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sabato 15 maggio 2021

Frances McDormand

Una tipa tosta, a prova di Coen

Nome: Frances Louise McDormand
63 anni, 23 Giugno 1957 (Cancro), Chicago (Illinois - USA)
occhiello
Jane: "Torna presto che senza di te non riesco a vivere"
Cheyenne: "Non è vero, però sei carina a dirlo"

dal film This Must Be the Place (2011) Frances McDormand  Jane
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Frances McDormand
Spirit Awards 2021
Nomination miglior attrice per il film Nomadland di Chloé Zhao

Golden Globes 2021
Nomination miglior attrice in un film drammatico per il film Nomadland di Chloé Zhao

Critics Choice Award 2021
Nomination miglior attrice per il film Nomadland di Chloé Zhao

Satellite Awards 2021
Nomination miglior attrice in un film drammatico per il film Nomadland di Chloé Zhao

Satellite Awards 2021
Premio miglior attrice in un film drammatico per il film Nomadland di Chloé Zhao

NSFC Awards 2021
Nomination miglior attrice per il film Nomadland di Chloé Zhao

NSFC Awards 2021
Premio miglior attrice per il film Nomadland di Chloé Zhao

BAFTA 2021
Nomination miglior attrice per il film Nomadland di Chloé Zhao

Premio Oscar 2021
Nomination miglior attrice per il film Nomadland di Chloé Zhao

BAFTA 2021
Premio miglior attrice per il film Nomadland di Chloé Zhao

Premio Oscar 2021
Premio miglior attrice per il film Nomadland di Chloé Zhao

Golden Globes 2018
Nomination miglior attrice in un film drammatico per il film Tre manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh

Golden Globes 2018
Premio miglior attrice in un film drammatico per il film Tre manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh

Premio Oscar 2018
Nomination miglior attrice per il film Tre manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh

BAFTA 2018
Nomination miglior attrice per il film Tre manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh

BAFTA 2018
Premio miglior attrice per il film Tre manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh

Premio Oscar 2018
Premio miglior attrice per il film Tre manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh

SAG Awards 2018
Nomination miglior attrice per il film Tre manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh

SAG Awards 2018
Premio miglior attrice per il film Tre manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh

Critics Choice Award 2018
Nomination miglior attrice per il film Tre manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh

Critics Choice Award 2018
Premio miglior attrice per il film Tre manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh

Spirit Awards 2018
Nomination miglior attrice per il film Tre manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh

Spirit Awards 2018
Premio miglior attrice per il film Tre manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh

SAG Awards 2015
Nomination miglior attrice miniserie o film tv per il film Olive Kitteridge di Lisa Cholodenko

SAG Awards 2015
Premio miglior attrice miniserie o film tv per il film Olive Kitteridge di Lisa Cholodenko

Golden Globes 2009
Nomination miglior attrice in un film brillante per il film Burn After Reading - A prova di spia di Ethan Coen, Joel Coen

Golden Globes 2006
Nomination miglior attrice non protagonista per il film North Country - Storia di Josey di Niki Caro

Premio Oscar 2006
Nomination miglior attrice non protagonista per il film North Country - Storia di Josey di Niki Caro

SAG Awards 2006
Nomination miglior attrice non protagonista per il film North Country - Storia di Josey di Niki Caro

Critics Choice Award 2006
Nomination miglior attrice non protagonista per il film North Country - Storia di Josey di Niki Caro

Golden Globes 2001
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Wonder Boys di Curtis Hanson

SAG Awards 2001
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Quasi famosi di Cameron Crowe

Premio Oscar 2001
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Quasi famosi di Cameron Crowe

Golden Globes 1997
Nomination miglior attrice per il film Fargo di Joel Coen, Ethan Coen

Premio Oscar 1997
Premio miglior attrice per il film Fargo di Joel Coen, Ethan Coen

SAG Awards 1997
Nomination miglior attrice per il film Fargo di Joel Coen, Ethan Coen

SAG Awards 1997
Premio miglior attrice per il film Fargo di Joel Coen, Ethan Coen

