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Sofia Coppola

Sofia Coppola è un'attrice statunitense, regista, produttrice, produttrice esecutiva, scrittrice, sceneggiatrice, costumista, è nata il 14 maggio 1971 a New York City, New York (USA).
Nel 2017 ha ricevuto il premio come miglior regia al Festival di Cannes per il film L'inganno. Dal 2004 al 2017 Sofia Coppola ha vinto 2 premi: Festival di Cannes (2017), Premio Oscar (2004). Sofia Coppola ha oggi 51 anni ed è del segno zodiacale Toro.

Una talentuosa figlia d'arte

A cura di Chiara Renda

Sofia Coppola, figlia di Francis Ford Coppola, è degna erede del cinema della "New Hollywood" degli anni Settanta, del quale deve aver respirato le atmosfere fin da piccola. I suoi esordi cinematografici sono davanti alla macchina da presa all'età di circa un anno, quando suo padre la porta sul set de Il Padrino (1972). La ragazza parteciperà come attrice anche agli altri due capitoli della saga Corleone nel 1974 (Il Padrino - Parte seconda) e nel 1990 (nei panni di Mary Corleone ne Il Padrino - Parte terza), oltre che ad altri film del padre, tra cui Rusty il selvaggio (1983) e Peggy Sue si è sposata (1986).

Gli inizi
Non ancora ventenne Sofia ha collaborato alla sceneggiatura e ai costumi dell'episodio del padre Life without Zoe per il film New York Stories (1989), ispirato alla sua infanzia a lungo trascorsa in uno degli alberghi più esclusivi della Grande Mela, lo "Sherry Netherland".
Diverse esperienze come designer nel campo della moda (per la collezione Milkfed, popolarissima in Giappone), come presentatrice televisiva e come fotografa, la Coppola ha debuttato in veste di regista con il cortometraggio Lick the Star (1998), ma ha conquistato pubblico e critica con il lungo Il giardino delle vergini suicide (1999). Raffinata e malinconica, questa ragazza dall'aria radical-chic, interessata a tutte le nuove forme d'arte, dal design al videoclip, incarna alla perfezione il prototipo della nuova autorialità indie, specchio dello spirito dei tempi moderni. Suo è infatti il famoso videoclip che ritrae una lap-dance di Kate Moss in bianco e nero sulle note di I just don't know what to do with myself dei White Stripes.
Anticipatrice di mode e tendenze, la Coppola pare non aver sbagliato un colpo: sicuramente le frequentazioni con gli amici Wes Anderson, Alexander Payne, e soprattutto il matrimonio (durato quattro anni) con l'ipercreativo Spike Jonze (per il quale ha interpretato la ginnasta del videoclip Elektrobank dei Chemical Brothers, da lui diretto), hanno giovato alla sua sensibilità registica, sebbene il suo stile sia comunque originale, personale e profondamente femminile.

Vergini suicide
Per la sua opera prima, Il giardino delle vergini suicide, Sofia ha scelto l'adattamento da un romanzo (di Jeffrey Eugenides), trattato però con uno stile intimista e personalissimo. Nasce così la storia (sceneggiata dalla Coppola e da Eugenides) delle cinque sorelle Lisbon, segnate da un tragico destino di dolore e distruzione. Fin dal primo fotogramma del film ci si ritrova a scrutare, incantati e sedotti, questo stregato giardino familiare, attraverso gli occhi dei giovani impotenti vicini di casa. La Coppola correda questo intimo diario di una giovinezza perduta con un nostalgico scenario seventies e riferimenti cinefili che vanno dagli anni Cinquanta (la scena al planetarium di Gioventù bruciata) ai Settanta (Josh Hartnett/Trip Fontaine in versione Tony Manera). Lasciandoci nel cuore un'evanescente sensazione di perdita e tenerezza. Un sentimento leopardiano di vita non vissuta.

Lost in Translation
Dal tentativo di emancipazione dal nido famigliare alla ricerca di un'identità in un mondo straniero, quella di Bob e Charlotte in Lost in translation (2003): un attore annoiato in crisi di mezza età (Murray) e una giovane moglie insicura (Johansson), che incrociano i loro sguardi nell'ascensore di un lussuoso hotel di Tokyo. Risulta quasi impossibile raccontare questo film suggestivo ed evanescente, costruito in un territorio smarrito tra l'impersonalità metropolitana di Tokyo e l'intimità di uno sguardo tra sconosciuti vicini per un attimo, due anime insonni in terra straniera.

