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venerdì 7 maggio 2021

Stefania Rocca

L'alba della gigantessa

50 anni, 12 Aprile 1971 (Ariete), Torino (Italia)
occhiello
Sto sposando due persone che non conosco, ma di cui so che hanno: il 14% di possibilità di separarsi, il 58% di tradirsi, il 17% di essere infelici tutta la vita…
dal film Casomai (2002) Stefania Rocca  Stefania
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Stefania Rocca
David di Donatello 2006
Nomination miglior attrice non protagonista per il film La bestia nel cuore di Cristina Comencini



Paolo Genovese presenta insieme ai protagonisti e al regista Rolando Ravello la serie in otto episodi tratta dal suo fortunato film del 2014. Dal 26 febbraio su Prime video e successivamente su Canale5.

Tutta colpa di Freud diventa una serie, «per approfondire le storie e i personaggi»

venerdì 19 febbraio 2021 - Paola Casella cinemanews

Tutta colpa di Freud diventa una serie, «per approfondire le storie e i personaggi» “Tre anni fa Medisaset cercava una commedia family e mi ha proposto di trasformare un mio film in una serie”, dice Paolo Genovese, supervisore artistico e cosceneggiatore di Tutta colpa di Freud, la serie in otto puntate ispirata alla sua commedia omonima del 2014 che debutterà il 26 febbraio su Prime Video, per poi approdare su Canale 5 il prossimo autunno. “Di solito, quando si decide di realizzare una serie a partire da un film è perché quel film è piaciuto al pubblico e ha il respiro necessario per approfondire le storie e i personaggi. L’idea iniziale rimane la stessa: uno psicanalista si ritrova da solo a gestire i rapporti sentimentali delle tre figlie, con un po’ di aiuto da parte degli amici che lo circondano. Ma come sempre succede, le storie prendono una loro vita e si sviluppano in altre direzioni”.

A presentare Tutta colpa di Freud, oltre a Genovese, ci sono le tre giovani attrici che interpretano il ruolo delle figlie: in ordine anagrafico Marta Gastini, Caterina Shulha e Demetra Bellina. Accanto a loro il regista Rolando Ravello, gli interpreti Max Tortora (l’amico Matteo) e Luca Bizzarri (un guru del marketing) nonché Claudia Pandolfi, che ha il ruolo di una psicanalista che prende in cura il protagonista, Francesco Taramelli. Claudio Bisio, che nella serie ha il ruolo di Francesco (che nel film era di Marco Giallini), è purtroppo assente causa Covid: niente di preoccupante, rassicura l’attore attraverso i social. Manca infine, per motivi di lavoro, anche Stefania Rocca, che interpreta una headhunter.

Le modifiche ai personaggi sono state realizzate in fase di scrittura, perché in sceneggiatura se sposti anche un solo pezzetto ne paghi le conseguenze per tutta la durata delle riprese”, spiega Genovese. “Poi naturalmente gli interpreti, insieme al regista, si sono cuciti addosso i rispettivi ruoli”. Alla domanda se ci sia qualcosa di autobiografico nel protagonista Genovese risponde: “Non parto mai dall’idea di fare un film autobiografico perché temo il rischio noia e l’effetto ‘filmini delle vacanze’. Inevitabilmente tutto quello che ti succede finisce nelle storie, ma sempre attraverso una rielaborazione artistica”. Come mai non ha diretto lui stesso la serie? “Perché ogni tanto è importante cambiare il punto di vista su una storia che hai ideato e scritto, per vedere come qualcun altro la mette in scena. Rolando Ravello poi è un regista particolarmente capace nel raccontare le relazioni e i rapporti umani, ovvero tutto quello che è Freud”.
La scoperta del film è la coppia comica formata da Bisio e Tortora, che si sono incontrarti per la prima volta sul set. “Dal primo giorno abbiamo lavorato come se ci conoscessimo da anni”, ricorda Tortora. “Ci siamo trovati e molto divertiti insieme. I nostri personaggi raccontano le differenze fra Roma e Milano senza trasformarle in ostilità, e avolte sono proprio queste differenze ad aiutare ora l’uno, ora l’altro a rimettersi in carreggiata: anche perché spesso il mio personaggio ci vede meglio dello psicanalista e diventa lui stesso uno psicologo involontario, perché conosce bene la vita. Inoltre Claudio ed io amiamo l’improvvisazione, e si può farla solo se hai dei bei paletti cui appoggiarti”. “Bisognava menaje per farli smettere”, si inserisce Rolando Ravello. “Facevano chiacchierate infinite, quello che vedrete nella serie è solo il bignami”.