Premio Oscar 1997
Nomination miglior attrice per il film Fargo di Joel Coen, Ethan Coen

Festival di Venezia 1993
Premio coppa volpi straordinaria per il film America oggi di Robert Altman

Premio Oscar 1989
Nomination miglior attrice non protagonista per il film Mississippi Burning - Le radici dell'odio di Alan Parker



Nomadland

Nomadland

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,73)
Un film di Chloé Zhao. Con Frances McDormand, David Strathairn, Linda May, Charlene Swankie, Derrick Janis.
continua»

Genere Drammatico, - USA 2020. Uscita 29/04/2021.
L'Isola dei Cani

L'Isola dei Cani

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,88)
Un film di Wes Anderson. Con Bryan Cranston, Scarlett Johansson, Tilda Swinton, Greta Gerwig, Bill Murray.
continua»

Genere Animazione, - USA 2018. Uscita 01/05/2018.
Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,90)
Un film di Martin McDonagh. Con Frances McDormand, Woody Harrelson, Sam Rockwell, Abbie Cornish, Lucas Hedges.
continua»

Genere Thriller, - USA, Gran Bretagna 2017. Uscita 11/01/2018.
Ave, Cesare!

Ave, Cesare!

* * * - -
(mymonetro: 3,17)
Un film di Ethan Coen, Joel Coen. Con Josh Brolin, George Clooney, Alden Ehrenreich, Ralph Fiennes, Scarlett Johansson.
continua»

Genere Commedia nera, - USA 2016. Uscita 10/03/2016.
Il viaggio di Arlo

Il viaggio di Arlo

* * * - -
(mymonetro: 3,09)
Un film di Peter Sohn. Con Raymond Ochoa, Jack Bright, Alan Tudyk, Frances McDormand, Jeffrey Wright, Marcus Scribner.
continua»

Genere Animazione, - USA 2015. Uscita 25/11/2015.
Filmografia di Frances McDormand »

lunedì 26 aprile 2021 - Una cerimonia che non scontenta nessuno, protagonista una Chloé Zhao che entra nella storia.
 

Oscar 2021, una regista indie trasformata in autrice di serie A

Roberto Manassero cinemanews

Oscar 2021, una regista indie trasformata in autrice di serie A Tutto come previsto nella 93.ma cerimonia di premiazione degli Academy Awards. Nell’anno della pandemia e dei cambiamenti dei criteri di ammissibilità (a cominciare dalla possibilità di candidare film distribuiti in streaming), la cosa più anomala della serata è rimasta l’inusuale collocazione a fine aprile, insieme con l’assenza di grandi film prodotti da case di produzione per il momento prive di piattaforma digitale (diversamente da Netflix, per intenderci). 
 
In una cerimonia dalle presenze inevitabilmente contingentate, in diretta dal Dolby Theater e dalla Union Station di Los Angeles con la sola presenza di presentatori e nominati, Nomadland della regista cinese-americana Chloé Zhao, come tutti si aspettavano, dopo il Leone d’oro a Venezia ha vinto la doppia statuetta per il miglior film e la miglior regia: prima volta nella storia per un film diretto da una donna. Un evento epocale, dunque, che risponde però alla solita logica dell’Academy per cui un film vincitore è sempre il risultato di strategie di interesse o pigri allineamenti: nel caso di Zhao, bravissima regista indie che con Nomadland ha però annacquato le esperienze di condivisione e vicinanza ai personaggi dei precedenti Songs My Brother Taught Me e The Rider - Il sogno di un cowboy (guarda la video recensione), si tratta soprattutto di un riconoscimento artistico in vista dell’imminente Eternals, ennesimo franchise della Marvel in uscita a novembre e diretto dalla stessa Zhao contro ogni vecchia logica autoriale.

