Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Film 2017 | Thriller +13 115 min.

Titolo originaleThree Billboards Outside Ebbing, Missouri
Anno2017
GenereThriller
ProduzioneUSA, Gran Bretagna
Durata115 minuti
Al cinema161 sale cinematografiche
Regia diMartin McDonagh
AttoriFrances McDormand, Woody Harrelson, Sam Rockwell, Abbie Cornish, Lucas Hedges Zeljko Ivanek, Caleb Landry Jones, Clarke Peters, Samara Weaving, John Hawkes, Peter Dinklage, Kathryn Newton, Kerry Condon.
Uscitagiovedì 11 gennaio 2018
TagDa vedere 2017
Distribuzione20th Century Fox
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,88 su 42 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Martin McDonagh. Un film Da vedere 2017 con Frances McDormand, Woody Harrelson, Sam Rockwell, Abbie Cornish, Lucas Hedges. Cast completo Titolo originale: Three Billboards Outside Ebbing, Missouri. Genere Thriller - USA, Gran Bretagna, 2017, durata 115 minuti. Uscita cinema giovedì 11 gennaio 2018 distribuito da 20th Century Fox. Oggi tra i film al cinema in 161 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,88 su 42 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Condividi

Aggiungi
Tre manifesti a Ebbing, Missouri
tra i tuoi film preferiti.




oppure

Una madre decisa a trovare l'assassino della figlia comincia ad adottare metodi inusuali e piano piano anche contro la legge. Il film è stato premiato al Festival di Venezia, ha ottenuto 6 candidature e vinto 4 Golden Globes. Tre manifesti a Ebbing, Missouri è 3° in classifica al Box Office. lunedì 15 gennaio ha incassato € 65.114,00 e registrato 11.794 presenze.

Consigliato assolutamente sì!
3,88/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 4,50
PUBBLICO 3,63
ASSOLUTAMENTE SÌ
Una commedia profonda che cerca e trova l'anima dell'America sotto l'intolleranza acuta e la mentalità settaria .
Recensione di Marzia Gandolfi
lunedì 4 settembre 2017
Recensione di Marzia Gandolfi
lunedì 4 settembre 2017

Mildred Hayes non si dà pace. Madre di Angela, una ragazzina violentata e uccisa nella provincia profonda del Missouri, Mildred ha deciso di sollecitare la polizia locale a indagare sul delitto e a consegnarle il colpevole. Dando fondo ai risparmi, commissiona tre manifesti con tre messaggi precisi diretti a Bill Willoughby, sceriffo di Ebbing. Affissi in bella mostra alle porte del paese, provocheranno reazioni disparate e disperate, 'riaprendo' il caso e rivelando il meglio e il peggio della comunità.

Al suo terzo film, Martin McDonagh conferma una visibile impronta: infiltrare la tragedia dentro la commedia nera. Tre manifesti a Ebbing, Missouri sposa la pratica prediletta ma sposta più avanti la riflessione.

La speculazione sale e progredisce, affondata nel Missouri, situato al centro degli States e rivelatore della crisi che scuote il Paese. Nello stato che non ha mai completato il percorso dallo schiavismo e genocidio delle origini al garantismo costituzionale e all'ideale pluralista multiculturale, l'autore svolge la storia di una madre che vuole giustizia. La pretende da poliziotti distratti, affaccendati a escludere gli omosessuali dalla protezione del "Civil Rights Act", approvato nel 1965, o a "torturare persone di colore", la sceneggiatura di McDonagh sottolinea lo slittamento semantico per bocca dell'agente di Sam Rockwell.

Richiamati al loro dovere dai manifesti del titolo e dall'inconsolabile dolore di una madre, i cops adottano misure repressive, criminalizzando chi vuole soltanto giustizia. Ma è a questo punto della vicenda che il drammaturgo irlandese, cresciuto a Londra ma all'ombra di Samuel Beckett, scarta e rilancia realizzando il desiderio di Marty (7 psicopatici), lo sceneggiatore alcolizzato di Colin Farrell che provava a fuggire l'apologia della brutalità, la mitologia del crimine caustico, la verbosità prolissa e i motherfucker interposti. Lo scarto è incarnato dallo sceriffo di Woody Harrelson, magnificamente contre-emploi. Attore nato per uccidere, che misura sovente la propria performance in situazioni estreme, Harrelson è il cuore morbido di questa 'commedia profonda' che cerca e trova l'anima dell'America sotto l'intolleranza acuta e la mentalità settaria. È il suo gesto, 'inoltrato' con tre lettere, a impegnare gli altri personaggi.

