Jeremy IronsFerro fra le stelleNome: Jeremy John Irons61 anni, 19 Settembre 1948 (Vergine), Isola di Wight (Gran Bretagna) |
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![]() La vita a volte è ingiusta lo so, guarda me, io non diventerò mai re e tu domani amico mio onn vedrai sorgere il sole.
dal film Il re Leone (1994)
Jeremy Irons è Scar (voce nella versione originale)
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Attore speciale di Cronenberg che gli ha cucito addosso (leggenda narra) alcuni dei «ruoli più belli del mondo», come li definì la critica mondiale. Se fosse un essere mitologico sicuramente sarebbe una sirena in ferro (tanto per fare un delizioso omaggio al suo cognome) così simile all'Olivier ben più famoso che, come lui, con la sua voce ipnotizzò e incantò le platee del teatro inglese.
Figlio di un contabile, dopo essersi diplomato alla Sherbone School nel Dorset, nel 1965 tenta la carriera di batterista entrando nella band Four Pillars of Widsom, ma senza successo, così si iscrive alla Old Vic Theatre School di Bristol e nel 1968 entra a far parte della compagnia della scuola, con la quale recita per circa due anni in diverse produzioni (Shakespeare e Williams), sbarcando il lunario con altre professioni (assistente scenografo, giardiniere e cameriere). Con l'arrivo degli anni Settanta, si trasferisce a Londra dove partecipa al musical "Godspell", mettendosi in evidenza nel ruolo di Giovanni Battista, cui seguono diverse apparizioni sui palcoscenici del West End e una serie di ruoli televisivi, fra cui il suo primo debutto nel telefilm The Rivals of Sherlock Holmes e il programma per bambini "Playaway".
Annullato il suo matrimonio con l'attrice Julie Hallam, si sposa con l'attrice Sinéad Cusack (sua compagna anche in alcune pellicole) dalla quale avrà due figli: l'attore Samuel Irons e Maximilian Irons, poi sbarcherà al cinema nel 1980 con la pellicola Nijinsky di Herbert Ross accanto ad Alan Bates e, nientemeno, alla nostra Carla Fracci, seguito da La donna del tenente francese (1981) di Karel Reisz con Meryl Streep. Da quel momento in poi continuerà la sua carriera alternandosi fra rivisitazioni di classici inglesi per la BBC (all'interno dei quali gli viene offerta sempre la parte dell'eroe romantico) e la recitazione in teatro arrivando a collaborare, nel 1984, con la Royal Shakespeare Company e debuttando a Broadway come interprete, assieme a Glenn Close, della commedia "The Real Thing" di Tom Stoppard che gli farà aggiudicare il Tony Award come miglior attore.
Dopo essere stato diretto da Roland Joffé in Mission (1986), per il quale viene nominato ai Golden Globe, si sdoppia nel provocante e psicotico film di David Cronenberg Inseparabili (1988), anche se il vero successo, l'Oscar come miglior attore protagonista e il David di Donatello come miglior attore straniero, gli arrivano grazie alla pellicola Il mistero Von Bulow (1990) di Barbet Schroeder, accanto alla sua ex compagna di palcoscenico, Glenn Close.
Nei primi anni Novanta si lascia corteggiare dai primi registi indipendenti, che nel nuovo millennio raggiungeranno lo status di autori di serie A: Stephen Gyllenhaal lo fa recitare accanto alla moglie in Waterland – Memorie d'amore, Steven Soderbergh gli offrirà il ruolo di Franz Kafka nel surreale Delitti e segreti (1992). Nel frattempo, autori di fama più robusta gli offriranno alcuni dei ruoli che ne hanno aumentato ancora di più la celebrità. Nessuno può dimenticare il ruolo del suocero fedifrago in Il danno (1992) di Louis Malle, così come quello del maschilista e prepotente Esteban nella saga familiare de La casa degli spiriti (1993) di Bille August, per non parlare dell'eterosessuale innamorato di un uomo in M. Butterfly (1993) di Cronenberg.
Bernardo Bertolucci e Franco Zeffirelli sono i registi di casa nostra con i quali questo attore inglese ha lavorato. Il primo lo ha inserito in Io ballo da sola (1996), mentre il secondo lo ha spinto fra le braccia di Fanny Ardant/Maria Callas in Callas forever (2002). Quasi incestuoso in Lolita (1997) di Adrian Lyne, sospettosamente omosessuale in Il mercante di Venezia (2004), Jeremy Irons ha prestato il suo volto e la sua voce possente (che ricordiamo ha doppiato e ispirato il personaggio di Scar nella pellicola d'animazione Il Re Leone) anche per il Casanova (2005) di Hallstrom e per Le Crociate (2005) di Ridley Scott.
Più adatto a ruoli legati al medioevo e al surreale – lo conferma nel fantasy Eragon (2006) e nella pellicola di David Lynch Inland Empire (2006) ha una recitazione che suscita gli elementi base delle nostre spinte emotive. Generoso e trionfale ha nella sua voce profondissima quel qualcosa di emozionante e meraviglioso che ti lascia tramortito come un bacio travolgente.
