Nomadland

Un film di Chloé Zhao. Con Frances McDormand, David Strathairn, Linda May, Charlene Swankie, Derrick Janis.
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Titolo originale Nomadland. Drammatico, durata 108 min. - USA 2020. - Walt Disney uscita giovedì 29 aprile 2021. MYMONETRO Nomadland * * * 1/2 - valutazione media: 3,65 su 50 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   

Il Sogno Americano, 50 anni dopo Valutazione 3 stelle su cinque

di jaylee


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domenica 9 maggio 2021

Il vincitore dell'Oscar 2021, scritto e diretto da una regista cinese (Chloe Zhao), simbolo di una Hollywood che bene o male si rinnova e si apre al mondo esterno: seconda donna a vincere la statuetta, prima donna asiatica. Non come il coreano Parasite di Bong Joon-Ho del 2019, Nomadland, però è girato in USA (in ben 7 stati) con attori americani, in cima a tutti la magnifica Frances McDormand. Anzi, a dire la verità, la McDormand, insieme a David Strathairn, è l'unica professionista, essendo gli altri che appaiono nel film vera gente di strada (con il loro vero nome), in stile quasi neo-realista alla Rossellini.

Sì, perchè come il titolo suggerisce, il film fa riferimento ad una vera e propria comunità di nomadi, un insieme di persone che vivono in un camper o in un furgone, e che si incrociano lungo le tante strade degli Stati Uniti, qualcuno per scelta (reminiscenza della cultura hippie), qualcuno come viaggio della vita, qualcuno perchè costretto da un'economia ormai disumana (siamo nel post-disatro economico tra il 2011-13) a spostarsi continuamente in cerca di lavori stagionali.

In questa cornice si muove Fern, ultrasessantenne rimasta vedova e senza una casa dopo che ha perso il marito e la compagnia mineraria che dava loro alloggio e impiego, chiude i battenti. Così, inizia a viaggiare sul suo van scassato, in giro per vari Amazon, Parchi naturali, raccolte di barbabietole e ortaggi vari, chiunque le dia da vivere. Fern ci vive sul quel van, ci mangia, ci dorme; si incrocia e scambia idee con altre persone, spesso a più riprese come con la sua amica Linda May (ultrasettantenne nella sua condizione) e altri come lei; e si sposta sulle strade e paesaggi di Stati Uniti (dall'Arizona al Nebraska, dal Michigan al Nevada) che sembrano lunari, così come ci appaiono aliene le condizioni di questi esseri umani in un Paese così ricco, peraltro non immigrati, ma bianchi e anche di buona educazione.

Quasi neo-realista come approccio, dicevamo, quello scelto dalla Zhao. Film fatto tutto di dialoghi e paesaggi a volte meravigliosi a volte terribili, e di musiche sempre sospese, non per ultimo il nostro Ludovico Einaudi. E ovviamente molto basato sulla performance della protagonista, presente in ogni scena del film (letteralmente): peraltro, la McDormand, in pieno metodo Strasberg, ha vissuto per mesi sul furgone, provando l'esperienza e soprattuto la spossatezza continua e di restrizioni di chi vive in quelle condizioni, incluso una scena (ripresa nella realtà) dove deve defecare in un secchio (sic... per decisione della stessa McDormand) .

Per tanti versi Nomadland, con la sua apparente destrutturazione e le musiche pervadenti, ricorda un altro film "On The Road" made in USA, ovvero Easy Rider del 1969, che però ne sembra l'antitesi: di  là, una quel'inquietudine imperfetta interrotta bruscamente, ma carica di promesse che erano gli Stati Uniti di 50 anni fa, adesso  una mera sensazione di sentirsi fuori posto ovunque, ciclica e infinita, ogni anno che si sussegue rispetto al precedente. Non più l'energia selvaggia e la spudorata bellezza dei tuoi vent'anni (rappresentata dalla moto e dai capelli al vento), ma con la stanchezza inquieta dei tuoi 60, dentro un furgone scassato, sempre con il timore che qualcuno ti bussi sullo sportello per mandarti via; con in comune tra i due il conforto dei tuoi simili, ma senza mai sentire appartenenza e "radici", solo un temporaneo sollievo prima del prossimo tratto di strada.

In definitiva, il film ci è piaciuto, anche se ci è sembrato vincere l'Oscar più per opportunità politica (ormai è una regola) che per meriti effettivi: un buon film, non un capolavoro, di sicuro non un film che rivedremmo una seconda volta, se non per la strepitosa performance della protagonista. Un po' Carver, un po' Kerouac, ma senza la stessa scintilla. (www.versionekowalski.it)

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Uscita nelle sale
giovedì 29 aprile 2021
Distribuzione
Il film è oggi distribuito in 18 sale cinematografiche:
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