A mettere in gioco il loro destino e in discussione il loro ruolo nell'ordine delle cose. Mildred (Frances McDormand) e Dixon (Sam Rockwell), fanatici e integralisti, ciascuno a suo modo, volgono l'intolleranza in rispetto mutuale, avanzando verso l'Idaho e un finale che "strada facendo" prova almeno a ragionare sulla vocazione violenta e autoritaria della società americana. Senza seccare mai il regime letale del linguaggio e la vena comica del suo cinema, che sottolinea la desolazione in cui versano i personaggi potenziando gli aspetti simbolici del dramma, Martin McDonagh prosegue la sua critica sistematica alla rappresentazione della violenza.
Se in 7 psicopatici si sviluppava intorno ai film di Oliver Stone e Quentin Tarantino, in Tre manifesti a Ebbing, Missouri registra i limiti dello 'spettacolo' impietoso ma divertente tentando un 'esercizio spirituale' o almeno di pratico buon senso in luogo del delitto. Vittime (infine) consapevoli di una dissociazione tra il sociale e l'individuale, tra il fuori e il dentro, tra i processi storico-politici e quelli della coscienza umana, Mildred e Dixon tentano di colmare la separazione col viaggio che non insegue isole felici ma un nuovo equilibrio morale. La storia americana negata al progresso e alla speranza trova respiro e via di fuga nel cinema di McDonagh, che demistifica con amarissima allegria la tragedia dell'esistenza. Evocando un mondo (possibile) alla fine del mondo.

Sei d'accordo con Marzia Gandolfi?
PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 5 settembre 2017
Peer Gynt

Che gran film! Bisogna confessarlo, se si va oltre un titolo che sembra più scoraggiare lo spettatore che attirarlo, si trova un film che sa coniugare come raramente si è visto dramma teso e violento con umorismo scoppiettante e sarcastico. Aggiungete a questo ottimo punto di partenza una recitazione strepitosa (la madre in cerca di giustizia, una rocciosa Frances McDormand, lo sceriffo [...] Vai alla recensione »

venerdì 29 dicembre 2017
Eugenio

La premessa di Tre manifesti a Ebbing, Missouri è il filone di appartenenza al genere dei revenge films, ovvero quelle pellicole aventi come leitmotiv il torto subito da un padre o una madre a causa di un’efferata violenza che ha strappato alla vita il suo primario affetto, spesso un figlio o una figlia (in genere violentato/a brutalmente).

domenica 14 gennaio 2018
Maurizio.Meres

Siamo in una delle tante cittadine degli Stati Uniti,dove tutti sanno di tutti,non ci sono svaghi e l'unico che la città conosce è l'intolleranza dell'uno verso l'altro,una forma di razzismo radicata è propensa all'odio reciproco,il tutto controllato si fa per dire da uno sceriffo di contea che diventa suo malgrado il padre padrone di una cittadinanza assente [...] Vai alla recensione »

domenica 14 gennaio 2018
paolp78

Il merito maggiore di questo film è quello di avere operato la scelta originalissima di trattare un terribile dramma in chiave leggera, a tratti persino umoristica. Si tratta di una scelta molto rischiosa, ma a mio avviso l'operazione è pienamente riuscita. Così su due piedi, non ricordo altre pellicole capaci di trattare tematiche così strazianti, per altro unite [...] Vai alla recensione »

domenica 14 gennaio 2018
alesimoni

Dopo il convincente “in Bruges” il regista e sceneggiatore McDonagh si conferma ad altissimi livelli con una dark comedy stile Coen. Il film conferma tutte le aspettative della vigilia alimentate dai premi ai Golden Globes e da un bel trailer. Un’opera stupenda in cui nessuno dei personaggi è un’eroe o un mostro, ma tutti sono entrambe le cose: ognuno è capace di essere rozzo e volgare, ma anche di [...] Vai alla recensione »

venerdì 12 gennaio 2018
boffese

Tre manifesti a Ebbing e' la terza prova del regista AngloIrlandese Martin McDonagh , molto bravo nel film d esordio In Bruges, un po meno nel bizzarro 7 psicopatici , ne esce maturo e centrando l obiettivo con questo film vincitore gia' di 4 Golden Globe importantissimi e del premio miglior sceneggiatura al Festival di Venezia.La pellicola e' spiazzante in quasi tutti i suoi passaggi e lo e' ancora [...] Vai alla recensione »

lunedì 15 gennaio 2018
robertalamonica

‘Tre Manifesti ad Ebbing, Missouri’ (‘Three Billboards outside Ebbing, Missouri’2017) è il film del momento, quello di cui tutti parlano dalla recente vittoria dei Golden Globe in 4 categorie e dall’apprezzamento unanime dell’interpretazione inarrivabile di Frances Mcdormand, già in odore di Oscar.

