L'affaire Bojarski

Film 2025 | Drammatico, 128 min.

Titolo originaleThe Money Maker
Anno2025
GenereDrammatico,
ProduzioneFrancia
Durata128 minuti
Regia diJean-Paul Salomé
AttoriReda Kateb, Sara Giraudeau, Bastien Bouillon, Pierre Lottin, Quentin Dolmaire .
TagDa vedere 2025
DistribuzioneMovies Inspired
MYmonetro Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Regia di Jean-Paul Salomé. Un film Da vedere 2025 con Reda Kateb, Sara Giraudeau, Bastien Bouillon, Pierre Lottin, Quentin Dolmaire. Titolo originale: The Money Maker. Genere Drammatico, - Francia, 2025, durata 128 minuti. distribuito da Movies Inspired. Valutazione: 3,5 Stelle, sulla base di 1 recensione.

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Ultimo aggiornamento giovedì 16 aprile 2026

Un racconto ispirato a una storia vera, costruito come un grande affresco popolare. In Italia al Box Office L'affaire Bojarski ha incassato 2,4 mila euro .

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,50
CRITICA
PUBBLICO
CONSIGLIATO SÌ
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Critica
Premi
Cinema
Trailer
Un film d'epoca efficace e convincente. Un'ottima prova d'attore per Reda Kateb.
Recensione di Paola Casella
giovedì 16 aprile 2026
Recensione di Paola Casella
giovedì 16 aprile 2026

1943, Lione. Czeslaw Jan Bojarski è un immigrato polacco che ha combattuto in guerra come ufficiale ed è evaso da un campo di prigionia ungherese, rifugiandosi in Francia. Non ha più i suoi documenti di identità e i francesi non gli riconoscono il titolo d'ingegnere, dunque si arrabatta come può, lavorando a nuove invenzioni - la caffettiera elettrica, la penna a sfera - che non può brevettare, essendo un "sans papier". La sua notevole abilità manuale e artistica lo conduce sulla strada della falsificazione delle banconote (e prima ancora dei documenti per far espatriare gli ebrei francesi) per conto di un malavitoso di cognome Scola.

Nel '49, durante la rapina ad un furgone della Banca di Francia che trasporta la carta per le banconote, Bojarski scampa per un pelo alla polizia e decide di mettersi in proprio. Nel frattempo si è sposato ed è diventato padre, e deve provvedere alla sua famiglia. Ma non sono solo le necessità economiche a motivarlo: c'è anche una grande volontà di riscatto e di riconoscimento identitario, in un Paese che gli ha sempre negato quell'"egalité" di cui si fregia.

L'affaire Bojarski racconta una figura realmente esistita, un artista sui generis che i giornali dell'epoca descrissero come "il Cézanne della contraffazione", e le cui banconote false vengono vendute oggi all'asta a prezzi stellari.

Le incisioni di Bojarski erano infatti più accurate ed esteticamente attraenti di quelle sfornate dalla Banca di Francia, peraltro costretta a emettere ogni paio di anni nuova carta moneta per evitare il rischio della falsificazione. Al centro della storia c'è un antieroe che agisce non per avidità, ma come reazione alla mancanza di opportunità concesse a un immigrato, e anche come risposta al bisogno di essere visto e apprezzato grazie al proprio innegabile talento. Un uomo "stanco di vergognarsi e di essere trattato da parassita".

Reda Kateb (al di là della necessaria sospensione di credibilità nel vedere in lui un polacco) è magistrale nell'incarnare con sobrietà e pathos un immigrato (come era il padre di Reda, l'attore algerino Malek-Eddine Kateb - e infatti la sceneggiatura concede a Reda una frecciata al colonialismo francese in Algeria) che si vede costantemente rifiutato, sminuito e umiliato in un Paese teoricamente progressista e tollerante. La sua interpretazione è pacata, sobria, da uomo comune costretto per via delle circostanze ad inventarsi una doppia vita, sempre disposto ad aiutare chi si ritrova ai margini della società, sempre attento a mantenere un basso profilo, senza cedere alla superbia, né rinunciare alla propria dignità umana. Bojarski fa tutto da solo, compreso progettare i macchinari per la stampa migliori di quelle in dotazione al Ministero delle Finanze, e si inventa l'utilizzo delle cartine per sigarette come supporto in filigrana per i suoi capolavori.

E poiché questo tipo di storia funziona al meglio se mette in scena una caccia del gatto al topo, Bastien Bouillon, forse l'attore francese più gettonato della sua generazione, interpreta il Commissario André Mattei, che dà la caccia ai falsari e che trova in Bojarski il suo più degno rivale. La componente ossessiva, così come l'ammirazione per un lavoro ben fatto, caratterizza tanto Bojarski quanto Mattei, così come li accomuna una certa vanità personale e un desiderio di visibilità pubblica frustrato.

E poiché "un falsario non cambia mestiere" la caccia durerà molto a lungo, con esiti che non vogliamo svelare. Bojarski è anche un family man, e il racconto parallelo del suo rapporto con la moglie e i figli rende ancora più complesso il suo personaggio, così come quello di Suzanne, la consorte per nulla convenzionale incarnata da Sara Girardeau (fisicamente molto simile alla nostra Barbara Chichiarelli) mentre a Pierre Lottin è affidato il ruolo dell'amico polacco Anton detto Dow.

Il regista Jean-Paul Salomé dirige con cura e mano esperta, mantenendosi saggiamente all'interno del filone tradizionale della caccia all'uomo, ma aggiungendo spessore ai suoi personaggi. L'ambientazione nella Francia fra gli anni '40 e i '50 aggiunge charme alla vicenda, e le musiche di Mathieu Lamboley sottolineano in modo intelligente le evoluzioni della trama. Paradossalmente si aggiungono come personaggi le stesse banconote: la Minerva ed Ercole, la Terra e Mare, la Napoleone - cui Bojarski non resiste ad aggiungere la sua firma, vuole che si riconosca il suo talento. L'affaire Bojarski è un film d'epoca efficace e convincente, una caccia all'uomo che non cerca il glamour ma lo spessore umano dei suoi protagonisti, e una riuscita prova da primo attore per Kateb.

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