Tonio ha soltanto dodici anni quando viene investito da un'auto in corsa. Al suo risveglio, in ospedale, scopre di avere il potere di guarire gli ammalati. Espandi ▽
Tonio ha soltanto dodici anni quando viene investito da un'auto in corsa. Cinzia, l'automobilista che lo ha investito, non si ferma a prestargli soccorso ed il bambino si risveglia in ospedale scoprendo di avere, a quanto sembra, il potere di guarire gli ammalati. Questo acuisce il conflitto già in atto fra i suoi genitori e scatena l'interesse del mondo della comunicazione. Edoardo Winspeare, alla sua opera terza, realizza un film molto più compiuto sul piano formale ma, per assurdo ma non tanto, proprio per questo meno emotivamente 'forte' rispetto al suo precedente "Sangue vivo". L'ambiente rimane sempre la Puglia (questa volta non il Salento ma Taranto) e l'attenzione al mondo dei marginali (in questo caso i bambini sempre più 'a lato' nella nostra società) e si sente che Winspeare aderisce laicamente al tema che sta trattando con grande rispetto ma anche con il giusto disincanto. Recensione ❯
Serie televisiva in sei puntate realizzata dal grande attore partenopeo poco prima della sua morte. Espandi ▽
dieci episodi compiuti curati da Bruno Corbucci: sei girati in studio con inserti di sketch storici di Totò, gli altri quattro sono special inframezzati da recite di poesie e canzoni. Il tutto dà luogo a un insieme poco riuscito, sciatto e molto raffazonato.
Il latitante è uno special televisivo ispirato al soggetto di un film mai realizzato, Le belve, scritto nel '64 da Bruno Corbucci e Gianni Grimaldi. Gennaro La Pezza, di professione ladro, torna in libertà dopo un periodo di detenzione e ricomincia subito a truffare il prossimo. Recensione ❯
Esercizio di stile o capolavoro del regista? È proprio l'esagerazione a rendere il film un'esperienza indimenticabile. Drammatico, Cina2002. Durata 120 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +16
Nella Cina di 2000 anni fa, Senzanome racconta al re di Qin, futuro imperatore, come sia riuscito a sgominare i sicari che lo stesso re gli aveva sguinzagliato contro. Espandi ▽
Possente, iperrealista, figurativo, saturo di colori. Hero, tornato a mani vuote dagli Oscar, è il personalissimo omaggio di Zhang Yimou al genere wuxapian. La storia, ambientata nella Cina di 2000 anni fa, divisa in sette regni, racconta delle gesta di Senzanome, interpretato da un Jet Li finalmente convincente dopo una troppo lunga serie di ottusi film americani. L'eroe del titolo che, tramite flashback, racconta al re di Qin, futuro imperatore, come sia riuscito a sgominare i sicari che lo stesso re gli aveva sguinzagliato contro: Spada spezzata, Neve volante e Cielo (traduzione letterale). Recensione ❯
Un pentito racconta al giudice che lo sta interrogando la storia della famiglia Cammarano. Profondamente radicata nei sentimenti camorristi fin dai primi anni Settanta espande il proprio potere. Espandi ▽
Un pentito racconta al giudice che lo sta interrogando la storia della famiglia Cammarano. Profondamente radicata nei sentimenti camorristi fin dai primi anni Settanta espande il proprio potere. Determinazione, violenza e coesione di gruppo ne costituiscono la forza. L'ordine interno viene garantito grazie a una gerarchia rigida. I più giovani però a un certo punto non credono più a questa struttura e il gesto di Oreste insinua una crepa che porterà tutti alla distruzione. I riferimenti al teatro greco classico sono espliciti e gli attori sono bravi per virtù propria. Ma il gioco non riesce così come non era riuscito nel precedente Polvere di Napoli. Recensione ❯
La storia di un fotografo, Joe McCormack, che è alla ricerca di fama grazie a qualche scatto fotografico particolare. Insieme a una chiaroveggente presto si metterà alle calcagna di un omicida patologico. Recensione ❯
Tra echi della New Hollywood e immaginario iperrealista, il personale e folgorante esordio di Sofia Coppola. Drammatico, USA1999. Durata 95 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +16
Cinque sorelle fra i quindici e i diciannove anni vivono infelici, tormentate da genitori che credono di fare il loro bene. Espandi ▽
A metà anni '70, in una cittadina della provincia americana, i coniugi Lisbon hanno una vita agiata: lui insegna matematica, lei è casalinga e insieme allevano secondo rigidi principi religiosi cinque bellissime figlie, di età compresa fra i tredici e i diciassette anni: Cecilia, Lux, Bonnie, Mary e Therese. Dopo il primo, inspiegabile suicidio di Cecilia, la famiglia in lutto prova a riprendere a vivere, ma la voglia di libertà delle ragazze, l'interesse dei ragazzi loro coetanei e in particolare il corteggiamento di Lux da parte del bello della scuola, Trip, faranno precipitare le cose.