Tutta colpa di Freud mette al centro il mondo femminile che affianca il personaggio di Francesco. “E già questa è una peculiarità importante”, fa notare Claudia Pandolfi. “Ultimamente per fortuna sono più numerose le storie con personaggi femminili al centro delle storie”, osserva Marta Gastini, che nella serie ha il ruolo della figlia maggiore sua omonima. “E sono protagoniste forti, eroine. Ci stiamo avvicinando ad una visione della donna più a livello di quanto fino ad adesso è stato riconosciuto agli uomini. La mia idea di femminismo comunque è lottare affinché ciascun individuo, uomo o donna che sia, abbia le possibilità che merita”. E a chi le chiede se il suo personaggio sia “senza scrupoli” Demetra Bellina, che interpreta l’aspirante influencer Emma, risponde: “No, ha solo molta inventiva, grazie alla quale riesce ad ottenere ciò che vuole trovando soluzione alternative a situazioni complicate, senza fare del male a nessuno. Più che una mancanza di scrupoli, mi sembra una forma di intelligenza”.
Rolando ci ha permesso di essere completamente libere, e questo si può fare solo se il recinto è ben tracciato”, ricorda Pandolfi. “È stato liberatorio potersi muovere con disinvoltura lungo il confine fra realtà e immaginazione”. “Siamo state libere di lavorare con una serenità e una tranquillità che raramente ho incontrato sui set”, aggiunge Caterina Shulha. “Soprattutto, Rolando è riuscito a farci diventare una famiglia, e credo che questo si veda nella serie”. A chi chiede loro se l’intento di Tutta colpa di Freud, dove si parla anche di omosessualità e di relazioni complicate, sia dare voce a “storie d’amore non convenzionali”, Ravello risponde: “Se ancora si pensa che esistano relazioni non convenzionali siamo ancora a caro amico”. “Ben venga tutto ciò che mostra le possibilità infinite intorno all’amore”, rincara Pandolfi.

Ma il team artistico della serie ha mai avuto bisogno dello psicanalista? “Io ho fatti un percorso per me fondamentale, e lo consiglio vivamente”, dice Pandolfi. “Credo che la psicanalisi sia uno strumento importante essere più risolti nella vita, ed è salvifico che sia un estraneo ad ascoltarti”. “Anche io ho avuto un lungo rapporto con la psicanalisi terminato un anno fa: credo di aver sventrato il mio analista, adesso è lui ad avere bisogno di aiuto”, scherza Ravello. E ricorda un suo attacco di panico, di quelli che Francesco Taramelli ha nel film, durante un provino. “Io invece in aereo prendo le gocce per dormire”, confessa Shulha.

Tutta colpa di Freud sarà un prodotto esportabile? “L’idea era proprio quella di creare una serie comprensibile ovunque”, dice Genovese. “Le dinamiche famigliari e sentimentali sono universali, e abbiamo cercato di non raccontare cose strettamente legate all’Italia, soprattutto umoristiche. Amazon ti dà la possibilità di farti conoscere all’estero, valeva la pena intercettare quella visibilità internazionale”. Ci sarà una seconda stagione? “Ogni serie parte con la voglia di continuare a raccontare le storie dei suoi personaggi: ma la parola, come sempre, spetta al pubblico”.

   

L'attrice torinese è a Venezia con The Invader, di Nicolas Provost.

Stefania Rocca, occidentale da sogno

mercoledì 7 settembre 2011 - Giovanni Bogani cinemanews

Stefania Rocca, occidentale da sogno Io sono sempre in giro per il mondo, ho girato con registi americani, francesi, belgi. Amo tutto il cinema, e amo la possibilità di confrontarmi con culture diverse. Ma fondamentalmente, sono italiana e spero sempre di lavorare in Italia”. Stefania Rocca, protagonista a Venezia di The Invader, il film di Nicolas Provost girato in Belgio e in Italia, confessa il suo amore per il cinema italiano.
C’è la crisi, sì. Ma anche quando mi sono diplomata al Centro sperimentale di cinematografia mi dicevano che c’era la crisi. Sono tanti anni che lavoriamo in emergenza, eppure il cinema italiano resiste. Io giro spesso all’estero, perché in ogni Nazione ti vedono in maniera riversa. Per esempio, un ruolo come quello di The Invader in Italia non me lo avrebbero mai proposto. Ma ci sono tantissimi registi italiani con cui vorrei lavorare, c’è un cinema pieno di creatività: Crialese, Sorrentino, Paolo Virzì. I registi ci sono, gli attori anche. Forse manca un po’ di coraggio in più nelle sceneggiature. La creatività dovrebbe essere lasciata un po’ più libera nelle sceneggiature. Continua »

Intervista alla regista esordiente Mirca Viola e al cast del film.

