Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Film 2017 | Thriller +13 115 min.

Titolo originaleThree Billboards Outside Ebbing, Missouri
Anno2017
GenereThriller
ProduzioneUSA, Gran Bretagna
Durata115 minuti
Regia diMartin McDonagh
AttoriFrances McDormand, Woody Harrelson, Sam Rockwell, Caleb Landry Jones, Abbie Cornish Kathryn Newton, Peter Dinklage, Lucas Hedges, Kerry Condon, John Hawkes.
Uscitagiovedì 11 gennaio 2018
TagDa vedere 2017
Distribuzione20th Century Fox
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 4,00 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Martin McDonagh. Un film Da vedere 2017 con Frances McDormand, Woody Harrelson, Sam Rockwell, Caleb Landry Jones, Abbie Cornish. Cast completo Titolo originale: Three Billboards Outside Ebbing, Missouri. Genere Thriller - USA, Gran Bretagna, 2017, durata 115 minuti. Uscita cinema giovedì 11 gennaio 2018 distribuito da 20th Century Fox. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 4,00 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Una madre decisa a trovare l'assassino della figlia comincia ad adottare metodi inusuali e piano piano anche contro la legge. Il film è stato premiato al Festival di Venezia. Al Box Office Usa Tre manifesti a Ebbing, Missouri ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 18,3 milioni di dollari e 320 mila dollari nel primo weekend.

Consigliato assolutamente sì!
4,00/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 4,50
PUBBLICO N.D.
ASSOLUTAMENTE SÌ
Una commedia profonda che cerca e trova l'anima dell'America sotto l'intolleranza acuta e la mentalità settaria .
Recensione di Marzia Gandolfi
lunedì 4 settembre 2017
Recensione di Marzia Gandolfi
lunedì 4 settembre 2017

Mildred Hayes non si dà pace. Madre di Angela, una ragazzina violentata e uccisa nella provincia profonda del Missouri, Mildred ha deciso di sollecitare la polizia locale a indagare sul delitto e a consegnarle il colpevole. Dando fondo ai risparmi, commissiona tre manifesti con tre messaggi precisi diretti a Bill Willoughby, sceriffo di Ebbing. Affissi in bella mostra alle porte del paese, provocheranno reazioni disparate e disperate, 'riaprendo' il caso e rivelando il meglio e il peggio della comunità.

Al suo terzo film, Martin McDonagh conferma una visibile impronta: infiltrare la tragedia dentro la commedia nera. Tre manifesti a Ebbing, Missouri sposa la pratica prediletta ma sposta più avanti la riflessione.

La speculazione sale e progredisce, affondata nel Missouri, situato al centro degli States e rivelatore della crisi che scuote il Paese. Nello stato che non ha mai completato il percorso dallo schiavismo e genocidio delle origini al garantismo costituzionale e all'ideale pluralista multiculturale, l'autore svolge la storia di una madre che vuole giustizia. La pretende da poliziotti distratti, affaccendati a escludere gli omosessuali dalla protezione del "Civil Rights Act", approvato nel 1965, o a "torturare persone di colore", la sceneggiatura di McDonagh sottolinea lo slittamento semantico per bocca dell'agente di Sam Rockwell.

Richiamati al loro dovere dai manifesti del titolo e dall'inconsolabile dolore di una madre, i cops adottano misure repressive, criminalizzando chi vuole soltanto giustizia. Ma è a questo punto della vicenda che il drammaturgo irlandese, cresciuto a Londra ma all'ombra di Samuel Beckett, scarta e rilancia realizzando il desiderio di Marty (7 psicopatici), lo sceneggiatore alcolizzato di Colin Farrell che provava a fuggire l'apologia della brutalità, la mitologia del crimine caustico, la verbosità prolissa e i motherfucker interposti. Lo scarto è incarnato dallo sceriffo di Woody Harrelson, magnificamente contre-emploi. Attore nato per uccidere, che misura sovente la propria performance in situazioni estreme, Harrelson è il cuore morbido di questa 'commedia profonda' che cerca e trova l'anima dell'America sotto l'intolleranza acuta e la mentalità settaria. È il suo gesto, 'inoltrato' con tre lettere, a impegnare gli altri personaggi.

