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martedì 2 giugno 2020

Angela Finocchiaro

Donna sull'orlo della risata e del pianto

64 anni, 20 Novembre 1955 (Scorpione), Milano (Italia)
occhiello
ti droghi per giocare a calcetto con tuo figlio e prendi il viagra per farti le sue amiche
dal film Amore, bugie e calcetto (2007) Angela Finocchiaro  Diana
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Angela Finocchiaro
David di Donatello 2011
Nomination miglior attrice per il film Benvenuti al Sud di Luca Miniero

Nastri d'Argento 2011
Nomination miglior attrice per il film La banda dei Babbi Natale di Paolo Genovese

Roma Fiction Fest 2010
Premio miglior attrice tv comedy per il film Due mamme di troppo (la serie) di Antonello Grimaldi

Roma Fiction Fest 2009
Premio miglior attrice tv movies per il film Due mamme di troppo di Antonello Grimaldi

Nastri d'Argento 2008
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Mio fratello è figlio unico di Daniele Luchetti

Nastri d'Argento 2008
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Amore, bugie e calcetto di Luca Lucini

David di Donatello 2007
Premio miglior attrice non protagonista per il film Mio fratello è figlio unico di Daniele Luchetti

David di Donatello 2007
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Mio fratello è figlio unico di Daniele Luchetti

Nastri d'Argento 2006
Premio miglior attrice non protagonista per il film La bestia nel cuore di Cristina Comencini

David di Donatello 2006
Premio miglior attrice non protagonista per il film La bestia nel cuore di Cristina Comencini

Nastri d'Argento 2006
Nomination miglior attrice non protagonista per il film La bestia nel cuore di Cristina Comencini

David di Donatello 2006
Nomination miglior attrice non protagonista per il film La bestia nel cuore di Cristina Comencini



Arriva sotto l’albero la commedia natalizia di Aldo, Giovanni e Giacomo.

Non siamo una banda ma siamo una squadra

lunedì 13 dicembre 2010 - Marzia Gandolfi cinemanews

Non siamo una banda ma siamo una squadra Uscirà in 650 copie la bella commedia di Aldo, Giovanni e Giacomo che ritrovano l’ispirazione e trovano un regista ispirato in Paolo Genovese (Incantesimo napoletano). L’incantesimo anche questa volta ‘parla’ milanese e sorprende con la sua grazia. Nel cuore di Milano e al centro di una garbata commedia natalizia c’è un trio ‘in gamba’, che finisce in cella e davanti al commissario della Finocchiaro. Sorpresi a scalare un edificio la notte di Natale, la banda in rosso avrà cento minuti esatti per difendersi dalle accuse e brindare a un nuovo giorno. Attori e sceneggiatori de La banda dei babbi Natale, Aldo, Giovanni e Giacomo tornano in sala col loro umorismo stralunato, ribadendo che il trio nel comico funziona sempre. A Roma per presentare il loro film confessano divertiti e divertenti la loro comicità alternativa e la loro prima volta con Mina, che al loro talento dedica una canzone inedita.

Cinema a più mani
Giacomo Poretti: So che è una cosa che si dice sempre ma questa volta è vera, La banda dei Babbi Natale è assolutamente un film corale scritto da noi tre con la complicità di Valerio Bariletti, Morgan Bertacca e Giordano Preda. A questo gruppo ben assortito si è poi aggiunto Paolo Genovese, il nostro regista con cui abbiamo condiviso ogni scelta, e un cast di attori incredibili che hanno contribuito alla perfetta riuscita di questa commedia natalizia. Tutto è stato davvero gestito in maniera assembleare e collettiva.

Una suocera con l’X Factor
Giacomo Poretti: Ci serviva una suocera energica da affiancare al personaggio di Giovanni e così ho immediatamente pensato a Mara Maionchi, che conoscevo già in tempi non sospetti, prima cioè dell’esperienza televisiva “X Factor”. Pur non avendo mai avuto esperienze cinematografiche, Mara ha accettato di partecipare al progetto, incosciente e travolgente come lei solo sa essere.