Marie Antoinette e la consacrazione
Un film in costume, ma emotivamente moderno e storicamente irriverente, completa questo trittico sul mal di vivere adolescenziale: Marie Antoinette (2006), ritratto di una regina/bambina a tinte, costumi (di Milena Canonero) e suoni pop. Come tappezzeria sonora del salotto di Versailles la Coppola ha voluto infatti The Strokes, New Order e la band francese Phoenix (che compare in una scena del film e il cui frontman Thomas Mars è marito di Sofia e padre delle sue due figlie, Romy e Cosima). Marie Antoinette è una favola maliziosa e leggiadra incurante della verità storica, ma attenta all'animo frivolo e triste della sua malinconica protagonista (un'aggraziata e sbarazzina Kirsten Dunst). Una regina annoiata, viziata e capricciosa, "una ragazza come tante" secondo Sofia. Un'altra opera coraggiosa, che sottolinea ancora una volta l'originalità e la personalità di questa figlia d'arte indipendente dalla famiglia e con una sua chiara idea di cinema.
Nel 2010 Sofia presenta alla Mostra del Cinema di Venezia Somewhere, opera ancora una volta parzialmente autobiografica che racconta l'apatica vita di un attore di Hollywood intrappolato nel suo appartamento dell'hotel Chateau Marmont. L'inaspettata visita della figlia Cleo imporrà un cambiamento nel suo stile di vita. E ancora una volta la regista è capace di raccontarci queste creature e le loro contraddizioni con sguardo pieno di tenerezza e grazia. Così come accade nel film del 2013 The Bling Ring (al Festival di Cannes nella sezione Un Certain Regard), ritratto ispirato alla realtà di un gruppo di adolescenti ossessionati dalla moda e dalla fama responsabili di furti in molte ville di vip a Beverly Hills.
A Natale 2015 fa rinascere il varietà vecchio stile dirigendo Bill Murray nei panni di se stesso in A Very Murray Christmas. In seguito dirige Nicole Kidman, Colin Firth, Kirsten Dunst ed Elle Fanning ne L'inganno (2017) e nel 2020 il fido Bill Murray e Rashida Jones in On the Rocks.

Ultimi film

Drammatico, (USA - 2017), 91 min.
Drammatico, (USA - 2010), 98 min.

Focus

CELEBRITIES
domenica 27 dicembre 2015
Marzia Gandolfi

Sofia Coppola resiste a qualsiasi tentativo di definizione. Film dopo film noi crediamo di conoscere la 'canzone' (cosa sarebbe il suo cinema senza?) e ogni volta Sofia la canta a suo modo, una maniera limpida, unica. Entomologa della noia agiata di americani indolenti e viziati, Sofia Coppola nel cinema ci cade da piccola. Apparizione infantile e 'accreditata' con lo pseudonimo Domino in Rusty il selvaggio, viene (letteralmente) battezzata davanti alla macchina da presa ne Il Padrino ed è sulla spiaggia di Apocalypse Now che costruisce il suo primo castello di sabbia

CELEBRITIES
domenica 27 dicembre 2015
Marzia Gandolfi

Attore culto e leggenda urbana, Bill Murray è il muro di gomma ruvida contro cui rimbalza Hollywood. Amarlo appassionatamente negli anni Ottanta era una scelta, un piacere alternativo, il frutto di una lunga osservazione. Poi nel 2003 Sofia Coppola lo serve su un piatto d'argento e in una commedia sommamente chic con le modalità d'impiego. Lost in Translation è quasi un manifesto critico sull'attore, che mette in rilievo le sue competenze comiche e le sue nevrosi consacrandolo divo più cool del firmamento americano

APPROFONDIMENTI
domenica 29 settembre 2013
Roy Menarini

Non ci sarà un vincitore, nemmeno stavolta. La battaglia tra chi considera Sofia Coppola una noiosa narratrice delle malinconie dei viziati e coloro che ne amano invece le profonde radiografie giovanili, resterà insoluta e ognuno rimarrà della propria idea. Fino al prossimo film. Per questo motivo, sembra più utile analizzare quello che ci dice Bling Ring delle trasformazioni in atto nella percezione dello stardom

NEWS
mercoledì 25 settembre 2013
Mauro Gervasini

Idolatrando il cinema del babbo, è difficile rapportarsi in modo neutro a Sofia Coppola, classe 1971, già attrice in molti film di papà tra i quali i tre Padrini, che l'hanno vista "crescere" nell'arco di un trentennio. Ha talento la cineasta oppure vive di luce riflessa? Percorre un sentiero autonomo o subisce il peso di una dinastia che comprende attori del calibro di Nicolas Cage (cugino), Talia Shire (zia) e ultima arrivata un'altra regista, Gia Coppola (a Venezia con Palo alto, nipote)? Porsi una domanda simile per chi ha addirittura vinto un Leone d'oro a Venezia (seppure controverso: Somewhere, 2010) risulta capzioso

News

La predilezione per i personaggi femminili ha fatto pensare a una solidarietà ideale con le sue protagoniste. Ma non è...
Tra figure di stile e gusto del dettaglio, la regista non finisce mai e rilancia a Natale con A Very Murray Christmas. In...
Una regista concentrata sui coming of age al femminile.
In concorso Le Passé di Asghar Farhadi e Tian Zhu Ding di Jia Zhangke.
La Coppa Volpi per il miglior attore a Vincent Gallo, miglior attrice ad Ariane Labed
La pellicola in stile minimal della Coppola si candida al Leone d'Oro.
Tocca oggi a Somewhere, dramma da camera (d'hotel).
Nuove immagini del film di Sofia Coppola.
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