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3.09 - CONSIGLIATO SÌ
Un viaggio emotivo e di grande impatto visivo al cuore dell'intreccio tra creatività e relazioni. Espandi ▽
Mother Mary è una cantante pop che, dopo una lunga assenza conseguente a un avvenimento tragico, sta per tornare sulle scene. Nell'imminenza dello show avverte che nessuno degli abiti che le sono stati proposti aderisce alla sua più intima essenza. Quindi si precipita dalla fashion designer Sam Anselm che un tempo fu la persona che le era più vicina. Il legame tra le due ha subìto una lunga interruzione ed ora l'una ha bisogno dell'altra. Ma l'altra, non sa quanto possa essere disposta ad aiutarla.
David Lowery, con un budget decisamente più consistente rispetto al passato, non rinuncia alla propria indipendenza. Si diverte a mescolare le carte affrontando contemporaneamente temi legati alla religione, all'esoterismo, allo show business, alla moda, al tempo e alla morte.
Le due attrici Anne Hathaway e Michaela Coel offrono un livello interpretativo decisamente alto. Lowery scruta il lato oscuro dell'animo umano che si riveste di tessuti per coprire quella nudità interiore atavica la cui percezione la Bibbia attribuisce ad Adamo ed Eva.
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2.86 - CONSIGLIATO SÌ
Un sequel che ci dà quello che aspettavamo. C'è meno ferocia ma il cast si conferma di primo piano.
Commedia,
Drammatico -
USA 2026.
Durata 119 Minuti.
Il film segue la lotta di Miranda Priestly contro Emily Charlton, la sua ex assistente diventata dirigente rivale, mentre competono per gli introiti pubblicitari in un periodo di declino della carta stampata e mentre Miranda si avvicina alla pensione. Espandi ▽
Sono passati vent'anni da quando Miranda Priestley faceva il bello e il cattivo tempo come direttrice della rivista di moda Runway. Per riparare ai danni d'immagine dell'azienda il proprietario di Runway, Irv, convoca Andy Sachs, l'ex stagista di Miranda che è diventata un'ottima giornalista, ma ha anche appena perso il lavoro per i tagli all'editoria. Andy torna dunque a Runway come caporedattrice attualità e ritrova l'adorabile Nigel.
Dopo il successo planetario di
Il diavolo veste Prada questo sequel si assicura di dare al pubblico, soprattutto femminile, ciò che si aspetta.
Il film riposa su un format di successo e sulla bravura di un cast di primo piano. Il "glitter" degli abiti prende lo spazio del "grit" della trama che invece, visti i tempi, poteva diventare più sarcasticamente feroce, alla Piombo rovente per intenderci. Ma il pubblico si accontenterà facilmente della dimensione "eye candy" (l'abuso di anglicismi è intenzionale), e fioccherà a riempire le sale.
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2.77 - CONSIGLIATO SÌ
I gemelli Boukherma approdano al realismo crudo, ma il film non trova la strada giusta.
Drammatico,
Francia 2024.
Durata 146 Minuti.
La storia di due adolescenti della Francia orientale. Espandi ▽
Da qualche parte nell'est della Francia, tra laghi balneabili e altiforni ormai spenti, il quattordicenne Anthony trascorre l'estate del 1992 in compagnia del cugino, del richiamo della trasgressione e di una noia fagocitante. Poi l'incontro con Steph, più grande, bellissima, per rivedere la quale Anthony porta di nascosto fuori dal garage la moto che suo padre conserva come una reliquia. A fine serata scopre con terrore che la moto non c'è più. La sua vita, da questo momento, s'intreccia, per anni, con quelle di Steph e di Hacine, in un ricorrere di desideri frustati e crescente violenza.
I fratelli gemelli Ludovic e Zoran Boukherma, appassionati di genere, dopo un horror licantropico e una shark-comedy, si cimentano con l'adattamento del romanzo di Nicolas Mathieu, "E i figli dopo di loro", vincitore del premio Goncourt nel 2018, e con il registro del realismo, nella sua accezione più cruda.
Resta valida la descrizione di un mondo paesaggisticamente rigoglioso e socialmente riarso, di cui si percepiscono con vividezza gli umori e gli odori; una certa tendenza del cinema francese a raccontare luci e ombre dell'integrazione attraverso l'evento nazionalpopolare per eccellenza, e cioè la finale di una partita di calcio; e quel determinismo sociale senza scampo che è la cifra più netta del racconto.