L'Amore fa male, visita sul set siciliano

giovedì 19 maggio 2011 - Ornella Sgroi cinemanews

L'Amore fa male, visita sul set siciliano Esterno Notte. Catania. In una terrazza sul mare, a pochi passi dalla sabbia dorata della Plaja, sotto una splendida luna piena, un gruppo di parenti riunitisi dopo tanto tempo brinda allegro ad un’occasione speciale: l’imminente matrimonio di zio Tonino (Salvo Saitta). Al fianco del futuro sposo, un po’ attempato, i due nipoti. Saro, un simpatico ed istrionico David Coco, con un look improbabile da pantaloni di lino color salmone, camicia a righe viola e lilla, scarpe di tela bianche, e sua cugina Elisabetta, una magrissima Nicole Grimaudo in pantaloni di shantung di seta e maglia all’americana. Tra gli ospiti, anche una solare Diane Fleri con capello corto spettinato e Stefania Rocca, capelli lunghi biondi, minigonna e calze a rete, appartata ed un po’ annoiata come vuole il suo ruolo. E soprattutto come vuole la regista, Mirca Viola, al suo esordio dietro la macchina da presa, messa da parte la corona da Miss e il lavoro di attrice, circondata da una troupe che risponde ad ogni sua richiesta. Tra prove di scena e inquadrature, caffè e bicchieri di acqua o vino, mentre un vento freddo, insolito per la stagione, costringe gli attori ad avvolgersi in coperte colorate tra un ciak e l’altro.
È un lido balneare di Catania a fare da set per una scena significativa del film L'amore fa male, prima regia di Mirca Viola, autrice anche della sceneggiatura insieme a Cinzia Panzettini. Una commedia al femminile che vuole raccontare le tante sfaccettature dell’amore, attraverso la storia di tre giovani coppie che da Roma (dove è ambientata la prima parte della storia) si spostano in vacanza in Sicilia in occasione del matrimonio di un parente. E sarà proprio la Sicilia, con il suo mare e il suo sole, a fare da catalizzatore nelle relazioni – ben più complicate che in apparenza – tra Nicole Grimaudo e Stefano Dionisi, Diane Fleri e Paolo Briguglia, Stefania Rocca e l’uomo sposato che l’ha lasciata sola, rendendola una mina vagante pronta alla detonazione.

Su RaiUno si consuma l'amour fou fra Edda Ciano e il partigiano Leonida Bongiorno.

La figlia passionaria di Mussolini

venerdì 11 marzo 2011 - Edoardo Becattini cinemanews

La figlia passionaria di Mussolini Sono passati sei anni da Edda, miniserie dedicata alla figura intraprendente e irrequieta di Edda Ciano. In quel lavoro prodotto dalla Lux Vide e interpretato da Alessandra Martines e Massimo Ghini, si raccontavano gli ultimi anni del fascismo, anni in cui l'indomita figlia di Mussolini servì come crocerossina sui fronti di guerra e lottò strenuamente per salvare la vita al marito Galeazzo, all'epoca Ministro degli Esteri del regime. La storia raccontata da Giorgio Capitani si concludeva con la fine della guerra, la caduta di Mussolini e la morte di Ciano. Ma l'intensa vita di Edda è proseguita con la stessa passione degli anni giovanili anche durante il Dopoguerra. Ed è proprio questa passione al centro della nuova produzione Rai Edda Ciano e il comunista, film girato per la tv che si focalizza sull'intenso rapporto sentimentale che si venne a creare fra la figlia di Mussolini e un esponente di spicco del partito comunista, Leonida Bongiorno, durante gli anni del suo confino a Lipari.
Prodotto dalla Casanova Entertainment di Luca Barbareschi e diretto da Graziano Diana, Edda Ciano e il comunista, in onda domenica sera in prima serata su RaiUno, si avvale di due attori intensi e affascinanti come Stefania Rocca e Alessandro Preziosi per interpretare i due amanti separati dall'ideologia ma uniti dalla passione.