lunedì 15 gennaio 2018
Howlingfantod

Film dalle atmosfere coeniane, gli stessi che hanno diretto la bravissima Frances McDormand in loro altre opere fra le quali Fargo dove la McDormand interpreta il ruolo dello sceriffo. In questo superbo thriller dallo humour nero firmato da Martin McDonagh, la protagonista Mildred (Frances McDormand, fra l’altro proprio la moglie di Joel Coen), interpreta il ruolo di una madre divorata dai sensi di [...] Vai alla recensione »

domenica 14 gennaio 2018
vanessa zarastro

Siamo nel middle-of-nowhere, nel cuore e centro degli Stati Uniti: il Missouri, presumibilmente ai giorni d’oggi. La piccola cittadina è concentrata lungo in una Main street  con la stazione dello sceriffo e il saloon, reminiscenze di un classico western. La vicenda è difficilmente databile perché, purtroppo, le tematiche trattate nel film come il razzismo, l’omofobia, [...] Vai alla recensione »

sabato 13 gennaio 2018
zim

 Perfida periferia,  la grande famiglia d'America ha perduto le sue certezze. Quotidianità e luoghi comuni non ripagano e il malaffare è nel non fare nulla. Un tempo il Dio dei puritani comunicava nei piccoli e grandi eventi della giornata i segni  della sua volontà, adesso la famiglia dell'eterno si è rotta e sono necessari i manifesti della [...] Vai alla recensione »

sabato 13 gennaio 2018
morganaeuropa

Quando un film ha trionfato a Venezia, ha vinto 4 Golden Globe e si appresta a fare incetta nei prossimi Oscar, che altro si può aggiungere ? Dopo i fiumi di parole scritti da tutti i giornali del mondo, sull'anima nera del Sud, sui vari piani di lettura della sceneggiatura, sulle capacità narrative dell'inglese Martin Mc Donagh e sulla interpretazione 'stratosferica' [...] Vai alla recensione »

giovedì 16 novembre 2017
lapo10

I manifesti del titolo sono quelli affittati da Mildred Hayes (Frances McDormand) lungo una strada ormai poco trafficata alla periferia di Ebbing. Lo scopo di Mildred è risvegliare, attraverso il messaggio polemico rivolto allo sceriffo Willoughby (Woody Harrelson), l'attenzione verso il delitto della figlia commesso mesi prima e non ancora risolto dalla polizia locale.

lunedì 15 gennaio 2018
Dario Bottos

Film formalmente bello, teso, robusto, maturo. Però, volendo azzardare un giudizio sul messaggio piuttosto che uno estetico sul medium, lo direi fortemente irritante, sgradevole nelle situazioni e nei personaggi. Da tempo il sogno americano è diventato nell'immaginario collettivo un mezzo incubo, e questo film lo conferma: la pancia degli USA è una distopia sociale, il paese [...] Vai alla recensione »

venerdì 12 gennaio 2018
FreeRider

Anche una “commedia nera”, così come è stata da più parti definita, non sfugge all’obbligo di presentare le sue credenziali sia in termini di verve dal lato brillante che in termini di tensione drammatica dal lato noir. In realtà, anche se chiaramente ispirato al cinema grottesco dei fratelli Coen, il film di Martin Mc Donagh è un oggetto anomalo [...] Vai alla recensione »

sabato 13 gennaio 2018
Silvano Bersani

Film sghembo e irritante. A tratti decisamente brutto. Non tradisce le promesse perchè promesse non ne fa. Da un assemblaggio gratuito di personaggi scopiazzati qua e là (il poliziotto buono, il poliziotto sciroccato, il figlio disadattato, l'ex marito che sta con una ochetta diciannovenne), che alla fine si disperdono in una sceneggiatura schizofrenica, sempre in bilico tra tragedia [...] Vai alla recensione »

