Sesso e potere

Film 1997 | Commedia, +16 99 min.

Regia di Barry Levinson. Un film con Dustin Hoffman, Robert De Niro, Anne Heche, Denis Leary, Willie Nelson, Andrea Martin. Cast completo Titolo originale: Wag the Dog. Genere Commedia, - USA, 1997, durata 99 minuti. Uscita cinema venerdì 10 aprile 1998 distribuito da C.G.D - Cecchi Gori Distribuzione. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 Valutazione: 0 Stelle, sulla base di 4 recensioni.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 16 maggio 2012

Il presidente degli Stati Uniti ha dei problemi di immagine per via delle solite scappatelle sessuali. Per deviare l'attenzione dell'opinione pubblica... Il film ha ottenuto 2 candidature a Premi Oscar, Il film è stato premiato al Festival di Berlino, 3 candidature a Golden Globes, 1 candidatura a SAG Awards, Al Box Office Usa Sesso e potere ha incassato 39,1 milioni di dollari .

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Consigliato assolutamente no!
n.d.
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CRITICA
PUBBLICO 3,39
CONSIGLIATO NÌ

Il presidente degli Stati Uniti ha dei problemi di immagine per via delle solite scappatelle sessuali. Per deviare l'attenzione dell'opinione pubblica viene assunto uno specialista di PR e un produttore. L'idea è quella di far scoppiare una guerra, per fortuna solo virtuale, con l'Albania. Il trucco funziona. Il tema è fin troppo abusato e la storia non riesce a uscire dall'ovvio, nonostante la presenza di tanti nomi. Il film era nelle sale contemporaneamente a un altro "Levinson", La sfera. Il regista attraversava evidentemente un momento non perfettamente felice.

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A undici giorni dalle elezioni il presidente degli USA è accusato di aver molestato una girl scout alla Casa Bianca. Urge deviare altrove l'attenzione dell'opinione pubblica. Come? Inventando una guerra... con l'Albania. Sceneggiato da Hilary Henkin e David Mamet (lo si sente dai dialoghi) dal romanzo American Hero di Larry Beinhart. A modo suo è un instant movie , a ridosso dei guai di Bill Clinton. La realtà che batte la fantasia o viceversa? Problema superato: ormai la realtà è la fantasia. Ovvero un velenoso compendio della stupidità nordamericana. B. Levinson aveva a disposizione tutto: bravi attori, uno sceneggiatore di talento, mezzi, una canzone alla Nashville ("We Are the World"). Ne ha cavato una satira appena decorosa, diligente.

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Scandalo alla Casa Bianca: a pochi giorni dalle elezioni, una ragazzina accusa il presidente degli Stati Uniti di molestie sessuali. Conrad Brean (De Niro), esperto in comunicazione di massa, e Winifred Ames (Heche), addetta alla presidenza, progettano un piano per sviare l'attenzione dell'opinione pubblica diffondendo la falsa notizia di una cellula di terroristi albanesi che minaccerebbe il territorio nazionale da una base in Canada. Trovata l'idea occorre svilupparla in maniera tale da renderla credibile e coinvolgente e per farlo i due si mettono d'accordo con Stanley Motss (Hoffman), un produttore hollywoodiano di grande talento e creatività. Insieme imbastiscono la traccia di un intervento armato preventivo contro l'Albania, documentandolo con scene filmate in studio che mostrano bombardieri in volo, villaggi in fiamme, profughi in fuga. Sotto la sapiente direzione di Motss e Brean, la guerra virtuale lievita come una sceneggiatura cinematografica; trova un'anima nella persona di un eroe di guerra - uno psicopatico appositamente tirato fuori di prigione - e una voce nelle accorate ballate del musicista country Willie Nelson. Conquistati dai drammatici reportage dal fronte e rassicurati dalla felice e rapida conclusione del conflitto - con tanto di scuse ufficiali dal governo albanese - gli americani si commuovono, riscoprono l'amor di patria e fanno quadrato attorno al presidente assolvendolo da ogni peccato. Ma la situazione precipita quando Motss, consapevole di aver realizzato l'opera più grande della sua carriera, rivendica il diritto di entrare nella storia del cinema e minaccia di svelare al pubblico tutti i retroscena della farsa...
Applaudito oltre il dovuto, impietosamente stroncato o semplicemente ignorato dalle opposte fazioni della critica ideologicamente schierata, il film è un'invettiva contro il "Potere" corrotto, ipocrita e menzognero che strumentalizza l'onnipotenza dei mass media per guidare il consenso nel paese. In tempi di spettacolarizzazione del modo di fare politica e di guerre tempestivamente trasmesse "in diretta", il film può sembrare sorpassato dalla realtà di ogni giorno, ma il sostrato fantapolitico e le implicazioni sociologiche che conducono alle estreme conseguenze l'ipotesi della creazione di una cronaca virtuale è tuttora inquietante e invita alla riflessione. Il regista Barry Levinson è produttore anche The Second Civil War (film con il quale Sesso e potere condivide la stessa tematica) e regista di Sphere.

