Il terzo capitolo animato di Zerocalcare: la presa d’atto di un’età adulta inevitabile. Dal 27 maggio su Netflix.
di Gabriele Prosperi
Zero si ritrova socio in un piccolo bar di Rebibbia insieme all'amico Cinghiale, che ora ha una famiglia e non può permettersi di fallire. Quando un personaggio pericoloso si presenta a riscuotere un debito, la situazione precipita rapidamente. Nel frattempo, Sarah chiede a Zero di ospitare Smeralda, un'amica che deve sfuggire a una relazione violenta. Intorno a questi due fili - la minaccia esterna e l'irruzione del passato - si annodano le vite di una generazione che ha smesso di aspettarsi che le cose si sistemino da sé.
Zerocalcare ha costruito buona parte della sua fortuna narrativa sul calore un po' difensivo dei legami stretti come rifugio contro l'instabilità del mondo adulto. In questa terza serie per Netflix questo rifugio esiste ancora, ma non è più in grado di proteggere e deve farsi invece punto di partenza, aprirsi a qualcosa di più oscuro e meno risolutivo. La sperimentazione produttiva riflette anche un'ironia più pungente e meno protettiva.
Il coraggio del finale e la qualità complessiva della realizzazione bastano a chiudere il cerchio e a regalarci, nel complesso, una trilogia fondamentale.