domenica 14 gennaio 2018
kimkiduk

Primo tempo del film interessantissimo che ripaga dell'attesa per uno dei film che sicuramente verrà premiato agli Oscar. Secondo tempo che lascia solo tante domande e tanti perchè; dalla critica certa ad una società USA in disarmo si passa ad un miscuglio di forse e di "ma si in fin dei conti". Ma questa è forse l'America di Trump, piena di polizia inetta, [...] Vai alla recensione »

domenica 14 gennaio 2018
Flaw54

In un panorama cinematografico desolante sono finalmente riuscito a vedere un film. Provincia americana, tutti gli stereotipi che volete, ma grande recitazione, immagini che colpiscono l' occhio come l' incendio dei cartelloni ed un finale lasciato in sospeso che cerca di allontanarsi dal buonismo imperante. L' indagine non conta niente: è l' America che esce fuori con tutte [...] Vai alla recensione »

domenica 14 gennaio 2018
amokubrik

Uno di quei film scritti con la stilografica. I fratelli McDonagh sono uno bravo l'altro di piu.

lunedì 15 gennaio 2018
opidum

film molto crudo e triste ma davvero ben scritto e recitato. fenomenale sam rocwel che spero vinca l'oscar

domenica 14 gennaio 2018
excalibur

UN CA POLAVORO .

domenica 14 gennaio 2018
Manuela Zarattini

Il personaggio di Mildred è interpretato magnificamente e rappresenta in modo pieno tutto il dolore ma anche il rimorso di una madre verso quella figlia tragicamente persa. Ma anche gli altri personaggi sono toccanti: lo sceriffo dolorosamente consapevole della sua malattia, Jason il poliziotto "non poliziotto". E alla fine Mildred un sorriso riuscirà a farlo. Bellissimo.

lunedì 4 settembre 2017
ROBERT EROICA

#Venezia74. THREE BILLBOARDS OUTSIDE EBBING, MISSOURI. Sorpresa del concorso con una delle piu' belle commedie nere viste negli ultimi anni. Un noir dilatato con sprazzi di vetriolo puro, con snodi narrativi sorprendenti e personaggi che non si puo' non amare. Quello che i fratello Coen non fanno piu' da anni. La sete di verita' di una madre sfida tutte le convenzioni alla ricerca del responsabile [...] Vai alla recensione »

giovedì 11 gennaio 2018
Emanuele 1968

Avrei fatto finire il film con la risoluzione del caso grazie al DNA, invece lascia intendere un po di giustizia fai da te, nel mio immaginario spero che siano tornati indietro con la macchina;  un po sboccato e forse troppo schietti, belli i contenuti.

sabato 13 gennaio 2018
Clavius

Film scritto (male) e diretto (peggio) per compiacere le anime belle (che a quanto pare sono molto numerose). Mi rinfranca il fatto che di pellicole tanto mediocri se ne parli per qualche settimana per poi dimenticarsene. Il confronto con l'opera dei Coen è risibile; la carrellata dei luoghi comuni sull'America profonda a tratti perfino irritante; i bravi attori costretti in caratteri [...] Vai alla recensione »

FOCUS
FOCUS
domenica 14 gennaio 2018
Roy Menarini

Un dialogo di Tre manifesti a Ebbing, Missouri è indicativo della temperatura politica del film. Il poliziotto ubriaco e razzista, al pub, importuna un giovane che detesta, facendo allusioni sulla sua presunta omosessualità e militanza di sinistra, e afferma (più meno): "Ma lo sai che a Cuba gli omossessuali li uccidono?", e l'altro risponde: "Mi sa che ti confondi col Wyoming". Eccola, la democrazia statunitense calata in certi stati e in certe piccole città. Il luogo che ha salvato milioni di persone in fuga dalle dittature e offerto una seconda chance a tutte le razze, è ancora profondamente razzista e sessista, come le cronache continuano a raccontare giorno per giorno (un clima purtroppo peggiorato dopo gli otto anni di Presidenza Obama, che si sperava riconciliasse il Paese e invece ha lasciato odi e strascichi ancora peggiori, a causa di radici inestirpabili).

Dal film di Martin McDonagh esce un ritratto, prima ancora che politico, del tutto veritiero della nazione profonda.