A mettere in gioco il loro destino e in discussione il loro ruolo nell'ordine delle cose. Mildred (Frances McDormand) e Dixon (Sam Rockwell), fanatici e integralisti, ciascuno a suo modo, volgono l'intolleranza in rispetto mutuale, avanzando verso l'Idaho e un finale che "strada facendo" prova almeno a ragionare sulla vocazione violenta e autoritaria della società americana. Senza seccare mai il regime letale del linguaggio e la vena comica del suo cinema, che sottolinea la desolazione in cui versano i personaggi potenziando gli aspetti simbolici del dramma, Martin McDonagh prosegue la sua critica sistematica alla rappresentazione della violenza.
Se in 7 psicopatici si sviluppava intorno ai film di Oliver Stone e Quentin Tarantino, in Tre manifesti a Ebbing, Missouri registra i limiti dello 'spettacolo' impietoso ma divertente tentando un 'esercizio spirituale' o almeno di pratico buon senso in luogo del delitto. Vittime (infine) consapevoli di una dissociazione tra il sociale e l'individuale, tra il fuori e il dentro, tra i processi storico-politici e quelli della coscienza umana, Mildred e Dixon tentano di colmare la separazione col viaggio che non insegue isole felici ma un nuovo equilibrio morale. La storia americana negata al progresso e alla speranza trova respiro e via di fuga nel cinema di McDonagh, che demistifica con amarissima allegria la tragedia dell'esistenza. Evocando un mondo (possibile) alla fine del mondo.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 16 novembre 2017
lapo10

I manifesti del titolo sono quelli affittati da Mildred Hayes (Frances McDormand) lungo una strada ormai poco trafficata alla periferia di Ebbing. Lo scopo di Mildred è risvegliare, attraverso il messaggio polemico rivolto allo sceriffo Willoughby (Woody Harrelson), l'attenzione verso il delitto della figlia commesso mesi prima e non ancora risolto dalla polizia locale.

martedì 5 settembre 2017
Peer Gynt

Che gran film! Bisogna confessarlo, se si va oltre un titolo che sembra più scoraggiare lo spettatore che attirarlo, si trova un film che sa coniugare come raramente si è visto dramma teso e violento con umorismo scoppiettante e sarcastico. Aggiungete a questo ottimo punto di partenza una recitazione strepitosa (la madre in cerca di giustizia, una rocciosa Frances McDormand, lo sceriffo [...] Vai alla recensione »

lunedì 4 settembre 2017
ROBERT EROICA

#Venezia74. THREE BILLBOARDS OUTSIDE EBBING, MISSOURI. Sorpresa del concorso con una delle piu' belle commedie nere viste negli ultimi anni. Un noir dilatato con sprazzi di vetriolo puro, con snodi narrativi sorprendenti e personaggi che non si puo' non amare. Quello che i fratello Coen non fanno piu' da anni. La sete di verita' di una madre sfida tutte le convenzioni alla ricerca del responsabile [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 5 settembre 2017
Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Se avete il cellulare di Clooney, mandategli un messaggio: "Ciao George, guarda come si fa!". Si fa come il britannico classe 1971 Martin McDonagh, che dopo gli ottimi In Bruges (2008) e 7 psicopatici (2012) perfeziona la sua magniloquente cifra poetico-stilistica: se Clooney con Suburbicon non è riuscito a fare un film à la Coen pur avendo tra le mani una loro vecchia sceneggiatura, Three Bil-lboards [...] Vai alla recensione »

martedì 5 settembre 2017
Francesco Alò
Il Messaggero

Sembra un film di vendetta e invece propone il superamento della rabbia. Three Billboards Outside Ebbing, Missouri pare un pulp iperviolento ma in realtà è una commedia umana. Ha la struttura del giallo ma il colpevole potrebbe pure non trovarsi mai. Al terzo tentativo le pellicole ipertrofiche dell'inglese Martin McDonagh si fanno cinema come mai era successo prima né con In Bruges né tantomeno con [...] Vai alla recensione »

martedì 5 settembre 2017
Emiliano Morreale
La Repubblica

Tre manifesti, come dice il titolo, nella tranquilla cittadina di Eb-bing, Missouri. In una strada secondaria dove non passa nessuno. C'è scritto, rispettivamente: «Stuprata mentre moriva», «Ancora nessun arresto?», «Come mai, chief Willoughby?». A comprare lo spazio pubblicitario è Mildred, la cui figlia era appunto stata tragicamente uccisa diversi mesi prima.

NEWS
TRAILER
lunedì 29 maggio 2017
 

Mildred Haynes cerca senza sosta di trovare il colpevole dell'omicidio di sua figlia ma dopo alcuni mesi decide di fare un gesto audace: dipinge tre cartelloni che sembrano un messaggio diretto a William Willoughby, l'ammirato capo della polizia della [...]

winner
miglior scenegg.ra
Festival di Venezia
2017
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