Bilge Jeschim, Kurti, Hans Weingartner, Liese Lyon, Adam Goldberg, Peter Ily Huemer. |
| Uscita | lunedì 20 aprile 2026 |
| Distribuzione | Lucky Red |
| MYmonetro | 3,53 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 17 aprile 2026
Lui (americano) e lei (parigina) si incontrano sul treno che proviene da Budapest. Scendono a Vienna, camminano, parlano, si confidano, si baciano. Il film è stato premiato al Festival di Berlino, Prima dell'alba è 4° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 29.465,00 e registrato 3.850 presenze in totale.
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CONSIGLIATO SÌ
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Jesse, un americano a Vienna, si imbarcherà su un aereo che lo riporterà in Texas mentre avrebbe dovuto trascorrere un periodo di vacanza a Madrid. Celine sta tornando a Parigi, città in cui sta studiando alla Sorbona. I due si incontrano su un treno scoprendo una certa affinità. Quando la stazione di Vienna è ormai prossima Jesse chiede a Celine di scendere con lui che dovrà trascorrere l'intera notte in giro per la città non avendo i soldi per prendere una camera in un hotel. Mentre, ormai sceso, cerca di salutarla dalla pensilina scopre che lei ha accettato. Ha inizio una notte di deambulazioni e reciproche confessioni.
Un regista texano gira un film 'alla Rohmer' sorprendentemente piacevole.
Richard Linklater quando, nel 1995, dirige Prima dell'alba è al suo terzo film. Nel 1990 ha portato gli spettatori nelle strade di Austin (città in cui vive e in cui è nato Ethan Hawke) con Slacker. Proseguendo poi con La vita è un sogno dove descrive la gioventù americana anni '70 e la sua disponibilità a farsi attrarre dalle droghe.
Il cambio di registro è notevole e decisamente rischioso. Come può un regista americano cogliere con acutezza le sfumature del cinema europeo, al contempo sofisticato e popolare? Ci riesce grazie alla freschezza dei suoi due giovani attori e grazie all'altrettanto rischiosa decisione di lasciare tutto sospeso. Se la premessa iniziale già aveva messo lo spettatore sull'avviso (Jesse non può permettersi un albergo) le sue eventuali ulteriori e speranzose aspettative di una scena d'amore (e magari anche di sesso) sono destinate alla frustrazione.
Proprio in questo risiede uno dei pregi del film: attirare l'attenzione sui due protagonisti senza concedere nulla al deja vu. Perché Celine e Jesse, scritti da Linklater insieme alla sceneggiatrice Kim Krizan, sono 'veri', rendono cioè credibile il loro conversare rivelandosi progressivamente l'uno all'altra. Conosciamo come troppo razionale lui (e gli viene rimproverato) ma non privo di un suo coté romantico mentre lei è più portata all'emotività del momento (vedi gli incontri con il poeta senzatetto e la sedicente maga) ma non è una ragazza che abbia bisogno di farsi spiegare come va il mondo.
Il finale aperto, letto con gli occhi di quando il film è uscito nelle sale, metteva di fronte alla possibilità (nel cinema così come nella vita) che non tutto debba e possa avere una sua conclusione definita. Visto con la consapevolezza del presente, ci dice che nel 2004 Linklater farà incontrare a Parigi i suoi due protagonisti in Prima del tramonto per poi apparentemente chiudere con Before Midnight nel 2013.
Ma non è detto perché un altro regista, questa volta europeo, ha fatto di più (anche se era partito con due protagonisti già adulti). Si tratta di Claude Lelouch che, dopo Un uomo, una donna (1966) e Un uomo, una donna oggi (1986) ha fatto ritrovare Anouk Aimèe e Jean-louis Trintignant ormai anziani in I migliori anni della nostra vita (2019).
Lui (americano) e lei (parigina) si incontrano sul treno che proviene da Budapest. Scendono a Vienna, camminano, parlano, si confidano, si baciano. Un film dall'impianto rohmeriano che riesce a dare spazio alla parola senza rinunciare al cinema.
Come già osservato(Rossella Iannone, 23.6.2007), non risulta che Jesse sia un giornalista. In secondo luogo: Adam Goldberg (che è invece coprotagonista nel film di cui la Delpy è anche regista: "Due giorni a Parigi" del 2007), indicato nel cast del film, che parte farebbe? Tutto il film è incentrato su Jesse e Celine: forse è senza barba e fa un'apparizione istantanea (come Alfred Hitchcock nei suoi [...] Vai alla recensione »