Golden Globes 2007
Emmy Awards 2006
David di Donatello 1991
Golden Globes 1991
Premio Oscar 1990
Golden Globes 1987
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La Pantera Rosa 2
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Genere Commedia, - USA 2009. Uscita 06/03/2009. |
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Appaloosa
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Genere Western, - USA 2008. Uscita 16/01/2009. |
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Inland Empire - L'impero della mente
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Genere Drammatico, - USA, Polonia, Francia 2006. Uscita 09/02/2007. |
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Eragon
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Genere Fantastico, - USA 2006. Uscita 22/12/2006. |
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Casanova
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Genere Commedia, - USA 2005. Uscita 17/02/2006. |
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Una donna canta sul palcoscenico d'opera nella Pechino del 1964. È una Butterfly, ostinato archetipo di femminilità orientale e insieme equivoco fantasma culturale che smuove inconsapevoli echi. È l'inganno del viaggiatore, è l'esotico oriente dell'occidentale, è l'eroina di un piacere perverso, donna creata da un uomo perché possa innamorarlo, producendosi in uno spettacolo sublime. Nel 1993 David Cronenberg adattava (liberamente) per lo schermo la pièce teatrale di David Henry Hwang, cinoamericano di prima generazione. A interessarlo è quello che accade tra i due protagonisti, che scrivono un'opera lirica con le proprie vite, inventando e sviluppando una sessualità diversa: un giovane diplomatico francese si innamora perdutamente della primadonna dell'Opera di Pechino senza accorgersi che la sua amante è in realtà un uomo. M. Butterfly ha origini culturali assai remote: una novella di J.L. Long era stata mutata in un dramma teatrale da David Belasco nel 1900 e riadattato, quattro anni dopo, da Giacomo Puccini in melodramma. Nel 1988 Davd Henry Hwang scrive e porta sui palcoscenici di Broadway l'omonima pièce che nelle linee essenziali ha ispirato l'autore di Toronto. La lunga fila di discendenze e trasformazioni non è senza importanza ai fini della comprensione del film di Cronenberg perché ancora una volta si narra la storia di una metamorfosi. Il film del regista canadese si fa interprete di una concezione perturbatrice, eternamente mobile e performativa delle identità di genere, rivelando l'artificio culturale, celato dietro la pretesa di determinare norme naturali. Un anno prima del diplomatico francese di Jeremy Irons, il soldato irlandese e struggente di Stephen Rea aveva eletto un'altra "cantante" a oggetto supremo del suo desiderio, fino a impedirsi di scoprire che lei era un uomo, fino a impedirsi di sottrarsi all'evidenza del reale. La moglie del soldato di Neil Jordan attaccava liricamente il conservatorismo sessuale dello spettatore medio, dando poi il via a una serie di epigoni americani (mai all'altezza) con attori famosi en travesti. A unire, poeticamente e nelle evidenti differenze formali, M. Butterfly e La moglie del soldato è il forte impianto narrativo in senso melodrammatico e la centralità del corpo che trasfigura per negare e insieme affermare una nuova sessualità. Quello che il travestitismo o il cambiamento esprimono, almeno in questo caso, è un'idea non fisica ma solo mentale del sesso e del corporeo. Forse la distanza tra natura e cultura è la stessa che separa due mondi come Oriente e Occidente, rappresentanti, nel referente pucciniano, l'altro polo dialettico.
L'ormai consueta triplice programmazione della domenica di Italia 1 inaugura anche questa nuova settimana. E la inaugura con un gradito "ritorno" direttamente da fine anni '80, quello di Marty McFly e dello scienziato pazzo Doc, che in Ritorno al futuro – Parte II (Italia 1, 19.20) viaggiano ancora una volta indietro e avanti del tempo sfidando i paradossi della fisica. Dalla fantascienza brillante di Robert Zemeckis si passa a quella action di Alex Proyas e Will Smith, detective a caccia di automi ribelli in Io, Robot (Italia 1, 21.25). Chiude i giochi l'operazione "bastarda" di Quentin Tarantino A prova di morte (Italia 1, 23.40), omaggio filologico e citazionista al cinema di genere di serie B e alla sua estetica. Ma la domenica prosegue anche in piena notte, con il remake di Sciarada firmato da Jonathan Demme, in The Truth about Charlie (Canale 5, 2.15), in cui Mark Wahlberg e Thandie Newton hanno l'arduo compito di rimpiazzare Cary Grant e Audrey Hepburn. Oppure con l'omaggio di Jean Renoir al mondo folle e itinerante dei teatranti de La carrozza d'oro (RaiTre, 3.30).
A proposito di intoccabili remake, lunedì sera uno dei più grandi film di Stanley Kubrick, nonché il più noto romanzo di Vladimir Nabokov, viene riproposto coi colori e la regia patinati del regista di Nove settimane e mezzo, Adrian Lyne. Nel moderno Lolita (Rete 4, 23.20), il maturo professore di letteratura è Jeremy Irons, mentre l'adolescente "fuoco dei suoi lombi" è Dominique Swain. Un giallo dal respiro letterario ed europeo anche per un'altra giovane star, Elijah Wood, che in Oxford Murders – Teorema di un delitto (Joi, 21.00) è uno studente americano in trasferta nel prestigioso college inglese, dove si ritrova coinvolto in una serie di delitti che hanno a che fare con i più importanti filosofi della scienza. Ma, al di omicidi accademici e infatuazioni passionali, nella serata c'è spazio anche per un cinema più infantile e per i personaggi dei cartoon più amati del passato, come Garfield (Italia 1, 21.10), o del presente, come il panda Po di Kung Fu Panda (Sky 1 HD, 21.00).
| La Pantera Rosa 2 (2009) | Appaloosa (2008) |
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