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2.75 - CONSIGLIATO SÌ
Un film che ci ricorda come nella civile Europa alcuni diritti vengano violati.
Drammatico,
Romania 2024.
Durata 105 Minuti.
Nel sud della Romania un diciassettenne scopre che il diritto a manifestare la propria sessualità non è affatto garantito. Espandi ▽
Adi ha diciassette anni ed è tornato nel suo villaggio in prossimità del Delta del Danubio per trascorrere le vacanze estive. Il semplice sospetto che sia omosessuale lo rende vittima di un duro pestaggio. Le reazioni di chi lo circonda saranno le più diverse. Emanuel Pàrvu ferma la sua macchina presa un tempo molto mobile proprio quasi per fotografare lo stato delle cose. Il suo non è un j’accuse manicheo che separa i buoni dai cattivi. È, molto più produttivamente, uno sguardo che è sempre più attonito di fronte a sacche di ignoranza inconsapevole che hanno trovato una loro collocazione a partire dal nucleo familiare.
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3.37 - CONSIGLIATO SÌ
Un film-evento musicale, dal ritmo travolgente. Da brividi la performance di Jafaar Jackson.
Biografico,
USA 2026.
Durata 127 Minuti.
La storia del re del pop Michael Jackson. Espandi ▽
Michael è un bambino pieno di sogni e di talento. Balla e canta in modo unico, si trova a crescere con un padre opprimente, che non esita a tirare fuori la cinta per imporre il suo volere. Ma Michael è destinato a diventare un'icona, la sua ascesa da solista va di pari passo con l'intima urgenza di avere sempre maggiore emancipazione dalla figura paterna, fino al "divorzio professionale". Nel frattempo, tra un animale esotico e l'altro nella sua villa, il suo successo non si arresta, anzi spicca il volo: Off the Wall, Thriller e Bad, il resto è storia.
Più che un biopic fedele alla verità dei fatti,
Michael è uno spettacolare evento musicale. Antoine Fuqua si assume la responsabilità di raccontare una delle icone più osannate e criticate del mondo, e per farlo sceglie - per evidenti questioni legali - di sacrificare una parte della storia: quella processuale, legata alle gravi accuse di pedofilia e molestie su minori.
Un film da grande pubblico,
Michael che sa commuovere, esaltare, ispirare, divertire e far cantare e ballare chi guarda.
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4.11 - ASSOLUTAMENTE SÌ
Un'affascinante e complessa indagine sul potere dell'amore e del cinema.
Animazione,
Giappone 2001.
Durata 87 Minuti. Consigli per la visione:
Un viaggio onirico in cui i confini tra realtà e finzione si dissolvono. Espandi ▽
La ricostruzione di una sala cinematografica, ora dedicata alla diva Chiyoko Fujiwara, è oggetto di un documentario, realizzato da Genya Tachibana. Genya ha conosciuto anni prima Chiyoko ed è il suo più devoto fan: finalmente questa occasione gli permetterà di parlare con lei in una intervista. Il racconto della sua carriera diventa un flusso ininterrotto di ricordi.
Con
Millennium Actress, Satoshi Kon firma una delle sue opere più complesse e stratificate, una riflessione sul cinema come dispositivo di memoria e sulla memoria come forma di finzione.
Il film è una dichiarazione d'amore al potere delle immagini e alla loro capacità di custodire ciò che nella realtà è destinato a sfuggire. Un film che, come la sua protagonista, non smette di muoversi, di cercare, di esistere nel tempo proprio attraverso la sua irrisolta tensione.
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2.90 - CONSIGLIATO SÌ
Il personale Mission: Impossible di Guy Ritchie. Con Eiza González, un asso nella manica.
Azione,
Gran Bretagna,
USA 2026.
Durata 98 Minuti.
Un action thriller adrenalinico e imprevedibile che riflette lo stile inconfondibile di Guy Ritchie. Espandi ▽
Bronco, Sid e Sophia sono i principali membri dello staff di una squadra speciale d'élite, organizzatissima e molto esperta a muoversi nell'ombra nella 'zona grigia' tra la moralità e l'immoralità, la legalità e l'illegalità, il potere e il denaro e la violenza. Quando Salazar, uno spietato despota, si impossessa di un miliardo di dollari, il team guidato da Sophie, chiamata "la Mamma", entra in azione con una missione che si presenta, sin dal primo momento, quasi impossibile.