Tre manifesti a Ebbing, Missouri avrebbe potuto essere uno di quei film dimostrativi e di denuncia che fanno sentire più giusti e rassicurano le élite sulla propria differenza da certe frange sociali. Ma McDonagh non è così ingenuo, e sa che il cinema possiede (se vuole) un suo impegno nei confronti della verità del mondo, e sa anche che spesso i peggiori pregiudizi coabitano con sentimenti molto più elevati e condivisibili. Tutti i suoi personaggi contengono grandezza e miseria, compiono atti insensati e gentili, oscillano tra odio e amicizia, fanno una cosa orrenda e subito dopo una cosa commovente. Paradossalmente, l'unico film migliore e diverso sarebbe stato un Tre manifesti a Ebbing, Missouri diretto da Clint Eastwood, cui non sarebbe certo dispiaciuto il personaggio anarco-liberista della protagonista Mildred, inclassificabile nei suoi gesti di destra o di sinistra come tanti personaggi narrati da Clint.

FOCUS
sabato 13 gennaio 2018
Marco Castelli - Vincitore del Premio Scrivere di Cinema

Premiato a Venezia, acclamato ai Golden Globe, Tre manifesti a Ebbing, Missouri (guarda la video recensione), terzo lavoro del regista anglo-irlandese Martin McDonagh, si presenta come uno dei film che segnerà la stagione. «La storia che ho voluto raccontare - ha spiegato il regista - è quella di una guerra tra due persone che sono entrambe, in una certa misura, nella parte giusta»: è infatti il dramma di non riuscire a scegliere da che parte emotivamente "stare" che segna più di ogni altro elemento il coinvolgimento dello spettatore.

Ciò che colpisce maggiormente dell'opera è l'incardinamento di temi e problemi antichi in una cornice assolutamente - e forse oltre ogni previsione, visto che la sceneggiatura è stata scritta qualche anno prima della produzione - attuale.

Il riferimento immediato è il parallelismo con il dramma sofocleo di Antigone, costretta a contrapporsi a Creonte, re di Tebe, per aver dato, contro il decreto di quest'ultimo, sepoltura al fratello. Antigone è in questo caso Mildred, madre che chiede vendetta per la brutale uccisione della figlia, ed il potere è qui lo Sceriffo Willoughby, il quale (ormai bonariamente) prova a mantenere l'ordine nella piccola cittadina immaginaria di Ebbing.

Tuttavia queste due prospettive disegnano un conflitto ancora più visceralmente stretto rispetto a quello messo in scena dal tragediografo greco: se lo scontro tra Antigone e Creonte si muoveva infatti sul piano del dibattito tra legge naturale e legge positiva, tra "leggi non scritte" e volontà del governante, lo scontro tra Mildred e Willoughby non vede un estremo che si richiama alla mera e fredda presenza di codici e leggi ma si realizza nell'incompatibilità tra una giustizia naturalmente assoluta, indiscutibile nel suo fanatismo, ed una giustizia naturalmente razionale, che accetta i limiti procedurali ed inquisitori, tanto conscia della sua inadeguatezza quanto convinta della sua necessità.

Frasi
Secondo la legge cos'è che non si può scrivere su un cartellone? Immagino che non si possano scrivere cose diffamatorie e nemmeno cazzo, fica o pisciare...
Una frase di Mildred Hayes (Frances McDormand)
dal film Tre manifesti a Ebbing, Missouri - a cura di MYmovies.it
Farei qualunque cosa per prendere l'assissino di tua figlia... quei cartelloni sono scorretti nei miei confronti!
Una frase di Lo sceriffo Bill Willoughby (Woody Harrelson)
dal film Tre manifesti a Ebbing, Missouri - a cura di MYmovies.it
Mia figlia Angela è stata ammazzata sette mesi fa. La polizia è troppo impegnata a torturare la gente di colore per risolvere un crimine vero.
Mildred Hayes (Frances McDormand)
dal film Tre manifesti a Ebbing, Missouri - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 11 gennaio 2018
Paolo D'Agostini
La Repubblica

