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37° Torino Film Festival, tra conferme di qualità e salti nel buio (dell'orrore)

Svelato il programma della nuova edizione del festival piemontese in avvio il 22 novembre.
di Marianna Cappi

Jojo Rabbit

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Scarlett Johansson (35 anni) 22 novembre 1984, New York City (New York - USA) - Scorpione. Nel film di Taika Waititi Jojo Rabbit. Al cinema da giovedì 16 gennaio 2020.
giovedì 14 novembre 2019 - Torino Film Festival

Il gustoso promo animato della direzione creativa della RAI ha inaugurato stamattina a Roma la conferenza stampa di presentazione del 37.mo Torino Film Festival, e lo ha fatto all'insegna dell'horror, in omaggio all'attesissima retrospettiva, e, in generale, alla passione per il genere e per il recupero cinefilo che da sempre contraddistingue questo festival.
Circa 197 i film complessivi, di cui 142 lungometraggi, comprensivi dei 35 titoli della retrospettiva, dei restauri e della selezione del guest director, che quest'anno è Carlo Verdone.

Dopo il saluto del neodirettore del Museo del Cinema di Torino, Domenico De Gaetano, che ha presentato l'evento di pre-apertura del festival, un grande concerto dell'Orchestra del Teatro Regio, opening dei festeggiamenti per Torino Città del Cinema 2020 e per i vent'anni (sempre nel 2020) della Film Commission, la direttrice Emanuela Martini ha illustrato il programma dell'edizione 2019 del TFF, a partire dai 15 film del Concorso, tradizionalmente dedicato al cinema "giovane" e dunque riservato alle opere prime e seconde internazionali.

In cartellone, nella sezione, un solo film italiano, Il grande passo, di Antonio Padovan, già autore di Finché c'è prosecco c'è speranza.
Marianna Cappi

Battiston e Fresi fratelli, ambientato nei luoghi tipici del cinema di Mazzacurati, di cui riprende anche la malinconia e l'ironia, il film di Padovan immagina che Giuseppe Battiston e Stefano Fresi siano fratelli, in Polesine, tra bisticci e complicità.
Porta la firma di due italiani, al loro esordio, anche Now is Everything, del figlio d'arte Riccardo Spinotti con Valentina De Amicis, ma la produzione è integralmente americana e così le atmosfere, tra Lynch e Malick.

Due film dall'America Latina, due dall'Oriente, uno tedesco, uno canadese (Raf, con una sorprendente Grace Glowicki), due statunitensi, un islandese (A White, White Day), un russo, un francese, opera prima del musicista Marc Collin, cofondatore dei Nouvelle Vague, uno basco, uno inglese (Pink Wall, esordio alla regia dell'attore Tom Cullen) e uno nordafricano, potente opera seconda al femminile. In generale, un concorso che evidenzia un ritorno dei registi giovani in direzione dei generi e di un cinema meno programmaticamente e a volte velleitariamente autoriale.

La sezione Festa Mobile si apre, come già annunciato da qualche settimana, con Jojo Rabbit, nel quale Taika Waititi, già autore del mitico What we do in the shadows, narra di un bambino nella Vienna del '45 che fa di Hitler il suo amico immaginario (interpretato dallo stesso Waititi): una parodia che non evita la tragedia. Il film di chiusura è invece Knives out (Cena con delitto), di Rian Johnson: classicissimo whodunit alla Agatha Christie, con uno stuolo di parenti serpenti e con un inaspettato Daniel Craig nel ruolo dell'investigatore privato.


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In foto una scena del film Cena con Delitto.
In foto una scena del film Il grande passo.
In foto una scena del film Lontano, lontano.

Tanti i film nel mezzo, e impossibile nominarli tutti. Si segnalano: Beats, quarto lungometraggio di Brian Welsh, che a Torino riceverà il premio Hamilton, Frida Viva La Vida di Gianni Troilo con la voce narrante di Asia Argento, The Good Liar, di Bill Condon, thriller con la coppia Ian McKellen e Helen Mirren che si incontra on line, La Gomera (Fischia!), passato con successo a Cannes, Lontano Lontano, di Gianni Di Gregorio, con l'ultima interpretazione di Ennio Fantastichini, Magari (guarda la video recensione) di Ginevra Elkann, Mientras dure la guerra, importante film storico di Alejandro Amenabar sul franchismo, Nour di Maurizio Zaccaro, che racconta un episodio della vita e del lavoro di Pietro Bartolo, medico di Lampedusa, interpretato da Sergio Castellitto.

E ancora: Queen & Slim, fuga di una coppia di ragazzi attraverso gli Stati Uniti aiutati dalla comunità afroamericana, Simple Women di Chiara Malta con Jasmine Trinca e Elina Lowensohn (interprete di Simple Men di Hal Hartley), il thriller spionistico Spider in the web con Ben Kingsley anziano agente del Mossad e Monica Bellucci nel ruolo della femme fatale, e due film di Abel Ferrara, Tommaso, passato a Cannes, e The Projectionist, nel quale Ferrara intervista un gestore di cinema porno di Times Square di origine greca.