Alla protagonista di Nomadland Frances McDormand è andato invece l’Oscar per la miglior attrice (il terzo dopo quelli per Fargo e Tre manifesti a Ebbing, Missouri (guarda la video recensione)), mentre la statuetta per il miglior attore è andata a un altro gigante come Anthony Hopkins, che si ripete trent’anni dopo Il silenzio degli innocenti grazie alla prova davvero impressionante di un anziano padre affetto da Alzheimer nel bellissimo The Father

Se gli Oscar fossero quelli di un tempo – e per fortuna non sempre lo sono – a trionfare sarebbero stati proprio film come Mank, il grande lavoro di David Fincher su Herman Mankiewicz, vincitore comunque di alcuni premi tecnici (fotografia e scenografia), o per l’appunto The Father, che recuperando posizioni negli ultimi giorni ha raccolto anche l’Oscar per la miglior sceneggiatura non originale, scritta dallo stesso regista Florian Zeller, già autore della pièce originale, e dall’esperto e non proprio ultimo arrivato Christopher Hampton.

Le sorprese – per quanto pure queste annunciate – sono arrivate dal premio per la miglior attrice non protagonista, l’anziana attrice coreana Youn Yuh-jung del bel film Minari di Lee Isaac Chung (l’intruso numero uno, insieme con Sound of Metal di Darius Marder), e da quello per la miglior sceneggiatura originale a Una donna promettente (il film più discutibile, ma anche quello più orgogliosamente militante di tutti gli otto candidati), scritto dalla regista Emerald Fennell.

Scontati, invece, l’Oscar al miglior attore non protagonista a Daniel Kaluuya per Judas and the Black Messiah e quello al miglior film d’animazione a Soul di Pete Docter e Kemp Powers, vincitore anche della miglior canzone e delle migliori musiche, entrambi da considerare nell’ormai consolidata quota black (perdonate gli schematismi, ma è davvero difficile non cogliere logiche di equilibrismo nei premi di questa edizione 2021, comunque meno smaccata di quella dei Golden Globes e più attenta a non scontentare nessuno…).
Oltre al grande e annunciato sconfitto Mank, tra i delusi c’è sicuramente il film rumeno Collective di Alexander Nanau, battuto non tanto nella corsa per il miglior film in lingua straniera dal favorito Un altro giro di Thomas Vinterberg, quanto in quella per il miglior documentario, dove a spuntarla è stata la produzione sottomarina Netflix, Il mio amico in fondo al mare

Va bene insomma trasformare una regista indie in un’autrice di serie A affidandole una cinecomic dopo un Oscar per un film sulle radici nomadi della cultura americana, ma riconoscere che un documentario è anche uno sguardo ambiguo sul mondo e sulle sue contraddizioni è uno sforzo troppo grosso per l’Academy. 

Passano gli anni e cambiano le modalità, ma alla fine gli Oscar non cambiano: un colpo alla botte e uno al cerchio. In attesa che anche l’edizione del 2022 (sempre ci sia film da vedere e premiare…) sia prevedibile come le altre, ovviamente per motivi ogni anno diverse e ogni anno uguali.

   

lunedì 26 aprile 2021 - Pesa come un macigno l'assenza del giudizio popolare, il riscontro del box office, ma il film di Chloé Zhao è grande cinema tout court, e possedeva tutti gli ingredienti per vincere un'edizione complessa come questa. Dal 29 aprile al cinema e dal 30 aprile su Disney+. SCOPRILO SU DISNEY+

Nomadland, l'unica certezza in un anno pieno di anomalie

Pino Farinotti cinemanews

Nomadland, l'unica certezza in un anno pieno di anomalie https://disneyplus.bn5x.net/c/2518645/771856/9358Il sommario offerto da MYmovies sui premi Oscar è puntuale ed esaustivo. Esprime una sintesi estrema di tutti i temi. Per un focus estraggo il vincitore: Nomadland.