Il posto è una piccola città sperduta del Missouri, profondo Midwest. Mildred Hayes, un tipo molto tosto, non può darsi pace per quanto è accaduto sette mesi prima. Quando la figlia Angela è stata violentata e ammazzata. Senza che le indagini abbiano dato alcun frutto. Ritiene anzi che siano state quanto meno pigre e negligenti. E decide allora, un giorno, di entrare nell'ufficio dell'agenzia di affissioni [...] Vai alla recensione »

martedì 5 settembre 2017
Francesco Alò
Il Messaggero

Sembra un film di vendetta e invece propone il superamento della rabbia. Three Billboards Outside Ebbing, Missouri pare un pulp iperviolento ma in realtà è una commedia umana. Ha la struttura del giallo ma il colpevole potrebbe pure non trovarsi mai. Al terzo tentativo le pellicole ipertrofiche dell'inglese Martin McDonagh si fanno cinema come mai era successo prima né con In Bruges né tantomeno con [...] Vai alla recensione »

domenica 14 gennaio 2018
Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

È comicamente tragico, Tre manifesti a Ebbing Missouri (Three Billboards Outside Ebbing Missouri, Usa e Gran Bretagna, 2017,115'). Se si preferisce, è tragicamente comico. In ogni caso, nel mondo piccolo raccontato da Martin McDonagh domina una violenza esacerbata e innocente, tanto cieca quanto sicura del proprio diritto. «Stuprata mentre moriva», «Ancora nessun arresto», «Come mai, capo Willoughby?». [...] Vai alla recensione »

sabato 13 gennaio 2018
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Andarci. Senza indugiare. Da qui a febbraio - per effetto degli Oscar e per esaurimento dei film italiani che cercano di intercettare lo spettatore stufo dei cognati e del panettone - un po' di film belli finalmente usciranno nelle sale. Se cominciate ad accumulare ritardi, va a finire che vi perdete qualcosa. "Tre manifesti a Ebbing, Missouri" è un film su cui non si discute, è bello senza riserve. [...] Vai alla recensione »

venerdì 12 gennaio 2018
Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Si capì presto all'ultima Mostra di Venezia - almeno, lo capì chi capisce di cinema- che quello scelto per aprire la 74esima edizione non era l'americano migliore. Downsizing di Alexander Payne era poca roba, e non solo perché Matt Damon si rimpiccioliva, i titoli stelle & strisce che avrebbero meritato l'ouverture erano The Shape of Water di Guillermo Del Toro e, ancor più, Three Billboards Outside [...] Vai alla recensione »

giovedì 11 gennaio 2018
Claudio Trionfera
Il Messaggero

Una tigre chiamata Mildred. È Frances McDormand, che con quel nome, nel film, insegue, ruggisce e azzanna. Forse vorrebbe in pasto il lurido che ha violentato, ucciso e bruciato la sua cucciola, in verità e oltre la metafora una ragazza appena adolescente. Meno ferinamente, più che consumare una rappresaglia, Mildred si accontenterebbe di ottenere giustizia.

giovedì 11 gennaio 2018
Cristina Piccino
Il Manifesto

Frances Mc Dormand e Woody Harrelson sono due attori magnifici i cui muscoli, nervi, espressioni, sfumature sentimentali permeano ogni film che li sceglie come protagonisti: non solo i Coen (lei), non solo True Detective (o Forman, Malick ) lui e, andando indietro nel tempo, il politico in piacevolezza on the road healthy-vegano (come è Harrelson) attraverso gli States di Ron Mann, (Go Further) su [...] Vai alla recensione »

giovedì 11 gennaio 2018
Massimo Bertarelli
Il Giornale

Grande film, giustamente premiato domenica con quattro Golden Globe, da sempre trampolino per l'Oscar. È la storia di una madre (una sensazionale Frances McDormand), che pretende giustizia per la figlia sedicenne, stuprata e uccisa sette mesi prima in una cittadina del Missouri. In un esemplare crescendo di violenza, grottesco e umorismo nero, la donna riuscirà a far breccia nell'omertà e nell'indifferenza [...] Vai alla recensione »

giovedì 11 gennaio 2018
Claudio Trionfera
Panorama

Angela. Violentata e ammazzata, anzi bruciata. appena ragazzina, nel Missouri profondo d'America. Dove la giustizia, a vedere la dissolutezza atrofica della polizia locale, è inerte e fuggitiva, dunque incapace di acciuffare le belve. Sicché ci pensa Mildred, la madre della vittima (una stupefacente Frances McDormand) a scuotere le coscienze, polverizzando i suoi risparmi per affittare tre cartelloni [...] Vai alla recensione »