Dentro Festa Mobile si trovano anche il documentario di Elisabetta Sgarbi Vaccini. 9 Lezioni di Scienza, Colpiti al cuore, con interviste ai registi italiani che hanno affrontato il terrorismo nei loro film, l'opera collettiva realizzato dai diplomati della Scuola di Cinema Volonté (L'ultimo piano) e la personale completa di una delle figure giovani più interessanti del cinema europeo, Teona Strugar Mitevska, il cui ultimo film, Dio è donna e si chiama Petrunia, uscirà in Italia per Teodora.

Una giornata, al cinema Massimo 3, verrà dedicata a Mario Soldati, con le proiezioni di La Provinciale, Malombra e Fuga In Francia, ma anche di una puntata del suo Viaggio nella valle del Po, con cui ha inventato la televisione gastronomica, due puntate di Chi Legge? e altro materiale, in collaborazione col DAMS, che il giorno successivo gli dedicherà un convegno di studi e una tavola rotonda. Quanto alle altre sezioni principali, nel variegato universo documentario del festival (Internazionale Doc, Italiana Doc, Desiderio, L'Unica Cosa Che Ho è la Bellezza del Mondo), giovani registi e registe descrivono e interpretano il loro mondo, e il paesaggio, quest'anno, è il protagonista assoluto di queste descrizioni, seguito dal tema della poesia, e del potere ecologico della parola. Fuori concorso, Tutto l'oro che c'è, di Andrea Caccia e un viaggio dalla fonte del Ticino al Po, tra continue trasformazioni di genere, mentre Incontro con Flatform osserva da un drone la filmografia di un collettivo artistico storico. Ospiti della sezione saranno Franco "Bifo" Berardi e la poetessa Laura Cervone.

Per Italiana Corti saranno undici i lavori selezionati, dai temi più disparati, tutti scelti in base alla predisposizione alla ricerca formale, tra videoarte e mockumentary. Onde, sezione sperimentale, punta sul cinema portoghese e di Pedro Costa in particolare, ma anche su due titoli dal Brasile, che raccontano la cinematografia del paese di ieri e di oggi.

Per gli italiani, tra gli altri: Padrone dove sei, di Carlo Michele Schirinzi, grumo di dolore e autoriflessione, visivamente molto comunicativo, Dentro Di Te C'è La Terra, di Cosimo Terlizzi, e Tonino De Bernardi su Tolstoj (Resurrezione). Dal Forum della Berlinale arriva Frank Beauvais, Ne Croyez Surtout Pas Que Je Hurle, mentre si centrano sulla famiglia l'opera prima dell'argentina Romina Paula (De Nuevo Otra Vez) e il tedesco Maman Maman Maman.

Ultima, ma solo per caso, After Hours, la sezione dedicata a genere, generi ed eccentricità varie, al cui interno campeggia, sabato 23, la seguitissima Notte Horror, che quest'anno vede in cartellone: Blood Quantum, bizzarro film di pellerossa contro zombie, del canadese di origini indiane Jeff Barnaby, il classico Creature from the Black Lagoon (per chi vuole scoprire da dove viene il mostro de La forma dell'acqua (guarda la video recensione)) e The Lodge, horror psicologico d'atmosfera, girato in Inghilterra in una casa immersa nella neve. Diciassette gli altri titoli, tra cui The Barefoot Emperor, il sequel de Il re dei Belgi, Un confine incerto, noir impegnato di Isabella Sandri sul traffico pedopornografico on line, Letto N.6 di Milena Cocozza, film di fantasmi a regia femminile con Carolina Crescentini, e Paradise, nel quale due testimoni di mafia si incontrano in un motel di alta montagna dove sono stati confinati.

Fiore all'occhiello di questa edizione, la retrospettiva "Si può fare!" sull'horror classico, 1919-1969: trentacinque film, che vanno dal Gabinetto del Dottor Caligari a Doctor Jekyll e Sister Hyde e rievocano il ricchissimo panorama dell'horror classico, da cui poi ripartiranno Romero e il New Horror. Icona dell'horror classico, "signora della notte", amata anche dai nostri Fellini, Bava e Monicelli, è Barbara Steele, oggi 83enne, che sarà presente al festival per ricevere il Gran Premio Torino.

Molti gli eventi collaterali, tra cui un piccolo concorso bandito da QC Terme per cortometraggi a tema acqua, i migliori dei quali verranno proiettai nei numerosi resort della catena, e poi i 7 film sviluppati nell'ambito del programma internazionale Torino Film Lab, incontri, industry e altro ancora. A Torino, dal 22 al 30 Novembre.


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