Nomadland

Film 2020 | Drammatico, 108 min.

Titolo originaleNomadland
Anno2020
GenereDrammatico,
ProduzioneUSA
Durata108 minuti
Regia diChloé Zhao
AttoriLinda May, Frances McDormand, David Strathairn, Charlene Swankie .
TagDa vedere 2020
DistribuzioneWalt Disney
MYmonetro 4,03 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Chloé Zhao. Un film Da vedere 2020 con Linda May, Frances McDormand, David Strathairn, Charlene Swankie. Titolo originale: Nomadland. Genere Drammatico, - USA, 2020, durata 108 minuti. distribuito da Walt Disney. - MYmonetro 4,03 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Dopo aver perso ogni cosa, una donna decide di vivere da nomade. Il film è stato premiato al Festival di Venezia,

Consigliato assolutamente sì!
4,03/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 4,06
PUBBLICO N.D.
ASSOLUTAMENTE SÌ
Un cinema senza paura che racconta una nazione nel ritratto di un'anima in perpetuo movimento.
Recensione di Paola Casella
sabato 12 settembre 2020
Recensione di Paola Casella
sabato 12 settembre 2020

Empire, stato del Nevada. Nel 1988 la fabbrica presso cui Fern e suo marito Bo hanno lavorato tutta la vita ha chiuso i battenti, lasciando i dipendenti letteralmente per strada. Anche Bo se ne è andato, dopo una lunga malattia, e ora il mondo di Fern si divide fra un garage in cui sono rinchiuse tutte le cose del marito e un van che la donna ha riempito di tutto ciò che ha ancora per lei un significato materico. Vive di lavoretti saltuari poiché non ha diritto ai sussidi statali e non ha l'età per riciclarsi in un Paese in crisi, e si sposta di posteggio in posteggio, cercando di tenere insieme il puzzle scomposto della propria vita.

Chloé Zhao, cinese di nascita, racconta ancora una volta l'America che ama: quella dei grandi spazi, di cui filma i limiti tanto quanto l'assenza di confini, e della solidarietà fra coloro che si ritrovano ai margini, in questo caso a causa di un welfare e di un sistema sanitario inesistenti.

Fern non è nomade per scelta, ma entra a far parte di quella Nomadland del titolo che sono diventati gli Stati Uniti a cominciare dalla fine degli anni Ottanta, generando un vagabondaggio speculare e contrario allo spirito di frontiera degli inizi, ma che in qualche modo ne contiene ancora il respiro.

Nomadland, basato sull'omonimo racconto di inchiesta di Jessica Bruder, è il ritratto circolare e olistico di una nazione ma anche di un'identità femminile che si è definitivamente sganciata da tutto ciò che fa parte del vivere comune (occidentale): come un domicilio fisso, o una famiglia pronta a sedersi intorno al tavolo nel Giorno del Ringraziamento. Fern lavora sempre, si prende cura delle cose e delle persone che incontra, ma non può più trattenersi in un luogo o in una situazione affettiva. Conosce bene la differenza fra una dimora e una casa del cuore, e non si presta al ricatto della stanzialità, allontanando da sé ogni coinvolgimento permanente.

Zhao entra nel suo sguardo e allarga il mondo intorno a lei, un mondo che è pieno di buchi: nella roccia, nel corpo, nello stesso passato della sua protagonista, nella dignità degli esseri umani, nella coerenza di una società che va incontro al declino perché perde i suoi pezzi lungo una di quelle strade che sembrano non finire mai. E si riconferma regista, sceneggiatrice e montatrice di film che sono suoi visceralmente, e che come il van di Fern (ri)compongono tutti i pezzi della sua anima straniera.

Zhao non ha paura di affrontare di petto il tema centrale del lavoro, o meglio, la sua assenza come vortice che ingoia le esistenze di tanti, e permette a pochi di prosperare sulle sfortune altrui. Non abbassa lo sguardo, non teme la tenerezza, lo strazio, lo smarrimento esistenziale, e li restituisce intatti nella loro forza emozionale primaria. E ciò che può sembrare retorica è in realtà reiterazione poetica, ritracciamento, ripetuta conferma.

Il suo cinema è fatto per gonfiarsi dentro a chi sceglie di aprirle l'anima e lo sguardo, i suoi personaggi sopravvivono alle loro ferite senza negarne lo strazio. Zhao ne condivide i percorsi di guarigione, che non comportano necessariamente una cura, ma forniscono un balsamo da portare con noi a schermo spento, sostenuta dalla fotografia alternativamente intima e dilatata di Joshua James Richards e dall'afflato lirico di Ludovico Einaudi. E racconta quando restare e quando mettersi in cammino, quando trattenere i ricordi e quando finalmente lasciarli andare.