Per portarla a termine con successo non deve sbagliare nulla. Gli agenti devono così affidarsi al loro sangue freddo, alla capacità di infiltrarsi senza farsi scoprire e di usare al meglio le armi e gli esplosivi ad alto potenziale. Ma l'operazione si complica subito e si trasforma in una guerra senza esclusione di colpi con inganni, doppi giochi e tradimenti. Salazar si dimostra un nemico molto difficile da sconfiggere e quando la vita di uno di loro è in serio pericolo, quello che conta è la lotta per la sopravvivenza e ogni errore può essere fatale. Il personale
Mission: Impossible di Guy Ritchie dalla partenza troppo faticosa ma che poi riesce a decollare e trova il piacere del gioco come Soderbergh nella saga degli
Ocean’s. In più ha in Eiza González il suo asso nella manica.
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3.21 - CONSIGLIATO SÌ
La conferma del talento dell'astro nascente Curry Barker.
Horror,
USA 2026.
Durata 108 Minuti.
Dopo aver spezzato il misterioso "Salice dei Desideri" per conquistare il cuore della persona per cui ha una cotta, un romantico senza speranza si ritrova a ottenere esattamente ciò che aveva chiesto. Espandi ▽
Dopo aver spezzato il misterioso bastoncino del desiderio per conquistare il cuore della ragazza che ama, un romantico senza speranza ottiene esattamente ciò che ha chiesto ma presto scopre che alcuni desideri hanno un prezzo sinistro e pericoloso. È il momento di un nuovo 'elevate horror', accompagnato dalla casa di produzione Blumhouse, che conferma il talento dell'astro nascente Curry Barker, regista (e interprete) di una decina di corti e del mediometraggio Milk & Serial.
Proprio Milk & Serial è l'anello di congiunzione con Obsession dal momento che la dimensione del gioco e dello scherzo iniziale, che poi prende ovviamente altre pieghe, è presente anche in questo lungometraggio che però ha, fin dall'inizio, un tono molto diverso, direi quasi un po' malato. Forse a rispecchiare quella Generazione Z, di cui il regista fa parte, le cui modalità relazionali sono ben rappresentate dal gruppo dei quattro protagonisti, due ragazzi e due ragazzi, che lavorano tutti in un negozio di articoli musicali e che sono così amici da stare insieme anche nel tempo libero.
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Un documentario onesto, né agiografico né troppo celebrativo, su un gruppo musicale che
ha fatto la storia della musica.
Documentario,
USA 2026.
Durata 106 Minuti.
Il film documenta uno dei percorsi più iconici della storia della musica e ripercorre i cinque decenni degli Iron Maiden. Espandi ▽
50 anni di Iron Maiden, il documentario racconta gli inizi e l'ascesa della band che è diventata uno dei più grandi nomi della storia della musica con 17 album in studio, oltre 100 milioni di dischi venduti e quasi 2.500 concerti in 64 paesi. Oltre alla band, il documentario presenta le riflessioni di fan d'eccezione come Javier Bardem, Lars Ulrich e Chuck D, ognuno dei quali descrive e racconta come sia stato influenzato musicalmente e culturalmente dagli Iron Maiden.
Un documentario onesto, né agiografico né troppo celebrativo, su un gruppo musicale che ha fatto la storia della musica senza gossip o scandali ma solo con il lavoro sui palchi e negli studi di registrazione.
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3.73 - CONSIGLIATO SÌ
Un esordio ricco di sfumature e di sottili trovate narrative. Una piccola opera che contiene moltitudini.
Drammatico,
Francia 2025.
Durata 96 Minuti.
Prima di affrontare la sfida più dura della sua vita Nino trascorre il weekend girovagando per la sua Parigi e affrontando alcune questioni irrisolte che lo riconnetteranno con il mondo e con se stesso. Espandi ▽
A Parigi, Nino si reca in ospedale per un controllo di routine ma scopre all’improvviso di avere un tumore alla gola. Servirà iniziare una terapia invasiva entro tre giorni, un periodo durante il quale il ragazzo dovrà anche prendere decisioni sul suo futuro, per preservare la possibilità di avere figli e per ragionare su quale sia davvero il rapporto con le persone che lo circondano, dalla madre al migliore amico. Avendo perso le chiavi e non riuscendo a rientrare a casa, Nino si avventura per la città alla scoperta di sé. Il bell’esordio nel lungometraggio della regista francese Pauline Loquès non è un “film sulla malattia”, nonostante ne abbia tutte le premesse. Ha più a che fare con lo sgomento che precede la realizzazione, e nel comprimere la finestra temporale a pochi giorni e nell’immaginare un protagonista schivo e reticente, Loquès firma uno studio di momenti fugaci, in perenne controtempo. Ricco di sfumature e di sottili trovate narrative,
Nino è una piccola opera che contiene moltitudini.
