20a edizione della Festa del Cinema di Roma, il programma dei 163 film. Roma - 15/26 ottobre 2025. Le recensioni, trame, listini, poster e trailer, ordinabili per:
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Le memorie di Dacia Maraini ai tempi della Seconda Guerra Mondiale. Espandi ▽
1943. Dacia Maraini ha sette anni e vive con la famiglia a Kyoto, dove il babbo insegna all'università. Scorrono gli ultimi anni della Seconda guerra mondiale e tutti sognano la pace. La vita della piccola Dacia, tuttavia, è sconvolta quando i genitori si rifiutano categoricamente di giurare fedeltà alla Repubblica di Salò: l'intera famiglia viene tradotta in un campo di concentramento dedicato ai cosiddetti traditori della patria. Recensione ❯
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Il documentario segue Vincenzo Salemme nel percorso di allestimento di "Natale in casa Cupiello" di Eduardo De Filippo. Espandi ▽
Il documentario segue Vincenzo Salemme nel percorso di allestimento di "Natale in casa Cupiello" di Eduardo De Filippo. Tra prove, confronti e momenti di riflessione con la compagnia, l'attore e regista si misura con uno dei testi sacri del teatro italiano, intrecciando la memoria eduardiana con la propria sensibilità contemporanea. La macchina da presa entra nel vivo delle prove e s'insinua dietro le quinte, restituendo la dimensione corale del lavoro e la fragile, quotidiana alchimia dello spettacolo che prende forma. Un grande omaggio al teatro inteso come rito collettivo, laboratorio di emozioni e memoria. E, allo stesso tempo, un atto d'amore nei confronti di uno dei più grandi drammaturghi del Novecento italiano. Recensione ❯
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Il documentario segue il lavoro di difesa della democrazia dei bibliotecari americani. Espandi ▽
Il documentario segue il lavoro di difesa della democrazia dei bibliotecari americani, che si ritrovano a combattere la censura dei libri, in particolare quelli che riguardano tematiche su razza e identità LGBTQIA+. Recensione ❯
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Il film intreccia vari protagonisti che, in luoghi diversi, cercano di sfuggire a un'epidemia. Espandi ▽
Hanno tacchi altissimi, abiti scollati, dorati o di raso bianco o coloratissimi, tanti lustrini, i capelli
cotonati e arricciati e il volto perfettamente truccato: sono le drag queen che, scritturate da Dre, si
esibiscono in un capannone di Brooklyn la notte in cui dilaga in città un'epidemia di zombie. E con loro
lesbiche, gay, transgender, party girls e gruppi di ragazzi, bianchi, black, latini e orientali tutti uniti a
contrastare i traballanti non morti. Che, a loro volta, non sono cattivi, ma solo affamati. Recensione ❯
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Un'indagine sui motivi che hanno portato Velázquez soltanto ai margini della memoria collettiva. Espandi ▽
Il pittore secentesco Diego Velázquez, maestro del fuori campo e della mise en abyme, è stato un genio artistico rimasto ingiustamente ai margini della memoria collettiva. Dalla profondità ipnotica di "Las Meninas" ai vertiginosi livelli interpretativi di "Las Hilanderas", Velázquez è stato ammirato da colleghi come Manet e Dalí, ma non dal grande pubblico. Recensione ❯
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Narrata da Milena Vukotic, Sguardi in camera racconta la storia italiana attraverso il cinema amatoriale. Espandi ▽
Fotogrammi domestici, primi selfie, istanti di vita quotidiana e grandi eventi si intrecciano per restituire
speranze, traumi e trasformazioni sociali: dal fascismo alla Liberazione, dalla guerra alla ricostruzione
fino al boom economico. La cinepresa diventa qui uno strumento di racconto e testimonianza, capace di
cogliere l'identità di un Paese in continua evoluzione. Ogni fotogramma rivela infatti la vitalità, le
contraddizioni e le emozioni di un'Italia in cambiamento. Recensione ❯
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Nel 1964, il regime sovietico prese la storica decisione di processare il grande poeta Joseph Brodsky con l'accusa di parassitismo sociale. Espandi ▽
Nel 1964, il poeta Joseph Brodsky, allora ventiquattrenne, viene accusato di parassitismo sociale dal regime sovietico. Al termine del processo, Brodsky viene condannato a cinque anni di lavori forzati e all'esilio nel nord della Russia. Il film ripercorre questo episodio storico che all'epoca fece molto scalpore. Recensione ❯
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Una struggente riflessione sul sogno e sul fallimento. Espandi ▽
Chi è Alexander Trannoy? Un regista che non è mai riuscito a portare a termine un solo film e non ha
lasciato un solo fotogramma. Eppure da giovane era stato amico di Jean Rochefort e lo aveva coinvolto
in vari progetti. Poi aveva quasi diretto un film con Lino Ventura e Anouk Aimée, Le serpent de Gilbratar,