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STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
domenica 13 settembre 2020
Luca Barnabé
Duels.it

«Mamma dice che sei una homeless», osserva una ragazzina al supermercato. «No, direi più che sono una houseless» replica sicura Fern, Frances McDormand. Fern, la protagonista di Nomadland di Chloé Zhao, non si considera senza home, ma piuttosto senza house. Per gli anglosassoni la differenza è abissale. Fern non è sprovvista di un proprio "nido", in cui rifugiarsi, trovare riparo e tentare di proteggersi [...] Vai alla recensione »

sabato 12 settembre 2020
Francesco Alò
Il Messaggero

L' impero americano è ormai una città fantasma. Fern (Frances McDormand) nel 2012 parte da lì: Empire, Nevada, dove viveva con il marito prima del collasso Usa. È una vedova ex insegnante poi precaria per Amazon, commessa fast food e impiegata in un magazzino di quarzo. Viaggia, incontra, parla, alla guida del minuscolo camper. Per una bimba è senzatetto, per la sorella un nuovo pioniere.

sabato 12 settembre 2020
Emiliano Morreale
La Repubblica

Chloé Zhao dirige l' attrice in "Nomadland". In concorso anche il road movie azero "In between dying" di Emiliano Morreale A coronare la serie di personaggi e interpreti femminili del festival arriva una delle più grandi attrici americane viventi, Frances McDormand, protagonista e produttrice di Nomadland di Chloé Zhao. Già nei film precedenti narratrice di un' America marginale, la regista segue qui [...] Vai alla recensione »

sabato 12 settembre 2020
Alessandra Levantesi
La Stampa

Di Nomadland invece, colpisce e convince tutto; e con un solo titolo in gara, il cinema americano si conferma ancora una volta il più grande. Alla base del film c' è un libro inchiesta della giornalista Jessica Bruder che, a bordo di un furgone, ha viaggiato in lungo e largo il Grande Paese raccogliendo le testimonianze dei tanti (quasi tutti bianchi!) che, costretti causa la crisi economica o traumatiche [...] Vai alla recensione »

sabato 12 settembre 2020
Peter Bradshaw
The Guardian

Nomadland è un ispirato ibrido tra documentario e fiction, come il precedente film di Chloé Zhao, The rider. È un film gentile e compassionevole che s'interroga sull'anima stessa degli statunitensi, che fa aderire attori non professionisti alla storia di una donna non più giovane, allegra e intraprendente interpretata alla grande da Frances McDormand.

venerdì 11 settembre 2020
Gian Luca Pisacane
La Rivista del Cinematografo

L'America, il western, il cinema di Chloé Zhao. La sua è la rilettura di un genere, è la riscoperta dell'elemento fondativo di una nazione. Dalla sua macchina da presa sgorga l'eredità di John Steinbeck, di Cormac McCarthy. In The Rider - Il sogno di un cowboy si confrontava con Sam Peckinpah e L'ultimo buscadero. In Nomadland ci sono le pianure di John Ford, le montagne di Anthony Mann, le strade [...] Vai alla recensione »

venerdì 11 settembre 2020
Sergio Sozzo
Sentieri Selvaggi

La riflessione più inedita nel percorso di Chloé Zhao tra le strade d'America non è incarnata dall'abituale repertorio di paesaggi al tramonto, montagne millenarie, cieli stellati, bagni nei ruscelli e praterie innevate che il film attraversa, e probabilmente nemmeno nel veicolare la filosofia della cosiddetta VanLife di Bob Wells, guru del movimento di nomadi su quattro ruote che si spostano di Stato [...] Vai alla recensione »

NEWS
PREMI
sabato 12 settembre 2020
 

Il film si aggiudica il premio maggiore della Mostra del Cinema.
Vai all'articolo »

MOSTRA DI VENEZIA
sabato 12 settembre 2020
Paola Casella

Un cinema viscerale che non abbassa lo sguardo. In Concorso a Venezia 77. Vai all'articolo »

TRAILER
mercoledì 9 settembre 2020
 

Regia di Chloé Zhao. Un film con Linda May, Frances McDormand, David Strathairn, Charlene Swankie. In concorso a Venezia77 e prossimamente al cinema. Guarda il trailer »

winner
leone d'oro
Festival di Venezia
2020
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