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3.38 - CONSIGLIATO SÌ
Melodramma e noir si fondono insieme in una storia pura e universale.
Thriller,
Spagna 2025.
Durata 109 Minuti.
Dal regista de La Isla Minima un thriller che vede per protagonisti due fratelli subacquei. Espandi ▽
Antonio ed Estrella sono fratello e sorella, vivono insieme a La Huelva e fanno i sommozzatori. Figli di un padre che li ha educati alla vita in mare, amano entrambi ciò che fanno, ma hanno destini professionali diversi. Il disperato bisogno di denaro di Antonio spingerà fratello e sorella a tentare la fortuna in maniera illecita, a costo della vita.
Il regista di
La isla minima e
Prigione 77 fonde melodramma e noir raccontando il rapporto sbilanciato tra un fratello e una sorella legati da un amore che imprigiona entrambi nei rispettivi ruoli.
Scritto dal regista con Rafael Cobos, il film costruisce la relazione fra i due protagonisti portando poco alla volta la materia da melodramma sul piano del noir e dando al racconto un ritmo serratissimo. Da un contesto lavorativo inedito, Rodríguez ha saputo trarre una storia pura e universale di legami e di sangue, di fallimenti e ritorsioni.
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3.44 - CONSIGLIATO SÌ
La vita professionale e personale di una coppia di artisti viene sconvolta da un evento legato a una prima teatrale. Espandi ▽
Derya e Aziz, una coppia turca di mezza età, lei attrice di teatro, lui drammaturgo e docente universitario, entrano nel mirino delle autorità turche come oppositori del regime di Erdogan: la pièce politicamente impegnata che Derya intrepreta viene cancellata, Aziz viene allontanato dall'università e i suoi social messi sotto controllo. Persino le dinamiche di coppia, e il rapporto con la figlia adolescente Ezgi, entrano in crisi quando il dramma si sposta dal palcoscenico alla vita reale seguendo logiche narrative simili, e mettendo alla prova l'impegno politico dei due protagonisti, fino a quel momento limitato ad un dissenso astratto e metaforico veicolato in forma artistica e intellettuale. Ma l'arte e l'ideologia sono abbastanza pericolose e potenti da minacciare il potere costituito, e in ogni caso da spingere gli spettatori e gli studenti a porsi domande scomode e potenzialmente sovversive.
Yellow Letters è il quinto film del regista tedesco di origine turca Ilker Çatak, il cui lavoro precedente, La sala professori, aveva fatto incetta di premi in Germania ed era entrato nella cinquina dei titoli per l'Oscar come Miglior film internazionale.
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3.82 - CONSIGLIATO SÌ
Un romantico e ambiziosissimo viaggio che prova a digerire e risputare un secolo abbondante di cinema.
Drammatico,
Cina 2025.
Durata 160 Minuti.
In un futuro dove i sogni sono aboliti, un "Fantasticatore" viene riportato in vita con pellicola e rivive più vite, fino alla fine del mondo (e del cinema). Espandi ▽
In un tempo imprecisato, l’umanità ha scoperto che rinunciando ai sogni potrà vivere per sempre. Alcuni individui, denominati
fantasmers, ossia “Fantasticatori”, continuano a sognare e, pur consumandosi nel farlo, acquisiscono il potere di viaggiare nel tempo, specie se direzionati dai “Grandi Altri”. Una di questi ultimi trova un Fantasticatore in una sala dell’oppio e gli ridà vita innestandogli della pellicola cinematografica: la creatura ritornerà giovane e vivrà storie differenti, fino alla fine del mondo (e del cinema). L’ambiziosissimo Bi Gan lascia briglia sciolta a una visione ermetica e immaginifica sulle “magnifiche sorti e progressive” del cinematografo, ri-raccontando la storia del cinema attraverso i suoi capolavori. Ma Bi non è mai un imitatore: il suo è un sogno che genera sogni e che prova a digerire e risputare un secolo abbondante di cinema in forme nuove, mantenendo un’aura di romanticismo onirico che giustifica l’affermazione di chi vede in lui l’erede di Wong Kar-wai.
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3.65 - CONSIGLIATO SÌ
Un'opera silenziosa, quasi astratta, un debutto sorprendente per rigore formale e intensità emotiva.
Drammatico,
Giappone 1995.
Durata 110 Minuti.