Mina
Giacomo Poretti: Come abbiamo fatto ad avere nel nostro film le canzoni di Mina? Narra la leggenda che il nostro produttore abbia telefonato a Massimiliano Pani, figlio della celebre cantante, per i diritti di una vecchia canzone di Mina da impiegare nel nostro film. In quel preciso momento pare che Mina stesse guardando uno dei nostri film coi nipotini e pare sempre che la cantante sia una nostra grande ammiratrice, per questa ragione ha espresso il desiderio di ‘prestarci’ la sua canzone e di cantarne addirittura una inedita solo per noi. Questo dice la leggenda e così voi giornalisti dovete trascriverla.

La prima volta
Paolo Genovese: È la prima volta che dirigo un film scritto da altri, è un’esperienza interessante che avevo voglia di fare. Un giorno mi è capitata questa importante quanto inaspettata opportunità che non potevo non cogliere. Seguo e stimo Aldo, Giovanni e Giacomo da sempre e quando ho realizzato che avrei lavorato con loro ero al settimo cielo, è stato come allenare da grandi la squadra del cuore di quando eri piccolo. Il mio esordio da regista non poteva essere più felice, Aldo, Giovanni e Giacomo mi hanno davvero meravigliato, me li immaginavo anarchici sul set e invece sono puntuali e diligenti. Loro non si preoccupano mai di piacere al pubblico e proprio in questo sta il segreto del loro successo: Aldo, Giovanni e Giacomo fanno esattamente quello che gli piace fare, sono spontanei e niente di quello che vedete sullo schermo è studiato a tavolino.

Alle origini del Trio
Giovanni Storti: Con La banda dei babbi Natale siamo tornati alle origini e a quello che siamo sempre stati. Abbiamo seguito tutte le fasi di preparazioni del film, dalla scrittura alle riprese, dalla recitazione al montaggio. Ci siamo anche questa volta divertiti molto e speriamo di fare divertire altrettanto il pubblico in sala. Come dico nel film: “Noi non siamo una banda ma siamo una squadra”.

Comicità alternativa
Aldo Baglio: Non mi va di (s)parlare dei miei colleghi, diciamo che tendenzialmente non condivido un certo tipo di comicità e faccio, e facciamo, altre scelte. Scelte che tendenzialmente privilegiano la qualità contro la risata grassa.

Lavorare col Trio
Angela Finocchiaro: Collaborare con Aldo, Giovanni e Giacomo è stato davvero importante per me che sono una loro fan preistorica, seguo il loro lavoro praticamente dalla fine degli anni Settanta. Adoro il loro modo di lavorare, sono dei clown puri. Nonostante la grande amicizia che ci lega, affrontarli sul set mi mette sempre soggezione, ho sempre paura di non essere all’altezza del loro gioco perché loro sono una vera squadra con capacità incredibili di improvvisazione. Aldo, Giovanni e Giacomo producono livelli di creazione altissima a partire da un oggetto o da una situazione, per questo chi lavora al loro fianco mantiene sempre un atteggiamento di pudore.

La parola alle attrici
Sara D’Amario: Aldo, Giovanni e Giacomo fanno una comicità che apprezzo sia come attrice che come spettatrice. Mi piace lavorare con loro e rispondo sempre con grande entusiasmo alle loro proposte perché la comicità del trio gioca con la parola e col ritmo, e ancora perché loro non hanno bisogno di spogliare le loro attrici. Aldo, Giovanni e Giacomo le attrici le fanno recitare.

Torna la strana coppia di suocere amiche e nemiche.