e avuto come aiuto regista il giovane Claude Lelouch. Ma quando era andato negli Stati Uniti per girare
un film con Marlene Dietrich aveva cominciato a dare segni di follia. Fino al sogno assurdo di dirigere il
film su Napoleone che Kubrick aveva abbandonato. Recensione ❯
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Ispirata al libro di Javier Cercas e diretta dal talentuoso Alberto Rodríguez, la serie rievoca il colpo di
Stato del 23 febbraio 1981 in Spagna, un episodio cruciale della transizione democratica. Espandi ▽
Quando il
tenente colonnello della Guardia Civil Antonio Tejero irruppe armato nel Congresso, solo tre uomini
rimasero seduti: Adolfo Suárez, Santiago Carrillo e Manuel Gutiérrez Mellado. Attraverso le loro scelte e
quelle dei principali protagonisti del golpe, il racconto ricostruisce magistralmente la tensione che portò
il Paese sull'orlo del ritorno al regime militare. Tra i corridoi del potere e le stanze segrete dei comandi,
emergono conflitti, paura e coraggio, mentre la narrazione intreccia cronaca storica e introspezione
psicologica, restituendo il dramma umano e politico di un momento in cui il destino di una nazione si
giocò in pochi, decisivi minuti. Recensione ❯
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Le
contraddizioni dell'essere umano e il fragile equilibrio che esiste tra istinto e coscienza. Espandi ▽
Una black comedy che segue un gruppo di giovani reclute durante l'addestramento
militare: dai primi sguardi diffidenti e tensioni iniziali, alla nascita di legami inattesi e profondi. Con il
procedere della formazione, i ragazzi scoprono che la vera forza non risiede nella violenza, ma nella
responsabilità condivisa, nella fiducia reciproca e nella solidarietà che unisce chi affronta insieme il
peso della vita e della morte. Recensione ❯
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Un film di fantasmi, di morti e rinascite. L'energia potentemente femminile della regista sa affrontare un dolore lancinante con coraggio ed empatia. Drammatico, USA2025. Durata 125 Minuti.
Chloé Zhao racconta la morte del figlio di Shakespeare dal punto di vista della moglie Anne, fonte di dolore e ispirazione per la nascita di "Amleto". Espandi ▽
Chloé Zhao parte da un best seller dell’autrice irlandese Maggie O’Farrell che assume il punto di vista della moglie del Bardo, Anne Hathaway, per raccontare uno degli episodi più tragici della loro vita, ovvero la morte del figlio Hamnet, a soli 11 anni. Quell’episodio da un lato è stato un trauma profondissimo per la coppia, ma è stato anche la fonte di ispirazione del capolavoro di Shakespeare che porta quasi il nome del suo bambino perduto. Hamnet è un film di gemellaggi reali e creativi, di fantasmi e (pre)visioni, di buchi neri pronti ad inghiottire, di morti e rinascite, di vasi comunicanti che trasferiscono energia (vitale o letale) l’uno all’altro. Zhao dirige facendo leva sulla sua stessa doppia identità culturale: anglosassone e asiatica, contemplativa e nitida, materica e spirituale. Con coraggio ed empatia affronta un dolore lancinante e mostra un autore in grado di sublimarlo in arte. L’arte trascende persino la morte, consentendo quella trasfigurazione che è un dono di eternità. E le sontuose composizioni musicali di Max Richter offrono al pubblico quella catarsi emotiva che per molti si scioglierà in pianto. Recensione ❯
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Lilian, psicanalista in crisi, inizia a indagare sulla misteriosa morte di una paziente. Ipnotizzata, scopre un passato segreto che la lega alla defunta. Espandi ▽
Lilian Steiner è una psicanalista di origini americane, perfettamente integrata nell’ambiente della borghesia parigina. Rigida, nervosa, chiaramente bloccata, non ascolta più veramente i suoi pazienti. Se ne accorge il giorno in cui muore una di loro, Paula, e lei comincia a lacrimare copiosamente. La scettica dottoressa finisce così da un’ipnotista, che la guida dentro una storia segreta, che la riguarda e la lega alla donna scomparsa. Chi ha ucciso la paziente di Lilian? È stata la figlia, resa folle dalla gravidanza? Il marito, che sembra avere un’arma al posto dello sguardo? O è stata Lilian stessa, sbagliando qualcosa? Giallo psicologico, morbido come il vino rosso che i personaggi bevono con piacere, il film può sembrare ambire a contenere troppe anime al suo interno, ma è proprio in questa non facile compresenza di accenti diversi, e nel modo in cui maneggia l’obiettivo personale e quello d’intrattenimento, che sta il suo maggiore interesse. Recensione ❯
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Una commedia universale che riesce nell'impresa di aprire i cuori e contagiare speranza in chi guarda. Commedia drammatica, Giappone, USA2025. Durata 103 Minuti.