Il film d'esordio del maestro Kore-eda. Espandi ▽
A Osaka la giovane Yumiko è perseguitata da un sogno ricorrente. La nonna fugge di casa per tornare a morire nel villaggio natale e lei, bambina, non riesce a fermarla. Nel sogno compare anche un ragazzo in bicicletta, che suona il campanello mentre attraversa la strada. Anni dopo quel ragazzo è diventato suo marito, Ikuo, uomo apparentemente sereno e affettuoso, con cui Yumiko costruisce una fragile quotidianità. Ma la morte improvvisa e inspiegabile di Ikuo spalanca nella donna un vuoto impossibile da colmare. Trasferitasi in un piccolo villaggio sul mare, Yumiko cerca di ricostruire una vita assieme al nuovo marito Tamio, senza però riuscire a liberarsi dalla presenza inquietante del passato.
Con Maborosi, Hirokazu Kore-eda firma un debutto sorprendente per rigore formale e intensità emotiva, distante dal naturalismo caldo e familiare che caratterizzerà il suo cinema successivo. Se i film della maturità avrebbero privilegiato il movimento interno ai nuclei familiari e un’osservazione più morbida dei rapporti umani, qui Kore-eda costruisce invece un’opera ieratica e silenziosa, quasi astratta nella sua rarefazione, in cui ogni inquadratura sembra caricata di un significato ulteriore. L’impressione è che Kore-eda stia filmando non tanto gli eventi quanto il loro residuo emotivo, ciò che resta nei corpi e negli spazi dopo un trauma. Un film di fantasmi senza fantasmi, dove ciò che continua a perseguitare i vivi è semplicemente l’impossibilità di capire perché qualcuno, a un certo punto, scelga di allontanarsi per sempre.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
4.34 - ASSOLUTAMENTE SÌ
Un'esaltante esperienza visiva e sensoriale, qualcosa di magico e sacro.
Documentario,
USA 2026.
Durata 114 Minuti.
Un'esperienza musicale e cinematografica completamente nuova e immersiva. Espandi ▽
Manchester. Mancano 18 ore all’inizio dell’inizio del concerto. Si sta preparando il palco dove si esibirà Billie Eilish, la cantautrice statunitense che oggi è tra le star di maggiore successo con circa 50 milioni di copie vendute tra album e singoli digitali e definita da “Billboard” come “la migliore artista nata nel XXI° secolo”. James Cameron. Poi sempre meno tempo: 11 minuti. Billie fa degli esercizi fisici. Un cubo bianco. Lei esce. Cappellino in testa, maglia personalizzata di Billionaire Boys Club e pantaloncini a quadri. Fan in delirio. Inizia un’altra tappa del tour che promuove il terzo album della cantante “Hit Me Hard and Soft” cominciato a Québec il 29 aprile 2024 e si è concluso al Chase Center a San Francisco il 23 novembre 2025.
Billie Eilish. Hit Me Hard and Soft. The Tour è un film che ha due autori; infatti è firmato sia da Cameron che da Billie Eilish che si muove e corre con un microfono in una mano e una piccola telecamera nell’altra. Ci si trova davanti a qualcosa che assomiglia a una cerimonia sacra, a un rito dove la connessione tra Billie Eilish e il suo pubblico è immersiva, totale.
Si può assistere contemporaneamente a un evento musicale memorabile e un grandissimo film? Billie Eilish. Hit Me Hard and Soft. The Tour ci dice che è possibile. Forse resterà scolpito nel tempo come L’ultimo valzer di Martin Scorsese e Stop Making Sense di Jonathan Demme. Se lo meriterebbe perché oggi c’è stata l’impressione di essere stati davanti a qualcosa di unico.
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3.79 - CONSIGLIATO SÌ
Ambiziosa, raffinata, stimolante allegoria di Tarkovski sulla sete di conoscenza e la paura della stessa. Espandi ▽
Ambiziosa, raffinata, stimolante allegoria di Tarkovski sulla sete di conoscenza e la paura della stessa. Lo Stalker è una specie di guida che, dietro compenso, porta le persone dentro i confini di una zona proibita, presidiata dai soldati. La ragione ufficiale è che il luogo è stato contaminato dalla caduta di un meteorite. Ma una leggenda popolare vuole che all'interno della zona ci sia una "stanza" dove ogni conoscenza e ogni desiderio vengono soddisfatti. Lo Stalker porta uno scrittore e uno scienziato alle soglie della "stanza", dove però i due non osano entrare.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.69 - CONSIGLIATO SÌ
Un mélo storico di grande respiro che riflette sul vedere e sull'essere visti.