Torna in sala grazie alla Cineteca di Bologna l'esordio nel lungo di Sofia Coppola, all'epoca ventisettenne e già capace di esprimere uno stile personale e folgorante, tra echi della New Hollywood e immaginario iperrealista.
La luce di taglio, i colori smorti e l'aria asettica esprimono perfettamente un'idea di casa, di comunità e famiglia idealizzata e insieme misera. L'America di Sofia Coppola - che in seguito solo a tratti raggiungerà i livelli di questo film - è fin da subito un mito borghese; il frutto di una società impegnata da sempre a far dimenticare le sue origini. Recensione ❯
Una delle opere migliori di Wim Wenders, dove tutto fluisce con dolcezza. Documentario musicale, Germania1998. Durata 101 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +16
Un 'musicumentary' in cui degli anziani musicisti cubani mostrano la loro mai trascorsa gioventù interiore. Espandi ▽
Nel 1996 Ry Cooder, noto chitarrista statunitense, si reca a Cuba per registrare una session che, per vari motivi, non si realizza. Decide allora di non sprecare il viaggio e di procedere con un gruppo di anziani musicisti locali per realizzare comunque un disco. In sei giorni il vinile è inciso. Wenders si lascia contagiare dall'entusiasmo di Cooder e decide di seguire il gruppo sia all'Avana che in tournee. Il Buena Vista Social Club diventa un fenomeno mondiale sia come vendita di dischi che come notorietà anche sul piano cinematografico.
Wim Wenders si misura nuovamente con la musica, dopo i video con gli U2, in un lungometraggio che rimane una delle sue opere migliori.
Wenders non è interessato né a realizzare il classico film concerto né, però, ad indagare troppo sulle loro vite. Ciò che ci mostra sono le esibizioni accompagnate dalle prove e da qualche delicata incursione nel privato attuale dei suoi protagonisti. I quali sanno come 'tenere' il pubblico di casa ma non mostrano particolari apprensioni dinanzi al sold out di Amsterdam o alla performance alla Carnegie Hall. Recensione ❯
Il presidente degli Stati Uniti ha dei problemi di immagine per via delle solite scappatelle sessuali. Per deviare l'attenzione dell'opinione pubblica... Espandi ▽
Sarajevo durante la guerra. Tutti gli orrori possibili, la fame, i cecchini, la distruzione, i morti, i bambini. Espandi ▽
Sarajevo durante la guerra. Tutti gli orrori possibili, la fame, i cecchini, la distruzione, i morti, i bambini. Il tutto registrato da un giornalista americano, Flynn, interpretato da Harrelson. Per non essere impotente, per aver la sensazione di fare davvero qualcosa il giornalista cercherà di portare via almeno una bambina. Il film corre tutti i pericoli delle storie d'attualità già abbastanza dilaniate dalla televisione. Per il regista è un passo indietro rispetto al precedente ottimo Go Now al quale, in questa sede, sono state attribuite quattro stelle. Recensione ❯
Un gruppo di uomini di colore parte in autobus per partecipare alla storica Million March Man. Durante i tre giorni di viaggio, tra tensioni, canti e ... Espandi ▽