Due madri e una coscienza

lunedì 22 novembre 2010 - Edoardo Becattini cinemanews

Due madri e una coscienza Nonostante sia una mattinata di mobilitazione generale e di pioggia rovinosa, come da regola lo spettacolo va avanti. Va avanti grazie soprattutto all'intento di alcuni artisti di utilizzare lo spazio e il tempo dedicato alla presentazione della nuova miniserie prodotta da Mediaset, Due mamme di troppo, per promuovere quello che per loro è un prodotto di qualità interamente realizzato in Italia (fattore sempre meno scontato, soprattutto nella produzione televisiva), e allo stesso tempo dare una forza ulteriore alla voce della protesta. Le due mamme del titolo sono già note alla maggior parte del pubblico delle fiction: Lunetta Savino e Angela Finocchiaro, protagoniste di un film tv trasmesso con grande successo all'inizio del 2009 e ora di un ciclo di sei lungometraggi che andranno in onda in prima serata su Canale 5 da venerdì 26 novembre. Dopo essere diventate consuocere e poi socie in affari nell'episodio pilota, le due attrici hanno deciso di portare avanti le loro schermaglie e complicità di donne agli antipodi in una versione più "dilatata", in cui si troveranno a combattere per salvare la loro impresa alberghiera dal fallimento e i rispettivi figli (Giorgio Pasotti e Sabrina Impacciatore) da una crisi coniugale. È la stessa Impacciatore ad esporre i motivi della presenza-assenza dei vari "scioperanti attivi": "Sono in sciopero ma sono qui, nel senso che di comune accordo con attori, regista e tecnici, abbiamo deciso di partecipare alla conferenza stampa perché ci tenevamo a promuovere il lavoro ma anche a far sentire con più voci la nostra protesta". L'attrice legge alla sala il comunicato contro i tagli ai finanziamenti per la cultura previsti dalla nuova Finanziaria (circa il 36,6% in meno rispetto alle spese già alquanto risicate del 2010) e la rivendicazione dei diritti dei 250.000 lavoratori del settore dello spettacolo, che chiedono leve fiscali e nessuna delocalizzazione delle produzioni di fiction e cinema.
Dopo l'introduzione passionaria, l'attrice romana racconta i motivi per cui, a suo modo di vedere, Due mamme di troppo è più un lungo film che un'ordinaria fiction: "Sia al cinema che in televisione, è sempre più raro leggere una sceneggiatura in cui una donna senza un uomo al suo fianco non venga descritta come una disgraziata o una fallita. In Due mamme di troppo ci sono invece ben tre figure femminili che offrono una rappresentazione della donna moderna, capace di reinventarsi una vita affrontandone le difficoltà anche in maniera giocosa e goliardica". I tre personaggi in questione sono il suo, Rita, una disegnatrice di fumetti alla prese con i primi successi ma anche con una crisi sentimentale, e le due suocere. Se parla di goliardia non è per un puro caso, ma perché molta della comicità della serie è basata sul confronto fra la sanguigna donna del Sud Lunetta Savino e la settentrionale snob Angela Finocchiaro che, secondo la Impacciatore: "sono esilaranti assieme, la versione femminile di Jack Lemmon e Walter Matthau". Anche Lunetta Savino conferma il fatto che il grande appeal della serie sia nell'alchimia fra lei e la Finocchiaro: una sincronia che le ha portate ad ottenere il premio come migliori attrici internazionali all'ultimo Roma Fiction Fest: "C'è stato apprezzamento per una comicità e uno stile di recitazione che si avvicina ad un gusto più europeo, penso anche alle commedie inglesi come L'erba di Grace". Della sua vedova partenopea emigrata a Torino l'ha molto divertita soprattutto: "la sua sprovvedutezza nelle questioni amorose, come il fatto di scoprire che l'orgasmo non è una malattia nervosa, e l'incontro-scontro con una nobile signora del Nord che arricchisce umanamente entrambe nel momento in cui sopravvengono problemi economici". Dietro a una fiction che dalla componente comica e sentimentale della femminilità trae il suo punto di forza, sta il regista di Caos calmo, Antonello Grimaldi, il quale tributa il merito principale del lavoro ai suoi attori: "La commedia è un genere molto difficile da fare soprattutto perché deve affidarsi, oltre che a buone sceneggiature, a dei grandi interpreti capaci di sostenerne il ritmo". Dopo di che, spiega l'evoluzione fra Due mamme di troppo film tv e la nuova versione a puntate: "Il film di due anni fa è servito a presentare i personaggi: abbiamo raccontato il contrasto fra le due mamme e il reciproco opporsi al matrimonio fra i due figli. In questa serie in sei puntate siamo invece riusciti a inserirle in situazioni fuori dal loro mondo abituale e a farle confrontare con altri problemi, quelli che ha oggi la gente comune". Due mamme di troppo è una produzione piuttosto innovativa sotto tanti aspetti: oltre a radicarsi, per caso e per passione civile, nella contemporaneità e ad avere come protagoniste delle donne, utilizza tecniche di ripresa solitamente più tipiche del cinema che della televisione e si serve di un innovativo apporto di sintesi fra attori umani e cartoni animati. Dice il regista a questo proposito: "Far interagire Sabrina con il suo alter ego a fumetti, oltre a rappresentare alcuni dei momenti più esilaranti all'interno della storia, ha richiesto un grado di sperimentazione tecnologica che solo Maurizio Nichetti in Volere Volare aveva utilizzato prima di noi".

