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![]() Tom Lone è morto, io sono il solitario.
dal film Rogue - Il solitario (2007)
Jet Li è Rogue
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Perso il padre all'età di due anni, Li vive sotto le cure della madre, che per combattere la timidezza innata del piccolo lo spinge all'età di circa otto anni alla pratica sportiva: la scelta ricade quasi casualmente sulle arti marziali, ma Li dopo un anno è già sul punto di abbandonare. Solo in seguito alle pressioni del maestro Wu Bin, convinto delle enormi potenzialità del bambino, Li proseguirà ad allenarsi, fino a diventare il più grande ed il più giovane campione di Wushu (arti marziali cinesi) di tutti i tempi. Ancor prima di aver battuto in una mezza dozzina d'anni di competizioni agonistiche di non- combattimento ogni record, in una stupefacente escalation di vittorie in svariate discipline, all'età di undici anni un giovanissimo Jet Li si esibisce, in occasione di un tour mondiale della nazionale di Wushu, sul giardino della Casa Bianca in presenza del presidente Nixon, che si complimenta personalmente con lui.
L'esordio al cinema
Ritiratosi dall'attività sportiva
agonistica all'età di 17 anni in seguito ad un infortunio al ginocchio, decide di cedere alle forti pressioni dell'industria cinematografica
accettando il ruolo di protagonista nel film Shaolin Temple (1979),
straordinario successo di pubblico in tutta l'Asia seguito da due
sequel (Shaolin Temple 2 e Shaolin Temple 3, 1983/1986), regalando stupefacenti
prestazioni dal punto di vista atletico-stilistico ma palesando ovvie
mancanze da quello recitativo. Disilluso dall'industria cinematografica
cinese in seguito all'esperienza vissuta durante le riprese di Shaolin
Temple 3, burrascose per vari problemi con il regista nonchè per la
disparità nel trattamento economico a seconda dell'etnia di provenienza
del cast (Cina/Hongkong), è sul punto di abbandonare il mondo del
cinema quando gli viene offerta la possibilità di avere il completo
controllo creativo su un'opera: il modesto risultato, da lui scritto,
diretto e interpretato, è Born to Defence (1986), prima ed ultima
escursione del buon Jet nel misterioso mondo della regia.
L'incontro con Tsui Hark
Idolatrato in
patria, Jet Li è sommerso dalle proposte, ma è l'incontro con il
maestro Tsui Hark a segnare la svolta. Il talento stilistico e la
perfezione marziale si fondono nel dar vita alla più rilevante saga
cinematografica della storia del cinema cinese medio-recente:
incentrata sulla vita di Wong Fei Hung, eroe popolare cinese semi-
leggendario, la saga di Once Upon a Time in China (1991), che trova il
suo punto più alto nel primo dei sei episodi, segna la svolta
recitativa per Jet Li, ispirato dal tocco indelebile della mano
stregata di Tsui Hark. A cavallo dei vari capitoli di OuaTiC (Once Upon
a Time in China), memorabile la collaborazione di Jet Li con Yuen Wo-
Ping in Tai-Chi Master (1993) e quella con Corey Yuen nei due The Legend of Fong Sai-Yuk (I/ II, 1993), rilettura in chiave action-comedy
della vita del personaggio interpretato da Li in OUaTiC (Wong Fei
Hung/Fong Sai-Yuk), occasione per il nostro di confermare la propria
verve comica. Tra i 25 titoli orientali precedenti all'esordio sul
mercato USA di Jet, molti dei quali imperdibili per ogni appassionato
(Kung Fu Cult Master (1993), Meltdown (1995), Contract Killer (1998)),
epocale la rilettura di un classico delle arti marziali quale Fist of
Fury di Bruce Lee: Fist of Legend (1994), diretto da Gordon Chan, è
infatti grazie alle stupefacenti doti del protagonista uno dei più
grandi film d'arti marziali di tutti i tempi, degno tributo
all'imponente predecessore.
Il successo ad Hollywood
Assorto a idolo popolare, al pari in patria
di Jackie Chan, arriva per Jet Li nel 1998 il momento di tentare la
strada di Hollywood: il primo ruolo è da villain in Arma Letale 4, al
fianco di Mel Gibson e Danny Glover, a seguire quello da protagonista
in Romeo deve morire (2000), discreto ghetto-kungfu-movie opera prima
di Andrzej Bartkowiak, fino ai ruoli di rilievo in Kiss of the Dragon
(2001), indeciso action-thriller prodotto da un Besson ormai
impazzito, e The One (2001), definitiva e convincente consacrazione ai
gradini più alti dello stardome mondiale dell'action-movie. Sposatosi
con Nina Li Chi nel 1999, rinuncia al ruolo da co-protagonista per La Tigre e il Dragone (Li Mu Bai) e ad un ruolo di rilievo (Seraph) nei
due sequel di Matrix per seguire la gravidanza della propria consorte,
che da alla luce una bambina, Jane, nel Settembre del 2000. Dopo la
parentesi hollywoodiana, è il momento per Li di tornare alle origini
lavorando insieme a Zhang Yimou alla realizzazione di Hero (2002),
colossal del wuxia dal successo strepitoso, prima in patria, poi a
livello planetario. Dopo il pessimo Amici per la Morte (2003) e la
release del videogame Rise to Honor, con voce e motion-capture di Jet
Li, il 2005 è l'anno di Danny the Dog, ennesima, adrenalinicamente
pretenziosa, produzione di Luc Besson, di impatto limitato ma di
risonanza decisamente ampia. Fearless, previsto per il 2006 e
annunciato come il padre di tutti i film di arti marziali, è basato
sulla leggendaria vita di un leggendario maestro cinese, Yuanjia, che
sconfisse un numero incalcolabile di leggendari campioni stranieri. Il
titolo potrebbe segnare una ulteriore svolta nella carriera di Jet Li:
stando alle dichiarazioni dello stesso, infatti, l'attore si sentirebbe
realizzato e non avrebbe più nulla da chiedere ne da dare al filone, e
dovrebbe trattarsi quindi del suo ultimo film d'arti marziali.