Ma prima voglio fare una premessa. Questa edizione del premio, per la situazione che conosciamo, è piena di anomalie. La più grande è la mancanza dei voti del pubblico. Ed è un vuoto che non ha potuto non condizionare le indicazioni dei quattromila membri dell’Academy, perché è notorio che la bussola più sicura, affidabile, che ha sempre guidato i giudizi dell’Oscar, sia il botteghino. Certo con relative, corrette, dovute eccezioni. Dunque il registro e i sentimenti “alternativi”, si muovevano in un campo favorevole. Alternativo significa “roba di qualità, roba per cinefili”. E così è stato, ha dunque vinto Nomadland, film per le élite cinefile, di qualità. E grande film tout court.

E poi l’autrice, Chloé Zhao, modello (ultra) perfetto di cultura globalizzata: nata a Pechino poi presente, adolescente a Londra, poi a Los Angeles iscritta all’università di Arti liberali, gran bell’approccio culturale, perfezionato poi nel Massachusetts dove si laurea in Scienze politiche, per approdare poi alla Tisch School of the Arts di New York. Il meglio del meglio, un percorso da predestinata. Chloé ha vinto il doppio Oscar, film e regia. Ma c’è di più, Nomadland e Zhao avevano già conquistato il Golden Globe e il Leone d’oro a Venezia. Siamo nella Storia del cinema.

Il film racconta la vicenda di Fern una sessantenne che ha perso lavoro e marito. Siamo nel Nevada nel 1988. La donna non può avere sussidi, deve arrangiarsi come può. E così, dopo aver attrezzato alla bell’e meglio il suo van comincia a girare per gli Stati in cerca di lavoro. Il suo diventa un viaggio nel cuore povero dell’America di quegli anni. Gli scenari sono i grandi Stati interni, che non sono quelli delle Coste, coi giornali, lo spettacolo, la cultura, l’élite progressista della nazione. È l’America di quegli anni, che poteva essere povera e impotente. Ma Fern possiede un’anima speciale, non sta mai ferma, non smette di impegnarsi e aiutare, dovunque la necessità la porti.

Il film è tratto dal racconto di Jessica Bruder. E non può non evocare un’opera della storia, della letteratura e del cinema, Furore, per la scrittura di John Steinbeck e la regia di John Ford. Due capolavori. Allora a girare l’America in cerca di qualunque lavoro era la famiglia Joad. Erano gli anni della Depressione. E, tutto sommato, ti dicono Zhao e Bruder, quell’America non era tanto diversa da questa.

E poi Frances McDormand, attrice protagonista. È al suo terzo Oscar, sempre da protagonista. E si va a porre, nel podio assoluto, al fianco di due eroine del cinema americano e del mondo. Katharine Hepburn e Meryl Streep. La primatista Hepburn ha sollevato quattro statuette, tutte da protagonista. La Streep, due da protagonista e una da non. Così Frances, classe 1957, sempre protagonista come detto, si pone sul secondo gradino e può ancora... progredire. Un promemoria degli Oscar. 1997, premiata per Fargo, 2018: Tre manifesti a Ebbing, Missouri; infine il Nomadland di quest’anno.

Ecco uno stralcio del discorso della grande attrice nella notte degli Oscar: “Ci vorrebbe il karaoke visto che voci ci sono qui stasera… Non ho parole, la mia voce è la mia spada. Noi sappiamo che la spada è il nostro lavoro. A me lavorare piace, grazie per averlo riconosciuto. Grazie per questo”.

   

lunedì 26 aprile 2021 - Il film di Chloé Zhao vince come prevedibile i premi più importanti di questa edizione degli Academy Awards (Miglior Film, Miglior Regia e Miglior Attrice Protagonista). Anthony Hopkins batte a sorpresa Chadwick Boseman. Nessun riconoscimento per l'Italia. VAI ALLO SPECIALE EDITORIALE »

Oscar 2021, è il trionfo di Nomadland - Tutti i vincitori

a cura della redazione cinemanews

Oscar 2021, è il trionfo di Nomadland - Tutti i vincitori È Daniel Kaluuya a vincer il premio Oscar come Miglior Attore Non Protagonista per Judas and the Black Messiah, intenso ritratto di una figura chiave della politica afroamericana degli anni Sessanta.