Dopo I Mostri e I nuovi mostri arriva in sala il terzo capitolo in sedici episodi, diretto da Enrico Oldoini.

I mostri oggi: a volte ritornano

martedì 24 marzo 2009 - Marzia Gandolfi cinemanews

I mostri oggi: a volte ritornano Dopo una serie di film "usa e getta" da dimenticare appena visti (l'ultimo è La fidanzata di papà), Enrico Oldoini raccoglie l'eredità di Age e Scarpelli e la loro Italia rampante, cinica e amorale. Aggiornando la commedia italiana del boom anni Sessanta, il regista ligure si confronta con le commedie "a episodi" più riuscite dell'epoca (I Mostri e I nuovi mostri) per scovare nell'Italia del quarto governo Berlusconi i nuovi(ssimi) mostri. Terzo capitolo in sedici episodi e sei attori protagonisti (Diego Abatantuono, Claudio Bisio, Giorgio Panariello, Carlo Buccirosso, Angela Finocchiaro e Sabrina Ferilli) in azione tra Roma, Milano e Napoli. Senza la finezza del linguaggio e dei ritratti al vetriolo, firmati dal bresciano Age e dal romano Scarpelli, Oldoini e compagni provano a raccontare le mostruose perversioni dell'italiano contemporaneo e a demolirne le storture sociali, i privilegi e le ipocrisie. A Roma per presentare il loro film, regista e attori ci confessano la cattiveria dei mostri oggi.

Il regista di Tre metri sopra il cielo torna con una commedia sul dio Calcio.

Amore, bugie e calcetto, commedia sentimentale sul campo di calcio

venerdì 28 marzo 2008 - Luciana Morelli cinemanews

Amore, bugie e calcetto, commedia sentimentale sul campo di calcio Dopo vagonate di celluloide consumate in nome dell'amore giovanile - da quello "moccioso" a quello prima e dopo gli esami passando per le 'ricercatezze' stilistiche dei Muccino Bros. – è giunto il momento dell'amore un tantino più adulto, quello dai trenta in su e dai cinquanta abbondanti in giù, quello in crisi per via del sesso (quando troppo e quando niente), del lavoro, dei figli che cambiano tutto e non sempre in meglio, dei conti da far quadrare e di quelle interminabili, odiatissime (dal gentil sesso, ovvio), sudatissime ma allo stesso tempo irrinunciabili partite di calcetto del giovedì sera, unico giorno in cui il dio Calcio, quello vero, riposa in pace. Troppo complicato e spinoso sarebbe stato fare un film sullo sport più amato dagli italiani e allora ecco una divertente commedia sentimentale sul suo surrogato di più largo consumo, una sorta di manuale d'amore per uomini (e soprattutto per donne) sull'orlo di una crisi di nervi che usa la brillante metafora del calcetto e la conseguente divisione in ruoli per raccontare tanti modi diversi di vivere la vita di coppia, il sesso, l'amicizia e la vita lavorativa in tempi complicati e sentimentalmente scombinati come quelli odierni. Il calcetto come pretesto per riunire gli uomini di oggi, di diverse generazioni ma dal comune spirito goliardico, un rituale maschile che in questo Amore, bugie e calcetto, diretto dal Luca Lucini di Tre metri sopra il cielo e scritto dal regista insieme al bravo Fabio Bonifacci (Notturno Bus, Lezioni di cioccolato), riesce paradossalmente a raccontare meglio le donne, spesso vere e proprie vittime di fidanzati e mariti 'pallonari', che i diretti interessati.

La mia banda suona il pop

La mia banda suona il pop

* - - - -
(mymonetro: 1,48)
Un film di Fausto Brizzi. Con Christian De Sica, Diego Abatantuono, Massimo Ghini, Paolo Rossi, Angela Finocchiaro.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2020. Uscita 20/02/2020.
Scappo a Casa

Scappo a Casa

* 1/2 - - -
(mymonetro: 1,86)
Un film di Enrico Lando. Con Aldo Baglio, Jacky Ido, Benjamin Stender, Angela Finocchiaro, Dino Longo.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2019. Uscita 21/03/2019.
Oceania