Dichiarazioni pesanti, che di certo non susciteranno in nessun caso l'
entusiasmo degli aficionados, ma, comunque vada, per Jet Li non sarà
mai troppo tardi per tornare indietro.
Copiato e abusato da intere generazioni di cineasti occidentali, il genere arti marziali ha una struttura classica, ferrea e ricorsiva: il protagonista subisce un torto che scatena la sua furia e che placherà con la vendetta. Rogue il solitario del regista Philip G. Atwell in questo senso non fa eccezione, introducendo però elementi che finiscono per tradire e inquinare la purezza del genere. Ripescando la tradizione orientale e incarnandola nel protagonista di Jet Li, Atwell la mette a confronto, come altri autori prima di lui, con il più tradizionale action americano. Prendere il genere ultrapopolare delle arti marziali, praticate nel film dal solitario Rogue di Li, e affiancarlo al cinema commerciale hollywoodiano non dà però i risultati sperati. Se ad Ang Lee il miracolo è sempre riuscito grazie alle sue esperienze con la cinematografia occidentale, che gli hanno permesso di sposare gusti e tradizioni diverse dalla sua, viceversa Atwell vampirizza l'immaginario "marziale" senza riuscire mai a congiungerlo a quello autoctono dentro un prodotto armonioso. Nemmeno il cavaliere errante e solitario di Jet Li, che lotta contro il male alla ricerca della pace interiore, riesce a confluire e a legare con la filosofia villana dell'agente di Jason Statham. Nella danza dei corpi (davvero scarsa) e nella dinamica della lotta, Li e Statham si muovono su piani paralleli: Jet Li liberato dalla gravità è un corpo inconsistente e mobile che fugge, beffa e anticipa l'avversario, svincolandosi dal realismo che lo caratterizza; Statham è un eroe in carne e ossa, il corpo pesante che subisce e patisce restando ancorato a terra. I combattimenti del solitario sono morbidi e vorticosi, i colpi seguono un ritmo forsennato ma sono inferti con la grazia assoluta di un maestro zen; quelli inflitti da Statham sono al contrario privi di lievità e gonfi di rabbia. La macchina da presa di Atwell cerca allora invano di inseguire e contenere nella stessa inquadratura il controllo totale dei sensi e la ricerca della bellezza di Li con la forza brutale e lo sforzo dei muscoli dello statuario Statham. Girato con uno scarso senso del ritmo e dei tempi, Rogue il solitario, sfrutta una serie di argomenti non originali: l'amicizia virile tra i due protagonisti e la complementarietà tra bene e male, che si conclude con un "ribaltamento di campo" che mostrerà il buono più malvagio del cattivo. Sottolineando il potere deduttivo del villain, di per sé elemento di massima fascinazione del genere, Atwell confonderà le carte, dimostrando che niente è come appare e nessuno è chi dice di essere. Magia del cinema e della chirurgia plastica.
Con il termine "wushu" si possono intendere le arti marziali cinesi oppure, con un'ardita sineddoche, si può semplicemente dire Jet Li. È lui la stella più brillante del firmamento cinematografico cinese, star indiscussa in patria, capace di ritagliarsi uno spazio importante ad Hollywood e di cui Rogue il solitario è l'ultima, controversa fatica. Un destino da stella nato sotto i buoni auspici della sorte. Orfano di padre dall'età di due anni, al piccolo Jet è casualmente affidato un corso estivo di wushu, le arti marziali cinesi appunto, senza che lui sapesse nemmeno di cosa si trattasse. È l'inizio della sua fortuna. Quando alle eccezionali doti atletiche, sempre la sorte, aggiungerà l'occhio benevolo della macchina da produzione cinematografica cinese, il suo destino sarà compiuto. Notato durante le sue gare in giro per il mondo, gli è affidato il primo ruolo in quello che diventerà un classico dell'Estremo Oriente, Shaolin Temple. È l'inizio della leggenda di Jet Li che, alcuni anni più tardi, attraverserà il Pacifico per sbarcare sulla costa dorata della California. Nel suo curriculum non sono mancati, come nella migliore tradizione orientale, esperienze in parodie e rifacimenti, come accaduto con Dalla Cina con furore o con la saga di Indiana Jones. Jet Li non picchia solamente duro ma è anche un patriota ed un acceso sostenitore delle cause umanitarie. Li è rimasto coinvolto nello tsunami che nel 2004 sconvolse il mondo, anzi, per alcuni giorni si susseguirono voci su una sua morte. L'attore se la cavò con un infortunio al piede ma quella vicenda lo ha segnato, tanto da indurlo a dare vita ad una fondazione che si occupa dei sopravvissuti al cataclisma. Infine, quando era un giovane atleta, si esibì nel corso della storica visita di Richard Nixon. Un membro della scorta gli chiese se gli interessasse diventare una delle guardie del corpo del presidente. Il giovane ma determinato Li rispose che lui era preparato a proteggere la sua nazione, non un singolo individuo. Bel carattere, non c'è che dire.
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