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Napoleone. Nel nome dell'arte, il doc sull'uomo che ha amato (e voluto) tutto

Nel film il premio Oscar Jeremy Irons racconta il rapporto del generale francese con il mondo artistico. L'8, 9, 10 novembre al cinema. 
di Pino Farinotti

Jeremy Irons (Jeremy John Irons) (73 anni) 19 settembre 1948, Isola di Wight (Gran Bretagna) - Vergine. Interpreta Voce narrante nel film di Giovanni Piscaglia Napoleone. Nel nome dell'Arte. Al cinema da lunedì 8 novembre 2021.
martedì 26 ottobre 2021 - Focus

Arriva nelle sale l’esclusivo docufilm Napoleone. Nel nome dell’arte a duecento anni dalla morte di Bonaparte. L’opera è un focus su un segmento particolare, fra le centinaia, che riguarda il Bonaparte, quello dell’arte.  Si parte da un dato che può apparire uno slogan, uno strillo da film, in realtà è una verità: dopo Gesù Cristo, Napoleone è l’uomo più famoso della storia. Ed è legittimo dire, “conoscendolo”, che l’uomo, nel momento in cui tutto ciò che voleva e che toccava si realizzava, quando era padrone dell’Europa e di tutto, consapevole della propria grandezza fisica e metafisica, magari potesse credersi dio. Peccato che… fosse mortale.

Durante la “dolorosa deriva di Sant’Elena”, prima della morte, Napoleone pensava, lo si legge nelle sue memorie, che il mondo lo avrebbe ricordato non solo per le battaglie, ma per aver portato alle genti cultura e bellezza, creando la scuola pubblica e l’idea di museo universale. La ragione che lo aveva portato a fondare il museo del Louvre e l’Accademia di Brera; è a partire da questo assunto che nasce Napoleone. Nel nome dell’arte, un documento col commento, di gran classe, di Jeremy Irons, Premio Oscar, prodotto da 3D Produzioni Nexo Digital, in partnership con Intesa Sanpaolo e Gallerie d’Italia, in arrivo nelle sale italiane i giorni 8, 9, 10 novembre.

Il soggetto è di Didi Gnocchi, che firma la sceneggiatura con Matteo Moneta. La regia è di Giovanni Piscaglia. Rilevante è la colonna sonora originale di Remo Anzovino e l’esecuzione, per la prima volta da allora, del brano originale composto per la cerimonia di incoronazione di Napoleone a re d’Italia, recentemente riscoperto nell’archivio del Conservatorio di Milano.

Bonaparte al di là della sua ambizione senza confini, sentiva il bisogno di conoscenza e intendeva associare la sua immagine alle grandi civiltà del passato. Durante le campagne militari promosse ricerche, furti colossali di opere e scavi archeologici, soprattutto in Italia e in Egitto, dove venne scoperta la famosa Stele di Rosetta. Fondò i primi musei pubblici del mondo, come il Louvre e la Pinacoteca di Brera. Il film parte con l’incoronazione di Napoleone a re d’Italia nel Duomo di Milano il 26 maggio 1805: una sintesi del legame della cultura graco-romana, con quella rinascimentale e con l’eredità longobarda, nel segno della Corona Ferrea che il nuovo re si mise sul capo al culmine della cerimonia. Irons e alcuni specialisti del tema-Napoleone esplicitano la sua figura con competenza e efficacia. Alcuni dei loro argomenti. “Un grande organizzatore, un uomo che aveva visione e sapeva creare consenso. Amava il potere, lo suonava come un violino, era ossessionato dall’dea di avere il controllo, per questo guidava ogni cosa che faceva.” “Una macchina dei sogni, che alimentava con la forza della cultura e della seduzione dell’arte. Arte che Napoleone amava, soprattutto saccheggiava nei paesi conquistati con le armi. Capolavori che venivano inseriti nei trattati di pace che l’imperatore e i suoi emissari firmavano con i sovrani spodestati.”

“Nella Francia rivoluzionaria era sorta l’idea che la Francia dovesse essere la patria delle arti in quanto era la patria delle libertà.”

“Il Louvre vuole essere universale perché, dal punto dista ideologico la Francia vuole essere la patria dell’universalità. I francesi hanno voluto esporre tutte le culture del mondo.”

Napoleone voleva che Brera fosse il Louvre italiano, un modo nuovo e dinamico di creare arte contemporanea, arte che fosse rilevante per la sua epoca.”

Irons chiude: “Ognuno di noi può nascere in Corsica, diventare generale, dominare l’Europa e… scomparire in mezzo all’Atlantico. E, alla fine, trovare il proprio posto insieme ai grandi immortali.  


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