Oceania

* * * - -
(mymonetro: 3,46)
Un film di John Musker, Ron Clements, Don Hall (II), Chris Williams. Con Auli'i Cravalho, Dwayne Johnson, Rachel House, Temuera Morrison, Nicole Scherzinger.
continua»

Genere Animazione, - USA 2016. Uscita 22/12/2016.
Non c'è più religione

Non c'è più religione

* - - - -
(mymonetro: 1,47)
Un film di Luca Miniero. Con Claudio Bisio, Alessandro Gassmann, Angela Finocchiaro, Nabiha Akkari, Giovanni Cacioppo.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2016. Uscita 07/12/2016.
Assolo

Assolo

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,76)
Un film di Laura Morante. Con Laura Morante, Piera Degli Esposti, Francesco Pannofino, Lambert Wilson, Marco Giallini.
continua»

Genere Commedia drammatica, - Italia, Francia 2015. Uscita 05/01/2016.
Filmografia di Angela Finocchiaro »

mercoledì 27 maggio 2020 - Combattere la criminalità a Roma. Con Claudio Amendola e Miguel Gobbo Diaz.

Nero a metà, il 3° e 4° episodio stasera su RAIUNO

a cura della redazione cinemanews

Nero a metà, il 3° e 4° episodio stasera su RAIUNO Carlo Guerrieri e Malik Soprani sono due poliziotti che più diversi non si può: uno è il classico poliziotto venuto dalla strada, nato nel centro di Roma, che si sente straniero a casa sua; l'altro è un giovane fresco di accademia, di origine africana, perfettamente a suo agio nella Capitale. Un giorno il destino vuole che lavorino insieme e, caso dopo caso, diventano una squadra sempre più affiatata.
 

La fiction, andata in onda con successo nel 2018, è diretta da Marco Pontecorvo.
MYmovies.it
Nel cast della serie tv incontriamo anche Angela Finocchiaro, Antonia Liskova, Sandra Ceccarelli e Fortunato Cerlino.

COSA SUCCEDE STASERA?
Episodio 3 - Una volta di troppo - Stasera alle 21.25 su RAIUNO

Carlo e Malik si ritrovano a indagare sul caso di una ragazza ucraina trovata morta in una valigia all'aeroporto di Roma. Alba prova a resistere alle avances di Malik, mentre per il dirigente Santagata è arrivato il momento di dire addio alla squadra. La Repola invece è alle prese con una ragazzina, Veronica, scappata di casa per l'ennesima volta.

Episodio 4 - Una notte senza stelle - Stasera alle 22.40 su RAIUNO
Carlo e Malik indagano sull'omicidio di una suora ritrovata morta in un sexy shop. Il caso mette in pericolo la vita di Alba, costringendo Malik a intervenire. Carlo, invece, deve prendere atto che Cristina è stanca della clandestinità. In commissariato fa il suo ingresso la nuova dirigente Micaela Carta, proprio nei giorni in cui viene ufficialmente fuori uno scheletro del passato di Carlo.
   

venerdì 1 maggio 2020 - Dal 1° al 4 maggio la Cineteca di Bologna porta nella Sala virtuale di MYmovies il documentario di Stefano Consiglio. Acquista - €3,00

Mi chiamo Altan e faccio vignette: che Festa dei lavoratori sarebbe senza l'operaio Cipputi?

a cura della redazione cinemanews

Mi chiamo Altan e faccio vignette: che Festa dei lavoratori sarebbe senza l'operaio Cipputi? Se c'è qualcuno che non può mancare alla Festa dei lavoratori, è l’operaio Cipputi: da oggi fino al 4 maggio la Cineteca di Bologna porta su MYmovies il documentario di Stefano Consiglio Mi chiamo Altan e faccio vignette (affiancato negli stessi giorni dalla distribuzione sulla piattaforma del capolavoro di Charlie Chaplin Tempi Moderni), presentato il primo maggio alle 18:30 dal direttore della Cineteca di Bologna Gian Luca Farinelli in un’intervista evento su MYmovies, con Altan e la regista Alice Rohrwacher. I biglietti virtuali per i due film avranno il costo di tre euro, con una validità di 24 ore.

CIPPUTI SIAMO NOI

Chi legge Altan, spiega il fumettista all’inizio del film, lo fa perché riconosce se stesso. E riconoscere se stessi, soprattutto se si appartiene a una minoranza, è confortante. Ma rispecchiarsi in uno come Altan è di per sé un controsenso: il disegnatore di Treviso è un uomo che scappa dalle interviste, introverso e taciturno, difficile da inquadrare, insofferente a qualsiasi etichetta. Persino a quella di uomo di sinistra.