SESSO E POTERE
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 21 ottobre 2011
Gianni Lucini

Sesso & potere arriva nelle sale cinematografiche statunitensi il 9 gennaio 1998. Due giorni prima Monica Lewinsky ha depositato una propria memoria difensiva in cui smentisce di aver avuto rapporti sessuali con il Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton. Proprio in quel periodo il capo del paese più potente del mondo è impegnato anche a difendersi da vaie accuse di molestie rivoltegli [...] Vai alla recensione »

lunedì 10 dicembre 2012
Filippo Catani

Alla vigilia delle elezioni presidenziali, il candidato uscente rimane impigliato in uno scandalo di natura sessuale. Lo staff della Csa Bianca pensa bene di ingaggiare un "addetto alle pulizie" capace di inventarsi un piano per distogliere l'attenzione dal fatto. Ovviamente questo piano avrà conseguenze tragicomiche e sarà quello di dichiarare una fantomatica guerra all'Alba [...] Vai alla recensione »

lunedì 25 aprile 2016
Fabal

Conrad Brean è uno spin doctor, cioè colui che organizza l’immagine di un uomo politico tramite la comunicazione di massa, soprattutto in campagna elettorale. Quando, a pochi  giorni dalle nuove elezioni che potrebbero valergli la riconferma, il presidente degli States viene denunciato per abusi sessuali da una ragazzina scout, Brean chiede a un esperto produttore cinematografico [...] Vai alla recensione »

lunedì 12 dicembre 2011
Hurricane

Certi giudizi mi sembra si fermino alla punta del naso dello spettatore. Allora vorrei chiedere alla luce dei fatti trascorsi e propinatici come avvenuti quanto sia risultato profetico questo film agli spettatori. Non sto giudicandolo a posteriori. Già da subito mi stupì per l'intelligenza del tema trattato e di come dovrebbero essere prese con le pinze le notizie forniteci dalla [...] Vai alla recensione »

Frasi
L'Albania?
Già.
Perché?
Perché no? Che ne sa degli albanesi?
Niente.
Ecco, è un popolo sfuggente. Come dire, non è trasparente. Lei cosa sa dell'Albania, cosa sa degli albanesi? Chi si fida degli albanesi?
Ho capito, ma che male ci ha fatto l'Albania?
Non ci ha neanche mai fatto del bene. Ecco perché dobbiamo far scaldare i reattori dei B3.
Dialogo tra Conrad Brean (Robert De Niro) - Winifred Ames (Anne Heche)
dal film Sesso e potere
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

È il cane che agita la sua coda o è la coda che agita il suo cane? Dipende da chi, tra i due, è più furbo. Così si dice in Sesso e potere ( Wag the Dog, Usa 1997), favola realistica, scherzo piuttosto serio diretto da Barry Levinson e scritto da tre sceneggiatori fra cui spicca David Mamet. Il senso della domanda e, soprattutto, della risposta è chiaro fin dalle prime immagini.

Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

Sesso e potere: non potrebbe essere più esplicito il titolo scelto dai distributori italiani per il film di Barry Levinson (in originale Wag the Dog, gioco di parole che significa, alla lettera, “dimena il cane’). Il sesso, tuttavia, è solo un pretesto, perché ciò di cui si parla davvero è il potere. Il massimo potere mondiale, quello del presidente degli Stati Uniti.

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Di sesso si parla pochissimo, in Sesso e potere di Barry Levinson. Quasi niente. È appena una premessa: il presidente degli Stati Uniti ha messo le mani addosso a una ragazza scout in visita di gruppo alla Casa Bianca, la cosa s'é risaputa, lo scandalo comincia a montare, le elezioni presidenziali sono imminenti, bisogna rimediare, fare qualcosa, creare un diversivo.

winner
orso d'argento
Festival di Berlino
1998
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