Una nuova fiction per Rai Uno che mette al centro di tutto la famiglia.

Tutti pazzi per amore: una ventata di amore e gioia!

venerdì 5 dicembre 2008 - Alessandra Giannelli cinemanews

Tutti pazzi per amore: una ventata di amore e gioia! Comincerà domenica 7 dicembre la programmazione di Tutti pazzi per amore, della nuova fiction di Rai Uno, che vede schierato un cast, di attori professionisti, eccezionale. Un regalo di Natale per le famiglie, considerata la fitta trama di storie sentimentali, amicali, lavorative che contiene. Max Gusberti, Raifiction, fa la presentazione della serie, ricordando una cosa importante e cioè che, dieci anni fa, alla Rai, si presentava il "mitico" Un medico in famiglia, che un po' ricorda questa nuova produzione, se non altro perché al centro di tutto c'è la famiglia, sebbene con le sue nuove connotazioni. Sono passati dieci anni, il mondo è cambiato e così anche le serie e questa, in particolare, ha dei nuovi elementi: è una commedia scintillante, ci dice; scritta da autori capaci di toccare corde originali, è un prodotto che presenta un grado di complessità e, al tempo stesso, di grande semplicità con una grande innovazione di linguaggio. Ed è bene parlare di amore in questi tempi "calamitosi" prosegue Gusberti: "È un prodotto che racconta il percorso accidentato, ma fatale, che va dall'accensione subitanea dell'innamoramento all'amore. Tutti hanno fame d'amore "all we need is love!"; l'amore è il propellente che moltiplica le energie e raddoppia la vitalità con un pizzico di follia e ti induce, in questa serie, ad oltrepassare la linea di confine con la normalità, ti immette in un'altra dimensione, ti spinge alla ricerca della felicità e quest'ultima è un'impresa difficile! Questo prodotto è scritto in modo eccellente, è diretto da una regia 'in stato di grazia', che guida, con mano fermissima, un gruppo foltissimo di attori, tutti scelti per la loro capacità, in cui spiccano, naturalmente, Stefania Rocca ed Emilio Solfrizzi. Sottolineo la funzione della musica in questo racconto, che avvolge i personaggi, che ne esprime i sentimenti, che li esalta anche quando la piena dei sentimenti trabocca. Un prodotto ricco di sottotesti, di citazioni, di rimandi. Basti pensare al fatto che loro si chiamano Paolo e Laura e ci vengono in mente "Paolo e Francesca" (di dantesca memoria) o la Laura di Petrarca. Un discorso capace di affascinare, quindi, una grande scommessa".

Sono tornato

Sono tornato

* * - - -
(mymonetro: 2,38)
Un film di Luca Miniero. Con Massimo Popolizio, Frank Matano, Stefania Rocca, Gioele Dix, Guglielmo Favilla
Genere Commedia, - Italia 2018. Uscita 01/02/2018.
Mamma o Papà?

Mamma o Papà?

* 1/2 - - -
(mymonetro: 1,73)
Un film di Riccardo Milani. Con Paola Cortellesi, Antonio Albanese, Luca Marino, Marianna Cogo, Alvise Marascalchi, Anna Bonaiuto, Carlo Buccirosso.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2017. Uscita 14/02/2017.
L'amore rubato

L'amore rubato

* * - - -
(mymonetro: 2,00)
Un film di Irish Braschi. Con Emanuel Caserio, Antonio Catania, Cecilia Dazzi, Luisa De Santis, Antonello Fassari.
continua»

Genere Drammatico, - Italia 2016. Uscita 29/11/2016.
Non si ruba a casa dei ladri

Non si ruba a casa dei ladri

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,96)
Un film di Carlo Vanzina. Con Vincenzo Salemme, Massimo Ghini, Stefania Rocca, Manuela Arcuri, Maurizio Mattioli.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2016. Uscita 03/11/2016.
Calcolo infinitesimale

Calcolo infinitesimale

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,75)
Un film di Enzo Papetti, Roberto Minini-Meròt. Con Stefania Rocca, Luca Lionello, Manuela Tadini, Nino Cicero Utano, Giulio Taranto.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2016. Uscita 16/06/2016.
Filmografia di Stefania Rocca »
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