Ex studente di architettura vissuto nella Milano degli anni di piombo, Altan frequenta cellule della sinistra extraparlamentare e gruppi maoisti, ma si sente sempre a disagio – lo racconta lui stesso - ogni volta che davanti agli operai in lotta per il salario “arrivavamo noi e gli dicevamo di mettere i fiori nei cannoni. Distribuivamo i volantini in fabbrica e loro, giustamente, ci chiedevano se fossero banconote”. Il suo Cipputi, operaio metalmeccanico, nasce nella Milano di fine anni Settanta ed è perfettamente consapevole di trovarsi al tramonto di un mondo: Altan stesso ammette di tirarlo fuori oggi solo “per cose importanti” – la difesa della Costituzione o dei diritti fondamentali - come fosse un veterano richiamato in servizio per l’emergenza.
 

E se Cipputi è un’ icona della sinistra in estinzione, quella degli operai che votano a sinistra (“I primi leghisti erano Cipputi che avevano smesso di votare”), Altan è la coscienza critica della sinistra dialettica, quella che mette in dubbio tutti e soprattutto se stessa.
Ilaria Ravarino
Altan rifugge le luci e la popolarità, vive nel magnifico isolamento nella sua villa ad Aquileia e spesso – per citare una delle sue più belle vignette - gli vengono in mente “cose che non condivide”. Rifiutando categoricamente il ruolo di guru (e dire che la sinistra è tutta per lui: nel documentario parlano Paolo Rumiz, Ezio Mauro, Stefano Benni, Michele Serra), Altan si racconta come un uomo in lotta “per resistere ogni giorno alla tentazione del luogo comune”, che parla di cose “che conoscono tutti” e trova ispirazione per quello che scrive “in tabaccheria e in panetteria, i luoghi che frequento di più”.

LA PIMPA: L’IMMAGINAZIONE AL POTERE

La Pimpa nasce nel 1975, lo stesso anno di Cipputi (il nome, spiega il documentario, è una storpiatura della parola “bimba”, nomignolo di un’amica del disegnatore). Pur non godendo agli occhi degli intellettuali lo stesso rispetto di un Cipputi, Pimpa è uno dei progetti più personali e autobiografici di Altan, con quel mondo “quasi ottocentesco” ricalcato sulla sua prima casa bolognese, e il padrone/amico/padre Armando che altri non è che Altan stesso, con in testa il casco dell’amata bicicletta (altra sua grande passione). Ed è singolare che proprio un personaggio così apparentemente “apolitico” come il buffo cane a pallini rossi sia diventato protagonista di una serie di meme antagonisti, diffusi sul web a partire dal 2019 ma “esplosi” durante la quarantena, in cui la Pimpa “fabbrica molotov”, “studia l’ortodossia socialista”, “caccia i fascisti” o “prepara la rivoluzione”.

Come se la rete avesse captato, esprimendolo in satira, quel filo rosso che lega i due personaggi di Altan, come due facce della (stessa?) sinistra: da una parte Cipputi con la sua coscienza di classe e la lotta contro i padroni, dall’altra la Pimpa con l’immaginazione al potere, e la forza di cambiare il mondo guardandolo con gli occhi più liberi che ci sono – quelli dei bambini.
UGO LUCIA E GLI ALTRI 

Ma Altan è molto altro, ed è merito del documentario di Stefano Consiglio provare ad esplorare la vasta produzione del disegnatore, dal trittico/dittico sui “santi, navigatori e poeti”, con il San Francesco umano di Franz, il Cristoforo Colombo sporco e cattivo di Colombo (tragedia di un bighellone) e il progetto di una graphic novel su Dante, abbandonato “per una questione di rispetto” nei confronti del poeta, fino alla bella bruna prosperosa protagonista di Ada nella jungla.

Non poteva infine mancare, interpretata da Paolo Rossi e Angela Finocchiaro – insieme in una serie di cameo come in una vignetta - la coppia di coniugi Ugo e Lucia. Cinici, cattivissimi e molto di sinistra: sempre insieme, e sempre in procinto di lasciarsi.
 
   

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