L'attore torna al cinema nel fenomeno globale Backrooms. Al cinema dal 27 maggio.
di Francesca Pellegrini
Astro nascente british - ma guai definirlo soltanto così - dopo un ruolo di primo piano nella quarta stagione di True Detective, Finn Bennett presta zigomi taglienti e capelli ossigenati a «Brightflame»: il folle Targaryen di turno nello spin-off di Got, A Knight of the Seven Kingdoms, ambientato un secolo prima degli eventi che hanno acceso l'immaginazione del pubblico.
Oggi, l’attore torna al cinema nel fenomeno globale Backrooms dal 27 maggio in sala.
L'attore è nato all'Homerton University Hospital, nel quartiere di Hackney a Londra, dove ha trascorso tutta la sua infanzia. È figlio di Ronan Bennett, sceneggiatore e creatore della serie crime Top Boy, e di Georgina Henry, giornalista britannica che ha lavorato per 25 anni al quotidiano The Guardian, dal 1989 fino alla sua scomparsa nel 2014, avvenuta a causa di un tumore. Bennett si definisce irlandese-britannico. Suo padre, originario di Belfast, ha sempre sostenuto che tutto per lui «inizia e finisce in Irlanda», nonostante molte persone lascino il Paese. Per questo, l'attore ha sempre attribuito grande importanza alle sue radici. Un aneddoto che ama raccontare riguarda un'intervista in cui era stato definito "attore britannico". Dopo la pubblicazione, suo padre lo aveva chiamato furioso, contrariato da quella descrizione, ritenendola imprecisa rispetto alle loro origini e alla loro identità. In questo contesto si inserisce anche una delle influenze più significative trasmessegli dal genitore: la visione del cult Nel nome del padre con Daniel Day-Lewis, un'opera che affronta la storia e la complessa realtà della lotta irlandese.