giovedì 11 gennaio 2018
Alessandra Levantesi
La Stampa

Al termine di una cerimonia di premiazione popolata di «women in black» contro gli abusi e infiammata dalla vis oratoria di Oprah, i quattro Golden Globe a Tre manifesti a Ebbing, Missouri, film in perfetta sintonia con lo spirito della serata, ne sono apparsi degno coronamento. Eppure la stesura del copione risale a oltre sei anni fa e certamente l'ultima cosa al mondo cui aspira il regista Martin [...] Vai alla recensione »

lunedì 8 gennaio 2018
Natalino Bruzzone
Il Secolo XIX

Nella pancia tormentata dell'America, dove la violenza può sempre esploderti in faccia, una bizzarra ma indomabile madre coraggio elabora, oltre al lutto, una eterodossa cognizione del dolore che bilancia e controlla il dramma con il sarcasmo dell'umorismo in nero. L'agguato del Male soffoca il Bene e la giustizia mancata chiama la vendetta sino ad una svolta sorprendente che non annulla l'anima sporca [...] Vai alla recensione »

martedì 5 settembre 2017
Emiliano Morreale
La Repubblica

Tre manifesti, come dice il titolo, nella tranquilla cittadina di Eb-bing, Missouri. In una strada secondaria dove non passa nessuno. C'è scritto, rispettivamente: «Stuprata mentre moriva», «Ancora nessun arresto?», «Come mai, chief Willoughby?». A comprare lo spazio pubblicitario è Mildred, la cui figlia era appunto stata tragicamente uccisa diversi mesi prima.

martedì 5 settembre 2017
Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Se avete il cellulare di Clooney, mandategli un messaggio: "Ciao George, guarda come si fa!". Si fa come il britannico classe 1971 Martin McDonagh, che dopo gli ottimi In Bruges (2008) e 7 psicopatici (2012) perfeziona la sua magniloquente cifra poetico-stilistica: se Clooney con Suburbicon non è riuscito a fare un film à la Coen pur avendo tra le mani una loro vecchia sceneggiatura, Three Bil-lboards [...] Vai alla recensione »

giovedì 11 gennaio 2018
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

La battaglia per la giustizia di Mildred, che compra tre cartelloni pubblicitari per denunciare l'inerzia della polizia nelle indagini sulla figlia stuprata e bruciata. Vero Missouri, finta Ebbing, ma la "piccola città" dove la mamma cowboy (una McDormand uscita da "Fargo", Golden Globe) accetta di sfidare lo sceriffo, malato terminale, è l'America profonda, razzista e armata di trafiletti di giornali [...] Vai alla recensione »

NEWS
PREMI
lunedì 8 gennaio 2018
Andrea Fornasiero

Si conferma sempre più difficile nei grandi premi americani separare le motivazioni della giuria tra ragioni artistiche e lettura del momento politico. Se gli Oscar 2017 erano all'ombra della reazione per gli #OscarSoWhite dell'anno precedente, gli Emmy [...]

VIDEO RECENSIONE
lunedì 8 gennaio 2018
 

Mildred Hayes non si dà pace. Madre di Angela, una ragazzina violentata e uccisa nella provincia profonda del Missouri, Mildred ha deciso di sollecitare la polizia locale a indagare sul delitto e a consegnarle il colpevole.

TRAILER
lunedì 29 maggio 2017
 

Mildred Haynes cerca senza sosta di trovare il colpevole dell'omicidio di sua figlia ma dopo alcuni mesi decide di fare un gesto audace: dipinge tre cartelloni che sembrano un messaggio diretto a William Willoughby, l'ammirato capo della polizia della [...]

winner
miglior scenegg.ra
Festival di Venezia
2017
winner
miglior attore non protag.
Golden Globes
2018
winner
miglior scenegg.ra
Golden Globes
2018
winner
miglior film dram.co
Golden Globes
2018
winner
miglior attrice in un film dram.co
Golden Globes
2018
Vai alla home di MYmovies.it
Home | Cinema | NETFLIX | Database | Film | Calendario Uscite | MYMOVIESLIVE | Dvd | Tv | Box Office | Prossimamente | Trailer | Colonne sonore | MYmovies Club
Copyright© 2000 - 2018 MYmovies.it® - Mo-Net s.r.l. Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione anche parziale. P.IVA: 05056400483
Licenza Siae n. 2792/I/2742 - Credits | Contatti | Normativa sulla privacy | Termini e condizioni d'uso | Accedi | Registrati