Philip, attore americano in Giappone, lavora per "Rental Family", offrendo affetto a pagamento. Scoprirà però che separarsi dai clienti è la parte più difficile. Espandi ▽
Philip è un attore americano di alterne fortune che da anni vive e lavora in Giappone. Un giorno gli propongono di lavorare per un’agenzia che fornisce figuranti a noleggio per assistere i cari, chiedere scusa a mogli, fingersi parenti, e così via. Le cose si complicheranno non poco quando scoprirà a sue spese che non sarà facile evitare di affezionarsi ai clienti e chiudere definitivamente i rapporti con loro. Una commedia commovente sulla riscoperta dell’empatia e dell’autenticità dei legami tra esseri umani. È Rental Family, scritto e diretto dalla giapponese Hikari, con protagonista un titanico Brendan Fraser che torna a emozionare dopo la prova da Oscar di The Whale. Nell’era dell’individualismo sfrenato, Hikari riesce a firmare un film toccante, tenero, garbato sul diritto a rendere felice il prossimo e sul bisogno di relazioni umane autentiche. Un film originale, mainstream e universale che sfida la retorica del buonismo senza mai rinunciare all’ironia, riuscendo nell’impresa di aprire i cuori e contagiare speranza in chi guarda, ricordando che in ogni parte del mondo e a ogni età non ci si salva mai da soli. Recensione ❯
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Una commedia che fotografa un'Italia legata alle proprie radici anche davanti alla necessità di adeguarsi al presente. Commedia, Italia2025. Durata 118 Minuti.
Un racconto ironico e appassionato lungo vent'anni, ambientato in un angolo meraviglioso della Sardegna. Espandi ▽
Alla soglia del nuovo millennio, due destini lontani si scontrano su una lingua di costa ancora incontaminata nel sud della Sardegna.
Efisio Mulas è un pastore solitario, custode silenzioso di un tempo che sembra non esistere più. Vive lì da sempre, tra il mare e i suoi animali, nella piccola casa dove è nato.
Dall'altra parte c'è Giacomo, Presidente di un potente gruppo immobiliare, simbolo di un'Italia lanciata verso il futuro. È deciso a trasformare quella costa in un resort di lusso.
Al suo fianco Mariano, capo cantiere e uomo pratico, ha il compito di convincere Efisio a cedere quell'ultimo lembo di terra.
Tra questi mondi inconciliabili si muove Francesca, la figlia di Efisio, divisa tra le sirene del cambiamento e l'appartenenza alla propria terra.
Quando Efisio rifiuta l'ennesima offerta milionaria, la trattativa si trasforma in una battaglia legale nella quale entra in scena Giovanna, una giudice nata e cresciuta in quei luoghi chiamata a dirimere il conflitto.
Mentre le pressioni aumentano e la comunità si spacca tra chi sogna nuove opportunità di lavoro e chi teme di perdere per sempre la propria identità, l'incrollabile "no" di Efisio si carica di un significato collettivo. Forte del valore delle sue scelte e della memoria di chi è venuto prima di lui, Efisio sa che a volte, proprio perché "la vita va così", bisogna fermarsi e decidere da soli dove andare. Recensione ❯
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Virzì abbandona ogni distacco ironico per immergersi (e immergerci) nel viaggio di redenzione del quale abbiamo disperatamente bisogno oggi. Commedia, Italia2025. Durata 105 Minuti.
Un film sulla morte e sulla vita, su come anche il dolore possa generare tenerezza e protezione. Espandi ▽
Adriano Sereni è un cinquantenne che vive da recluso dentro un’ex scuderia. Non si lava praticamente più e “puzzicchia”, come dice la sua amica Giuliana Marziali, che è stata sua socia in un importante studio legale: perché Adriano era un avvocato di successo, prima che un tragico evento gli spezzasse la vita in due. Giuliana cerca di convincerlo a presentarsi in tribunale ma lui accetta solo perché gli pare un’opportunità di rivedere il figlio Matteo. Intanto, nella villa abbandonata di fronte alle scuderie, si accampa un gruppo di ragazzi, capitanato dalla volitiva Matilde.
Che cos’è un padre? È questa la domanda che Cinque secondi, il nuovo film diretto da Paolo Virzì e scritto insieme al fratello Carlo e a Francesco Bruni e per fortuna non è un film a tesi, ma una storia vera e propria, per certi versi quasi una favola. Il regista fa un j’accuse del sarcasmo con cui, in una certa misura, ha guardato il mondo, anche attraverso i suoi film, e abbandona ogni distacco ironico per immergersi (e immergerci) nel viaggio di redenzione del quale abbiamo disperatamente bisogno oggi. Recensione ❯
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