Drammatico,
Giappone 2025.
Durata 174 Minuti.
Nel boom economico del Giappone del dopoguerra, Kikuo Tachibana, nato da una famiglia yakuza, viene adottato da un attore kabuki e, nonostante le difficoltà, diventa un artista di talento. Espandi ▽
Nagasaki, anni '60. Kikuo, dal viso efebico, recita come onnagata (attore maschile in un ruolo femminile) in una rappresentazione kabuki di fronte al grande attore Hanjiro, quando il padre - uno yakuza - viene trucidato davanti ai suoi occhi. Hanjiro sceglie di prendere Kikuo sotto la sua protezione e di avvicinarlo al figlio Shunsuke, anche lui aspirante attore.
Il film rifiuta ogni semplificazione.
Kokuho non tenta di "spiegare" il kabuki né di renderlo accessibile a tutti i costi: ne preserva l'opacità, la complessità, persino una certa distanza.
Più che un racconto sul mondo del kabuki,
Kokuho è una riflessione sul vedere e sull'essere visti, sulla costruzione dell'identità come performance continua. E, soprattutto, sul prezzo da pagare per trasformarsi in immagine, per diventare - e restare - un'icona.
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3.57 - CONSIGLIATO SÌ
Un insegnante russo documenta la trasformazione della sua scuola cittadina in un centro di reclutamento di guerra durante l'invasione dell'Ucraina, rivelando i dilemmi etici che gli educatori affrontano tra propaganda e militarizzazione Espandi ▽
Pavel “Pasha” Talankin non è propriamente un insegnante. È colui che, in una scuola di una cittadina del Karabash, è addetto al coordinamento degli eventi scolastici nonché il responsabile della videoteca. Dopo l’inizio dell’”operazione militare speciale” in Ucraina del 22 febbraio 2022 assiste in tempi rapidi alla trasformazione del suo lavoro in un veicolo di propaganda militarista. Deve cioè documentare marce con bandiera, discorsi patriottici dei docenti, piccole parate militariste. Decide di trasformare questo suo dovere professionale in un ‘attività di controinformazione rivolta soprattutto a chi vive al di fuori dai confini. Ciò che risulta essere più interessante in questo film, realizzato con i materiali registrati dal giovane filmmaker che è riuscito a lasciare la Russia prima di essere prima o poi arrestato, è sicuramente la documentazione di come un regime provi ad insinuarsi a forza nelle coscienze dei meno culturalmente attrezzati, cioè dei più giovani in età scolastica.
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4.00 - ASSOLUTAMENTE SÌ
Un notevole esordio alla regia, che racconta il Male ma restituisce anche la bellezza dei luoghi e delle persone.
Drammatico,
Brasile 2024.
Durata 101 Minuti.
Una tredicenne è decisa a dare una svolta al suo futuro. Espandi ▽
Marcielle detta Tielle ha 13 anni e vive in una capanna a Marajó, nella foresta amazzonica a Nord del Brasile, insieme ai genitori, una sorella più piccola e due fratelli. La sorella maggiore Claudia se ne è andata e le manca, ma la madre, incinta del sesto figlio, dice a Tielle che Claudia che ha avuto fortuna perché ha sposato un brav’uomo e ora abita lontano. La quotidianità sembra serena pur nell’assoluta povertà, dato che la famiglia vive della vendita di gamberetti pescati nel fiume e succo di bacche di açaí colte arrampicandosi sugli alberi. Ma un brutto giorno il padre di Tielle decide che lei debba dormire accanto a lui: è la fine dell’innocenza, e rientra nel quadro desolante di abuso da parte degli adulti sulle ragazzine del luogo, che comprende anche un commercio di favori sessuali per pochi spiccioli con gli estranei a bordo delle chiatte che attraversano il fiume.
Manas – sorelle segna il debutto alla regia della documentarista brasiliana Marianna Brennand, che per questo film ha vinto il premio per la Miglior regia alle Giornate degli Autori. In effetti la direzione del cast e la fotografia degli ambienti sono eccezionali e descrivono senza romanticismi o voyeurismi la vita in una parte del mondo dove l’abuso sessuale è sistemico e ha spesso luogo nell’ambito famigliare. Lo stile della regista è a metà fra il documentaristico e il finzionale, racconta il Male ma restituisce anche la bellezza dei luoghi e delle persone, dedicando grande cura ad ogni inquadratura
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