«Grazie per tutto quello che avete dato - ha esordito un commosso Kaluuya - È difficile fare un film su un uomo come quello che ho interpretato. Condivido quest'onore con l'incredibile cast e l'incredibile troupe. È incredibile guardarsi in giro e ispirarsi da quello che questi uomini hanno fatto. Grazie per averci affidato le vostre verità [...] Bisogna celebrare la vita perché è magnifica. I miei genitori sono una coppia magnifica, mi ispiro moltissimo a loro e vorrei amore e pace per tutti noi».

 

lunedì 26 aprile 2021 - Un po' a sorpresa, è l'attrice che interpreta Fern nel film di Chloé Zhao ad aggiudicarsi il prestigioso riconoscimento battendo le più quotate Viola Davis e Carey Mulligan. SCOPRI IL FILM SU DISNEY+

Frances McDormand vince l'Oscar 2021 alla Miglior Attrice per Nomadland

a cura della redazione cinemanews

Frances McDormand vince l'Oscar 2021 alla Miglior Attrice per Nomadland Contrariamente a quanto previsto alla vigilia dai bookmakers, è Frances McDormand a vincere il premio per la Miglior Attrice Protagonista per la sua interpretazione di Fern in Nomadland di Chloé Zhao. Sconfitte le più quotate Viola Davis (Ma Rainey's Black Bottom) e Carey Mulligan (Una donna promettente).


«Non ho parole. La mia voce è la mia spada. Noi sappiamo che la spada è il nostro lavoro, e a me lavorare piace. Grazie per averlo riconosciuto. Grazie per questo».
- Frances McDormand
SINOSSI: Empire, stato del Nevada. Nel 1988 la fabbrica presso cui Fern e suo marito Bo hanno lavorato tutta la vita ha chiuso i battenti, lasciando i dipendenti letteralmente per strada. Anche Bo se ne è andato, dopo una lunga malattia, e ora il mondo di Fern si divide fra un garage in cui sono rinchiuse tutte le cose del marito e un van che la donna ha riempito di tutto ciò che ha ancora per lei un significato materico. Vive di lavoretti saltuari poiché non ha diritto ai sussidi statali e non ha l'età per riciclarsi in un Paese in crisi, e si sposta di posteggio in posteggio, cercando di tenere insieme il puzzle scomposto della propria vita.
   

lunedì 26 aprile 2021 - Il film di Chloé Zhao si aggiudica la statuetta più prestigiosa della serata. SCOPRI NOMADLAND SU DISNEY+

Oscar 2021, Nomadland è il Miglior Film

a cura della redazione cinemanews

Oscar 2021, Nomadland è il Miglior Film Empire, stato del Nevada. Nel 1988 la fabbrica presso cui Fern e suo marito Bo hanno lavorato tutta la vita ha chiuso i battenti, lasciando i dipendenti letteralmente per strada. Anche Bo se ne è andato, dopo una lunga malattia, e ora il mondo di Fern si divide fra un garage in cui sono rinchiuse tutte le cose del marito e un van che la donna ha riempito di tutto ciò che ha ancora per lei un significato materico. Vive di lavoretti saltuari poiché non ha diritto ai sussidi statali e non ha l'età per riciclarsi in un Paese in crisi, e si sposta di posteggio in posteggio, cercando di tenere insieme il puzzle scomposto della propria vita.


Conferma tutte le previsioni Nomadland, il film di Chloé Zhao, che si aggiudica il Premio Oscar come Miglior Film.
Miglior Film della stagione cinematografica 2020 dopo che lo scorso settembre si era già aggiudicato il Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia. Sebbene il film sarà disponibile sulle piattaforme (una su tutte Disney+) la protagonista Frances McDormand si appella al pubblico affinché affolli, quanto più possibile, le sale cinematografiche per vedere questo e tutti gli altri film usciti in questo sfortunato anno. “Vedetelo su un grande schermo" sembra essere un grido d'aiuto per venire in soccorso a un settore fortmente colpito dalla crisi da pandemia. 
   

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